Sezione dedicata alla Fiom e alla CGIL
   
Da sinistra: Maria Sciancati, Jorge Torre, Maurizio Landini e Marcello Scipioni  
 
 
 
 

Landini (Fiom): “Una piattaforma triennale che sia centrata su democrazia, non derogabilità e partecipazione negoziata. L’articolo 8 della Finanziaria va cancellato con ogni strumento disponibile”

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le motivazioni dello sciopero Generale della CGIL

25/06/2010
La CGIL chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico e privato allo Sciopero Generale di venerdì 25 giugno. Una protesta proclamata dalla Confederazione che arriva dopo il varo della 'manovra correttiva' da parte del Governo, un provvedimento che la CGIL ha più volte definito 'sbagliato e iniquo'.

Dopo la grande manifestazione del 12 giugno scorso, che ha visto la partecipazioni di oltre 100mila persone, la CGIL prosegue la mobilitazione in difesa dell'occupazione, della crescita e dello sviluppo. Con la manovra correttiva, accusa la CGIL, il Governo ha scelto di colpire solo i lavoratori e le lavoratrici, i precari, le pensionate ed i pensionati. Per un intervento a sostegno dei giovani, tra i più colpiti dalla crisi; contro i tagli a Regioni e Comuni che porteranno alla diminuzione dei servizi e ad aumentare le tasse locali e le spese per le famiglia; contro una manovra che colpisce il lavoro pubblico e privato con le norme sulla previdenza e contro il collegato lavoro che mina i diritti fondamentali, in particolare dei nuovi lavoratori, la CGIL invita tutti allo sciopero generale e a partecipare ai numerosi cortei, regionali e provinciali, previsti.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 Webcronaca dei 4 giorni di congresso
 
Rimini, 8 maggio 2010
Epifani confermato segretario generale
(08/05) 18:05 - Guglielmo Epifani confermato segretario generale della Cgil. Lo ha rieletto con voto segreto il nuovo Comitato direttivo riunito dopo la conclusione del XVI Congresso nazionale che si è tenuto a Rimini. Su 156 aventi diritto e 148 votanti, 120 sono stati i sì, 17 i no, 8 gli astenuti e 3 le schede bianche.

Eletto il nuovo Comitato direttivo
(08/05) 17:11 - Il congresso della Cgil ha eletto con voto segreto su lista unica il nuovo Comitato direttivo con il 93,9% di consensi. Su 1.039 aventi diritto e 1.026 votanti, i sì sono stati 940, 61 i no, 21 gli astenuti, tre schede bianche e una nulla.

Approvato lo Statuto
(08/05) 17:08 - Il congresso della Cgil ha approvato lo Statuto: votanti 1.013, sì 834, no 121, astenuti 58.

Dichiarazione di voto di Domenico Moccia
(08/05) 16:38 - Domenico Moccia, a nome dei componenti della seconda mozione presenti nella Commissione politica, motiva il voto contrario al Documento conclusivo del congresso, poiché tutti gli emendamenti allo Statuto proposti dalla mozione “La Cgil che vogliamo” sono stati respinti e rimane il dissenso su una serie di punti specifici. (AA)

Approvato il documento politico conclusivo
(08/05) 16:30 - L’ampio documento conclusivo, presentato da Susanna Camusso, innanzitutto “approva” la relazione di Epifani e richiama i punti di fondo delle scelte politiche che il congresso affida al gruppo dirigente della Cgil, a partire dal contrasto all’attacco diretto ai diritti dei lavoratori proprio nei quarant’anni di vita dello Statuto. Preoccupata per i tentativi del centro destra di scardinare le regole democratiche anche sul piano istituzionale, la Cgil annuncia una grande campagna per la democrazia, che comprende anche il tema della democrazia sindacale. L’analisi della crisi internazionale, aggravata dalla vicenda greca, richiede, secondo il documento, un ruolo più incisivo dell’Unione europea per allontanare il pericolo di ritorno dei nazionalismi e del protezionismo. Sul governo italiano il giudizio è netto: le misure assunte dimostrano l’incapacità di affrontare la crisi che si aggrava e rimane senza risposte. La Cgil ha avanzato proposte per uno sviluppo sostenibile e per la valorizzazione del lavoro e il documento rilancia il piano straordinario per il lavoro e l’occupazione anticipato nella relazione di Epifani, del quale vengono richiamati i punti centrali. Sull’unità sindacale il documento esplicita la divisione senza precedenti a cui è arrivato il rapporto con Cisl e Uil; divisioni che riguardano il ruolo del sindacato, la sua autonomia e la democrazia. La Cgil però intende assumersi la responsabilità di porre un freno a queste divisioni e impegna il gruppo dirigente a utilizzare ogni occasione per riprendere il cammino unitario (dalle Rsu della scuola alla piattaforma dei pensionati) e arrivare a una battaglia comune innanzitutto sul fisco. L’accordo separato sul modello contrattuale viene definito di eccezionale gravità, ma la Cgil non è rimasta sulla difensiva, come dimostrano i 40 contratti sottoscritti (con risultati positivi e alcuni punti critici), approvati in gran parte con il voto dei lavoratori. Il documento ribadisce la necessità di conquistare un nuovo modello contrattuale condiviso, flessibile, che unifichi settori pubblici e privati. E questo richiede nuove regole sulla democrazia sindacale che devono essere oggetto di confronto con Cisl e Uil a partire dal testo già raggiunto nel 2008. Il valore e il significato della confederalità, della contrattazione nei luoghi di lavoro e della contrattazione sociale territoriale, sempre più diffusa, il rafforzamento del sistema dei servizi della Cgil, sono altri aspetti richiamati nel documento, che dedica la parte finale alla campagna congressuale. Il congresso, definito “non facile”, è stata una grande prova di democrazia e di partecipazione, il cui esito chiaro disegna la linea politica della Cgil e va pienamente rispettato. Al gruppo dirigente, ricorda infine il documento, il compito di valorizzare l’unità, i pluralismi, le differenze e di procedere con il rinnovamento. “Unità e pluralismo sono la forza della Cgil”. Il documento è stato approvato con 738 voti favorevoli, 162 contrari e 2 astenuti. (MG)

Ordini del giorno: Tav e sciopero generale, la discussione
(08/05) 16:21 - Trentasei gli ordini del giorno arrivati alla fine dei lavori congressuali. Su trentadue di questi (riguardanti gli argomenti più diversi, dal no al Ponte sullo Stretto al problema della ricostruzione dell’Aquila ai diritti umani, passando per le dichiarazioni di sostegno a una serie di vertenze aziendali), visto il sì unanime della Commissione politica, ovviamente non era il caso di tornare a discutere. Sono stati illustrati invece alla platea congressuale, e messi in votazione, i due odg – contrapposti – sulla Tav, e quello, respinto a maggioranza, sullo sciopero generale. I due ordini del giorno sulla Tav erano nati dal diverso giudizio maturato nella confederazione intorno all’alta velocità. Sull’odg approvato a maggioranza, che ricalcava sostanzialmente il documento votato al Congresso della Fillea, tre sono i punti da sottolineare: l’inutilità della contrapposizione Tav-no Tav; l’importanza dell’opera per lo sviluppo industriale del Piemonte oltre che per migliori collegamenti tra Italia e Francia; la necessità che intanto si producano vantaggi occupazionali e benefici fiscali per residenti e territori. Il secondo ordine del giorno, respinto, dava invece dell’opera un giudizio, non solo sotto il profilo economico ma anche ambientale, del tutto negativo. L’altro odg votato, ricordavamo sopra, è quello in cui si chiedeva un mandato esplicito del Congresso alla decisione dello sciopero generale contro il governo. La politica dell’esecutivo, recitava il documento proposto, dopo l’articolo 18 punta a destrutturare l’intero Statuto dei lavoratori, a ledere in maniera forte, con i diritti dei lavoratori, ruolo e funzione del sindacato. Ma – questa l’obiezione venuta dalla maggioranza – la Cgil ha già detto, proprio nel congresso, che s’impegnerà in tutte le forme contro la politica del governo. “In tutte le forme” significa anche, se necessario, ricorso allo sciopero generale. Che però non è opportuno decidere oggi. (GR)

Approvato il documento politico conclusivo
(08/05) 15:45 - Il documento politico conclusivo del congresso è approvato con 738 voti a favore, 162 contrari e 2 astenuti.

Assemblea approva programma fondamentale
(08/05) 15:34 - Primo atto della parte finale dei lavori del Congresso, il voto sul programma fondamentale della Cgil. Il testo, che Bruno Trentin volle in occasione dell’assise del ’91, oggi ovviamente rivisto alla luce dei cambiamenti vissuti in questi anni, approvato all’unanimità dalla Commissione politica, ha avuto il via libera dell’assemblea con un solo voto contrario (GR).

Epifani: conclusioni congresso, non sono contento
(08/05) 14:55 - “Il congresso si conclude con un documento che sarà approvato a maggioranza. Non sono contento”. E’ quanto dice Guglielmo Epifani sulle conclusioni congressuali. E aggiunge: “D’altra parte se ci sono posizioni diverse non possiamo far finta di non vederle. Dobbiamo avere rispetto del pluralismo e vedere le differenze. Ma il Congresso si conclude con un mandato chiaro. Ora, dobbiamo usare l’intelligenza, la capacità me la disponibilità necessarie per per evitare che le divisioni si accentuino e permettere a tutte le strutture di affrontare le difficoltà in un quadro di lealtà reciproca. Abbiamo la capacità di gestire questa situazione”. Ma Epifani difende la scelta di proporre una modifica statutaria che rende centrale il giudizio del Direttivo confederale sugli accordi confederali rispetto alle valutazioni delle categorie. “C’è stato un caso recente - osserva -. che ha visto il giudizio di una categoria dopo che il Direttivo nazionale aveva già manifestato la propria opinione. Abbiamo il mandato dei lavoratori e il giudizio sugli accordi deve essere unico, di tutta la Cgil”. (Psl)

Epifani: rapporti con Cisl e Uil, il conflitto è uno strumento
(08/05) 14:44 - “Alla Cisl e alla Uil - dice Epifani - va il rispetto della Cgil perché rappresentano milioni di lavoratori. Pretendiamo analogo rispetto per le scelte che abbiamo fatto. Noi dobbiamo avere maggiore senso di responsabilità. I conflitti, la democrazia e la contrattazione sono pezzi di una stessa linea ma il conflitto è una pratica per raggiungere i contratti. Se l’accordo non c’è manca l’essenza del sindacato”. “Non abbiamo fatto sconti a Cisl e Uil rispetto alle loro responsabilità – aggiunge – ma dobbiamo assumerci le nostre di responsabilità ed affermare la nostra capacità di stare in campo, naturalmente con rigore. E’ giusto che quando la Cisl ci dice che è giunto il momento di riprendere il filo del dialogo, la Cgil risponda: sì, siamo pronti a discutere su tutto da sempre, non da oggi, E quando il segretario della Cisl ci dice: votiamo le Rsu nella scuola, questa né una affermazione importante. E’ quello che chiediamo da tanto tempo. Anzi, si tratterebbe di espandere il rinnovo della Rsu a tutto il pubblico impiego”. (PSL)

Epifani: contrattazione, dobbiamo uscire dall’angolo
(08/05) 14:13 - “Non ci divide il giudizio negativo sulla riforma contrattuale che è di tutta la Cgil. Il punto è che abbiamo fatto bene a chiedere alle categorie di fare quello che non ci è riuscito al tavolo confederale. Siamo una forza orgogliosa e non subalterna. Dobbiamo percorre la strada della conquista di ciò che l’accordo separato ha cercato di negarci. L’obiettivo è di conquistare un modello contrattuale, di farci riprendere la capacità di contrattare. Di fronte alla crisi non possiamo affidarci solo ad una linea di resistenza e di difesa. Pur se in condizioni difficili abbiamo il dovere , se c’è un minimo spazio, di muoverci e di sapere cogliere questa opportunità perché dobbiamo uscire dall’angolo”. (PSL)

Epifani, governo ci convochi subito sulla manovra
(08/05) 14:08 - “Il ministro Tremonti ha parlato di una manovra tra i 25 e i 30 miliardi. Una manovra che dovrà inevitabilmente avere qualche contenuto. Ma se il governo decide questo, quando si deciderà ad aprire un confronto con noi? Anche perché non è difficile immaginare che la manovra si baserà di nuovo su altri tagli ai trasferimenti agli enti locali, una manovra che avrà inevitabili conseguenze sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, ci saranno altri tagli alla scuola, alla ricerca”. Queste le parole usate oggi dal segretario generale della Cgil durante le sue conclusioni al Congresso di Rimini. Epifani, oltre a sottolineare l’urgenza di un confronto con le parti sociali in un momento di crisi così pesante, ha polemizzato anche (senza citare il nome) con il premier Berlusconi diventato ora un ministro interinale dello Sviluppo economico. “Al centro della nostra attenzione – ha spiegato Epifani - ci deve essere il sistema di istruzione. Non c’è stato un paese al mondo che ha tagliato la ricerca e l’istruzione. Siamo al secondo tempo di una crisi dove il primo tempo non è ancora finito, con una nuova riduzione degli stimoli. Per noi non è una sorpresa, ma ci dobbiamo porre il problema di come affrontare questo secondo tempo”. (PA)

Epifani, governo rinunci a smantellamento dei diritti
(08/05) 14:04 - “Non è questione di appelli, è questione di responsabilità. In questa crisi così grave l’elemento comune è l’attacco ai diritti dei lavoratori. Per questo noi chiediamo al governo di fare un gesto di responsabilità sociale. Bisogna provare a fermare questo smantellamento del sistema dei diritti che avviene proprio durante questa grave crisi”. Lo ha detto oggi il segretario generale della Cgil, Epifani, concludendo il 16° Congresso nazionale di Rimini. (PA)

Epifani, serve Fondo monetario europeo e nuovi bond per investimenti
(08/05) 14:01 - “Avevamo detto che sarebbe stato il congresso della crisi e nella crisi. E guardate quello che è successo: prima lo sciopero e la tragedia in Grecia, oggi una nottata drammatica, durante la quale i capi di governo dell’Unione si sono riuniti d’urgenza per tentare di tamponare una pesante ondata di speculazione finanziaria. La verità è che i fatti sono più forti della propaganda. La situazione è davvero grave e non capisco come si possano sentire oggi quelli che ci hanno imbonito finora”. Questo l’attacco delle conclusioni del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani che ha voluto spiegare i possibili effetti gravi. “Ma quale crisi passeggera? Quanto parla il silenzio di Tremonti e il rumore pesante della manovra correttiva” Epifani ha voluto citare il presidente della Bce, che ha parlato di una crisi di sistema. Una crisi epocale, che ha tra le cause la debolezza della politica nei confronti della speculazione finanziaria. “Perché non hanno fatto prima le cose di cui c’era bisogno? Il cancelliere tedesco ha traccheggiato per troppo tempo ed era chiaro che sarebbe arrivata la speculazione finanziaria. Come si fa finta che le agenzie di tarino considerare le vestali, quando hanno sbagliato fino ad oggi. Chi li abilitano a far questo? Perché i governi lo fanno?”. Secondo Epifani per mettere al sicuro l’euro e l’Europa ci vorrebbe un Fondo monetario europeo, un’agenzia di rating europea, bond europei per investimenti europei con intorno le istituzioni. O la crisi di sistema va lasciata a se stessa? Non ci si può rinchiudere negli stati nazione. Ed è chiaro che gli effetti di questa crisi saranno molteplici: Le imprese che vogliono investire avranno più incertezza,. E per i fondi pensione? Per l’occupazione? E per la spesa pubblica?. (PA)

Il saluto di Epifani
(08/05) 13:54 - Guglielmo Epifani saluta la Cgil, la sua confederazione. In autunno lascerà la guida della sua organizzazione. "Buongiorno Cgil", esclama. E aggiunge. "Viva la Cgil". Subito prima aveva affermato: "L'elezione della segtreteria non deve ritardare troppo e il autunno dovrà essere eletto il segretario generale. Se mi sarà rinnovato il mandato dovremo gestire questa fase e questo mi esime di rivolgervi il saluto conclusivo. Ma voglio dirvi che per me è stato un grande onore il fatto che mi abbiate conferito il compito di rappresentare la Cgil". Quando si spegne il lungo applauso, Epifani continua: " Vorrei dirvi una seconda cosa: vorrei che non smarrissimo mai la capacità di coltivare e nutrire la speranza per il futuro. Vedete, riflettendo sulla storia della Cgil vi sono state scelte nel passato fatte durante molte fasi difficili. I nostri padri le hanno affrontate con la fedeltà ai nosttri valori che non possono essere estirpati. Con la capacità di rinnovarci, di affrontare le difficoltà in mare aperto. La Cgil ha sempre saputo guardare avanti". (PSL)

Epifani, emendamento a statuto non comprime pluralismo
(08/05) 13:50 - "Il fatto di chiedere che di fronte ad accordi interconfederali la sede titolare a decidere per tutti sia il comitato direttivo confederale credo sia stata una scelta giusta, che non comprime il pluralismo e non cambia la nostra natura". Così Epifani in riferimento all'emendamento allo Statuto Cgil approvato ieri dal congresso e criticato da Gianni Rinaldini nel suo intervento.

Epifani, importante apertura Bonanni su voto Rsu scuola
(08/05) 13:46 - "Se Bonanni viene qui e dice che è daccordo a votare per il rinnovo delle Rsu nella scuola fa un'affermazione per noi importante, perché arriva su quello che abbiamo chiesto e per cui ci siamo battuti". Così Epifani nel suo intervento conclusivo.

Epifani, conflitto in funzione della contrattazione
(08/05) 13:42 - "Conflitto, contrattazione e democrazia stanno assieme, ma il conflitto è e resta una funzione della contrattazione. Non si può fare un conflitto troppo a lungo se non porta ad accordi". Così Epifani in un altro passaggio del suo intervento.

Epifani, Cgil non resterà nell'angolo
(08/05) 13:38 - "Per una forza troppo grande per restare nell'angolo e troppo orgogliosa per essere subalterna, non restava altra strada che quella della riconquista immediata di ciò che l'accordo separato aveva provato a negarci". E' un altro passaggio dell'intervento di Epifani.

Epifani, su arbitrato ci opporremo con tutte nostre forze
(08/05) 13:35 - "Su questioni come l'arbitrato la Cgil si opporrà con tutte le sue forze e le sue capacità di lotta". Lo ha detto Epifani applaudito dalla platea dei delegati.

Epifani, non mi stupirebbero nuovi tagli in manovra governo
(08/05) 13:29 - "Se il governo decide una manovra da 20-25 miliardi di euro, quando apre ad un confronto con noi? Non mi stupirei se dentro quella manovra trovassimo ancora una volta tagli agli enti locali, diminuzioni delle retribuzioni dei pubblici dipendenti, tagli a scuola, ricerca, università. Non c'è paese al mondo che affronta la crisi facendo tagli alla ricerca". Così Epifani in un altro passaggio delle sue conclusioni.

Epifani, agenzie rating non sono vestali verità
(08/05) 13:24 - "Le agenzie di rating non possono essere considerate le vestali della verità. Perché i governi le abilitano a fare questo?". Così Epifani ha parlato del ruolo di Moody's e di altre agenzie nella crisi internazionale.

Epifani, come si sente ora chi ha parlato di crisi passeggera?
(08/05) 13:22 - "Non riesco a capire come si possano sentire in questi giorni tutti coloro che hanno imbonito il paese e l'opinione pubblica dicendo che questa sarebbe stata una crisi passeggera. Quanto parla il silenzio di Tremonti e il rumore pesante della manovra correttiva che il governo ha deciso di adottare". Così Epifani in un passaggio del suo intervento conclusivo.

Epifani prende la parola per le conclusioni
(08/05) 13:16 -

Baseotto (Cgil Lombardia), combattiamo cultura leghista
(08/05) 13:15 - In un piccolo comune del mantovano il sindaco ha escluso dal “bonus” per il primo figlio le ragazze madri e gli extracomunitari, con il sostegno di una parte della cittadinanza. Prende le mosse da un episodio recente l’intervento di Nino Baseotto, segretario generale della Cgil Lombardia, per spiegare come egoismo e cattiveria sociale siano fenomeni che pervadono fasce sempre più ampie della società, in Lombardia come altrove. La Lega, moderata in alcuni campi ma reazionaria e razzista in altri, conquista il consenso anche tra i lavoratori e i pensionati come da almeno 15 anni viene denunciato dalla Cgil regionale che registra il fenomeno crescente del dualismo tra adesione alla Cgil in azienda e alla Lega nel territorio. La cultura leghista non può essere né assecondata né tollerata perché porta a corrompere la natura del sindacato, la confederalità. E dunque va combattuta utilizzando tutti gli strumenti a disposizione del sindacato: contrattazione, democrazia nei luoghi di lavoro, unità. Il sindacato confederale ha una possibilità in più per superare i particolarismi e la “marcia per il lavoro”, tenutasi di recente in Lombardia e realizzata con la sola Cisl, rappresenta una prova efficace in tal senso. (AA)

Schiavella, abbiamo bisogno di più Cgil
(08/05) 13:15 - È un appello all'unità e alla confederalità quello del segretario generale della Fillea Walter Schiavella al 16° Congresso della Cgil. Il segretario ha rivendicato “coerenza con la storia di una grande organizzazione di massa che è confederale” e sottolineato come “di fronte al generale arretramento delle condizioni dei lavoratori sia necessario ricostruire una prospettiva unitaria e terreni comuni di confronto”. La legalità, insieme alle questioni relative alla bilateralità, ai modelli contrattuali e alla democrazia e rappresentanza sindacale, sono i temi affrontati da Schiavella. “La relazione di Epifani – ha affermato - fra molti pregi, ne ha uno particolarmente importante: aver ricostruito con chiarezza il nesso imprescindibile che esiste fra i temi della legalità e dei diritti con le modalità per affrontare e superare la crisi. La strada scelta dal governo – ha denunciato - è quella di uno scambio perverso ed inaccettabile fra occupazione e diritti, offrendo alle imprese, in cambio dell’assenza di risorse ed interventi concreti, un quadro di sostanziale de-regolazione del lavoro e del mercato”. Emblematico, secondo il segretario, quanto accade nel settore delle costruzioni dove “a fronte della crisi, si è scelta la strada della deregolamentazione del mercato e del lavoro”. Definire le strategie sulla qualità e il modello di sviluppo del mercato del lavoro, così come sulle condizioni, la retribuzione e i diritti del lavoro sono elementi su cui – secondo il segretario - compiere scelte “qui ed ora”. “È qui – ha sottolineato - in questo contesto sfavorevole, nelle difficoltà imposte dalla crisi, che il nostro Congresso deve saper compiere scelte precise e coraggiose”. Schiavella ha quindi ricordato i fatti di Rosarno frutto di “una miscela esplosiva fatta da Legge Bossi- Fini, pacchetto sicurezza, crisi e logica del massimo ribasso che consegna nelle mani dei caporali formidabili armi di ricatto”. “Il nesso fra mafie e caporalato è un nesso evidente e va spezzato non solo rafforzando il contrasto di Polizia, ma soprattutto chiudendo gli spazi che norme legislative sbagliate invece aprono”. Il segretario ha, infine, rivendicato la necessità di un piano straordinario per il lavoro che parta dal rilancio degli investimenti e della riconquista di un modello condiviso per la contrattazione. “Abbiamo bisogno di un'iniziativa confederale - ha detto – e che a partire da noi venga posto un freno alla lacerazione dei rapporti unitari. Abbiamo bisogno di più Cgil – ha concluso – la Confederazione generale dei lavoratori”. (MA)

Dettori, piano lavoro unica risposta possibile a crisi
(08/05) 13:15 - “Il piano triennale per il lavoro è l'unica risposta possibile e sostenibile contro la crisi che colma il vuoto di proposte del governo”. Così Rosanna Dettori, segretaria generale della Fp, critica le reazioni del ministro Sacconi alla relazione di Epifani. Parlando del pesante attacco al settore pubblico, la neo segretaria di categoria ha osservato che “una pubblica amministrazione che funziona è garanzia dell'esercizio dei diritti dei cittadini, della qualità dei servizi e di rilancio dell'occupazione”. E invece proprio sulla pubblica amministrazione “si è abbattuto un attacco, attraverso una rinnovata invadenza della politica, all'autonomia e terzietà amministrativa e alla contrattazione. Si tenta di squalificare il servizio pubblico attaccando i diritti dei lavoratori, anche negando gli stanziamenti per i rinnovi contrattuali”. Le stabilizzazioni dei precari, ha poi osservato, “sarebbero a costo zero, poiché si tratta di trasformare rapporti di lavoro già esistenti in tempi indeterminati”. Dettori ha molto insistito sull'intreccio tra stabilità del lavoro, dei servizi e dei diritti di cittadini e lavoratori. Poi ha definito “grave l’attacco di Brunetta al piano di stabilizzazioni nella sanità privata in Puglia”. Quanto alla sanità, “è un settore dove i privati hanno drenato risorse per dare in cambio servizi scarsi, ma la privatizzazione è la linea prevalente del governo”, La Fp Cgil, ha quindi aggiunto, “è disponibile a lavorare per costruire un nuovo patto con i cittadini per i servizi”, ma “bisogna usare la leva fiscale per rilanciare il settore pubblico, perché “non c’è diritto né eguaglianza se il settore pubblico viene svuotato” . Sulla democrazia e rappresentanza, Dettori ha sottolineato l'importanza delle prossime elezioni Rsu nel pubblico impiego: “Un sistema che può essere la base per una legge su regole e certificazione della rappresentatività sindacale”. Infine l’auspicio per “la ripresa dello spirito unitario all'interno della Cgil, perché nel percorso congressuale ci è spesso avvitati su logiche interne incomprensibili ai lavoratori”. (AV)

Cantone, polemiche inutili finiscono con congresso
(08/05) 13:14 - “Le divisioni che hanno prodotto guasti nelle assemblee congressuali devono finire - scandisce innanzitutto la segretaria generale Spi – e si superano senza ipocrisie e nella chiarezza, pena il rischio di balcanizzare la Cgil. E questo richiede grande responsabilità da parte di tutti noi. La ricomposizione è un fatto politico e non tattico e il pluralismo nella Cgil c’è sempre stato e sempre ci sarà". La gravità della crisi mondiale impone una Cgil solida, “in grado di affrontare le preoccupazioni dei nostri iscritti i quali ci hanno chiesto di ricucire le divisioni nel rapporto unitario con Cisl e Uil, che costituiscono un danno per le nostre rivendicazioni. Ed è positivo che Bonanni abbia riconosciuto qui che divisi siamo tutti più deboli". Cantone rimarca che il congresso Spi “ha proposto di ripartire dai punti che ci uniscono e Cisl e Uil sono disponibili. Vogliamo provarci. I nostri iscritti ci chiedono autorevolezza, una strategia confederale forte da tradurre nella contrattazione per affrontare le nuove sfide che riguardano insieme i giovani e gli anziani, per combattere la precarietà, la crociata contro i diritti delle donne e lo Statuto dei lavoratori, il libro bianco che azzera lo stato sociale universalistico, il federalismo pericoloso che avanza. Per questo dobbiamo intensificare la nostra presenza nei luoghi di lavoro, occupare il territorio che non è proprietà della Lega di Bossi, praticare con coerenza le delibere della conferenza di organizzazione. E dobbiamo riprenderci le regole contrattuali perché se la Cgil è al tavolo delle trattative gli accordi sono migliori, se invece resta esclusa rischia di passare l’idea che del sindacato si può fare a meno. Ma per tutto questo serve una Cgil unita, perchè la divisione tra maggioranza e opposizione non sta nel nostro dna”. Cantone rivendica il ruolo da protagonista svolto dallo Spi e risponde così alle polemiche che hanno accompagnato il dibattito di questi mesi: “riguardo alle polemiche utili, annuncio che dopo il congresso chiederemo un incontro alle strutture confederali e di categoria per definire obiettivi comuni per la contrattazione sociale e territoriale; le polemiche inutili, invece, per me finiscono con il congresso”. (MG)

Morselli, sviluppare produzioni compatibili
(08/05) 12:52 - La crisi ci accompagnerà ancora nei prossimi anni e il suo esito determinerà forti cambiamenti nelle condizioni di lavoro in tutti i settori produttivi e dei servizi. Per questo, secondo Alberto Morselli, segretario generale della Filctem, è necessario prefigurare un modello alternativo di sviluppo e di crescita. Va in questa direzione la scelta strategica verso la green economy che deve essere intesa come un processo che parte dalle tecnologie esistenti per evolvere verso produzioni compatibili, attraverso l’innovazione di processo e di prodotto. I ritardi del governo, ma anche lo scarso impegno del sistema produttivo nei confronti di ricerca e innovazione, impoveriscono il nostro territorio. Alcune multinazionali hanno scelto in modo unilaterale di lasciare il nostro paese per dislocare altrove le proprie unità di ricerca. C’è bisogno di rendere più rapide e più certe le decisioni riguardanti la ristrutturazione delle imprese, occorre intensificare e qualificare il processo di predisposizione delle infrastrutture. La Filctem ha proposto una sorta di “contratto” tra produttori allo scopo di governare questi processi all’interno dei luoghi di lavoro. E ha scelto di esercitare una contrattazione responsabile ed equilibrata nei due livelli contrattuali. (AA)

Nicolosi, green economy per uscire dalla crisi
(08/05) 12:38 - Nicola Nicolosi, centro nazionale Cgil, ha parlato degli effetti della crisi e dell'aumento delle ingiustizie e delle diseguaglianze che ha prodotto. La crisi ha dimostrato che il mercato non poteva essere il centro regolatore e risolutore. Tra le ricette per uscire dalla crisi c'è l'investimento in green economy che può spostare, secondo stime di economisti, una percentuale di Pil mondiale pari al 20%. La crisi ha messo anche in evidenza, secondo Nicolosi, l'incapacità dell'Europa di farvi fronte e contrastare la speculazione, nonostante 26 milioni di inoccupati, 100 milioni di precari e 76 milioni di lavoratori dequalificati. Quindi il “progetto Europa” va rilanciato su nuove basi. Ricordando che l'unità del movimento dei lavoratori è un valore irrinunciabile, Nicolosi ha concluso dicendo che la storia del movimento sindacale è fatta di divisioni. I rapporti unitari vanno improntati al rispetto del pluralismo, ma va ritrovato un bandolo per far ripartire un lavoro comune. (AV)

Rinaldini, Cgil torni opposizione sociale
(08/05) 12:26 - Rinaldini ha poi mostrato apprezzamento per le aperture di Bonanni sulla scuola, ma in ogni caso “non si può parlare di unità sindacale in termini normali, quando si approva un collegato che cancella il diritto del lavoro come è stato costruito nel 900. Le distanze sono troppo strategiche”. Dure anche le prese di posizione contro governo e Confindustria, che, con l’assenso di Cisl e Uil, “stanno usando la crisi “per ridefinire l’assetto delle relazioni sociali del nostro paese, parte di un progetto autoritario che arriverà fino alla modica della Costituzione”. Un’offensiva che è partita con l’accordo separato sul sistema contrattuale e che poi si è sviluppata – ha aggiunto – “con un’opera sistematica di atti legislativi che cancellano le tutele e i diritti sul lavoro e allargano a tutti i livelli la precarizzazione del mercato del lavoro”. Cisl e Uil per Rinaldini hanno accettato, per concedere questo consenso, lo scambio con la bilateralità. E questo processo continuerà, nei prossimi giorni, “con lo smantellamento dello Statuto dei lavoratori e un’operazione sul federalismo che partirà dalle materie contrattuali”. Se questo è vero, per Rinaldini “si tratta di capire se anche oggi siamo in grado di costruire come Cgil una opposizione sociale che è fatta di mobilitazioni, lotte e proposte che sia in grado di diventare l’interlocutrice anche di cittadini, lavoratori e pensionati che vanno oltre la nostra organizzazione”. “Questo – ha concluso - è il bivio che abbiamo di fronte. Capire se la Cgil può svolgere quel ruolo che già svolse, da sola e con successo, nel corso del 2001 e del 2002”. (SI)

Rinaldini, nessun futuro senza democrazia sindacale
(08/05) 12:18 - Prima di tutto la democrazia sindacale. Non solo nei rapporti con Cisl e Uil, ma anche all’interno della stessa Cgil. Questo è stato il nucleo centrale dell’intervento di Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, che è stato anche fortemente critico rispetto alle votazioni di ieri sulle modifiche allo Statuto della Cgil. “Aver modificato lo Statuto, nel senso di non rendere possibile il pronunciamento delle categorie in caso di accordo sul sistema contrattuale non sta nella storia della Cgil”. “E’ vero – ha aggiunto – che noi non siamo un coordinamento di segreterie, ma non siamo neanche un sindacato nel quale le categorie non esistono ma esiste solo la confederazione”. Sempre rispetto alle votazioni di ieri, il leader della Fiom, ha anche espresso il suo forte dissenso per non aver “definito una clausola dello Statuto che dica che quando ci sono due mozioni diverse esse devono essere sempre presentate e discusse in tutte le assemblee e nei luoghi di lavoro”. Non possiamo, ha continuato, “chiedere a Cisl e Uil di votare quando c’è dissenso, come abbiamo fatto per l’accordo separato, e poi essere noi per primi a non farlo”. Quindi, per aprire un’unita d’azione con Cisl e Uil (“l’unità sindacale, che pure deve essere l’orizzonte di riferimento, non è al momento praticabile in questa fase del conflitto sociale”) bisogna necessariamente stabilire regole democratiche: “Qualsiasi trattativa che non abbia definito in precedenza cosa succede se a quel tavolo ci sono posizioni diverse tra le organizzazioni, è viziata in partenza, è falsa”. Invece, ha fatto notare il segretario generale della Fiom, Bonanni “ci ha detto chiaramente che i lavoratori si consultano solo quando c’è accordo tra le organizzazioni”. (SI)

Pantaleo, serve movimento contro mercificazione conoscenza
(08/05) 12:17 - Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc, parlando delle ricette per uscire dalla crisi ha detto che di fronte alla riproposizione del modello ideologico neoliberista non è possibile mediare: in uno scontro del genere “o si vince o si perde”. “Il governo non concede nessuna possibilità di mediazione”, ha affermato Pantaleo, per questo è necessario che si costruisca un ampio movimento e ampie alleanze, “in questa situazione la Cgil non può farcela da sola”. La politica del governo sta piegando lo stato sociale e l'istruzione agli interessi delle aziende, sta mercificando i beni comuni e trasformando i diritti in arbitrato. Un esempio significativo è offerto dai comportamenti del ministro Gelmini, definita “incompetente e arrogante”, che non contenta di aver distrutto la scuola pubblica dichiara di volere ridimensionare il sindacato. La concezione ideologica di Gelmini è evidente dalle sue dichiarazioni sull'astensione obbligatoria di maternità, definita un privilegio e non un diritto; dal tentativo di imporre un tetto del 30% alla presenza degli alunni stranieri. La negazione della mensa ai bambini è la conseguenza di questo clima ideologico, “di un'idea inaccettabile di società”. Nella strategia per uscire dalla crisi c'è l'investimento in conoscenza per cambiare i connotati al sistema economico, lavorando sull'innovazione e non sui costi. Anche la lotta alla precarietà è una priorità per costruire un patto generazionale. Ribadendo il valore dell'unità sindacale, Pantaleo ha ricordato che la rottura non è stata colpa della Cgil: il 30 ottobre 2008 dopo la più grande manifestazione unitaria della scuola, Cisl e Uil firmarono un accordo separato sul pubblico impiego. Apprezzando le aperture della Cisl, ha detto che difendere le elezioni delle Rsu e in tutto il pubblico impiego significa poterle estendere anche al privato. Sulla democrazia interna della Cgil ha sostenuto l'unità nel pluralismo nel libero confronto delle idee e nella solidarietà quando si assumono decisioni a maggioranza. (AV)

Comitato direttivo, Panini annuncia lista unica
(08/05) 12:04 - Confermata la votazione su lista unica per il nuovo Comitato Direttivo della Cgil. Il segretario organizzativo Enrico Panini ha letto l’elenco nominativo dei componenti, che sono 156 (27 dei quali della mozione 2), 21 in meno rispetto all’attuale organismo nell’ottica dello snellimento degli organismi dirigenti adottata già in molti congressi. La presenza femminile è del 41,6% (dall’attuale 41%), gli immigrati salgono da 3 a 8 (5,13%), i giovani sotto i 35 anni sono 13 (8,33%) e i delegati di luogo di lavoro sono 11 (7,05%). La votazione si apre alle 12,15, prosegue fino alle 15 e si svolge presso gli otto seggi allestiti nell’area congressuale. (MG)

Canta (Cgil Torino), puntare su qualità lavoro
(08/05) 11:40 - “Un qualche orgoglio di organizzazione va bene, ma non indulgiamo nell’autocelebrazione”. Così esordisce Donata Canta, segretario generale della Camera del lavoro di Torino, affermando che la confederazione deve affrontare tre tipi di difficoltà. Gli effetti della crisi innanzitutto che riguardano il lavoro, ma che determinano conseguenze negative anche nella sfera economica e culturale. La necessità di guardare al domani, in secondo luogo, per provare a costruire un modello alternativo. E in questo senso la proposta di un Piano straordinario del lavoro, apprezzabile, deve prevedere anche obiettivi riguardanti la qualità del nuovo lavoro. Un atteggiamento lungimirante vuol dire puntare sul sapere, su di un lavoro che non subisce la subalternità culturale. E, infine, la necessità di riconquistare diritti che sono gradualmente venuti meno, dal modello contrattuale al diritto del lavoro: l’attacco all’articolo 18 e l’introduzione dell’arbitrato sono solo momenti singoli di un disegno complessivo delineato nello “Statuto dei lavori”. “Non mi interessa decidere oggi uno sciopero generale, m’interessa di più che l’articolazione del Piano del lavoro diventi una battaglia condotta nei luoghi di lavoro”. La democrazia interna, cioè estendere e rinnovare le rsu oltre che misurare la rappresentanza sindacale, è indispensabile per rafforzare la capacità contrattuale, “perché non ci si trovi più di fronte, come avvenuto con Fiat, all’alternativa secca fra prendere o lasciare”. Infine l’annuncio che il 19 giugno a Torino è stata decisa una manifestazione dal titolo “I diritti sono il nostro pride” per riaffermare la forza delle donne nei confronti della nuova giunta regionale. (AA)

Rinaldini, sbagliato fischiare Bonanni e Angeletti, ma non ho applaudito
(08/05) 11:14 - "E' stato sbagliato fischiare Bonanni e Angeletti, ma io non ho applaudito. Quello che hanno fatto nei confronti dei metalmeccanici è stato un sopruso vero e proprio". Lo dice dal palco il leader della Fiom, Gianni Rinaldini.

Barbi (Cgil Emilia Romagna), Cgil sia sindacato di proposta
(08/05) 11:00 - “Ho temuto all’inizio che il nostro potesse essere un congresso di crisi della Cgil dentro la crisi del paese, ma oggi sono confortato: non è così, sia per l’esito netto della campagna congressuale, sia perchè stiamo cercando un filo tra il nostro pluralismo e la nostra unità e questo mi sembra molto importante. Inoltre, con la relazione di Epifani il congresso parla al Paese (molto meglio dell’estetica dei fischi) e pone con urgenza la necessità del ritorno all’uguaglianza e alla redistribuzione come chiave per preparare la ripresa”. Così Danilo Barbi, segretario generale Cgil Emilia Romagna che insiste sul fatto che c’è un problema di riforma strutturale dell’economia mondiale (e la vicenda greca lo dimostra), che riguarda le regole e soprattutto politiche adeguate a riaprire un orizzonte di trasformazione contro il diffondersi di tendenze nazionaliste, territorialiste e razziste. Di fronte al gravissimo rischio di fratture sociali profonde, “la Cgil per prima cosa deve essere confederale, rappresentativa di lavoratori e pensionati e praticare l’uguaglianza anche al proprio interno. Deve essere un sindacato di proposta (e il piano straordinario per l’occupazione lanciato da Epifani è il cuore della proposta del congresso) e di contrattazione, nella dimensione anche sociale e territoriale, oltre a quella del lavoro. In Emilia Romagna sulla crisi abbiamo chiuso oltre 10.000 accordi aziendali e centinaia con i comuni. E ci sono risultati apprezzabili, oltrechè punti critici, nei contratti nazionali firmati, che dimostrano che con l’accordo separato sul modello contrattuale non sono riusciti a far fuori la Cgil come soggetto contrattuale”. Secondo Barbi oggi è giusto l’obiettivo di ricercare un nuovo modello condiviso (che sia diverso anche da quello del 23 luglio), che tracci uno schema flessibile di riferimento e nel contempo affidi alle categorie una certa autonomia di manovra. Infine, la Cgil “deve confermare nettamente la propria autonomia rispetto al sistema politico e rendersi conto di un fatto importante: al di là dell’intervento dell’opposizione, il governo si sta indebolendo, e dobbiamo avere la capacità di approfittarne”. (MG)

Abdel (Fillea), iniziativa europea per abolire Bossi-Fini
(08/05) 10:48 - Alidi Abdel, delegato Fillea, ha ringraziato la Cgil che ha dato la possibilità a tanti immigrati di partecipare, discutere, acquisire coscienza dei diritti, esercitare un ruolo di dirigenti nel sindacato. Ha parlato della durezza della vita quotidiana di chi lavora, cerca sostentamento e deve mantenere la famiglia. “La vita è una guerra” e non solo per gli immigrati. Ha rivendicato il diritto per gli stranieri di rimanere in Italia anche se perdono il lavoro: è una questione che attiene i diritti universali dell'uomo. Ha proposto che venga attivata un'iniziativa europea per abrogare la Bossi-Fini.

Viafora (Cgil Veneto), firmare contratti e ritrovare unità interna
(08/05) 10:35 - Emilio Viafora, segretario regionale del Veneto, ha richiamato la responsabilità dei gruppi dirigenti della Cgil di fronte ai lavoratori colpiti dalla crisi, che non vanno lasciati soli, ma aiutati non solo a trovare un nuovo lavoro, ma anche dignità e nuove ragioni di vita. Ha difeso la scelta di avere firmato i contratti, definendo “stucchevole” la sminuizione delle firme, perché quei contratti possono smontare il modello contrattuale frutto dell'accordo separato. Con Cisl e Uil il filo unitario va ricostruito, ma “sul merito”. Si è poi soffermato sugli effetti disastrosi della crisi in Veneto che ha portato, nella quarta regione industriale del Paese, chiusura di impianti e delocalizzazioni. Il governo non ha una politica industriale e invece sarebbe necessario investire nell'economia della conoscenza, anche per innovare i sistemi produttivi e la qualità dei prodotti. La crisi ha anche allargato la forbice tra rappresentanza sociale e rappresentanza politica, lasciando spazio alla demagogia leghista che prende voti anche tra gli iscritti Cgil. Per combattere i pericoli di secessione non bastano gli appelli alla solidarietà. Riferendosi al dibattito interno della Cgil ha detto che molte divisioni sono artificiose, legate più ai destini individuali che ai veri problemi delle persone.

Verso lista unica per il direttivo
(08/05) 10:15 - Secondo quanto si apprende da alcuni esponenti delle due mozioni, sarà presentata una unica lista di candidati al nuovo direttivo della Cgil. All'interno della lista gli esponenti delle due mozioni saranno presenti in misura proporzionale rispetto ai voti ottenuti dai due documenti nelle assemblee di base. I rappresentanti delle mozioni precisano che la scelta, peraltro spesso praticata nei precedenti congressi, ha un valore puramente tecnico e non politico, anche perché le differenze restano tutte. Anzi, delegati della seconda mozione hanno annunciato per i prossimi giorni una assemblea della minoranza Cgil. (PSL)

Nessun documento della minoranza
(08/05) 09:42 - Nella tarda serata di ieri i firmatari della mozione due hanno fatto sapere ad alcuni giornalisti che non sarà presentato un ordine del giorno conclusivo alternativo a quello della maggioranza. I delegati della seconda mozione voteranno contro il documento della maggioranza. (PSL)

Aperti i lavori dell'ultima giornata congressuale
(08/05) 09:30 -

Il programma di sabato 8 maggio
(28/04) 18:12 - Ore 9.30 – Ripresa dei lavori e dibattito; Ore 11.00 – Conclusioni di Guglielmo Epifani, segretario generale Cgil; Adempimenti conclusivi: votazioni, emendamenti allo Statuto, emendamenti al Programma Fondamentale, emendamenti ai Documenti congressuali, ordini del giorno, documento conclusivo; Elezioni: Collegio dei Sindaci revisori, Comitato di garanzia nazionale, Comitati di garanzia interregionali, Collegio statuario; Proclamazione dei risultati relativi all’elezione del Comitato Direttivo Nazionale; Ore 17.00 – Chiusura dei lavori del 16° Congresso. Al termine dei lavori verrà convocato il Comitato Direttivo Nazionale per procedere all’elezione del segretario generale della Cgil.

 
Rimini, 7 maggio 2010
Chiusi i lavori della terza giornata
(07/05) 20:00 -

Testimonianza dal Senegal: "Donne spinte all'ignoranza"
(07/05) 19:59 - Ultimo intervento della giornata è di Amina Cisse, una donna proveniente dal Senegal, che racconta brevemente la sua storia. "In Senegal le donne sono spinte verso l’ignoranza, sono poche quelle istruite, l’istruzione per loro è negata e una donna ignorante, che non sa leggere, scrivere e che, soprattutto, non conosce i propri diritti, è più facilmente controllabile". Amina, laureata in pedagogia, aveva deciso di sfruttare e diffondere le sue conoscenze girando per il paese e parlando con le donne. Ma è rimasta sola con il suo progetto, anche gli uomini della sua famiglia l’hanno abbandonata ed è stato costretta a trasferirsi in Italia. È qua, in Sicilia che ha conosciuto la Cgil. Amina chiude con una frase molto importante, che ha imparato con la sua esperienza: "Perché dobbiamo aspettare di morire per avere il paradiso quando lo possiamo fare qui". (RM)

Breda (Fiom), recupero tasse per migliorare servizi
(07/05) 19:51 - “Trovo che la scelta del sindacato di ridurre la contribuzione e la tassazione alle imprese da una parte e ai lavoratori dall’altro, il rischio è che i lavoratori abbiano meno servizi. Eventuali recuperi dalle tasse non dovrebbero essere redistribuiti, ma utilizzati per migliorare i servizi e offrire pari opportunità a tutti”. Così Augustin Breda della Fiom, nel suo intervento dal palco. (RM)

Maggio (Cgil Sicilia), 2 Giugno sia moderna giornata Resistenza
(07/05) 19:45 - “Di fronte alle tante ricorrenze importanti di quest’anno, a partire dai 40 anni dello Statuto dei lavoratori, dobbiamo fare in modo che la memoria ci aiuti a dare fiducia alle nuove generazioni. Per questo facciamo del 2 giugno una moderna giornata di resistenza in difesa della Costituzione e dei suoi valori”. Con questo invito ha aperto il suo intervento Mariella Maggio, segretaria generale Cgil Sicilia, che ha manifestato poi forti timori per la possibile manomissione della legge 300, “anche tenendo conto delle parole pronunciate ieri dai leader di Cisl e Uil e dagli attacchi ai diritti del lavoro venuti in questi mesi attraverso l’accordo separato sul sistema contrattuale, le scelte del governo sullo stato sociale, le convergenze con Confindustria sulle restrizioni al ruolo del sindacato”. Maggio ha dedicato molto spazio ai problemi del mezzogiorno e della Sicilia, “che rischia di restare appesa al ponte sullo stretto invece di diventare il cuore di una piattaforma mediterranea di rilancio dell’economia del paese, in una crisi devastante che riduce molti lavoratori allo stato di disperazione fino a gesti estremi. Più salario e meno fisco per i redditi da lavoro e da pensione, dice la Cgil, e qualche possibilità di iniziativa unitaria su questi aspetti sembra aprirsi. Ma per favorire la ripresa – ha aggiunto la segretaria generale siciliana – la strada è quella del sostegno alle imprese che non licenziano, dell’estensione degli ammortizzatori sociali, degli investimenti in ricerca e innovazione. E per la Sicilia, che vive una rottura gravissima di tutti gli equilibri sociali, serve un piano straordinario contro vecchie e nuove povertà come abbiamo detto al congresso regionale. Nulla vada perduto dei nostri insediamenti produttivi, a partire da Termini Imerese, per dare speranze al mondo del lavoro siciliano, senza dimenticare che la legalità è il presupposto di qualsiasi politica di sviluppo e la lotta alla mafia non deve andare mai in secondo piano. La gravità della situazione impone alla Cgil il massimo di unità interna”. (MG)

Daita, disabili sempre più discriminati
(07/05) 19:39 - Da qualche anno diritti e pari opportunità conquistati dai disabili vengono rimessi in discussione e vanno peggiorando le loro condizioni. Questo il centro dell’intervento di Nina Daita, responsabile Ufficio Disabili della Cgil che ricorda i tagli intervenuti nella scuola, le politiche penalizzanti del ministro del Lavoro, le difficoltà crescenti ad applicare la legge 68 nel corso della crisi economica. (AA)

Romagnoli, vogliono dare buonanotte allo Statuto, ma non prevarranno
(07/05) 19:01 - “Nel diritto del lavoro c’è un pensiero unico. E’ passata l’egemonia culturale. Il problema non è se lo Statuto è ancora attuale – ha detto oggi Romagnoli – perché quello Statuto era parte di una serie di iniziative giuridiche come diceva Brodolini. Lo Statuto era frutto di due linee: sostegno del sindacato nei luoghi di lavoro, la seconda la garanzia delle matrici costituzionali per chi lavora. Lo Statuto fu un nuovo inizio perché concede al lavoratore molto di più quello che concede il contratto che è uno scambio economico. Oggi proprio questo si mette in discussione”. Con lo Statuto non è possibile l’espropriazione dei diritti dei lavoratori Oggi è in auge una eresia che proviene da Bruxelles: se io ti aumento i diritti come scambio. La flexsecurity è questo. Lo stato di cittadinanza è un prius. L’occupazione è considerata secondaria. Invece le due cose sono collegate e non si devono scambiare. Si attua quindi una scelta ideologica che non c’entra nulla con i principi giuridici. Il professor Romagnoli ha citato poi una formula molto fortunata “Sindacato dei diritti”, “è una formula molto bella. Il lascito di Bruno Trentin. “Voi siete il sindacato dei diritti e dovete esserlo sempre di più, ma vi prego a una condizione: quelli da conquistare non sono i diritti dei lavoratori, ma sono i diritti dei cittadini che lavorano”. Per questo, ha concluso Romagnoli, “ non è detto che prevarranno quelli che pensano alla buonanotte allo Statuto. Ha 40 anni, li dimostra, ma li porta bene. Sono ancora tanti quelli che continueranno a dirgli: buongiorno Statuto”. (PA)

Romagnoli: caccia grossa contro l’art.18, anche a sinistra
(07/05) 19:00 - Il professor Romagnoli ha elencato i punti più importanti dello Statuto dei lavoratori che conservano tutta la loro forza e la loro attualità. Con quelle norme fu avviato un risveglio costituzionale che scosse dal torpore il Paese. Ci furono anche molti referendum in questi anni sullo Statuto. Uno di quelli ha rimaneggiato l’articolo 19. La norma è stata riscritta e non si è mai capito come mai la Corte costituzionale ha reso ammissibile quel referendum. Il referendum fu ammesso per un “non detto”: chi rappresenta chi? Una domanda che rimbalza ancora. Bisogna dargli una risposta. La Corte scelse così e i sindacati ci rimasero male. Anche l’altro referendum sull’abolizione della fonte legale per le trattenute. Che messaggio fu? ‘Voi siete importanti una storia gloriosa, ma siete un’associazione di diritto comune come tutte le altre e non meritate i privilegi’. Questo messaggio è caduto nel vuoto perché a quel tempo ci fu una gara a minimizzarlo. Ebbe solo un valore simbolico. I sindacati hanno gareggiato per superare una norma statutaria (art.37). Ci sono state leggi che hanno esteso poi al pubblico lo Statuto. Oggi è in atto una controriforma che vuole riportare indietro le lancette dell’orologio della storia. Dal processo di omologazione si è passati all’ibridazione. Cos’è rimasto oggi dello Statuto? - si è chiesto il professore - due norme:. Articolo 28 e 18. Hanno una comunanza di scopo e sono vicine. Si basano sull’effettività della repressione del comportamento antisindacale e della giustificatezza del licenziamento. Si applica la regola che si applica a tutti gli atti illeciti come nel Codice civile. C’è un filo tra i due articoli perché entrambi annullano gli effetti di comportamenti illeciti. L’articolo 28 non ne parla più nessuno anche perché si è interiorizzato. Se non ci fosse invece l’articolo 18 nessuno polemizzerebbe più con lo Statuto. La destra (ma anche la sinistra) ha cercato di cacciare l’art.18, un safari. Anche la sinistra pensa di doverlo rimuovere per rimuovere una supposta iniquità. L’alto costo del licenziamento aggraverebbe il fossato tra chi ha lavoro e chi non ce l’ha. E’ una espressione altamente ideologica. Non è vero che se si rimuovesse si assumerebbe di più. Si generalizza solo l’insicurezza per tutti”. (PA)

Romagnoli, Statuto lavoratori ancora attuale
(07/05) 18:33 - “Possiamo dire che sono passati quarant’anni dallo Statuto dei lavoratori, 40 anni trascorsi con lo Statuto, che ha una paternità formale e una informale. Paternità putative delle assemblee di fabbriche tra il 68 e il 69 deliberavano le piattaforme che poi hanno coinciso con i contenuti dello Statuto. Indiscussa la paternità di Giacomo Brodolini”. Così si è espresso oggi il professore emerito di diritto del lavoro all’Università di Bologna, Umberto Romagnoli, intervenendo al 16° Congresso nazionale della Cgil, per parlare proprio dello Statuto dei lavoratori. L’erede di Brodolini, che purtroppo morì per una malattia senza poter vedere il risultato del suo lavoro ministeriale, fu Gino Giugni che portò a conclusione l’opera. Romagnoli ha citato una intervista di Giugni che rivendicava già dal 1994 la validità e l’attualità dello Statuto. (PA)

Votato il numero di componenti del direttivo
(07/05) 18:06 - Il direttivo sarà composto da 156 componenti, così ha deciso a maggioranza il Congresso. Sarà di certo presente almeno il 40% di donne e la Commissione che dovrà proporre i nominativi terrà presente anche che siano rappresentati gli immigrati e i giovani. (AV)

Conclusa la discussione sullo Statuto
(07/05) 18:04 - Conclusa la discussione sulle modifiche statutarie. Il congresso ha approvato a maggioranza tutte le proposte approvate o respinte a maggioranza della Commissione elettorale e Statuto. Si avvieranno adesso le procedure per il voto a scrutinio segreto del nuovo Statuto. (AV)

Acceso dibattito sugli emendamenti allo Statuto
(07/05) 17:45 - L’articolo 16 dello Statuto che definisce i compiti del Comitato direttivo è stato oggetto di numerosi emendamenti, in particolare per quel che riguarda l’approvazione di piattaforme e accordi interconfederali. Respinti gli emendamenti avanzati dalla seconda mozione che prevedevano la possibilità di sottoporre al voto degli organismi dirigenti delle categorie e, solo successivamente e in modo conclusivo, da parte del Direttivo confederale. La votazione ha visto esprimersi a favore della proposta della maggioranza della commissione, 726 delegati, un numero di delegati molto superiore alla metà degli aventi diritto. Questa votazione ha determinato un serrato anche se breve dibattito nel quale sono intervenuti, oltre al relatore Panini e alla portavoce della seconda mozione Francesca Re David, anche il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini (contrario) e lo stesso Guglielmo Epifani (favorevole). (AA)

Si comincia a votare
(07/05) 16:49 - Le modifiche dello Statuto della Cgil derivano da deliberazioni della Conferenza di organizzazione. Prima di esaminare i diversi emendamenti si è discusso sulle modalità di voto dello Statuto. La presidenza propone il voto segreto, secondo una modalità già sperimentata in altre occasioni. Dopo una dichiarazione di voto contrario di Francesca Re David della Fiom, si passa alla votazione e la proposta viene approvata a maggioranza. (AV)

Migranti, un libro di Ediesse per i delegati
(07/05) 16:45 - Nelle loro cartelle i delegati hanno trovato una sorpresa: Permesso di soggiorno. Gli scrittori stranieri raccontano l'Italia. Si tratta di una bella antologia, curata da Angelo Ferracuti (con una prefazione di Enrico Panini) e pubblicata dall'Ediesse, la casa editrice della Cgil che è presente con un suo stand al Palacongressi. Sedici storie raccontate da alcuni tra i più significativi autori migranti che scrivono in italiano. Gli stranieri, dunque, diventano non solo oggetto di narrazione, ma soggetti essi stessi. In attesa di una piena cittadinanza, dunque, la scrittura risulta luogo di accoglienza e integrazione fondamentale. Il volume inaugura, all'interno della collana Carta bianca, diretta dallo stesso Ferracuti, la sezione, "Italiana", dedicata alla memorialistica e all'autobiografia sociale. Il libro è arricchito da alcune preziose fotografie di Mario Dondero: "Quando emigravamo noi. Un racconto per immagini". Sempre nell'area cultura/comunicazione al congresso è presente anche uno stand dell'Edit. Coop., la cooperativa dei giornalisti che edita Rassegna Sindacale, settimanale della Cgil, e rassegna.it. (SI)

Lani, progetto per rendere protagonisti i giovani
(07/05) 16:42 - Lavoro, welfare, casa, pensioni, sono i punti centrali - secondo Ilaria Lani, responsabile Politiche giovanili della Cgil - sui quali sviluppare l’iniziativa della Cgil per fronteggiare le conseguenze pesanti della crisi sui giovani e promuovere la loro autonomia nei percorsi di lavoro e di vita. “La precarietà è frutto del radicale cambiamento del sistema produttivo e sta a noi – spiega Lani -mettere in campo strategie forti per unificare il mondo del lavoro, sempre più frantumato: questo significa rinnovare la contrattazione e le forme della rappresentanza, che oggi faticano a coinvolgere la parte giovanile più debole del mercato del lavoro e nel contempo la parte più qualificata, che contratta individualmente”. Lani sottolinea anche il punto dei diritti sindacali, rimarcando l’obiettivo del voto ai precari nella elezione delle Rsu per favorire la partecipazione dei giovani alla vita del sindacato. E sul rinnovamento tanto auspicato degli organismi dirigenti della Cgil, lamenta il fatto che il congresso a due mozioni contrapposte in realtà ha cristallizzato le decisioni e limitato nei nuovi direttivi la presenza di giovani, donne e immigrati. “I giovani aumentano tra i nostri iscritti e servono certamente forzature per aprire maggiori spazi, ma serve anche un progetto che li renda protagonisti: è necessario investire risorse per garantire l’agibilità sindacale, costruire momenti di incontro specifici (come faremo per esempio con il primo Festival nazionale dei giovani della Cgil in programma il prossimo luglio), sperimentare nuove forme di comunicazione (come stiamo tentando di fare con la nuova rivista online “Molecole”) e di organizzazione, per superare liturgie ormai vecchie, incrostazioni burocratiche e gerarchiche che i giovani invece li tengono lontani. Per la nostra generazione e per la Cgil, il tempo del cambiamento e del rinnovamento è adesso”. (MG)

Fuso (Cgil Firenze), rimessa al centro la contrattazione
(07/05) 16:23 - Mauro Fuso della Cgil Firenze, esprime soddisfazione perché con questo congresso: “Abbiamo rimesso al centro la contrattazione”. E aggiunge: “La Cgil è sindacato organizzato e confederale, il sindacato della lotta, ma anche del conflitto democratico. Sta per finire il percorso congressuale ed è tempo di riprendere da dove abbiamo lasciato” per riaprire una discussione che dica sì al coordinamento e alla ricerca di un luogo confederale vivo e dinamico”. (RM)

Marongiu (Cgil Cagliari), concludere con scelte chiare
(07/05) 16:16 - Secondo Nicola Marongiu, segretario della Camera del Lavoro di Cagliari, va rafforzato il senso politico della discussione congressuale, affinché il congresso si concluda con decisioni e scelte chiare. Ha ricordato che le parole “unità, unitario, unitarietà” hanno un senso preciso e anche se il percorso congressuale non ha avuto un profilo omogeneo, alla fine il congresso deve decidere. La proposta di Epifani di un piano straordinario per il lavoro sostenuto dall'intervento pubblico è una scelta chiara, altrettanto chiare sono le scelte verso lo sviluppo delle infrastrutture e verso una politica dei e sui redditi. Sui rapporti unitari Marongiu si dice d'accordo su una ripresa del dialogo, anche se è consapevole che restano aperti problemi sul rapporto con le imprese e sulla democrazia sindacale. Che si faccia con Cisl e Uil almeno un’intesa di metodo per evitare che – complice il governo – si possa escludere qualcuno. (AV)

Saccoman (Spi), rafforzare radicamento sociale
(07/05) 15:55 - “Abbiamo bisogno di ritrovare una visione collettiva, che ora non abbiamo, dobbiamo definire una politica concertata, individuare una politica sovranazionale per imporre una svolta”. La confederalità è il concetto chiave dell’intervento di Giancarlo Saccoman dello Spi “Per una ripresa più forte abbiamo bisogno di confederalità: un progetto politico di ricostruzione sociale. “Ricostruire le coscienze, le speranze per un futuro che si è perso. Il nostro impegno è di rafforzare il radicamento sociale per essere capaci di dare risposte in termini di condizioni di vita”. (RM)

Epifani, scuse a Sacconi? Lo cercherò dopo congresso
(07/05) 15:41 - "Non ho il suo numero. Abbiamo provato a cercarlo in questi giorni ma non ci siamo riusciti. Appena finito il congresso lo cercherò ancora personalmente". Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, risponde in una pausa del Congresso a chi gli chiede se ha chiamato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, fischiato dalla platea in apertura dell'assise.

Sacconi, Cgil raccolga apertura Bonanni e Angeletti
(07/05) 15:05 - 'Mi auguro che il congresso della Cgil voglia ascoltare il senso degli interventi di ieri di Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, interventi di autentica apertura". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a margine del congresso dell'Associazione degli artigiani cattolici. Sacconi ha aggiunto di augurarsi che la Cgil "ascolti le sue categorie, spesso pragmatiche, e percepisca il contesto di grande instabilità in cui siamo, contesto che invoca una forte disciplina di bilancio pubblico e maggiore intesa tra le parti sociali".

Agnello Modica, coperta diritti troppo corta
(07/05) 14:28 - “Siamo in un momento pesante, ma vorrei portarvi a una riflessione: lo spostamento dei rapporti di forza viene da lontano ed è aggravato dalle crisi che stiamo vivendo: crisi economica, sociale, ambientale e morale che hanno determinato uno slittamento di prospettive dove i diritti sono diventati la coperta troppo corta e non più un bene universale, e dove sono state deviate parole come lavoratrice e lavoratore, trasformate in cittadini e consumatori”. Così la segretaria confederale Paola Agnello Modica. Poi si rivolge a Cisl e Uil “per invitarli a sedersi di nuovo intorno a un tavolo” e sottolinea “la gravità” del provvedimento inserito nella modifica al Testo Unico per la sicurezza sul lavoro relativo alla visita medica preassuntiva: “Un insulto alla dignità più intima di una lavoratrice e di un lavoratore nel momento di massima debolezza”. Non manca la risposta al ministro Sacconi, secondo cui la Cgil è lontana dai problemi del paese, che arriva riportando una lunga serie di dati su disoccupazione, infortuni, maltrattamenti alle donne, emissioni di Co2, sfratti. “Il governo – ha detto – ha usato la crisi per non cambiare l'assetto sociale, scaricando tutti costi sul lavoro. Dobbiamo riprendere il nostro ruolo nell'economia e il tema dell'acqua è un punto di partenza”. Con il documento “I diritti e il lavoro oltre la crisi”, ha aggiunto, “abbiamo scelto di non stare negli spazi residuali, abbiamo definito un progetto per il paese condiviso dalla maggioranza delle iscritte e degli iscritti”. La segretaria ha anche denunciato “l'ingessatura dell'iter congressuale che ha impedito di sviluppare appieno le analisi e le proposte avanzate. Ora dobbiamo declinare queste scelte in un programma di lavoro per i prossimi anni che impegni il futuro gruppo dirigente e per rilanciare con fermezza le proposte e la forza della Cgil”. La segretaria ha concluso il proprio intervento ricordando i partigiani della Brigata Maiella: “Viviamo in un paese in cui c'è paura che viene deviata per condurre all'isolamento, alla chiusura, all'individualismo. Quegli uomini e quelle donne vivevano nella paura eppure hanno scelto un'altra strada, quella della solidarietà. Noi stiamo, noi siamo quegli uomini e quelle donne”.

Statuto: Epifani, sì a tavolo ma pronti a iniziative lotta
(07/05) 13:58 - “Lo Statuto dei diritti dei lavoratori e lo Statuto dei lavori sono due cose diverse. Il primo, che è una pietra miliare, è fondato appunto sui diritti dei lavoratori, il secondo, lo Statuto dei lavori che ci viene proposto dal governo ha come obiettivo il cambiamento delle tipologie del lavoro. In ogni caso noi andremo al tavolo con il governo e verificheremo le proposte. Ma se riemergeranno idee tipo quelle dell’arbitrato, noi siamo pronti a nuove iniziative di lotta”. Lo ha detto oggi alla fine della mattinata congressuale il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha voluto commentare anche la manovra economica annunciata per luglio e i risultati delle elezioni politiche in Gran Bretagna. Rispetto alla prossima manovra, Epifani ha espresso un primo giudizio negativo. “La manovra sembra delinearsi come un’ennesima riduzione della spesa e una sua redistribuzione. Si basa a quanto pare su un nuovo taglio alle risorse degli enti locali, su una riduzioni della spesa per la sanità, le pensioni, il sistema scolastico e inoltre si prospetta una nuova riduzione degli investimenti. Se tutto questo fosse confermato dal ministro dell’economia, è evidente che la manovra assumerebbe un segno chiaramente regressivo”. Per quanto riguarda i risultati delle elezioni inglesi, Epifani ha spiegato che la vittoria dei conservatori non è tale da assicurare la costituzione di una coalizione forte di governo. In ogni caso, ha detto, “è preoccupante l’avanzata in Europa di forze politiche che si basano esplicitamente su parole d’ordine come populismo, xenofobia e sciovinismo e in generale di chiusura e un regresso primo di tutto culturale”. (PA)

Crogi (Flai), non possiamo permetterci Cgil fatta di maggioranza ed opposizione
(07/05) 13:44 - “Dopo l’accordo separato sul modello contrattuale potevamo metterci sull’Aventino e aspettare lo scorrere degli eventi ma abbiamo scelto di caricarci sulle nostre spalle la responsabilità di dover determinare la stagione dei rinnovi e abbiamo avuto ragione”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario generale della Flai Cgil Stefania Crogi intervenendo al Congresso in riferimento ai Contratti dell’industria alimentare e dell’artigianato, nell’ordine il primo e l’ultimo ad essere rinnovati nella stagione contrattuale nata sulle ceneri dell’accordo separato. Crogi si è, quindi, detta d’accordo con la proposta di Epifani di ricercare un “nuovo modello di riferimento, che sia condiviso da tutti e che ridia il potere e l’autonomia contrattuale alle categorie”. Crogi ritiene infine che non si possa fare finta che il Congresso non ci sia stato. “Non possiamo permetterci una Cgil fatta di maggioranza ed opposizione” – ha detto – “perché abbiamo bisogno di una sola Cgil, che continui ad essere il punto di riferimento di milioni di lavoratori”. (LRD

Cremaschi, contro attacco a diritti e democrazia serve sciopero generale
(07/05) 13:35 - Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, apre il suo intervento esprimendo l'indignazione su quanto sta succedendo in Grecia, “dove è stata imposta una ricetta sociale senza precedenti nel silenzio dell'Europa democratica”. Cremaschi paventa il rischio che i lavoratori di tutti gli altri paesi dell'Europa mediterranea paghino in termini di diritti, democrazia e reddito le manovre di speculatori, banchieri e della finanza mondiale. Da quando è cominciata la crisi mondiale nel 2008, “nessun governo ha fatto qualcosa per cambiare la direzione dello sviluppo e oggi la crisi si ripresenta con un nuovo attacco ai diritti dei lavoratori”. Nella relazione di Epifani, aggiunge il sindacalista Fiom, “c’è stato un vuoto su come il sistema delle imprese sta affrontando la crisi. L'impresa sta distruggendo il sistema contrattuale, attacca il diritto al lavoro, le pensioni, il reddito, e le chiamano riforme”. Tra queste c'è il federalismo, fiscale e contrattuale, “che in realtà significa solo rottura della solidarietà sociale in Italia”. Sui rapporti con Cisl e Uil, Cremaschi segnala tre differenze fondamentali: la linea da tenere di fronte alla crisi (cambiare o adattarsi?); la democrazia sindacale (i lavoratori devono sempre votare e non solo sugli accordi unitari); l'accordo separato, che costringe la Cgil ad accettare quel modo di fare sindacato o rompere. Con l’accordo separato, “Cisl e Uil hanno tentato di cancellare l'altro accordandosi con la controparte” e poi “si slono dichiarati disponibili all'arbitrato”. Di fronte all'attacco ai diritti e all'articolo 18, Cremaschi ha chiesto lo sciopero generale: “Una resistenza popolare e classe. La Cgil non deve nascondersi dietro la paura dei lavoratori, che pure c'è: in questa situazione è dovere del sindacato avere coraggio per due, per se stesso e per i lavoratori, comunicare speranza”. Infine, sul congresso e sulla vita interna della Cgil, la rivendicazione del “diritto della minoranza a dissentire in nome del pluralismo”. (AV)

Venturi (Cgil Marche), contro crisi unificare mondo lavoro
(07/05) 13:29 - “È indispensabile cercare di costruire e di promuovere, dentro la crisi, una nuova cultura dei diritti, un’idea nuova di uguaglianza”. Gianni Venturi, segretario generale Cgil Marche, sostiene che il ruolo del sindacato è più difficile in questo periodo, soprattutto perché la crisi ha modificato e influenzato anche il concetto di rappresentanza del lavoro. “È stata fatta un’offensiva senza precedenti nei confronti del lavoro e dei lavoratori, un’offensiva basata sull’idea che il mondo del lavoro non è più un universo unitario e rappresentativo, basata sull’idea che la funzione della rappresentanza del lavoro sia priva di senso, una rappresentanza non esistente”. L’obiettivo, quindi è “unificare il mondo del lavoro, un obiettivo declinato nella sua complessità: unificare per ricomporre, lavorare sulle frammentazioni che aumentano il dumping tra le aziende, combattere la corsa al massimo ribasso, riconquistare la capacità di contrattazione, ristabilire le regole sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale. Una sfida che rappresenta il futuro del sindacato italiano, non solo della Cgil”.

Rosati (Cgil Milano), unità passaggio obbligato
(07/05) 13:10 - “Spostare in avanti la discussione congressuale avendo come obiettivo il rinnovamento e il rafforzamento della nostra iniziativa politica”. Questo l’apprezzamento del segretario generale della Camera del lavoro di Milano, Onorio Rosati, nei confronti della relazione introduttiva di Epifani. Occorre superare le oggettive difficoltà del sindacato confederale in relazione ai problemi posti dalla crisi, dalle divisioni sindacali, dai cambiamenti intervenuti nella politica i cui tempi e modi di comportamento sono dettati dall’economia. Il punto centrale è capire se la Cgil è in grado di scegliere il ruolo che vuole giocare nella società o se questo ruolo viene dettato da altri e si riduce alla marginalità. Quattro priorità si pongono nello scegliere con coraggio una via d’uscita rispetto a tale alternativa: la riconquista di un modello contrattuale a carattere universale; la questione della rappresentanza e della democrazia sindacale; una seria riforma del fisco capace di avviare un’interlocuzione con pezzi della società e diversi territori; lo sviluppo della contrattazione territoriale per rafforzare la coesione sociale. “Riavviare il confronto con Cisl e Uil rappresenta un passaggio obbligato e per farlo non è utile dare lezioni sulle nostre verità ma capire quanto siamo disponibili noi a prendere in considerazione quelle degli altri”. E non vale, secondo Rosati, scegliersi un interlocutore di comodo, decidendo di dialogare con gli iscritti alle altre confederazioni anziché ai loro gruppi dirigenti. Piuttosto (e a questo serve un congresso nazionale) è importante tenere assieme e mettere a sistema i tanti episodi di tenuta unitaria che si sono sperimentate nei territori. Le iniziative contro il razzismo, la marcia per il lavoro e la mobilitazione contro la privatizzazione dell’acqua sono, a Milano, gli ultimi significativi episodi unitari. Infine una raccomandazione, quella di non avere nei confronti delle forze politiche un atteggiamento di sufficienza: se queste ultime, pur con ruoli diversi, si fanno portatrici dei stessi nostri valori non può che essere utile. Occorre tenerne conto anche nella revisione dello Statuto. (AA)

Gsk di Verona, si rafforza ipotesi americana
(07/05) 12:54 - Più di vent’anni di presenza a Verona e in Veneto, poi d’improvviso la comunicazione che l’azienda ha deciso di chiudere il centro e trasferirlo in Cina. L’azienda è la GlaxoSmithKline (Gsk), il centro è quello, dedicato alla ricerca sulle neuroscienze, localizzato appunto nella città veneta, la comunicazione arriva verso la fine di febbraio. Cinquecento occupati diretti, un migliaio in tutto con le aziende collegate, la Gsk di Verona ha per la ricerca scientifica nel nostro paese un’importanza strategica: la sua scomparsa avrebbe conseguenze gravi non solo su lavoro e reddito ma per il futuro dello stesso sistema di prevenzione e salute. Il sindacato si muove immediatamente, il governo – al contrario di quanto accaduto in altre situazioni di crisi – appare allarmato. Come sempre in questi casi le riunioni si susseguono, sia a livello nazionale che locale. Le istituzioni sono coinvolte – tutte tranne la Regione Veneto, il neopresidente Zaia sembra un po’ distratto –, la preoccupazione sale, fin quando non arriva – positiva novità – l’interessamento di una multinazionale Usa, la Aptuit. Bisogna verificarne le intenzioni, capire se la volontà di sostituirsi a Gsk per proseguirne e magari potenziarne le attività è reale. Le prime risposte vengono il 6 maggio a Roma in un incontro convocato presso il ministero del Lavoro. L’esito ce lo riassume, al congresso della Cgil, Stefano Facin, segretario generale Filctem Cgil Veneto: “Primo, Gsk non torna indietro; secondo, Aptuit, unico acquirente in campo, dichiara di voler sviluppare in Italia il suo business e che presenterà un piano industriale nel quale si prevede il mantenimento dell’occupazione e la volontà di salvaguardare le caratteristiche d’eccellenza del centro veronese. La posizione del sindacato? “La manifestazione d’interesse di Aptuit è un fatto importante, bisogna però verificare cosa sia per davvero il suo piano industriale. Ma insistiamo anche, e molto, sugli impegni di Gsk nella fase di transizione, oltre alla necessità di capire quali siano i progetti, sempre di Gsk, per tutte altre attività in Italia. Il percorso è appena avviato; la vertenza, ricordiamo, si dovrà concludere in sede ministeriale”. (GR)

Fedeli (Filctem), non c'è alternativa all'unità dei sindacati
(07/05) 12:53 - “C’è bisogno di continuità ma bisogna anche saper governare il nuovo”. Questo, secondo Valeria Fedeli, vicesegretaria generale della Filctem, è il tratto più importante che esce dal congresso della Cgil. “Occorre saper gestire l’innovazione e i cambiamenti nei riferimenti pratici di politica sindacale, evitando di guardare il nuovo con occhi vecchi”. È la crisi che ci consegna questa responsabilità, sono i cambiamenti che sono avvenuti e avvengono nel mondo dell’economia e del lavoro. “In questo senso l’intreccio, prefigurato nella relazione di Epifani, tra risposte nazionali e risposte a livello europeo e globale ha anch’esso un tratto inedito che va perseguito e non solo dichiarato”. “Proprio per questo – ha aggiunto la vicesegretaria generale della Filctem – la proposta fortemente qualificante del Piano straordinario del lavoro ha una valenza fondamentale e ha bisogno di una discussione e un coinvolgimento di massa per costruire la base di una svolta di politica economica e sociale”. Per quanto riguarda la riconquista di un modello contrattuale condiviso, Fedeli ha osservato che in questa stagione sono stati fatti buoni contratti. E, rivolgendosi ad Angeletti, ha precisato: “La prassi contrattuale ha superato gli elementi per i quali la Cgil non aveva firmato quell’intesa e quindi la linea su cui fare la nuova riforma è già delineata nei fatti”. Rispetto all’appello all’unità del segretario generale della Cisl, “è vero che senza unità – ha detto Fedeli – non si va da nessuna parte, ma in tempi come questi l’unità è davvero una sfida nuova per tutti. Non c’è alternativa all’unità tra Cgil Cisl e Uil e al nostro pluralismo. Del resto ce l’hanno insegnato persone come Di Vittorio, Lama e Trentin. Noi siamo cresciuti così”. (EG)

Uds: mobilitazione unitaria studenti, Cgil interlocutore fondamentale
(07/05) 12:40 - Viene letto dal palco un messaggio dell'Uds, l'unione degli studenti. “Vi ringraziamo per l’invito al congresso che si svolge in un periodo difficile per il paese, con il governo che smantella il lavoro e la conoscenza affidando la scuola e l’università a privati. In questo momento l’unità del movimento studentesco è fondamentale, non solo come fronte democratico davanti alla deriva del governo, ma anche per una società che punti di più alla tolleranza e all’integrazione”. Sta per partire una campagna di mobilitazioni unitaria tra organizzazioni sindacali degli studenti, conclude il messaggio, e l’Uds guarda alla Cgil “come interlocutore fondamentale” per condurre questa battaglia. (MM)

Scudiere (Cgil Piemonte), unità interna per la credibilità dell’organizzazione
(07/05) 12:23 - “Il Piano straordinario per il lavoro è la risposta più che alta che la Cgil può dare a tutte le lavoratrici e i lavoratori e allo stesso tempo l’obiettivo più serio che possiamo avere.” Vincenzo Scudiere, Segretario Generale Piemonte, appoggia pienamente la proposta avanzata da Guglielmo Epifani: “Dobbiamo essere molto concreti sulle questioni del nostro mestiere, abbiamo fatto bene a rinnovare i contratti nonostante l’accordo separato, da quella esperienza si può ripartire per arrivare ad un nuovo modello di contrattazione.” Sulla ricerca dell’unità “dobbiamo essere in grado di creare alleanze, ricostruire le relazione con gli altri sindacati e fare proposte concrete come abbiamo fatto a questo congresso.” Il segretario ritiene che l’unità, soprattutto confederale, deve essere la prima condizione per mettere in campo la credibilità dell’organizzazione, “gli iscritti sono tutti uguali, indipendentemente dalla categoria di appartenenza”. Scudiere auspica infine una conclusione unitaria del congresso, nonostante le differenze di vedute interne alla Cgil: “dobbiamo rispettare la posizione e le scelte espresse dalle lavoratrici e dai lavoratori, la minoranza dovrebbe cercare la via dell’unità per la conclusione di questo congresso.” (RM)

Podda (Fp), Cgil più unita alla fine del congresso
(07/05) 12:15 - “L’auspicio è che la Cgil esca dal congresso più unita di quanto vi è entrata. Un risultato che non si può raggiungere con qualche alchimia verbale sui documenti, ma solo se c’è una forte volontà che vada in questa direzione. Abbiamo alcune ore di lavoro per farlo, e sarebbe un segnale di unità forte in un paese in cui tutti, invece, tendono a dividersi”. Così Carlo Podda, della Funzione pubblica e firmatario del secondo documento congressuale, si è rivolto alla platea congressuale della Cgil. “Le differenze – ha detto – vanno tenute insieme e devono diventare un valore. Del resto la pluralità è un fattore essenziale della Cgil e il fondamento della sua confederalità”. Podda ha sottolineato come uno dei temi centrali del congresso sia la proposta del nuovo modello contrattuale che “se ho capito bene – ha rilevato – dovrebbe avere il suo punto centrale nella proposta di un accordo quadro che dia più flessibilità e salvaguardi l’autonomia delle categorie. Mi pare un’idea interessante, per la realizzazione della quale, io credo, il nuovo gruppo dirigente che uscirà da questa assise dovrebbe ricevere un mandato”. Il sindacalista della Fp ha anche apprezzato le aperture di Cisl e sul Uil, in particolare sulla legge in materia di rappresentanza e rappresentatività sul modello di quella del pubblico impiego. “Tuttavia – ha detto – quelle norme hanno alcune problematicità che già D’Antona aveva individuato, e che non consentono di verificare il consenso dei lavoratori quando vengono sottoscritti i singoli accordi”. Altro tema cardine che la Cgil deve affrontare nel prossimo futuro è quello di progettare politiche innovative per i giovani. “Sono d’accordo con Epifani – ha argomentato Podda – che non basta tradurre questo obiettivo in politiche organizzative, e che bisogna lavorare sul precariato, i diritti, la formazione, il problema della casa, e tuttavia anche le politiche organizzative sono necessarie, per muoversi con efficacia su questo terreno”. Per i giovani, ha concluso il sindacalista, lo slogano giusto potrebbe essere “stesso lavoro, stessi diritti”. Infine, una forte presa di posizione: “Con molta fermezza, possiamo dire che la Cgil si opporrà ad ogni forma di snaturamento dello Statuto dei lavoratori, fino allo sciopero generale”. (SI)

Errico (Cgil Napoli), crisi può causare tensioni sociali
(07/05) 11:58 - “Con il prelievo fiscale e con l'assenza di investimenti, i lavoratori e i pensionati del Sud hanno pagato la crisi due volte”. Così Giuseppe Errico, segretario della Camera del lavoro di Napoli. “I fondi Fas sono stati sottratti alle regioni e utilizzati per gli ammortizzatori sociali. La ricetta del governo non è stata all'altezza della gravità della crisi: non solo non ha sostenuto chi la crisi la sta pagando di più, ma non ha guardato al futuro, non ha costruito politiche industriali, se non con incentivi senza contropartite”. Poi parla delle piccole e medie imprese e di quelle artigiane, “abbandonate e soffocate dalla difficoltà di accedere al credito”, fatto che ha portato alla desertificazione del territorio. I dati del 2010 non sono confortanti: “In Campania 24 mila persone sono in cassa integrazione ordinaria e 20 mila in straordinaria e tanti ammortizzatori sociali già in deroga si avviano alla scadenza, e a Napoli c’è il rischio che la tensione sociale aumenti”. Per il Mezzogiorno, conclude Errico, “la green economy e l'innovazione potrebbe essere una grande opportunità anche per rilanciare il sistema industriale a partire dall'auto e dalla Fiat”. Infine l’auspicio di una conclusione unitaria del congresso. (AV)

Pepe (Cgil Basilicata), Sud paga prezzo più alto crisi
(07/05) 11:25 - Il Mezzogiorno paga il prezzo più alto della crisi, secondo Antonio Pepe, segretario generale della Cgil Basilicata, che cita un dato per tutti: il tasso di disoccupazione giovanile arrivato in questa regione al 38 per cento, una percentuale altissima alla quale va aggiunta la quota dei lavoratori scoraggiati. “Siamo su un piano inclinato nel quale rischia di scivolare via una serie di attività economiche (indotto auto, mobile imbottito, tessile, chimico) e si manifestano con maggiore vigore fenomeni preoccupanti come lavoro nero e usura”. La Cgil ha contrattato con gli enti locali una serie di misure di sostegno al reddito, ma è paradossale, aggiunge, “che una regione che ha grandi ricchezze naturali sia anche quella dove il reddito pro capite è il più basso d'Italia”. (AA)

Forte (Cgil Puglia), sarà riassunta dipendente Cgil licenziata
(07/05) 11:11 - La dipendente dell'Inca Cgil di Andria che è stata licenziata sarà riassunta. “Stamattina parte un telegramma attraverso il quale viene ritirato il licenziamento e l’operatrice viene riassunta”. E’ la comunicazione che il segretario generale della Cgil Puglia, Gianni Forte, fa nel corso del suo intervento in merito al caso dell’operatrice dell’Inca di Andria licenziata per assenza ingiustificata durante un periodo di cura. “E’ stato convocato – ha aggiunto Forte – il direttivo della Camera del lavoro del comprensorio Bat con all’ordine del giorno le dimissioni del segretario generale”. Entrando nel merito, Forte ha sottolineato l'importanza che il sindacato dia messaggi di fiducia ai lavoratori e alla gente, ottenendo, attraverso la contrattazione, dei risultati. Ha parlato della buona collaborazione con la giunta Vendola, anche se il sindacato non deve mai delegare ad altri la propria funzione né mai abbassare la guardia. Si è detto contrario alle ambizioni di alcune multinazionali di trivellare l'Adriatico e lo Ionio nella speranza di trovare il petrolio, “ambizione insensata in una regione dove si è molto lavorato per le energie rinnovabili”. Il Sud, ha detto, “è abbandonato dal governo. Si spiega solo così l'altrimenti incomprensibile blocco dei fondi Fas per oltre 3 miliardi e 300 milioni, soldi utili per l'edilizia scolastica e ospedaliera e per le infrastrutture”. Criticando Angeletti, Forte ha detto che non serve lavorare di più per guadagnare di più: “Nel Sud le imprese chiudono per problemi di accesso al credito, di costi energetici, di infrastrutture, ma dal governo non arriva alcun sostegno alle imprese e il sistema industriale in Puglia è in una grave crisi, 5-6 mila lavoratori vivono sugli ammortizzatori sociali”. L'ostilità del governo, ha concluso, “portato al paradosso che il ministro Brunetta ha impugnato una legge regionale che prevede l'internalizzazione di servizi sanitari prima appaltati, riportando nel pubblico un pezzo di pubblico ( e 7.500 lavoratori) e realizzando notevoli risparmi”. (AV)

Genco (Cgil Calabria), il piano sul lavoro indispensabile per il Mezzogiorno
(07/05) 11:11 - Nel suo intervento Sergio Genco Segretario Generale Calabria, ha posto l’attenzione sul piano straordinario per il lavoro lanciato da Guglielmo Epifani durante la sua relazione iniziale. “La proposta ha il merito di contenere un messaggio positivo e concreto che parla ai giovani e sarebbe un errore non accettare questa proposta almeno nel mezzogiorno. Oggi più che mai abbiamo bisogno di proposte che siano unificanti per contrastare divisioni ed egoismi territoriali. Ci dobbiamo provare, dobbiamo tentare di ricostituire alleanze con Cisl e Uil. È un nostro dovere soprattutto per affrontare i problemi che abbiamo, ci si deve provare dal basso, a partire dai territori.” Posti di lavoro di qualità, una buona occupazione, per ridare futuro al mezzogiorno deve essere, secondo il segretario, l’obiettivo prioritario. “In Calabria c’è necessità di mantenere e fortificare il sistema distributivo e le nostre aziende colpite dalla crisi. Nel biennio 2007 - 2008 abbiamo perso 27mila posti di lavoro e 35mila nel biennio 2009. Una perdita del 10% della forza lavoro, che ha riportato la Calabria indietro di 15 anni, quasi azzerando lo sviluppo “. “Superare la crisi significa ridisegnare un nuovo modello, capace di creare sviluppo e occupazione a difesa del territorio per uno sviluppo di qualità, a condizione che sia ridotto il livello di corruzione nella PA sia migliorata la sicurezza sui posti di lavoro.” (RM)

Giovani dirigenti Cgil, comincia il rinnovamento
(07/05) 11:09 - Giovani, donne, immigrati. Sono loro la nuova ‘frontiera’ della Cgil, il cui rinnovamento interno degli organi dirigenti è partito da qualche anno. A soli 31 anni, Serena Sorrentino ha già una lunga militanza alle spalle. “Per la precisione, dal 2002 - afferma la dirigente Cgil, responsabile nazionale Pari opportunità ¬-, quando sono entrata alla Camera del lavoro metropolitana di Napoli. Vengo dal mondo della rappresentanza sociale, prima come studentessa, poi, grazie all’attività nel sindacato, ho potuto continuare ad occuparmi di scuola, università e ricerca, successivamente di pubblico impiego, welfare, politiche economiche e contrattazione territoriale. Ho accumulato un grande bagaglio di esperienza diretta sul territorio, in una realtà difficile come quella napoletana, mentre da gennaio ricopro un incarico di grande responsabilità a Roma presso la sede confederale”. 33 anni, operaio tessile e sindacalista emergente: è il ritratto di Daniele Gazzoli, segretario della Camera del lavoro della Valcamonica, territorio spartiacque tra le province di Bergamo e Brescia. Una realtà assai difficile per la Cgil, feudo del centrodestra, che vanta la maggioranza assoluta, con la Lega al 35-40%. “Per un sindacalista vuol dire stare in prima linea - racconta -, perché siamo l’unico soggetto che si oppone allo strapotere della Lega, che occupa il territorio con ogni mezzo, dai gazebo in piazza ai presìdi davanti a scuole, fabbriche e ospedali. Il caso di Adro è emblematico, perché con la scusa della mensa negata ai bambini, si è cercato di scatenare una guerra tra poveri, italiani e stranieri. La battaglia da fare è soprattutto culturale, per trasmettere i nostri valori improntati alla solidarietà”. Hedi Khirat, segretario della Camera del lavoro di Gualdo Tadino (Perugia), 40 anni, da più di 20 nel nostro paese, dov’è arrivato negli anni ’80 dalla Tunisia, facendo dapprima il barista, poi il metalmeccanico. “Oggi, dopo il turno in fabbrica – precisa – vado alla Cgil, dove affronto tutte le problematiche legate al lavoro e alla crisi che ha colpito anche il mio territorio. Mi occupo in primo piano d’immigrati, ma la sede della Cgil è sempre aperta a tutti i cittadini, dai giovani agli anziani; Ci ‘mettiamo la faccia e le braccia’ in tutte le cose che facciamo”. E i risultati si vedono: “Fino a tre anni fa, ero l’unico iscritto alla Cgil nella mia azienda . Oggi sono diventati 38, contro i 12 della Cisl, mentre la mia Cdl ha superato i 2.600 iscritti su una popolazione di 15.000 abitanti”. Anche nel Mezzogiorno la Cgil ha iniziato il ricambio generazionale del proprio apparato. La provincia di Matera è una delle più attive, con Manuela Taratufolo, segretaria della Cdl locale, 38 anni, di cui gli ultimi 12 passati nel sindacato, prima ai Caaf, poi all’ufficio vertenze della Filcams e dal 2007 alla guida della Cgil. “Sono la prima donna che riveste tale ruolo dagli anni ‘70 - sottolinea -: il gruppo dirigente si è profondamente rinnovato, a livello confederale e nelle categorie. Oggi l’età media è di 45 anni, con molti under 40. Accanto a me, tante giovani donne: non intendiamo ‘mascolinizzarci’, ma creare anche al nostro interno un modello alternativo, rispettando le norme antidiscriminatorie e i tempi delle donne con un’organizzazione del lavoro che tenga conto di queste differenze, partendo da riunioni sindacali con orari più compatibili per tutte coloro che hanno i figli piccoli da accudire”. (RG)

Bilancio di genere, uno sguardo nuovo sulla crisi
(07/05) 11:06 - “L’analisi di genere della Cgil” è utile al sindacato per comprendere meglio gli effetti della crisi in particolare sulle donne e costruire gli strumenti adeguati per fronteggiare la situazione. L’argomento è stato al centro della tavola rotonda che ha concluso la seconda giornata del congresso nazionale. Presentato da Mauro Soldini, responsabile del bilancio sociale della Cgil, il tema è stato poi discusso tra la giornalista del Sole 24 Ore Monica D’Ascenzo; l’economista Antonella Picchio, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia; Cristiana Rogate, amministratore delegato di Refe; Serena Sorrentino, responsabile Pari opportunità Cgil nazionale. Moderatore Paolo Serventi Longhi, direttore di Rassegna Sindacale. Primo sindacato in Europa, come ha spiegato Soldini, la Cgil ha deciso di dotarsi del bilancio sociale e del “bilancio di genere”, strumenti innovativi attraverso i quali l’organizzazione rende conto delle scelte operate e utilizza una lettura non neutra, che cioè contempla e riconosce le differenze tra uomini e donne. “Una scelta di trasparenza, compiuta all’interno del progetto di riforma organizzativa già nel 2008 - ha sottolineato il dirigente confederale -, per capire meglio le azioni che mettiamo in campo, con quali modalità, coerenze e quali effetti. Il percorso è stato per ora intrapreso dal centro confederale e da alcune importanti strutture nazionali, ma la direzione è quella del bilancio sociale di tutta la Cgil.” Secondo Cristiana Rogate, che ha curato il bilancio sociale della Cgil, il documento - costruito all’insegna della parola d’ordine “rendersi conto per rendere conto” - non può essere solo un’operazione di immagine, ma deve incidere nel modo di lavorare dell’organizzazione: “con il bilancio di genere si vuole poi integrare la logica della rendicontazione sociale con la visione dell’impatto delle politiche su donne e uomini, che vivono condizioni diverse nella vita sociale, nella famiglia e nel lavoro.” La giornalista Monica D’Ascenzo ha arricchito il tema con l’analisi al femminile della crisi attuale: “Se i primi segnali della crisi ci hanno fatto pensare che le donne ne avrebbero retto meglio le conseguenze, i dati conclusivi del 2009 ribaltano quel giudizio, di fronte a una disoccupazione femminile del 10,2%, più alta al Sud, al tasso di occupazione del 46,4% ben lontano dagli obiettivi europei e ridotto al 30% nel mezzogiorno, al 50% di donne “inattive” che non cerca più lavoro. Le lavoratrici subiscono di più la flessibilità negativa, al primo figlio perdono il lavoro nel 27% dei casi, continuano ad essere pagate meno dei colleghi maschi con un differenziale che va dal 12 al 25/27%.” “Con il bilancio di genere la Cgil non deve fermarsi alla mappatura delle differenze - ha esordito l’economista femminista Antonella Picchio - ma produrre un salto di qualità delle proprie politiche. Non si affronta seriamente la crisi senza negoziare le condizioni di vita insieme alle condizioni di lavoro, altrimenti l’impatto di impoverimento della popolazione lavoratrice sarà drammatico. Ma per far questo la Cgil deve andare oltre l’idea della conciliazione, deve aprire le porte delle case e smettere di considerare le condizioni di vita una questione femminile.” Tutto questo, secondo Serena Sorrentino che ha tirato le fila del discorso, rafforza l’urgenza di rispondere al duro attacco politico sferrato dal centro destra alle conquiste delle donne, che è sbagliato considerare ormai scontate. “Lo sguardo nuovo del bilancio di genere in Cgil ci aiuterà in questo obiettivo. Con le nostre scelte - ha concluso Sorrentino - dobbiamo segnare maggiormente al femminile i luoghi della contrattazione e le piattaforme, sottoscrivere accordi non neutri, promuovere politiche occupazionali che contrastino la precarizzazione delle nuove generazioni che colpisce soprattutto le ragazze.” (MG)

Costa (Cgil Sardegna), da noi il 44,7% dei giovani è senza lavoro
(07/05) 10:52 - ‘Lavoro e giovani” sono i punti della relazione di Guglielmo Epifani su cui si sofferma Enzo Costa, segretario generale della Cgil sarda. “Da noi il 44,7% dei giovani è disoccupato - spiega il segretario, - e come sindacato dobbiamo assumerci questo problema, inventarci qualcosa di straordinario per ridare fiducia e un futuro ai giovani, sui quali stiamo investendo in conoscenza”. Anche per questo è indispensabile ritrovare l’unità sindacale, partendo dai territori: “In Sardegna abbiamo mantenuto l’unità sindacale, l’abbiamo coltivata, abbiamo costruito insieme piattaforme, abbiamo fatto tante manifestazioni e scioperi unitari. L’unità sindacale è possibile e ha un valore soprattutto nei momenti di crisi, praticarla è una questione che attiene alle persone. Quando lavoratrici e lavoratori perdono il proprio posto non c’è spazio per capire le divisioni sindacali”. (RM)

Villa Pini: senza stipendio, ma non abbandonano i pazienti
(07/05) 10:23 - Parla Olimpia Carozza, lavoratrice della sanità privata in Abruzzo, e racconta la vertenza che dal 2008 i lavoratori del gruppo Villa Pini dell'imprenditore Angelini, ora agli arresti domiciliari, stanno sostenendo. Da allora, dopo lo scandalo delle tangenti, non percepiscono più lo stipendio, ma continuano a lavorare per non lasciare i pazienti senza assistenza. La vertenza, ha detto, è sostenuta soprattutto dalla Cgil, perché Cisl e Uil hanno sempre mantenuto un atteggiamento ambiguo e defilato. Ora sono preoccupati che la vertenza non abbia sbocco se non viene assunta a livello nazionale all'interno dell'impegno complessivo a difesa dei servizi pubblici. Particolarmente pesante è stata la critica verso la giunta regionale che a suo giudizio ha dimostrato in questa vicenda cinismo, incompetenza e irresponsabilità. (AV)

Spi, a Bologna una campagna contro truffe ad anziani
(07/05) 10:10 - Silvana Riccardi (Spi di Bologna) parla del lavoro delle dodici leghe della città che raccolgono oltre 16 mila iscritti, sottolineando il ruolo della contrattazione sociale, condotta unitariamente, e il radicamento nel territorio per migliorare i servizi e la qualità della vita. “Abbiamo portato avanti una campagna contro la violenza cui gli anziani sono esposti - ha aggiunto - , anche perché la solitudine spesso li rende vittime di truffe e raggiri”. Proprio insicurezza e povertà sono infatti “le maggiori preoccupazioni” degli over 60 bolognesi. Infine un passaggio sul commissariamento della città che “ha aumentato la percezione del deterioramento dell'amministrazione e della politica”. (AV)

Riprende il dibattito
(07/05) 09:40 -

Il programma di venerdì 7 maggio
(27/04) 18:47 - Ore 9.00 – Ripresa dibattito; Ore 13.30 – Sospensione dei lavori; Ore 15.00 – Ripresa dei lavori e dibattito; Intervento di Umberto Romagnoli, professore emerito di Diritto del Lavoro presso l’Università di Bologna; Ore 19.30 – Interruzione dei lavori.

 
Rimini, 6 maggio 2010
Chiusi i lavori della seconda giornata
(06/05) 19:51 -

Tavola rotonda su bilancio sociale e analisi di genere
(06/05) 19:50 - La seconda giornata del congresso nazionale si è conclusa con una tavola rotonda su “L’analisi di genere della Cgil”. L’argomento è stato presentato dal responsabile del bilancio sociale Cgil, Mauro Soldini, che ha annunciato la decisione della Cgil - primo sindacato in Europa - di dotarsi del bilancio sociale e del bilancio di genere come elementi innovativi attraverso i quali l’organizzazione rende conto delle scelte operate e utilizza una lettura non neutra, che contempla e riconosce le differenze tra uomini e donne. Moderata dal direttore di Rassegna Sindacale Paolo Serventi Longhi, la tavola rotonda ha messo a confronto la giornalista del Sole 24 Ore Monica D’Ascenzo; l’economista Antonella Picchio, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia; Cristiana Rogate, amministratore delegato di Refe; Serena Sorrentino, responsabile Pari opportunità Cgil nazionale. (MG)

Epifani, la crisi si sta trasformando
(06/05) 19:08 - Rispondendo a una domanda durante un briefing a margine dei lavori del congresso della Cgil, Guglielmo Epifani sottolinea che “la crisi è tutt’altro che finita, come testimoniano le vicende della Grecia di questi giorni e come confermano le fibrillazioni quotidiane delle economie mondiali. Semmai si sta trasformando, come ha detto lo stesso Tremonti”. “È bastato il giudizio negativo di un’agenzia di rating sulla possibilità di allargamento della crisi greca ad altri paesi per far crollare le borse in tutta Europa, con l’euro che ha raggiunto i suoi minimi” ha detto Epifani. E mentre fino a ieri secondo il governo sembrava che tutto andasse bene, oggi “il rischio è quello di pagare tutti i prezzi di una nuova finanziarizzazione della crisi, che restringe ulteriormente gli spazi per politiche di stimolo”. “E questo è un problema – ha detto Epifani – perché già la crisi dell’economia reale ha portato a un restringimento della base produttiva e il nostro governo, fino adesso, a differenza di altri paesi, non ha fatto politiche di stimolo”. (EG)

Epifani, su manovra Tremonti non sappiamo nulla
(06/05) 19:06 - “La manovra da 25 miliardi in due anni? Ne abbiamo letto come tutti, ma non ne sappiamo nulla di più. Anzi, credo che Tremonti dovrebbe cogliere l’occasione per convocare i sindacati e informare anche noi, oltre che il Parlamento”. Così Guglielmo Epifani rispondendo a una domanda durante un briefing a margine dei lavori del congresso della Cgil. (EG)

Gramolati (Cgil Toscana), importante sostegno vertenze su territorio
(06/05) 18:58 - Alessio Gramolati, segretario regionale della Toscana, ha raccontato una vertenza di un call center di Pistoia. 550 dipendenti, la maggior parte donne, che a causa di un imprenditore truffaldino hanno rischiato di trovarsi sul lastrico. Hanno presidiato l'azienda, sostenuti dalla Cgil, per 100 giorni e tutto il territorio - le associazioni, i sindacati, le persone comune, la chiesa, le amministrazioni locali – ha attivato una solidarietà militante: sospesa le retta per il nido dei figli, esentati dal pagamento del ticket sanitario, ammessi alle mense di quartiere... Hanno vinto e tutta la città ha festeggiato. Una lavoratrice ha spiegato le ragioni di quella vittoria: “Chi si mette contro chi lotta per dare un futuro ai propri figli, perde”. Con questo racconto Gramolati ha voluto motivare l'importanza che attribuisce al lavoro nei territori per ricostruire una coesione sociale minata dalla crisi. (AV)

Paterna (Udu), università rischia di perdere autonomia
(06/05) 18:56 - Sul palco è intervenuto Giorgio Paterna, in rappresentanza dell'Udu (Unione degli Universitari) e della Rete degli Studenti Medi. Le due associazioni, nate su ispirazione sindacale, esercitano “la rappresentanza sociale una generazione senza futuro, i giovani studenti”. Su di loro “pesa il prezzo di una crisi di cui non hanno la colpa e i cui effetti tolgono garanzie, protezione e prospettive. I giovani sono anche oggetto della retorica di regime quando li blandisce dicendo che vuole togliere ai padri per dare ai figli, come se le famiglie non sostenessero già pesanti sacrifici”. Secondo Paterna, “in una società dove non c’è più mobilità sociale, i giovani si vedono negato il diritto allo studio e sono costretti a scelte precoci, come assolvere l'obbligo formativo nell'apprendistato. Il lavoro è solo precario, si passa da uno stage all'altro nella speranza che poi sia la volta buona. L'università perderà la sua autonomia scientifica e dipenderà dalle scelte delle imprese, vanificando così i titoli di studio”. Gli studenti e la Cgil, ha concluso Paterna, “hanno ragioni comuni per avviare una contrattazione sociale, tra gli obiettivi l'abolizione degli ordini professionali che sono un freno all'ingresso nelle professioni”. (AV)

Baldini, relazione Epifani carente su politiche industriali
(06/05) 18:50 - Carlo Baldini della Cgil nazionale ha detto che l'organizzazione deve costruire una nuova strategia di lotta che ponga fine alla politica della concertazione e costruisca una vera opposizione sociale. Ha rivendicato una maggiore confederalità nelle scelte contrattuali, che non vanno lasciate solo alle categorie. Bisogna abolire i tetti programmati e rivendicare un aumento reale delle retribuzioni. Baldini ha poi giudicato carente la relazione di Epifani sulle politiche industriali, sostenendo che una nuova egemonia del lavoro si afferma con la lotta e la mobilitazione. Infine, ha sottolineato il valore delle diverse sensibilità nella Cgil, che esaltano il pluralismo dell'organizzazione. (AV)

Epifani firma referendum acqua pubblica
(06/05) 18:34 - “L’acqua non si vende”. Davanti ai giornalisti che seguono il congresso della Cgil, Guglielmo Epifani ha firmato il referendum per l’acqua pubblica. Una campagna che la Confederazione sostiene, pur non essendo tra i promotori dell’iniziativa, tanto che gran parte del gruppo dirigente seguirà l’esempio del segretario generale. Quello dell’acqua pubblica è un tema assai sentito tra la gente, soprattutto a livello territoriale, con un fiorire di iniziative in tutto il paese: fino adesso sono state raccolte già 240.000 firme in neanche due settimane, una delle campagne più partecipate nella storia dei referendum. “Sappiamo che ci sono problemi di gestione industriale di un bene pubblico – ha detto Epifani – siamo disposti a discuterne, ma, appunto, mantenendo l’essenza pubblica di quel bene”. (EG)

Calà (Cgil Palermo), bisogna modificare il modello contrattuale
(06/05) 18:23 - “Credo il problema più grande di questo momento sia quello dell’unità e dell’integrità del nostro paese, a causa dei continui attacchi alla giustizia e all’uguaglianza, attacco profondo alle libertà, alle regole condivise, alla carta costituzionale, ma anche al ruolo dello stato e all’equilibrio dei poteri al suo interno; cosi come ai soggetti intermedi quali il sindacato e i partiti.” Il segretario lancia una sfida: “Dobbiamo dare vita ad una grande operazione culturale per recuperare ciò che siamo e i nostri valori, tenendo conto del passato, ma guardando alle nuove difficoltà del mondo”. Non abbassiamo il nostro ruolo nel paese, non sottovalutiamo il ruolo della Cgil, possiamo fare molto, possiamo spiegare ai lavoratori cosa sta succedendo e cercare di modificare il modello contrattuale che si sta concretizzando nel paese che va contro i lavoratori e diffonde un’economia che noi non condividiamo In questo contesto difficile si inserisce il sud che deve essere una priorità tra le questioni sociali, politiche ed economiche. “Per fare tutto ciò” conclude “Dobbiamo, però, fare un grande sforzo collettivo.” (RM)

Proiettato video su Giuseppe Di Vittorio
(06/05) 18:09 - Il congresso ha vissuto un momento particolarmente intenso nel pomeriggio con la proiezione del filmato “Lo volevano bene anche le pietre - voci su Giuseppe Di Vittorio”, con canti popolari dei braccianti di Cerignola tratti dal 33 giri “Il sole si è fatto rosso”, realizzato per la Cgil da “Mastro Fabbro” (Antonello Savoca, Michele Cinque, regia di Stefano Cormino). La storia straordinaria di Giuseppe Di Vittorio (1892-1957) rivive con il fascino delle immagini d’epoca in bianco e nero, raccontata con interviste e testimonianze di chi lo ha conosciuto fin da bambino e ne ripercorre l’evoluzione: figlio di braccianti agricoli di Cerignola, autodidatta, appena quindicenne attivista socialista e presto dirigente sindacale alla testa delle lotte contro lo sfruttamento brutale dei lavoratori della campagna, fino a diventare leader della Cgil nel ’45. Colpisce l’affetto delle parole con le quali viene ricordato dai testimoni, per le grandi capacità di direzione del movimento dei lavoratori e soprattutto per la ricca umanità. (MG)

Intercettazioni: Rodotà, scriviamo a Senato per bloccare ddl
(06/05) 17:37 - “In Italia c’è troppa libertà di stampa, dice il nostro presidente del consiglio, mentre negli Usa la Clinton spiega che nonostante le minacce del terrorismo e della pedofilia, la cosa essenziale è garantire i diritti dell’informazione e della conoscenza, quindi la democrazia”. Stefano Rodotà, autorevole studioso di diritto ed ex presidente dell’Authority per la privacy, è intervenuto così oggi al congresso nazionale della Cgil, spiegando come da una parte sia fondamentale respingere gli attacchi del governo contro le libertà, ma dall’altro come sia altrettanto urgente cominciare a utilizzare in senso democratico gli strumenti che abbiamo a disposizione, a partire da Internet. Per quanto riguarda il piano dell’attacco ai diritti costituzionali, Rodotà ha fatto riferimento al ddl sulle intercettazioni in discussione al Senato. Su questo punto ha voluto anche avanzare una proposta concreta. Ha infatti detto che nei prossimi giorni saranno pubblicati in rete gli indirizzi elettronici dei senatori che stanno votando il testo sulle intercettazioni. Rodotà ha invitato perciò tutti i delegati presenti e tutta la Cgil a scrivere mail ai senatori per sollecitarli a ripensarci. L’altra proposta concreta che Rodotà ha avanzato alla fine del suo lungo intervento riguarda le involuzioni autoritarie del nostro sistema democratico (ci avviciniamo a passi di gigante verso un vero regime che oggi non si costruisce con i colpi di stato). La sua proposta è quella di mettere da parte le varie forme di autoreferenzialità che caratterizzano spesso l’attività politica e sindacale per creare insieme un potente sito di informazione sulle campagne in difesa della democrazia. “Abbiamo riflettuto molto sulla questione dell’acqua pubblica - ha detto Rodotà - e abbiamo capito che sta scattando qualcosa di nuovo. Non era mai successo infatti nella storia dei referendum in Italia che in pochi giorni venissero raccolte 250 mila firme come è successo questa volta nel caso del referendum sull’acqua pubblica”. L’altro esempio di novità positiva riguarda la protesta di Michele Santoro che, avendo avuto oscurata la sua trasmissione, insieme ad altri giornalisti ha organizzato una trasmissione alternativa dal Palasport di Bologna. Rodotà ha spiegato che l’attacco al diritto di informazione e comunicazione non è campato in aria. Fa parte di un disegno neoreazionario che ha radici lontane. E per rimanere in tema ha voluto citare lo Statuto albertino, dove si dice che il giornalismo è libero, ma soggetto a severe misure repressive. Oggi le forme del controllo sono ovviamente molto più sofisticate, ma l’obiettivo rimane sempre lo stesso. Per difendere la democrazia è al contrario praticare ogni giorno il motto di Einaudi: “conoscere per deliberare”. (PA)

Dassis (sindacato greco), i fatti di Atene riguardano tutti
(06/05) 17:16 - Introdotto da Guglielmo Epifani, che lo ha presentato come un grande amico della Cgil, ha preso la parola Georgeos Dassis, presidente del gruppo lavoro del Comitato economico e sociale di Bruxelles, che ha prima di tutto voluto stigmatizzare i tragici fatti di Atene di ieri, avvenuti durante la più grande manifestazione sindacale in Grecia dal 1974. “Abbiamo tanti conti da regolare in Grecia - ha detto il sindacalista -: con i politici corrotti, con i funzionari corrotti. Per colpa di costoro oggi i lavoratori e i pensionati sono chiamati a pagare il prezzo più alto per la crisi finanziaria”. Ma attenzione, ha avvertito il sindacalista greco, “quello che sta succedendo da noi rischia di ripetersi in altri paesi europei”, anche perché nell’Unione europea, oltre alla Bce, all’euro e a un patto di stabilità che non tutti rispettano, manca una politica, una governance che sappia arginare questi processi nefasti. In questa situazione il sindacato, ha detto Dassis, ha un ruolo importante: evitare di far sì che i lavoratori “si pongano gli uni contro gli altri. Una battaglia rispetto alla quale la Cgil è all’avanguardia”. (SI)

Manzotti (Cgil Ancona), abbiamo davanti anni difficili
(06/05) 17:15 - “Gli anni che ci separano dall'ultimo congresso sono stati difficili, ancor più quelli abbiamo di fronte”. Così Marco Manzotti, segretario generale della Camera del lavoro di Ancona, che ritiene che la battaglia per i diritti della Cgil debba partire, come avvenuto il Primo maggio a Rosarno, dal trinomio legalità, sviluppo, lavoro. La crisi ha determinato un duro impatto nel tessuto economico delle Marche, costituito da impresa diffusa, dal settore manifatturiero e orientamento all'export. Con pesanti conseguenze sull'occupazione nell'area di Fabriano (Antonio Merloni e indotto) e nell'ascolano (calzature e mobili). (AA)

Palamara (Anm), tra noi e voi un patto per la giustizia
(06/05) 17:14 - “Un anno fa il vostro segretario generale, Guglielmo Epifani, ha partecipato con noi ad una giornata dedicata alla giustizia. Io voglio rilanciare qui l’idea che era emersa in quella occasione. Abbiamo bisogno di rilanciare un patto per la giustizia, un patto comune che ci vede insieme nella battaglia in difesa della legalità”. Questa la proposta lanciata oggi al congresso di Rimini da Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati (Anm). La magistratura – ha spiegato – non difende dei privilegi, né tantomeno un fortino. “Noi difendiamo l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati secondo il dettato della nostra Costituzione. Voglio anche ribadire che noi magistrati riteniamo necessarie le riforme della giustizia. Il problema è mettersi d’accordo su quali riforme”. Palamara ha quindi ripercorso le tappe degli interventi del governo in tema di giustizia e ha spiegato che le riforme annunciate non vanno affatto nella direzione del miglioramento della macchina. Quello che serve, al contrario, è intervenire sull’organizzazione della giustizia (abbiamo troppi tribunali inutili e una organizzazione che spesso risale all’ottocento). E’ necessario intervenire sul processo di informatizzazione visto che si va avanti ancora con le carte, è necessario intervenire sulle procedure del processo civile e penale. In particolare si tratta di snellire le procedure anche per il processo del lavoro, ma questo non vuol dire accettare le strumentalizzazioni che si stanno facendo in questo periodo. “Il problema è la corruzione o i magistrati che indagano sulla corruzione?” Si è chiesto polemicamente Palamara. E anche sulle intercettazioni l’Associazione dei magistrati respinge tutte le critiche. Le intercettazioni sono uno strumento indispensabile per le investigazioni contro la criminalità organizzata. Si tratta quindi di difendere insieme la legalità per questo ha senso il Patto comune per la giustizia”. Palamara ha chiuso il suo intervento ricordando tutti i morti sul lavoro e, quindi, l’importanza di declinare il Patto per la giustizia, anche alla luce della battaglia per la sicurezza nei posti di lavoro. (PA)

Delegato Flai Caserta: non più migranti, ma nuovi cittadini
(06/05) 16:52 - Jean Renée Bilongo, delegato Flai di Caserta, propone al congresso una rivoluzione semantica per indicare i lavoratori stranieri, non più migranti ma “nuovi cittadini”. La questione delle migrazioni, ha detto, è scottante e chi si impegna a contrastare le espressioni di razzismo rischia di bruciarsi. A fronte degli episodi di Rosarno, Castelvolturno e Villa Literno, ma in alcuni territori del Nord, non è mai mancata la presenza della Cgil, spesso isolata. “Sappiamo che mai ci mancherà l'attenzione di questa famiglia, perché compagno vuol dire colui che condivide il pane”. “Qualcuno ci vorrebbe in atteggiamento supplichevole, un ministro invita a essere ‘cattivi’ nei nostri confronti. Invece dico che non c'è bisogno né di essere cattivi né buoni, ma di giustizia. Quindi, appunto, proponiamo che comitati, coordinamenti e tutte le strutture che si occupano della nostra condizione, siano definite d'ora in avanti strutture dei nuovi cittadini”. (AA)

Mignelli (Cgil Molise), crisi pesante su nostro territorio
(06/05) 16:51 - Erminia Mignelli, segretaria regionale del Molise, ha presentato le cifre della crisi nella sua regione, dove l'intero sistema industriale, dalla geomeccanica al tessile alle costruzioni, non regge la competizione e le fabbriche chiudono. “Gli amministratori e la politica hanno perso l'occasione per rilanciare l'economia locale”. Anche la sanità è in crisi, “soffocata da un debito stratosferico”. Sono fermi gli investimenti in opere pubbliche, “compresa l'edilizia scolastica e il trasporto, e persino a San Giuliano non è ancora finita l'emergenza terremoto dopo 8 anni. Per uscire dalla crisi la ricetta è: lavoro, saperi, innovazione”. (AV)

Prende la parola George Dassis (sindacato greco Gsee)
(06/05) 16:32 - Sul palco il sindacalista della Gsee (il sindacato greco dei dipendenti privati) George Dassis, introdotto da Epifani: "Abbiamo avuto una testimonianza importante nell'incontro con le delegaizoni straniere, abbiamo pensato di farla ascoltare a tutto il congresso".

Di Cesare (Cgil Abruzzo), nuova piattaforma per rilancio post terremoto
(06/05) 16:09 - “Abbiamo ancora bisogno del vostro aiuto per affrontare questa dura prova”. Così nel suo intervento Gianni Di Cesare, segretario della Cgil abruzzese, parla del terremoto e della ricostruzione. “Anche grazie alla Cgil - dice - c’è stata partecipazione democratica dopo il sisma, mentre la Protezione civile voleva respingerci e ora sappiamo il motivo”. Di Cesare ha chiesto risorse e programmazione, sottolineando “che c’è ancora molto da fare per l’Aquila e l’Abruzzo”. Dopo il terremoto dell’anno scorso, ha ricordato, si sono persi 25 mila posti di lavoro e la cassa integrazione è la terza per crescita in Italia. “Siamo d’accordo su piano del lavoro straordinario proposto dalla Cgil - ha aggiunto - e pensiamo che si possa articolare sulle singole regioni. Per questo chiediamo a Epifani d’inserire anche una nuova piattaforma per la ricostruzione e il rilancio del nostro territorio”. (MM)

Riprende il dibattito
(06/05) 15:03 - Dopo una breve pausa riprendono gli interventi. Nel pomeriggio parleranno dal palco, tra gli altri, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, e il professore emerito di Diritto Civile, alla "Sapienza" di Roma, Stefano Rodotà. La giornata si concluderà con una tavola rotonda sulla "Analisi di genere" della Cgil

Angeletti, ora priorità alla riforma fiscale
(06/05) 14:31 - Dopo l’analisi sull’accordo separato, che rimane “l’unica riforma sociale portata a compimento dopo tanti anni in questo paese”, Angeletti ha poi passato in rassegna le cose da fare in futuro, cercando di riprendere il dialogo con la Cgil. “L’importante è recuperare il rapporto fra noi - ha sottolineato il leader della Uil -, non dico con una piattaforma, ma almeno attraverso un accordo che affronti i problemi reali. Ora una priorità c’è, ed è quella di una riforma del modello fiscale, più attinente alla realtà sociale ed economica del paese. Da 30 anni si tassa solo ed unicamente il lavoro, in tutte le sue forme: questa è una cosa ignobile dal lato etico, ed è scandalosa dal lato economico, perché si tassa una cosa che produciamo e lo stato incamera soldi sul nostro lavoro. Il nostro obiettivo è ridurre le tasse e su questo anche una parte degli imprenditori è d’accordo. Ciò che deve finire in Italia è che i poveri non sono in realtà i poveri, ma i ricchi che dichiarano poco, al di sotto dei 15.000 euro annui, evadendo in tal modo il fisco. Noi invece, dobbiamo ridurre le tasse non ai cosiddetti poveri, ma a tutti i lavoratori. Questo lo dobbiamo fare, anche alleandoci con Confindustria, Confcommercio e con tutte le associazioni datoriali che sono d’accordo, perché il sistema di relazioni industriali deve essere un sistema per tutelare di più i lavoratori”. Passando poi a parlare dello Statuto dei lavoratori e dei diritti in generale, Angeletti ha ricordato come “la stragrande maggioranza dei lavoratori non abbia, in realtà, le tutele stabilite dalla legge 300. Per noi, quindi, è giusto parlare di contrattazione territoriale, di enti bilaterali, di sussidiarietà: sono tutti strumenti per difenderci meglio, perché le leggi che abbiamo oggi sono leggi di serie A per alcuni, e di serie B per tantissimi. Le tutele, i sistemi di protezione sociale, devono essere utilizzati da chi ne usufruisce. Non accetterò più l’idea di un sindacato che parla di lavoratori precari e sfruttati, ma che poi non fa nulla di concreto. I sindacati non vengono giudicati per quello che dicono, ma dagli accordi che fanno per difendere i lavoratori. La vera ingiustizia è avere dei lavoratori considerati di serie B, perché non hanno un sistema di tutele adeguato. Il nostro compito è fare in modo che queste tutele ci siano sul serio, che vi siano strumenti, chiamateli come vi pare, che tutelino davvero le persone. Solo allora avremo fatto un buon lavoro”. Infine Angeletti ha affrontato il tema della democrazia sindacale, “un argomento che mi sta molto a cuore: Due anni fa abbiamo sottoscritto un accordo in tal senso nel pubblico impiego, che misurava anche il grado di rappresentanza dei sindacati. Oggi bisogna arrivare a una legge sociale sulla rappresentatività, perché pensiamo che l’accordo abbia bisogno di una legge di sostegno. Quel che va superato è il fatto di essere l’unico sindacato al mondo dove i lavoratori non iscritti hanno gli stessi diritti e doveri degli iscritti. Facciamo una legge, un accordo sulla legittimità di chi firma i contratti, un’intesa che stabilisca che il sindacato è un’organizzazione libera, svincolata dalla politica, che tutela i diritti di chi si associa. Questo per noi è un valore assoluto, che legittima il nostro essere sindacato”. (RG)

Bonanni, vostro congresso occasione nuova unità
(06/05) 14:30 - Non esiste alternativa a Cgil, Cisl e Uil e la speranza è che questo congresso possa rappresentare l’occasione per la ripresa di un cammino unitario. E non bisogna essere pessimisti, perché dal dopoguerra a oggi sono stati tanti gli alti e i bassi: e proprio il punto più basso può essere un’occasione per risalire. E’ un Bonanni dialogante quello che si è rivolto alla platea del XVI congresso della Cisl. Un intervento denso, che ha affrontato senza reticenze il tema dell’unità sindacale, delle regole per la democrazia e la rappresentatività sindacale, capitoli sui quali il leader ha aperto, suscitando anche qualche applauso tra i delegati. Tra le novità una forte presa di posizione in favore dello sblocco delle elezioni delle Rsu nella scuola e alcune critiche molto aspre all’esecutivo sulla scure che da cinque anni si sta abbattendo sul nostro sistema d’istruzione, che “per questo ha diritto a un forte risarcimento”. “Anche se tutti siamo giustamente orgogliosi delle nostre identità – ha detto – e abbiamo idee diverse sulla democrazia nel processo contrattuale e su come si confligge o coopera con le controparti, Cgil, Cisl e Uil, insieme, sono il pilastro che ha reso possibile far nascere e sviluppare in Italia il più grande sindacalismo confederale europeo”. Basta dunque con le continue recriminazioni, “e ognuno si prenda le proprie responsabilità”. Bonanni si è detto disponibile da subito a riprendere e a dare attuazione ai protocolli confederali su rappresentatività sindacale (“basta assumere, con qualche modifica specifica per il privato, il modello in vigore per il pubblico impiego”) e democrazia sindacale. Su questo punto, Bonanni ha implicitamente confermato il suo no al referendum tra i lavoratori, a favore di quella consultazione certificata da avviare però solo una volta che Cgil, Cisl e Uil siano tra loro d’accordo sul testo da mettere a consultazione: “E’ vero - ha sottolineato – che i nostri accordi valgono per tutti i lavoratori, ma dobbiamo prenderci le nostre responsabilità nelle decisioni, perché il confine tra plebiscitarismo e ‘monocratismo’ è molto labile, soprattutto in un momento in cui il populismo sembra travolgere tutto e tutti”. Quanto al Piano del lavoro proposto da Epifani, il numero uno della Cisl ha osservato che “tutto ciò che rende possibili superare le attuali difficoltà va bene”, tuttavia il problema oggi non è solo quello di stanziare più risorse, ma anche quello di rendere più efficiente e svincolare da pastoie e farraginosità l’utilizzo delle risorse disponibili, non solo da parte del governo nazionale ma anche da Regioni e enti locali. Sui contratti, Bonanni non ha detto nulla. Poco prima del suo intervento, però, conversando con i giornalisti aveva detto, rispetto alla possibilità di ridiscutere il modello oggetto di un accordo separato, di “non vedere nella realtà particolari problemi”, visto che tutti gli accordi, tranne quello dei metalmeccanici, sono stati siglati unitariamente. Anzi, ha aggiunto il leader Cisl, “sono sorpreso del fatto che Epifani non abbia esaltato proprio queste intese”. A partire da ciò, “gestiremo insieme gli accordi e poi andremo alle necessarie modifiche”. “L'importante – ha detto Bonanni concludendo la sua conversazione - è che ci si ascolti e rispetti reciprocamente anche nella diversità delle proprie culture”. (SI)

John Monks (Ces): serve un'altra Europa
(06/05) 14:15 - “Ho incontrato il presidente del Consiglio europeo e gli ho chiesto di allentare i criteri del patto di stabilità. Senza Europa sociale i lavoratori non sosterranno l'Europa”. Lo ha detto John Monks intervenendo al congresso della Cgil di ritorno da Atene. Il segretario generale della Confederazione europea dei sindacati ha manifestato la sua preoccupazione per la crescente presenza delle forze di destra in Europa, in particolare “quelle che hanno venature razziste e quelle euroscettiche, come i conservatori che hanno la possibilità di vincere le odierne elezioni nel Regno Unito”. Monks ha stigmatizzato anche il comportamento delle agenzie di rating che hanno declassato la Spagna e hanno invece assegnato la tripla A a Enron e ai mutui subprime. “L'Europa – ha aggiunto Monks – può funzionare se ha regole condivise che contrastano il 'capitalismo casinò', un sistema fiscale equo e la capacità di soccorrere i paesi in difficoltà. Il caso della Grecia dimostra che non è possibile reagire alla crisi impoverendo i lavoratori. Occorre utilizzare altri strumenti, come i contratti, il dialogo sociale e la solidarietà europea”. (CG)

Sacconi, Cgil non ha consapevolezza del contesto
(06/05) 14:02 - Al congresso della Cgil "ho avuto la netta percezione che una parte del paese non ha la consapevolezza del contesto nel quale ci troviamo". Lo dice il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Sono andato con un po' di fiducia, e non mi hanno spaventato i fischi che avevo messo in conto, meno di quelli che la platea ha riservato ai leader di Cisl e Uil. Mi ha colpito di più la proposta di un piano per l'occupazione e il lavoro che è la summa della possibilità di spesa, comprese le 400mila assunzioni nella pubblica amministrazione".

Angeletti, nuovo modello contrattuale funziona
(06/05) 13:46 - “Questo è uno dei più bassi livelli di condivisione delle politiche sindacali che svolgiamo”. Ha esordito così Luigi Angeletti dal palco del congresso della Cgil. “Non credo che questo scaturisca dalla valutazione della crisi che la mia organizzazione sta dando e sul come sia necessario uscirne. Dipende piuttosto dai cambiamenti in corso a livello mondiale nell’economia e nella società. Questa è l’essenza di ciò che dobbiamo fare da qui in avanti: capire i cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con la politica e il rapporto con il sistema delle imprese e l’economia di mercato”. Secondo il segretario generale della Uil, “oggi non è più la politica che governa il mondo. Il vero potere è quello finanziario. La conferma arriva proprio da quel che sta accadendo in Grecia. Chi governa sono i mercati: sono loro che hanno portato la crisi, trasferendo al debito pubblico i debiti delle banche. E tutti i leader politici, sia Obama che la Merkel si comportano allo stesso modo, hanno adottato tutti le stesse misure, perché non ci sono differenze: il debito pubblico è dappertutto la stessa cosa. Chi comanda? Chi decide? La questione è fondamentale, perché attiene anche a cosa fanno i sindacati, che non vogliono diventare dei residui della storia. Il vero paradosso è che nel momento in cui il capitalismo attraversa la più grossa crisi del mondo occidentale, i governi socialisti perdono tutte le elezioni. In quei paesi hanno tutti elettori stupidi? Credo proprio che le risposte che hanno dato quei governi siano state insufficienti, con le teste tutte rivolte all’indietro, proprio perché non hanno capito che oggi il potere politico è guidato dalla politica economica e sociale. E anche i sindacati devono cominciare a porsi il problema: qual è il rapporto tra noi e le forze politiche? Riflettiamo prima su quanto sia cambiato il rapporto fra noi e il sistema delle imprese. Questo perchè anche quel sistema è nel frattempo mutato; oggi esistono due capitalismi. Quello che dobbiamo davvero combattere è il capitalismo finanziario. E’ la forma peggiore, perché si basa sul principio che la ricchezza si fa con altra ricchezza e quindi si basa su speculazioni. In questo capitalismo il lavoro non è più la fonte principale di ricchezza, ma diventa un problema sociale e politico, e il valore economico del lavoro è vicino allo zero. Mentre per noi sindacati, il lavoro è un valore economico su cui si fonda la nostra forza. E allora cerchiamo di interagire con quel sistema delle imprese che riconosca tale valore, per cui per produrre più profitti bisogna lavorare di più: questa è la vera sfida che abbiamo di fronte. Noi della Uil da tanti anni sosteniamo che il modello contrattuale del ’93 è superato, proprio perchè l’idea dei contratti nazionali basati sull’inflazione programmata è superata. Questa è stata la nostra filosofia che ci ha spinto a mettere a punto un accordo, quello del 22 gennaio 2009 sul nuovo modello di contrattazione, che ha funzionato e ha salvato i ccnl. Non è mai accaduto nella storia sindacale di firmare così tanti accordi senza fare scioperi. E la bontà di quel modello è tale che anche la Cgil ha sottoscritto tanti accordi con noi. Certo, nulla è perfetto e tutto è migliorabile, ma quell’accordo è servito ad aumentare i salari dei lavoratori e siamo l’unico paese occidentale che ha fatto questo in un momento di crisi grave. Neanche nella ricca Germania è avvenuto questo”. (RG)

Cossutta (Anpi), cresce divario con valori costituzionali
(06/05) 13:35 - Parte dal rapporto proficuo con la Cgil e dalle manifestazioni organizzate congiuntamente, il vice presidente dell'Anpi Armando Cossutta, per arrivare allo spirito unitario che ha traghettato l'Italia fuori dalla dittatura fascista. Il filo del discorso è un costante rimando alla necessità di collaborazione fra grandi associazioni, oggi più che mai indispensabile “per il contrasto crescente tra i valori della Costituzione e una realtà fatta di disoccupazione, precarietà, incidenti sul lavoro: un divario – ha detto Cossutta - da colmare investendo nel capitale umano, per restituire dignità al lavoro, ma anche rilanciando uno spirito unitario per il futuro del paese”. Agli “sciagurati che oggi disprezzano l'unità d'Italia” Cossutta ricorda che “i profondi mutamenti avvenuti in pochi anni, dal 25 aprile del '45 al 2 giugno '46 , sino alla nascita della Repubblica e alla Costituzione, sono figli di un'ispirazione unitaria, che era già viva nel periodo del fascismo e si è consolidata con la resistenza”. Cossutta ha apprezzato la relazione di Epifani “per la lucidità dell'analisi e le proposte sul futuro del Paese”, sottolineato l'importanza dei rapporti sempre più stretti con la Cgil, e ricordato le iniziative organizzate recentemente, quella di Venezia contro il razzismo, il 1 maggio a Portella della Ginestra e, in prospettiva, la festa del 2 giugno a Milano. (DP)

Interviene Monks
(06/05) 13:34 - Sta parlando il segretario generale della Ces, John Monks.

Applausi per Bonanni
(06/05) 13:32 - Bonanni conclude augurandosi di riprendere l'azione unitaria, la platea dei delegati lo applaude.

Bonanni, subito pronti ad elezioni Rsu nella scuola
(06/05) 13:15 - "Sulle elezioni delle Rsu nella scuola la Cisl è pronta subito ad andare al voto, per far esprimere la propria volontà ai lavoratori". Lo ha detto Raffaele Bonanni, ricevendo un applauso dalla platea del Congresso Cgil.

Bonanni, non c'è alternativa a rapporto stretto tra noi
(06/05) 13:00 - "Abbiamo una nozione diversa su come si confligge o come si coopera con le controparti. Questo ci vede distanti, ma non c'è alternativa a Cgil, Cisl e Uil. Non c'è alternativa al rapporto stretto tra le nostre tre organizzazioni che sono il pilastro e non possono che essere il pilastro per i tempi futuri". Così il leader della Cisl Raffaele Bonanni nel suo intervento.

Bonanni, torniamo a camminare insieme
(06/05) 12:57 - Bonanni: "Mi auguro che questo congresso ci rimetta nella condizione di camminare insieme. Questo è un periodo di bassi, ora l'unità dipenderà da noi e da come la raggiungeremo, affinchè sia un'unità proficua e durevole".

Sul palco Bonanni
(06/05) 12:55 - Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, inizia il suo intervento.

Angeletti, misurare rappresentanza con legge di sostegno
(06/05) 12:54 - "Siamo pronti a misurare la rappresentanza con il sostegno di una legge dello Stato".

Angeletti, i sindacati vengono giudicati per accordi
(06/05) 12:49 - "I sindacati non vengono giudicati per quello che dicono, ma per gli accordi che fanno". Così Luigi Angeletti.

Angeletti, modello contrattuale positivo, ha salvato rinnovi
(06/05) 12:45 - Dal palco il leader della Uil, Luigi Angeletti, difende l’accordo del 22 gennaio 2009: “Abbiamo lavorato per anni per cambiare il modello contrattuale. Alla fine, abbiamo fatto un modello che ha salvato i contratti nazionali: non è mai accaduto che i contratti siano stati rinnovati senza scioperi”. E’ un modello “talmente positivo che molti di voi l’hanno condiviso”, dice Angeletti, riferendosi alle categorie della Cgil che hanno sottoscritto rinnovi triennali. (EDN)

Di Berardino (Cgil Lazio), serve piattaforma realmente riformista
(06/05) 12:45 - Non è retorica congressuale l’incipit dell’intervento di Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio. “Il progetto, parola chiave della relazione di Epifani, è un segno di coraggio; perché significa costruire una piattaforma realmente riformista per uscire dalla crisi e riavviare la crescita”. “Facciamo bene a riappropriarci della parola riformismo – ha proseguito Di Berardino –; occorre smascherare chi con la scusa delle riforme opera per fare vere e proprie controriforme”. Riformismo significa parlare innanzitutto di lavoro, di un lavoro di qualità, capace anche di assicurare una pensione dignitosa ai giovani. Ma per creare lavoro occorrono risorse, e questo vuol dire un intervento forte del pubblico. “Il pubblico – ha precisato il dirigente Cgil – è decisivo per produrre possibilità di sviluppo anche nel territorio, dove è fondamentale la nostra capacità di realizzare un’incisiva contrattazione sociale. E dove oggi sempre più forti sono gli egoismi, sino a vere e proprie spinte secessionistiche, come sta accadendo nel Lazio con la proposta di alcune province di staccarsi dalla capitale”. “Nel territorio incontriamo le figure più diverse e la necessità di assicurarne diritti”. È un impegno, questo, che necessita di un rapporto unitario tra Cigl Cisl e Uil: “Senza unità anche la concertazione diventa impossibile; e la concertazione, va ribadito, resta per la Cgil la via maestra”. Per una Cgil, ha aggiunto Di Berardino, che ha bisogno di essere rafforzata: “Dobbiamo rimettere in piedi un lavoro di squadra, sapere che se vogliamo rinnovarci davvero non può valere la regola della cooptazione”. “La democrazia sindacale – infine – è un tema che ha a che fare con la confederalità: il pronunciamento dei lavoratori su piattaforme e accordi è una battaglia della Cgil. Dobbiamo condurla tutti insieme, facendo attenzione allo strumento che adottiamo (il referendum non è quello giusto ) e adoperandoci per far crescere il consenso con la forza dei nostri argomenti. Per sostenerli, per dire delle ragioni della Cgil, non c’è bisogno di fischiare nessuno”. (GR)

Angeletti, siamo molto lontani
(06/05) 12:43 - Angeletti dal palco: "Poche volte siamo stati così lontani nelle nostre posizioni sindacali".

Giardullo (Silp), c'è emergenza legalità
(06/05) 12:39 - La legalità, come strumento di difesa dei soggetti con meno potere, è il tema sviluppato da Claudio Giardullo, segretario generale del Silp, che considera una “vera e propria emergenza” il deficit di legalità che si è esteso a più aspetti della vita politica, sociale, economica e del lavoro. E le scelte e le riforme che il governo ha in cantiere (processo breve, riforma delle intercettazioni) non potranno che peggiorare la situazione. Emblematica di una politica fallimentare e iniqua appare la vicenda di Rosarno che si è svolta in un clima di rottura sociale e di cinica indifferenza verso la legalità. “Il governo ha in mente una società di pochi cittadini garantiti, e di molti esposti a ogni rischio”. (AA)

Epifani, siamo abituati al rispetto
(06/05) 12:32 - “Ieri ho telefonato a Bonanni e Angeletti subito dopo i fischi al Congresso per scusarmi con loro. Non era un fatto privato mio e per questo voglio comunicarvelo oggi. Io penso che abbiamo commesso un errore e ci tenevo a dirlo pubblicamente”. Così il segretario generale della Cgil, Epifani, è intervenuto oggi dal palco di Rimini prima degli interventi di Angeletti e Bonanni. Epifani ha detto che l’errore dei fischi è stato doppio. Da una parte infatti i segretari della Cgil sono stati invitati ai congressi della Uil e della Cisl e sono stati accolti con il rispetto che meritano non le singole persone, ma il popolo della Cgil. Il secondo errore riguarda il fatto che il torto non lo facciamo a loro, ma a noi stessi perché quei fischi di ieri vanno contro la tradizione della Cgl che è sempre stata basata sul rispetto delle posizioni degli altri”. L’intervento di Epifani è stato molto applaudito dalla platea di Rimini, la stessa dalla quale ieri erano partiti i fischi a Bonanni, Angeletti, Sacconi e Marcegaglia. (PA)

Fammoni, progetto unitario alternativo alla destra
(06/05) 12:29 - Per il segretario confederale Fulvio Fammoni, che è intervenuto oggi al congresso attaccando il disegno neocorporativo della destra al governo, non basta cercare di limitare i danni. “E’ necessario praticare un progetto alternativo. Spetta a noi al gruppo dirigente, collocarlo in un contesto. Ci vuole una politica delle alleanze che punti a risultati. Fare qualcosa di più: dobbiamo intercettare il messaggio culturale. Perché il consenso alla destra così forte anche tra i lavoratori, è un progetto neocorporativo. Non ci consola il fatto che per noi è marginale. Bisogna intervenire sul collante culturale: razzismo, sopraffazione. A tutto questo – ha spiegato il segretario confederale - non si risponde con il pessimismo che impera a sinistra. Noi non ce lo possiamo permettere. E’ un compito del sindacato e se non lo faremo, se non riusciremo a reagire al pessimismo, in futuro ce lo rimprovereranno. Io credo che la formula del sindacato di mestiere sia sbagliata; è ancora più attuale al contrario un sindacato confederale, perché dalla crisi si esce diversi e spetta anche noi determinare il come”. In questo contesto politico, i rapporti unitari essenziali, il problema è il modello sindacale. E bisogna affrontare i problemi a partire dalle regole. Per questo, sempre secondo Fammoni, “i fischi sono un errore”. Fammoni non pensa che la Cgil possa essere autosufficiente e ribadisce che il problema centrale è relativo ai risultati e al consenso. “Il ruolo nostro è portare risultati a chi rappresentiamo. Rivendicare accordi, contrattazione sociale. Ma a un'unica condizione: aver fatto sempre il possibile”. La Cgil è un sindacato in salute, ma non si deve mai dare per scontato il consenso. Oggi dobbiamo ripartire del piano del lavoro e è sbagliato continuare a stiracchiare il congresso. Il congresso si conclude ed è nel nostro Dna la solidarietà di organizzazione. In questa fase difficile, ha concluso, ci vuole molta idealità, orgoglio di questa organizzazione, identità. Non autosufficienza, ma appartenenza a una comunità. Per il centrodestra, la Cgil è l’ultimo problema che gli è rimasto. “Noi rispondiamo: è il tempo della testa alta e questo loro problema non riusciranno a risolverlo”. (PA)

Bonanni, solo uniti si supera la crisi
(06/05) 12:27 - Un Bonanni disponibile, deciso a non chiudere la porta del dialogo con la Cgil: anzi, convinto, che nella crisi attuale solo “l'alleanza di tutto ciò che è alleabile”, può permettere al paese di ritrovare quello spirito collettivo che pare smarrito. Così, prima del suo intervento al congresso della Cgil, il segretario generale della Cisl conversando con alcuni sindacalisti. Bonanni ha quasi glissato sui fischi ricevuti ieri dalla platea e, rispetto alla proposta di Epifani per un piano triennale di lavoro, ha detto che “la prima cosa da fare è sbloccare la spesa corrente impastoiata da burocrazia e anche da cose meno dicibili”. Quanto alla spesa aggiuntiva invocata da Epifani e criticata da Sacconi (produrrà un effetto Grecia, aveva detto ieri), il leader della Cisl ha ribadito che “il ministro non può ignorare che la classe politica non sta dando prova di grande responsabilità”, soprattutto in una fase come questa in cui c'è bisogno di maggiori investimenti pubblici “e di una politica Keynesiana”. Quanto ai contratti e alla possibilità di ridiscutere il modello oggetto di un accordo separato, ha aggiunto il sindacalista, “non vedo nella realtà particolari problemi”, visto che tutti i contratti, tranne quello dei metalmeccanici, sono stati siglati unitariamente, e anzi “sono sorpreso del fatto che Epifani non abbia esaltato proprio queste intese”. A partire da ciò, “gestiremo insieme questi accordi e poi andremo alle necessarie modifiche”. “L'importante – ha detto Bonanni concludendo la sua conversazione - è che ci si ascolti e rispetti reciprocamente anche nella diversità delle proprie culture”. (SI)

Parla Angeletti
(06/05) 12:24 - Prende la parola il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.

Epifani, sbagliato fischiare Cisl e Uil
(06/05) 12:21 - "Ho telefonato a Bonanni e Angeletti per scusarmi. Ieri abbiamo sbagliato a fischiare Cisl e Uil. Oggi ascolteremo i segretari generali e cosa avranno da dirci, con il rispetto che si deve a chi rappresenta milioni di lavoratori come noi". Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Stavolta c'è un lungo applauso della platea. (EDN)

Il messaggio: No al nucleare, Sì alle energie rinnovabili
(06/05) 12:12 - Alfiero Grandi, presidente del Comitato “Sì alle energie rinnovabili. No al nucleare” ha inviato una lettera al congresso Cgil per invitare questa organizzazione a sostenere le ragioni di contrasto al nucleare, una scelta che sotto tutti i punti di vista (costi, tecnologie, effetti sull’ambiente e sulla salute, conseguenze di lunghissimo periodo) è perdente, tant’è vero che il governo è costretto imporla alle Regioni con forzature istituzionali per individuare i siti in cui localizzare le centrali. Informare e sensibilizzare i cittadini sui vantaggi connessi alle energie rinnovabili. Sostenere la proposta di legge d’iniziativa popolare che il Comitato si accinge a promuovere: su questi due fronti si chiede il sostegno della Cgil. (AA)

Fammoni, non basta limitare i danni
(06/05) 12:07 - "Il governo sta attaccando una legge di rango costituzionale e cerca di far passare l’idea che ci siano troppi diritti in Italia, a partire da quelli del lavoro. Ci accusano di guardare solo indietro, ma come Cgil rispondiamo che invece sono loro che vogliono far tornare un passato camuffandolo di modernità". Esordisce così, parlando dell’attacco allo Statuto dei lavatori, Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil nel suo intervento dal palco di Rimini. Fammoni spiega che il ritorno al passato ci concretizza con il Libro bianco di Sacconi e con la sua ipotesi di introdurre uno Statuto dei lavori al posto della legge 300. “L’obiettivo vero – spiega Fammoni – è creare un sistema in cui l’impresa sia totalmente svincolata da qualsiasi obbligo sociale e il lavoro viene considerato solo come fattore della produzione”. Per noi è una manovra inaccettabile, ha spiegato il segretario confederale, dicendo inoltre che il disegno del governo viene realizzato con determinazione, attraverso tanti provvedimenti diversi. “Questa tattica – dice Fammoni – è ancora più pericolosa proprio perché è frammentata. Si tratta di una vera ossessione deregolamentatrice che si vorrebbe tradurre in legge”. La Cgil si oppone a tutto questo, ma secondo Fammoni, non basta opporsi e cercare di ridurre il danno. “È appunto una cosa giusta, ma non basta. Non può essere solo questo. Noi dobbiamo invece proporre un percorso possibile, soprattutto alla luce di quello che sta succedendo in Europa e in vista di una nuova manovra economica annunciata già per luglio”. (PA)

Khirat (Cgil Umbria), chiusura Merloni dramma per territorio
(06/05) 11:56 - Hedi Khirat ha lasciato la sua famiglia in Tunisia e nella Cgil ha trovato la sua seconda famiglia. La Cgil ha dato a lui e a tanti immigrati l'opportunità di partecipare alla vita politica e sociale del paese dove lavorano e producono ricchezza. Il segretario della Camera del Lavoro di Gualdo Tadino (Pg) ha parlato del peso della crisi nella sua provincia, una crisi che è peggiore di quella del 1929 perché è anche una crisi culturale che mette in discussione la dignità dell'uomo. Riferendosi alla vertenza della Merloni, ha detto che per quel territorio ha la stessa valenza che aveva l'Alitalia sul piano nazionale. Una vertenza trascurata da Cisl e Uil nonostante coinvolga 3.000 lavoratori compreso l'indotto. Nel territorio appenninico umbro senza quell'industria non c'è futuro. (AV)

Durante (Fiom), non è un congresso di svolta moderata
(06/05) 11:35 - L’intervento di Durante prende avvio da un apprezzamento per la scelta unitaria del Primo Maggio a Rosarno, ma procede con la confessione di “un forte imbarazzo per l’intervento in quella occasione di Bonanni, il quale ha spaziato sul panorama dei diritti del lavoro nel mondo, senza alcun accenno al tema della democrazia e dei diritti nel nostro paese, dove si vuole imporre un contratto nazionale di minoranza, firmato da organizzazioni sindacali di minoranza, a milioni di metalmeccanici”. Secondo Durante “è molto importante riavviare un percorso unitario con Cisl e Uil, ma a partire da regole per la rappresentanza e la democrazia, un punto chiaro nella mozione Epifani (che ho votato insieme al 27% degli iscritti alla Fiom) e nella relazione di apertura del congresso. E voglio dire a chi mette in luce la presunta mancanza di sintonia tra la platea congressuale e il nostro segretario generale, che non è l’applausometro che conta, ma il consenso ottenuto nel grande confronto democratico realizzato nella campagna congressuale”. Durante sottolinea con forza che “questo non è un congresso di svolta moderata o di ritorno a Canossa, è il congresso di un sindacato che ha messo in campo referendum, scioperi, manifestazioni, opponendosi senza alcuna subalternità al governo. E’ giusta la strada indicata da Epifani di riconquista di un modello contrattuale condiviso anche da noi, perché servono regole senza le quali siamo più deboli tutti e rischiamo una vera giungla contrattuale”. Sul rapporto tra Fiom e Cgil, Durante ricorda le tappe dello scontro tra le due organizzazioni registrate negli ultimi anni fino al congresso di oggi, “che rischia di scavare un fossato che io ed altri compagni non permetteremo diventi incolmabile. Perché la Fiom che vogliamo sa fare conflitto e praticare la democrazia, non si ritrae dalle responsabilità di soggetto contrattuale, non si pensa corpo estraneo in contrapposizione alla Cgil. Se lavoriamo su questa strada quel fossato si potrà superare”. (MG)

Martini, futuro sostenibile per lavoratori terziario
(06/05) 11:31 - Franco Martini segretario generale della Filcams, pone l’attenzione sulle conseguenze della prima grande crisi che ha colpito il settore. “Oggi, il terziario” spiega “è diventato la più grande fabbrica di precariato, uno dei principali luoghi dell’incertezza esistenziale, dell’assenza di futuro, per gran parte di chi vi lavora, soprattutto per le nuove generazioni, la più grande fetta dei suoi addetti”. Uno dei grandi problemi è la continua liberalizzazione delle aperture domenicali e festive, tanto che anche in occasione del 25 aprile e del 1 maggio in molte città sono state autorizzate le aperture degli esercizi commerciali, decisione ampiamente contestata dalla Filcams, dalle Camere del Lavoro e dalla Cgil delle regioni interessate. Ma anche altre conseguenze pesanti, come “la diffusione della precarietà per il ricorso esasperato alla flessibilità del lavoro, al lavoro part-time; e l’abnorme diffusione di un sistema distributivo fondato sul mito dei grandi formati, che ha generato una distorsione profonda nelle politiche del consumo di massa e alimentato gravi contraddizioni sociali, che sommano alle vecchie, nuove e moderne ingiustizie”. Nel settore l’80% sono donne, e difficilmente se ne tiene conto durante la creazione dei centri commerciali e dei servizi annessi alle strutture, soprattutto considerata la continua liberalizzazione degli orari di lavoro. “E poi ci meravigliamo” afferma Martini “che fatto un figlio, il 27% delle donne non tornerà più a lavorare”. Sono tutti questi motivi che hanno spinto la categoria ha mettere in campo un progetto, una sfida lanciata al congresso nazionale: il futuro sostenibile del lavoro terziario, una piattaforma della categoria per il diritto delle donne al lavoro, diritto dei giovani ad un futuro, e per la sostenibilità del lavoro, “perché non è più accettabile che la non autosufficienza economica del lavoro (come è il part-time) possa essere la condizione per far vivere un settore così importante della nostra economia”. “Lo stare in campo” conclude Franco Martini “è la nostra responsabilità verso centinaia di migliaia di donne e uomini invisibili, che vivono oggi la solitudine prodotta dalle moderne ingiustizie e che hanno nella Cgil l’unico riferimento per dare voce ai loro bisogni ed alle loro speranze”. (RM)

Alfiero Grandi, nucleare scelta vecchia e sbagliata
(06/05) 11:27 - Dal palco del congresso viene letto un messaggio di Alfiero Grandi, presidente del comitato "Sì alle energie rinnovabili e No al nucleare". Augura buon lavoro ai delegati e ricorda: "Il governo ha deciso, ricorrendo al voto di fiducia con molteplici forzature politiche e istituzionali, il ritorno dell'Italia al nucleare, in spregio al referendum del 1997". Questa soluzione "non solo espone persone e ambiente a una situazione pericolosa, ma rappresenta scelta vecchia, centralistica e sbagliata come forma di sviluppo". Non è vero che il nucleare è sicuro, perchè "oltre al numero di incidenti diffonde nell'aria radiazioni pericolose". Il comitato promuoverà una legge di iniziativa popolare, che metterà al centro la scelta strategica dell'energia rinnovabile. (EDN)

Melloni (Cgil Bologna), da noi 10mila disoccupati
(06/05) 11:14 - Cesare Melloni, segretario della CdL di Bologna, ha fornito i dati della crisi nella sua città dove chiudono o delocalizzano molte aziende, ci sono 10mila disoccupati, 7mila in mobilità, 40 mila cassintegrati; 3.000 sfratti per morosità perché diminuisce il reddito e i risparmi delle famiglia si prosciugano; gli stessi comuni hanno difficoltà a garantire le misure di sostegno. Il sindacato deve interrogarsi su come arginare e superare la crisi con una grande vertenza su lavoro, fisco e ammortizzatori sociali e su questa costruire un grande movimento per unificare i lavoratori, i disoccupati, i precari. Parlando della situazione contrattuale ha detto che va rilanciato il nesso tra contrattazione e qualità dello sviluppo e tra le misure di integrazione al reddito e la formazione. Infine si è augurato che il congresso possa ricomporre la divisione tra le due mozioni a partire dal rilancio della democrazia sindacale con una proposta di legge Cgil sulla rappresentanza sindacale. (AV)

Miroglio (Cgil Liguria), sindacato dia risultati concreti
(06/05) 11:13 - Renzo Miroglio, segretario regionale della Liguria, ha detto che nei congressi i lavoratori si sono pronunciati per un sindacato che non sia solo conflittuale e che sappia costruire alleanze sociali. Nonostante che molte cose dividano la Cgil da Cisl e Uil, l'unità va ricercata partendo dall'interesse dei lavoratori. I fischi di ieri sono stati un errore politico, una manifestazione da stadio. Il sindacato ha un problema di rappresentatività da risolvere. In Liguria la Cgil organizza il 17,7% dei lavoratori, con Cisl e Uil si arriva al 35%, quindi 2 lavoratori su 3 non incontrano il sindacato. Va trovata una soluzione per il reinsediamento. La vocazione negoziale è la caratteristica del sindacato, anche questo è emerso dai congressi di base, e il suo compito fondamentale è tutelare i lavoratori e fare i contratti. Non si possono disertare i “tavoli”, il sindacato deve dare risultati concreti, altrimenti si disperde la stessa disponibilità alla lotta. Infine ha richiamato la responsabilità dei gruppi dirigenti di fronte agli iscritti. (AV)

Belci (Cgil Friuli), Lega punta di intolleranza
(06/05) 10:44 - Da interprete delle ragioni dell’autonomismo la Lega è divenuta in Friuli Venezia Giulia punta di diamante dell'intolleranza. La Cgil prova a contrastare questo atteggiamento, mentre le forze politiche di centrosinistra continuano a considerare come non prioritario il tema dell’immigrazione e il presidente della Regione guarda all’atteggiamento della Cgil come una “stravaganza”. “Anche su questioni difficili si deve lottare e si può vincere”, dice Franco Belci, segretario generale del Friuli Venezia Giulia, ricordando con soddisfazione i punti di convergenza a tale proposito con le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. “Il coraggio dell’utopia, evocato da Bruno Trentin, a volte porta a risultati positivi”. Altro fronte d'iniziativa della Cgil regionale è quello dei rapporti unitari con Cisl e Uil, riconoscendo le differenze per trovare i punti di convergenza. Oltre il rapporto con i segretari, esiste il confronto e il dialogo tra milioni di iscritti e di delegati che si riconoscono in queste organizzazioni. “Essere di sinistra, secondo la lezione di Vittorio Foa vuol dire non porsi in un orizzonte ideologico, ma metodologico”. (AA)

Telefonata a Bonanni e Angeletti
(06/05) 10:06 - Ieri telefonata di Epifani ai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, dopo i fischi riscossi in apertura. Lo riferisce Il Sole 24 Ore.

Marcegaglia, stessi obiettivi ma Cgil guarda al passato
(06/05) 10:00 - Abbiamo gli "stessi obiettivi", ma la Cgil "guarda al passato". Lo dichiara oggi Emma Marcegaglia su Repubblica. "Non ha mai pronunciato la parola competitività, che al contrario è la questione decisiva per il futuro". Poi il presidente di Confindustria aggiunge: "Non mi aspettavo di essere fischiata solo per essere venuta. Sono rimasta un po' stupita, noi non abbiamo mai contestato Epifani nelle nostre assemblee". Comunque non si pente della sua partecipazione e, specifica, fare scelte diverse sui contratti "non significa non avere rispetto". Su altri nodi c'è convergenza: "A parte alcuni aspetti, sembra il mio discorso di Parma: c'è l'attenzione alla crescita, gli incentivi fiscali alle imprese che puntano all'innovazione e alla ricerca, la richiesta di investimenti strutturali grandi e piccoli". Invece la proposta di sbloccare le assunzioni pubbliche "è un po' retrò". (EDN)

Iniziati gli interventi
(06/05) 09:49 - E' iniziata la seconda giornata congressuale, con gli interventi dal palco prima dei contributi dei segretari generali di Cisl e Uil.

Il programma di giovedì 6 maggio
(06/05) 09:45 - Ore 9.30 – Ripresa dei lavori e dibattito; Ore 12.00 – Interventi; Luigi Angeletti, segretario generale della Uil; Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl; Ore 13.00 – Sospensione dei lavori; Ore 15.00 – Ripresa dei lavori e dibattito; Intervento di Stefano Rodotà, professore emerito di Diritto Civile presso ‘La Sapienza’ Università di Roma; Ore 18.00 – Tavola rotonda “L’analisi di genere della Cgi l– Rendicontazione sociale e differenze di genere”. Presenta: Enrico Panini, segretario confederale della Cgil. Partecipano: Monica D’Ascenzio, giornalista de ‘Il Sole 24 Ore’; Antonella Picchio, docente di Economia Politica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia; Cristina Rogate, amministratore delegato Refe; Serena Sorrentino, responsabile Pari Opportunità Cgil nazionale. Modera: Paolo Serventi Longhi, direttore di Rassegna Sindacale; Ore 19.30 – Interruzione dei lavori; Nel corso della giornata interverrà John Monks, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati.

 
Rimini, 5 maggio 2010
Si conclude la prima giornata di lavori congressuali
(05/05) 20:26 -

Bravi (Cgil Umbria), serve forte presenza a Marcia Pace
(05/05) 20:08 - La proposta di un Piano straordinario per il lavoro, esposta da Epifani nella sua relazione, va collocata nel territorio. Parte da qui l’intervento di Mario Bravi, segretario generale Cgil Umbria, ricordando gli effetti negativi che la crisi ha determinato sul tessuto economico regionale e sul suo livello di coesione sociale. Assieme ai sindacati delle altre regioni del Centro Italia, la Cgil Umbria ha deciso nel suo congresso di promuovere una vertenzialità diffusa, a partire dal ruolo svolto dalle multinazionali, 48 nella regione con pesantissime ricadute sui livelli occupazionali. Lo annuncia nel suo intervento, Mario Bravi, segretario generale della Cgil Umbria che comunica anche che la marcia della pace Perugia Assisi del 16 maggio prossimo per la prima volta sarà guidata dallo slogan “non c’è pace senza lavoro”. Per questo, secondo Bravi, è necessaria una presenza forte alla manifestazione di tutte le strutture sindacali. (AA)

Sola (Cgil Alto Adige), lavorare per superare divisioni interne
(05/05) 19:37 - “Così come il segretario della Fiom di Genova, Francesco Grondona, è stato schietto – esordisce Lorenzo Sola, segretario generale Cgil-Dgb dell’Alto Adige Sudtirol – voglio esserlo anch’io, ringraziando Guglielmo Epifani e tutta la segreteria nazionale per l’impegno e la coerenza dimostrata in questi anni”. Una confederazione che ha saputo a ogni tentativo di isolamento, a promuovere iniziative, reagire con mobilitazioni, presentare proposte. “Incomprensibile che in tale contesto ci sia stato qualcuno che abbia pensato far prevalere un’interpretazione strana del pluralismo, che – secondo Sola – non può significare manifestare verso l’esterno due Cgil”. Quel che occorre è “lavorare intensamente per superare le divisioni interne e concentrare gli sforzi sui grandi temi del welfare, democrazia e diritti”. (AA)

Trizio (Nidil), scommessa più alta è ricomposizione lavoro
(05/05) 19:35 - Apprezzando innanzitutto la relazione di Epifani, Filomena Trizio, segretaria generale Nidil Cgil, ne ha richiamato un punto particolarmente condiviso e urgente: “Non c’è un secondo tempo per mettere mano alla crisi, che si abbatte su un tessuto sociale sempre più diviso, impaurito, il quale smarrisce il senso dell’interesse generale e viene spinto verso la xenofobia e il corporativismo. Il governo ne approfitta per rovesciare i valori di fondo della Costituzione, a partire dal lavoro, mettendo sotto attacco diritti e rappresentanza, puntando alla divisione dei sindacati di cui è prova l’accordo separato sul modello contrattuale”. In questa realtà “una delle scommesse più alte per noi – sottolinea Trizio - è la ricomposizione del lavoro, per la quale servirebbe certamente una normativa intelligente mirata a limitare le troppe tipologie della precarietà (anche se non mi convince l’idea del contratto unico), ma mentre sollecitiamo quella ipotesi, dobbiamo intanto usare tutti i nostri strumenti, a partire dalla contrattazione per il controllo dell’organizzazione del lavoro”. Nel dibattito congressuale “ci siamo divisi sul fatto che sia o meno opportuna in Cgil una rappresentanza specifica dei precari e atipici come Nidil o non sia il caso di ricondurre queste figure alle categorie – dice ancora Trizio - come anch’io penso sia possibile in futuro. Sono convinta che il discorso vada portato avanti tutti insieme, precari e categorie, anche riguardo al punto della titolarità, con la capacità di cimentarci su progetti concreti per proseguire verso l’obiettivo di rappresentare al meglio questi lavoratori nella prospettiva di ricondurli alle organizzazioni di categoria”. (MG)

Rogolino (Fisac), unità a partire dalla rappresentanza
(05/05) 19:25 - La crisi che sta affrontando la nostra società – una società postmoderna e parcellizzata - la si può affrontare solo con l’unità dei sindacati. Lo afferma Graziella Rogolino, della Fisac nazionale. “Ma attenzione, quello che ci divide da Cisl e Uil non è solo l’accordo separato sui contratti ma anche la lettura che soprattutto la Cisl da dei mutamenti in corso”. Per la dirigente sindacale la Cisl ha deciso di prendere atto della debolezza contrattuale del corpo sociale composto dai lavoratori precari e frammentati, “scegliendo un concetto di rappresentanza debole, con una tutela affidata soprattutto alla bilateralità”. C’è, tuttavia, uno spazio da cui ripartire per riprendere un discorso unitario: “Per l’impresa il sindacato è utile quando si negoziano i contratti e le grandi questioni, ma è percepito come scomodo e pericoloso quando agisce sui luoghi di lavoro”. “Credo – conclude– che con Cisl e Uil possiamo trovare un terreno comune proprio sul tema della rappresentanza nei luoghi di lavoro, che ci consenta di affrontare i grandi processi in corso”. (SI)

Epifani sulla crisi greca: no terrorismo e violenza
(05/05) 19:09 - Prosegue Epifani: “In ogni caso, no al terrorismo e ripudio di ogni forma di violenza, perchè colpisce ancora una volta le persone inermi ed è un gesto irresponsabile e squadrista, che va condannato fermamente. In Grecia si sono combinati una congerie di fatti negativi: una crisi sociale pesante, di cui è responsabile il governo precedente, i mancati controlli dell'Europa, le ondate speculative che non si riescono a fermare, i ritardi dell'Europa. Tutto questo porta a misure che colpiscono chi con la crisi non ha alcuna responsabilità: questo è il problema sociale e morale di questa crisi, in Grecia è più grave, però è un problema che ovviamente deve interrogare e inquietare tutti. Chi da noi diceva che la crisi non esisteva e poi che sarebbe passata subito e che tutto sarebbe tornato come prima, sapeva di dire una cosa non vera, perchè questa è una crisi insidiosa, con un contenuto morale inaccettabile, perchè scarica sui più deboli le responsabilità di quel modello, di quell'ideologia che si è affermata negli ultimi 20 anni: far soldi attraverso i soldi e le speculazioni, e poi scaricare i costi della crisi sui lavoratori, sugli anziani e soprattutto sui giovani e il loro futuro. In due anni di attività, il nostro governo finora non ha fatto quasi nulla, e, pur in presenza di una situazione di bilancio delicata, deve trovare il coraggio di fare di più, altrimenti avremo una ripresa senza lavoro e molti più disoccupati. Noi vogliamo evitare la Grecia e "le Grecie" e vorremmo soprattutto evitare per i giovani dell'Europa condizioni di vita e di lavoro sempre più difficili e precarie. Questo è il nostro sforzo. Non abbiamo indicato solo gli obiettivi del piano straordinario del lavoro, ma anche come si può parzialmente finanziare, perchè il problema della stabilità del deficit è un problema anche nostro e chi oggi parla di deficit pesante, si scorda di dire quanto ha contribuito nella passata legislatura al maturare del passivo attuale". (RG)

Epifani sulla crisi greca: deve inquietare tutti
(05/05) 19:07 - "I fatti di oggi confermano la pericolosità sociale che sta colpendo la Grecia e confermano le preoccupazioni sulle ondate speculative che possono non fermarsi alla Grecia". Guglielmo Epifani interviene così sui gravissimi fatti delle ultime ore in Grecia. "La cosa più inaccettabile è qualsiasi forma di violenza e terrorismo - afferma il segretario generale Cgil - . In ogni caso, esprimo solidarietà ai lavoratori greci in lotta per garantire condizioni migliori di quelle imposte dal Fmi e dall'Europa. C'è bisogno, però, di una riflessione su quanto sta accadendo e su quanto sta per succedere. Non a caso, nella mia relazione ho lanciato la proposta di un piano straordinario per il lavoro e l'occupazione, perchè la situazione nei prossimi anni può essere davvero difficile, ed è bene che ognuno si faccia carico, per la propria parte, di contribuire a trovare soluzioni che la crisi può oggi mettere in discussione. Vi sono rischi per l'Italia di finire come la Grecia? No, no e ancora no, risponde Epifani. (RG)

Moni Ovadia, servono nuove forme di lotta
(05/05) 19:07 - “Grazie per questo invito; dall’età della ragione, da quando ho memoria sono sempre stato vicino alla Cgil” apre così il suo intervento al congresso Cgil Moni Ovadia attore teatrale, scrittore e musicista. Energico e deciso, Moni Ovadia ritiene che il punto focale dell’attuale crisi è la questione culturale: "La crisi non è solo una crisi economica, ma culturale. Il lavoratore, come oggetto sociale è stato demolito, la sua posizione è stata corrosa attraverso calunnie e informazioni distorte". Il lavoratore del pubblico impiego è un fannullone, il lavoratore dello spettacolo, un parassita; il lavoratore a tempo indeterminato un privilegiato, e quello che vuole i diritti è un fastidio: "La centralità del lavoro come democrazia, come costruzione economica e sociale dell’individuo viene meno; mancano gli strumenti adeguati al rilancio della funzione culturale del lavoro, ed è stato lasciato più campo all’azione dei finanzieri". L’attore evidenzia la mancanza di un organismo dei lavoratori forte, che possa dettare l’agenda economica, che influenzi e argini l’agire della finanza, che ha ormai preso il sopravvento: "i finanzieri di Wall Street sono gangster". “Qualcosa deve cambiare” afferma Ovadia “bisogna trovare nuove forme di lotta e nuovi strumenti per poter partire all’attacco. Dobbiamo studiare ciò che accade per riuscire a dirigere e condizionare l’economica”. Ma gli strumenti, secondo l’attore, devono essere culturali, come quelli che hanno mosso alla costituzione dello Statuto dei Lavoratori. "Riprendiamoci il sogno, riprendiamoci il futuro, con forza, però: lotta è sinonimo di coraggio". L’attore conclude con una frase di Marx, la risposta alla domanda posta dalle figlie, Papà cos’è per te la felicità?”; “La felicità per me è lottare. Siate felici!". (RM)

Guy Ryder (Ituc-Csi), sindacati italiani ritrovino unità
(05/05) 18:55 - "La politica e i governi stanno mostrando oggi tutta la loro debolezza nei confronti della finanza che cerca di speculare oltre che sulla Grecia, anche su altri paesi come la Spagna e il Portogallo". Lo dice nel suo intervento al congresso Cgil Guy Ryder, segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc-Csi). Per Ryder, protagonisti della finanza mondiale come Goldman Sachs "sembra abbiano conquistato più potere dei governi, speculando con i soldi dei contribuenti. E’ uno scandalo che va bloccato - dice il leader sindacale - e contro cui il sindacato internazionale deve riuscire a ottenere risultati. L'Ituc, spiega Guy Ryder, è impegnato nella battaglia per la regolamentazione dei mercati finanziari e risponde agli inviti dello stesso Mario Draghi che si sta muovendo in questa direzione. Guy Ryder si augura infine che il movimento sindacale italiano possa ritrovare la sua forza unitaria. "Si tratta di fare uno sforzo straordinario in questo senso in un momento di crisi pesantissima. La nostra speranza - conclude il segretario del sindacato internazionale – è che i sindacati italiani ritrovino insieme il modo per utilizzare al meglio la loro forza". (PA)

Grondona (Fiom Liguria), giudizio critico su relazione Epifani
(05/05) 18:54 - Francesco Grondona, segretario regionale della Fiom Liguria si dichiara in disaccordo con la relazione di Epifani perché “contiene alcuni buchi e indica soluzioni che tali non sono”. Si dice contrario alla proposta di riaprire tra due anni il tavolo negoziale sull'accordo separato, non solo per l'incertezza che la crisi ci consegna, ma anche perché a gennaio 2012 entreranno in vigore le deroghe previste dal contratto dei metalmeccanici che la Cgil non ha firmato: “Una contraddizione difficile da spiegare”. Grondona, assicura, conosce l’importanza dei rapporti unitari e la forza di un sindacato unito, ma per ricomporre l'unità è necessario prima ridefinire le regole della democrazia, affinché di fronte a opinioni diverse i lavoratori possano pronunciarsi. Critica poi il fatto che non ci siano proposte alternative allo Statuto dei lavori di Sacconi. Conclude dicendo che, poiché il sindacato oggi non ha appoggi politici e la crisi rende più difficili i rapporti sociali, è necessario che poggi su più certezze e punti fermi. (AV)

Guy Ryder (Ituc-Csi), sindacato baluardo contro speculazione finanziaria
(05/05) 18:50 - "La gravità della crisi impone un impegno straordinario del sindacato. In particolare di quello italiano che da sempre ha saputo garantire l’unità e il pluralismo. In questo momento, con il dramma greco e con la tragedia di milioni di posti di lavoro persi, il sindacato è in trincea non solo per difendere l’occupazione, ma anche per difendere i diritti fondamentali messi in discussione". Con questo discorso si è presentato oggi a Rimini Guy Ryder, segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc-Csi). Secondo Ryder "la finanza e in particolare i centri della speculazione internazionale cercano di far pagare ancora una volta i costi della crisi ai lavoratori. Il sindacato deve battersi affinché questo non avvenga e anzi lavorare per preparare un’uscita in positivo dalla crisi". (PA)

Don Ciotti: non serve più solidarietà, ma più giustizia
(05/05) 18:49 - Continui strappi per garantire se stessi, provvedimenti eccezionali solo per sé, le regole solo se ‘sostenibili’: questo è quello che abbiamo davanti”. Lo dice don Ciotti nel suo intervento al Congresso Cgil, alludendo a Berlusconi. Ciotti parla di “una ferita per la democrazia, che riguarda il tessuto istituzionale, investe i beni comuni, come nel caso dell’acqua, e stravolge un bene primario come il lavoro”. Poi Ciotti racconta di essere stato chiamato al funerale di un uomo suicida per aver perso il lavoro, qualche giorno fa: “Non avevo parole – dice - ho potuto solo abbracciare i parenti. Vi sembrerà un paradosso, ma non è di una maggiore solidarietà che oggi abbiamo bisogno; è di più giustizia, invece, che si sente necessità. Più giustizia e rispetto delle regole”. Per questo occorre l’unità di tutte le forze disponibili, a partire dal sindacato: “La parola speranza viene da pes, piede – conclude il presidente di Libera - Solo se camminiamo tutti insieme, appunto, possiamo tenerla viva”. (GR)

Minacce a Sacconi: Cgil, folli farneticazioni, solidarietà al ministro
(05/05) 18:48 - "Le folli, stupide minacce al ministro Sacconi espresse in forma anonima sul sito del Corriere della Sera non sono che farneticazioni provocatorie di un irresponsabile verso le quali non si può che esprimere una ferma e ovvia condanna. Al ministro va la solidarietà della Cgil". Così commenta il sindacato in una nota. Parole di solidarietà sono arrivate anche dalla Confindustria.

Cocer Aeronautica, delegati: partecipazione impedita
(05/05) 18:34 - Il Cocer Aeronautica 'ringrazia il segretario generale della cgil Guglielmo Epifani e tutta la confederazione sindacale da lui rappresentata, per l'invito a partecipare al XVI congresso nazionale' ma esprime 'sofferenza per l'impossibilità a presenziare all'apertura dei lavori a causa del diniego posto dal capo di stato maggiore della difesa ai delegati del Cocer nello svolgimento del loro ruolo istituzionale'. Il capo, spiega una nota, "oltre che rispondere ad un profilo giuridico amministrativo risalente al trentennio scorso, formalmente sono state comunicate al consiglio soltanto ieri, nonostante la richiesta di autorizzazione risalga ad un mese fa, inibendo nei fatti anche una partecipazione a titolo personale dei delegati".

Don Ciotti, unire forze per affermare diritti
(05/05) 18:33 - Denso e appassionato, l’intervento di don Ciotti, presidente di Libera, alla tribuna del congresso Cgil subito dopo il presidente Scalfaro. Un richiamo alla responsabilità – all’etica della responsabilità – al rispetto della legalità e delle regole, e alla necessità di unire le forze non solo per lottare contro le mafie che depredano il Mezzogiorno, ma anche per affermare diritti oggi troppo spesso vilipesi. Un intervento che parte ricordando la prepotenza e l’arroganza dei mafiosi, la debolezza dei poteri dello Stato – nonostante l’impegno di magistratura e forze dell’ordine – e di tanta parte della società civile: “Vedete questo sacchetto? Rappresenta i finocchi che con un blitz siamo andati a raccogliere a Isola Capo Rizzuto, nelle terre di una famiglia di ’ndrangheta, gli Arena: possedimenti confiscati che gli ex proprietari continuano come nulla fosse a coltivare”. Cosa possibile, il tranquillo business del clan calabrese, solo se si è circondati dall’indifferenza, dal venir meno – appunto – di un’etica della responsabilità. (GR)

Delegata call center, giovani impongano etica anche in sindacato
(05/05) 18:28 - "La situazione attuale mi ricorda il romanzo di Orwell '1984': per combattere questo senso di soffocamento è necessario che soprattutto i giovani impongano un'etica anche nel lavoro sindacale". Così Luigia Bucci, giovane delegata del call center Transcom di Bari nel suo intervento al congresso Cgil. Buccia si sofferma poi sulle esternalizzazioni dei servizi informatici di Telecom e dei licenziamenti a Teleperformance di Taranto, che ha dichiarato 1000 esuberi, 700 a Taranto e 300 a Roma. "La minaccia di licenziamento costringe i lavoratori ad accettare condizioni lavorative che assomigliano a un nuovo schiavismo - conclude - in una gara al ribasso che finisce anche per danneggiare le aziende sane". (AV)

Ugl, condividiamo piano su occupazione
(05/05) 18:17 - "E' condivisibile l'idea di un piano straordinario per l'occupazione lanciato oggi dal segretario generale della Cgil nella relazione di apertura del XVI congresso della sua organizzazione". Lo dichiarano in una nota i componenti della delegazione dell'Ugl presente oggi a Rimini, ovvero i segretari confederali Marina Porro, Cristina Ricci, Paolo Varesi e il segretario nazionale dei metalmeccanici, Giovanni Centrella. "Così come - continua la nota - la richiesta di una nuova politica di welfare è adeguata ai tempi attuali e alle conseguenze negative prodotte dalla crisi in termini di nuove forme di povertà, che ad oggi sono prive di protezione, ci trova d'accordo".

Ferrero (Prc), serve reazione più netta contro governo
(05/05) 18:14 - "Il Governo va avanti come un treno con le sue politiche e di fronte al rischio reale che faccia piazza pulita anche dello Statuto dei lavoratori, sarebbe necessaria una reazione più netta e la volontà di costruzione di un forte movimento di lotta". Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc commentando la relazione del segretario Cgil Guglielmo Epifani. Ferrero non dimentica "le molte cose giuste contenute nella relazione", ma pone l’accento sui punti critici : “La logica degli accordi separati e del rapporto con i sindacati complici, come li chiama lo stesso ministro Sacconi, rischia di smantellare l’intero sistema dei diritti dei lavoratori”. Questi i motivi che fanno dire al leader comunista che “di fronte alla pesantezza dell’attacco sferrato dal governo, manca nelle parole di Epifani, la reazione che sarebbe necessaria”. (VP)

Scalfaro, Costituzione può migliorare ma Parlamento cardine
(05/05) 17:52 - Per l’ex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, la Costituzione si può migliorare, ma il tutto può avvenire solo “se resta fermo al centro il tema della dignità della persona”, e senza mutare di una virgola le norme che dispongono che “il Parlamento è il cardine della democrazia di un paese: un governo nasce quando ha la fiducia del Parlamento e cade quando non ha più questa fiducia”. D’altro canto, aggiunge Scalfaro, bisogna vedere nel merito delle idee di riforma: il federalismo, per esempio, “non deve produrre squilibri che mettano in crisi l’unità del paese”, e anche quando si tratta di “toccare” la Giustizia, “non bisogna mai mettere in discussione l’indipendenza e dell’autonomia dei giudici”, baluardo – torna ancora questa parola - fondamentale della democrazia del paese”. (SI)

Scalfaro, prima vera assemblea politica del paese
(05/05) 17:51 - “In un momento di crisi dei partiti come quello che stiamo vivendo, questa assemblea è la prima vera assemblea politica del paese”. Conclude così Oscar Luigi Scalfaro il suo applauditissimo intervento al XVI congresso della Cgil. Un discorso ricco, che ha più volte suscitato la calorosa partecipazione dei delegati e che ha intrecciato la memoria, il ricordo della propria esperienza di costituente, con l’attualità di un esecutivo che punta a mettere mano alla Carta fondamentale del paese vista come ultimo ostacolo al potere di un uomo solo. “Ognuno di noi – dice Scafaro – per le grandi e piccole responsabilità che ha, ha il dovere di difendere questo baluardo della libertà e della democrazia nel paese. E’ un impegno che va sentito nella profondità della propria coscienza”. Rivolto poi alla platea, scandisce: “Il sindacato opera per difendere i diritti dei lavoratori. Oggi, ripensando all’articolo 33 della Costituzione, quello che dice che l’organizzazione sindacale è libera, non posso non provare un’emozione fortissima”. La stessa, aggiunge, “che sento quando rileggo l’articolo 40, quella che stabilisce che il diritto di sciopero è un diritto naturale e libero, parole fortissime per chi come me ha vissuto le prove del fascismo”. (SI)

Precari Cgil incontrano responsabili confederazione
(05/05) 17:39 - Si è tenuta nel primo pomeriggio una riunione tra alcuni giovani, che sin dal mattino intendevano denunciare pubblicamente la loro situazione di dipendenti della Cgil con pendenze nei confronti dell'organizzazione, la Cgil nazionale nella persona di Enrico Panini, segretario confederale responsabile dell'organizzazione, e alcuni dei dirigenti delle strutture Cgil interessate. La riunione ha confermato la specificità di ciascun caso e la difficoltà di trattare insieme questioni molto diverse. Un caso vede come "controparti" una ex dipendente della Cgil e la Cgil di Ragusa, in un'intricata vicenda che contempla anche una denuncia della donna per una supposta violenza subita nel 2000. La Cgil ha chiesto alla procura della Repubblica di effettuare un'indagine e ha intenzione di costituirsi parte civile. Sempre la Sicilia è teatro di un secondo caso che si configura maggiormente come una classica vertenza di lavoro - anche se finora non c’è alcun passo formale in questo senso - tra una ex dipendente con contratto a progetto e la Cgil regionale. L'interessata denuncia anche un "demansionamento" tra la fine del progetto di lavoro e il momento in cui le è stato comunicato da parte della Cgil la non volontà di proseguire il rapporto di lavoro. Un terzo caso vede contrapposta una società fiscale che lavorava per la Cgil a Lecce e la Confederazione. Alla denuncia di insolvenza della Cgil avanzata dagli interessati Panini ha opposto le risultanze di due ispezioni già effettuate, la prima ad opera di professionisti locali (la cui indipendenza di giudizio è stata però contestata dai giovani leccesi) e la seconda ad opera di ispettori della Cgil nazionale coordinati dal vicepresidente del Consorzio nazionale Caf. Da tali risultanze l'operato della Cgil risulterebbe corretto. Panini si è impegnato tuttavia a organizzare una riunione specifica a Lecce o a Bari con i 6 giovani coinvolti nella vicenda. Infine un quarto caso, che ha connotazioni più politiche, chiama in causa il sindacato e il comprensorio di Castrovillari, in provincia di Cosenza. Un giovane ex delegato Fiom di un'azienda metalmeccanica, che ha parlato anche a nome di altri colleghi coinvolti nella vicenda, denuncia la "mancata tutela" da parte non solo dell'azienda ma anche della Cgil, che sarebbe "interessata solo alle deleghe e non alla difesa dei diritti dei lavoratori". (CG)

Cremaschi (Fiom), confermiamo dissenso, c'è voglia di conflitto
(05/05) 17:10 - La relazione di Epifani "ha confermato con chiarezza tutte le ragioni del nostro dissenso. Anzi, le ha accentuate". Lo dice Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e leader della Rete 28 aprile. "Ha sostanzialmente aperto sia nei confronti del governo che della Confindustria - spiega -, ma anche nei confronti di Cisl e Uil. Nei confronti del governo le critiche sulla politica economica non portano a una vera piattaforma sociale alternativa, maa a richieste minimaliste sull'occupazione e, ancora una volta, all'ennesimo e non chiarito appello alle necessità dello sviluppo". E aggiunge: "I boati di dissenso che hanno accolto Angeletti, Bonanni, Sacconi e Marcegaglia dicono che nella Cgil c'è una domanda di conflitto che è ben più vasta di quella che viene espressa dagli equilibri congressuali".

Proiettato video con discorso Calamandrei ai giovani
(05/05) 16:57 - Prima di dare la parola a Oscar Luigi Scalfaro per la lectio magistralis sulla Costituzione al XVI Congresso Cgil, è stato proiettato un video, curato da Stefano Cormino e Salvatore Zeba, con il discorso che Piero Calamandrei tenne il 26 gennaio 1955 agli alunni di una scuola media, sulla Carta costituzionale. La voce di Calamandrei echeggiava sulle immagini di alcuni luoghi significativi della nostra storia, da Marzabotto a piazzale Loreto, dalla Fiat di Mirafiori a via Tasso a Roma. (AV)

Filippos (sindacato greco), la situazione peggiorerà
(05/05) 16:50 - È finita in tragedia la manifestazione svoltasi stamattina ad Atene contro il piano anti crisi del governo Papandreu: tre morti nell’incendio di una banca provocati dal lancio, sembra, di alcune molotov. “Una manifestazione grande e pacifica – spiega Thomas Filippos, dirigente del Gsee, il sindacato greco del settore privato, in una conferenza stampa tenuta nel primo pomeriggio durante il congresso –, macchiata da un gruppo di individui incappucciati che hanno causato l’incendio di un istituto di credito. Altro per ora non sappiamo, oggi da noi scioperava anche la stampa”. La manifestazione era stata organizzata per protestare contro il piano di risanamento varato dall’esecutivo. Ed è di questo, appunto, che poi Filippos ha parlato. “La situazione peggiorerà – ha osservato seccamente –, non può essere altrimenti”. E la ragione, secondo il sindacalista greco, è che "se da un lato le condizioni di vita e di lavoro si faranno assai più dure, e i redditi dei lavoratori verranno falcidiati dalla severità delle misure previste, l’economia greca finirà comunque in un circuito di depressione che è l’esatto contrario di ciò di cui il paese avrebbe bisogno". Per Filippos si tratta in sostanza della "classica cura che finisce per togliere all’ammalato ogni speranza". Secondo il dirigente sindacale ellenico le risorse vanno trovate altrove: “La Grecia non è un paese povero – osserva ancora Filippos –, le grandi imprese hanno realizzato buoni risultati anche nel 2008 e 2009, cioè durante la crisi: bisogna colpire allora le grandi ricchezze. La nostra lotta, in ogni caso – conclude –, non finisce con le manifestazioni e gli scioperi di questi giorni”. (GR)

Delegato Fillea, leggi italiane legalizzano schiavismo
(05/05) 16:41 - Mohamed El Bekali, delegato Fillea, a nome degli altri iscritti stranieri, rivolge un appello al Parlamento perché con una nuova legge cancelli la Bossi-Fini e altre norme sulla sicurezza “che di fatto legalizzano lo schiavismo”. Norme, aggiunge, “che determinano maggiore insicurezza assieme a un buon ritorno elettorale”. I lavoratori stranieri, sotto il ricatto dell'espulsione, accettano le condizioni di sfruttamento connesse all'economia sommersa: “Ma una società che permette diritti di serie A e di serie B finisce per garantire meno diritti per tutti”. È necessario, invece, “rendere più agevole l'accesso al lavoro, investire per l'integrazione sociale e garantire il diritto al voto per i lavoratori stranieri. Un dato, per tutti, illustra gli effetti devastanti delle attuali norme: solo nella provincia di Milano sono 30 mila gli immigrati che rischiano di divenire irregolari perché hanno perso il posto di lavoro.

Aperto il dibattito, il primo intervento è del segretario più giovane
(05/05) 16:30 - Il primo intervento al congresso è di Daniele Gazzoli, segretario generale della Camera del Lavoro della Valcamonica, uno dei più giovani quadri sindacali della Lombardia che ha cominciato la sua militanza otto anni fa come delegato di una fabbrica tessile. Gazzoli analizza le conseguenze che la crisi avrà sui soggetti più deboli della nostra società, dove le disuguaglianze stanno aumentando. "I soggetti deboli -afferma il giovane sindacalista - sono le donne che nel tessile in migliaia perdono il lavoro e hanno più difficoltà a trovarne un altro; sono i giovani, condannati alla precarietà che restano senza futuro nonostante i titoli di studio; sono gli immigrati che, se perdono il lavoro, diventano irregolari e quindi clandestini". Gazzoli cita anche i fenomeni di razzismo nelle regioni dominate dalla Lega, ricordando in particolare il caso della mensa negata ai bambini i cui genitori non pagavano la retta: "La gente ha colpevolizzato la povertà - sostiene Gazzoli - è necessario un salto culturale perché succede che anche i nostri iscritti solidarizzano con gli amministratori contro chi non ha i soldi.

Parola a Scalfaro
(05/05) 16:27 - Ha cominciato a parlare il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro.

Cazzola (Pdl), Cgil affetta da sindrome greca
(05/05) 16:09 - "Il congresso della Cgil ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori greci che, con i loro scioperi, stanno mandando in malora il paese". Lo dice Giuliano Cazzola (Pdl), vice presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che aggiunge: "Le ragioni di questa solidarietà si spiegano ascoltando la relazione di Guglielmo Epifani il quale ha proposto, per contrastare la disoccupazione, un pacchetto di nuove assunzioni nella pubblica amministrazione. Ecco allora i sintomi della sindrome greca di cui è affetta la Cgil: più scioperi politici e più burocrazia".

Pdci, governo ascolti temi posti da Cgil
(05/05) 16:08 - "Da Epifani una relazione forte in un momento difficile per l'Italia e l'Europa. Epifani ha tracciato un'agenda concreta attorno alla quale l'opposizione deve costruire la credibilità di uno schieramento alternativo, all'insegna della centralità del lavoro, della solidarietà e dell'uguaglianza". Lo affermano Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, e Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del partito, presenti a Rimini dove si sta svolgendo il congresso nazionale della Cgil. "Il Governo- aggiungono- farebbe bene a prendere sul serio tanti dei temi posti dalla Cgil, piuttosto che liquidarli, come fa Sacconi, con sufficienza".

Bertinotti, lavoro piegato, rimetterlo al centro
(05/05) 16:06 - "Adesso che la crisi è così manifesta e che depriva di futuro un'intera generazione, rimettere lavoro al centro della politica e della democrazia è un'operazione indispensabile". Lo afferma l'ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a margine della relazione di Epifani. Spiega quindi che "è avvenuta vera e propria controriforma storica, che ha piegato il lavoro e l'ha resa una variabile indipendente pressochè di tutto, una condizione che forse non ha mai visto il lavoro in Italia così piegato".

Damiano (Pd), bene Epifani, serve piano straordinario
(05/05) 16:01 - "È condivisibile la proposta di Epifani di un piano straordinario per lo sviluppo e per l'occupazione". E' il commento del responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano. "La relazione - a suo avviso - ha anche offerto un terreno di confronto unitario per la ricostruzione di un modello contrattuale condiviso e per la definizione di regole di rappresentatività e di democrazia che si basino sull'accordo unitario di Cgil, Cisl, Uil del 2008. Importante è l'esigenza di trovare una nuova capacità di rappresentare i lavoratori precari ai quali, ha riconosciuto Epifani, non sono state date fin qui risposte sufficienti".

Nencini (Psi), precarietà diventi tema fondamentale
(05/05) 16:01 - "Epifani, nella sua relazione che condividiamo largamente, ha giustamente sottolineato il problema della crescita della disoccupazione e la necessità di ridisegnare il sistema degli ammortizzatori sociali, ma non basta". E' il commento del segretario del Psi, Riccardo Nencini alla relazione del segretario generale della Cgil all'apertura dei lavori del XVI Congresso. "Quello dei giovani e del lavoro precario - afferma Nencini - deve diventare il tema più importante da affrontare con grande urgenza, fantasia e flessibilità. Non possiamo fare la guerra alla globalizzazione, ma possiamo ridurre i danni che provoca l'insensata concorrenza sul costo del lavoro anche chiedendo l'aiuto dell'Unione europea e dei partiti laburisti e socialdemocratici per una soluzione comune".

Vendola, Cgil grande casa democrazia
(05/05) 15:43 - "La relazione di Epifani ha proposto ciò che oggi appare sempre più indispensabile: un piano straordinario per il lavoro a fronte della inesistente politica industriale di questo governo", lo afferma il governatore della Puglia, Nichi Vendola, commentando la relazione di apertura del XVI Congresso della Cgil del segretario generale, Guglielmo Epifani. "Una relazione che - osserva Vendola - trasmette l'orgoglio di una grande storia e il coraggio di guardare alla necessaria innovazione, e soprattutto la capacità di decifrare la soggettività di un mondo spesso sconosciuto, quello del precariato". Rispetto alla questione dei rapporti con le altre confederazioni, Vendola tiene a sottolineare come “il tema dell’autonomia del sindacato, della ragione sociale e culturale della sua esistenza, è il terreno su cui Epifani ha offerto uno spunto anche drammatico di riflessione: non ha fatto una critica dura per poi proporre una specie di ricomposizione ispirata al galateo delle relazioni sindacali. Ha posto un problema - prosegue l'esponente di Sel - che è quello della coesione sociale, della tenuta della democrazia e della nostra civiltà, un problema che va affrontato su un terreno di lavoro comune da parte dei sindacati e della rivalorizzazione del mondo del lavoro”. “Sento la Cgil come una delle grandi case della democrazia e della civiltà di questo Paese - ha concluso Vendola - E’ quindi per me è una più casa grande che contiene tante cose. Nel mio piccolo, mi sento di casa, qui in Cgil". (VP)

Bonanni e Angeletti, nessuna dichiarazione
(05/05) 15:41 - I segretari generali di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti, non hanno rilasciato dichiarazioni a commento della relazione di Guglielmo Epifani ed hanno subito lasciato il Palacongressi. Il leader della Uil, ai giornalisti che gli chiedevano una valutazione, ha risposto: "Parlerò domani".

Bersani, superare difficoltà sindacali
(05/05) 15:05 - Bersani prosegue: Sull’unità sindacale “c’è stata una sottolineatura delle attuali difficoltà – ha commentato Bersani -ma anche un impegno su un percorso per superarle, sentiremo domani le risposte di Cisl e Uil”. Uguaglianza non è un valore da mettere da parte, ma da declinare in modo moderno, ha detto Epifani, e il segretario del Pd riprende l’argomento: “Senza questo valore non esiste sinistra né centro sinistra, per noi con gradualismo, un passo alla volta, la direzione è quella. E il ruolo del sindacato è fondamentale nella capacità di tenere assieme come abbiamo sentito da Epifani il concetto di libertà con la rivendicazione di livelli universalistici nello stato sociale e nei diritti: non si può pensare la libertà senza un principio di uguaglianza”. (MG)

Bersani, giusta iniziativa sul lavoro
(05/05) 15:01 - “Una relazione seria, che ha messo al centro il tema dei temi, il tema del lavoro, e che ha dato indicazioni precise su come procedere. Per parte mia io raccolgo senz’altro l’esigenza di dar luogo ad una iniziativa straordinaria sui problemi dell’occupazione col contributo di tutti.” Così il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, sulla relazione di Epifani. “Anche noi abbiamo le nostre idee e proposte sulle questioni economiche e sociali, è giusto che le forze sociali si esprimano con le loro ma innanzitutto occorre che il governo si decida a dire che il problema c’è e che bisogna intervenire. Mi pare questo il messaggio centrale della relazione che io condivido. Bisogna assolutamente far qualcosa per dare un po’ di stimolo all’economia e tradurre questa briciola di ripresa in maggiore occupazione, soprattutto per i giovani. Purtroppo dall’altra parte vedo molta distrazione e inconcludenza e nessun passo avanti”. (MG)

Natale (Fnsi), pronti a ricorrere a Corte Ue su ddl intercettazioni
(05/05) 14:43 - "Sono tante le cose che ci legano alla Cgil. A cominciare da quel 3 ottobre a Roma, con una piazza del Popolo stracolma di gente che manifestava per la libertà d'espressione". Così Roberto Natale, presidente della Fnsi, a margine della prima giornata di lavoro del XVI congresso della Cgil. "Epifani - continua - ha giustamente parlato nella sua relazione di una 'violenza del silenzio'. Per farsi ascoltare i lavoratori sono costretti a salire sui tetti, a recludersi in un'isola, all'Asinara, ribaltando i meccanismi del reality e riuscendo a catturare la giusta attenzione". Ma questo, naturalmente, non è sufficiente: "Occorre tornare a una corretta rappresentazione della realtà - prosegue - , in cui il lavoro, i lavoratori occupano un posto molto importante. Un aspetto che chiama direttamente in causa la Rai: chiedere che il servizio pubblico si occupi di lavoro non significa fare una rivendicazione di sinistra, significa solo volere una rappresentazione realistica della realtà". Natale ha ribadito che la Fnsi è pronta a tutte le mobilitazioni necessarie per fermare il ddl Alfano che limita fortemente le intercettazioni telefoniche: "Se il ddl fosse stato già legge, della vicenda che ha coinvolto Scajola non sapremmo nulla. I giornalisti si opporranno con tutte le loro forze a questa norma, fino allo sciopero e al ricorso alla Corte europea di giustizia". Infine, il leader della Fnsi, apprezza particolarmente l'insistenza di Epifani sul tema del precariato: "Un tema che ci riguarda anche come lavoratori. Ci sono giornalisti pagati 3 euro a pezzo: il che è intollerabile e, inoltre, non garantisce una tutela delle propria autonomia professionale". (PSL)

Vendola, relazione consapevole della crisi
(05/05) 14:40 - "Relazione molto consapevole di quale sia il punto di crisi e di degrado della situazione italiana, il pericolo che vive l’Europa e l’economia mondiale". E' il commento del governatore della Puglia, Nichi Vendola, all'intervento di Epifani. Ed insieme sottolinea "l’orgoglio di declinare una grande storia, soprattutto la capacità di decifrare la soggettività di un mondo spesso sconosciuto, quello del precariato”. (VP)

Sacconi, con piano lavoro Cgil facciamo fine Grecia
(05/05) 14:36 - “Chiedere 400.000 nuovi posti di lavoro nel settore pubblico nei prossimi tre anni è pazzesco, perchè comporta uno sforzo economico che la nostra pubblica amministrazione non è in grado di sostenere; significa che nel 2013 rischiamo seriamente di fare la fine della Grecia”. Così Maurizio Sacconi giudica il piano del lavoro proposto da Guglielmo Epifani, nel corso della sua relazione al XVI congresso generale Cgil. “Un piano che è solo e interamente spesa pubblica, che avrebbe come unica risultante un ulteriore pesante aggravio del deficit pubblico” - ha aggiunto il ministro del Lavoro, che, uscendo dalla sala del Palafiera di Rimini, ha anche criticato la posizione del segretario generale della Cgil in merito allo Statuto dei lavoratori: “una visione del tutto superata e anacronistica, che conferma come la confederazione di Epifani non sia affatto sulla via del riformismo, ma tutta arroccata su se stessa e, di fatto, sempre più isolata”. Lo testimoniano, del resto, “le bordate di fischi indirizzate ai segretari generali di Cisl e Uil e, di contro, gli applausi da stadio riservati a un vecchio democristiano come Scalfaro. Per fortuna - ha concluso l’esponente del governo - la Cgil non è solo questa: ne esiste un’altra sul territorio, a livello locale, più aperta al dialogo e disponibile al confronto”. (RG)

Bindi, il Pd accoglie l'appello di Epifani
(05/05) 14:33 - “Il Pd è pronto ad accogliere l’appello di Epifani”. Lo dichiara la presidente Rosi Bindi, in riferimento alla richiesta fatta dal segretario generale della Cgil nella parte conclusiva della relazione, quando ha spronato le forze politiche - a partire da quelle che storicamente per valori e ideali intendono conservare radici nel mondo del lavoro - a fare riferimento, in maniera non occasionale o formale, al patrimonio di valori, interessi e moralità. “Lo faremo nel rispetto dei rispettivi ruoli, nell’autonomia della politica e del sindacato – aggiunge – ma consapevoli di interpretare le istanze del paese. Apprezza in particolare “la vicinanza alle parti più deboli e sofferenti del Paese e la disponibilità a ricostruire l’unità del mondo del lavoro”. Quindi, sulla crisi: “Nel Sud le disuguaglianze aumentano, occorre quindi fare lì un investimento più forte”. Inevitabile il riferimento critico al “sogno del federalismo leghista basato su un’idea separatista mentre la questione meridionale – ha concluso – sarà risolta quando diventerà nazionale”. (DP)

Bonelli, relazione attenta ai problemi veri
(05/05) 14:24 - "Una relazione attenta ai problemi veri del Paese". E' il commento di Angelo Bonelli, presidente dei Verdi alla relazione di Guglielmo Epifani. "La Cgil - continua - si rivela come l'unico sindacato che guarda ai temi dell'innovazione e della green economy, visti come motore per uscire dalla crisi economica del paese". (MA)

Sacconi, su arbitrato posizione Cgil pregiudiziale
(05/05) 14:22 - Prima della relazione di Guglielmo il ministro Sacconi illustra le possibili novità che possono venire dall’assise di Rimini. “Credo che la prima grande novità, la novità che comunque io mi auguro, possa essere solo l’avvio di relazioni più positive tra le confederazioni sindacali, il ritorno a una posizione comune”. Secondo il ministro se Cgil, Cisl e Uil troveranno sui grandi temi una visione unitaria "il rapporto con il governo ne trarrà un sicuro giovamento”. Ci sono tuttavia progetti dell’esecutivo, si pensi all’arbitrato, che restano per la Cgil, anche con le ultime modifiche, completamente inaccettabili. “Sull’arbitrato la Cgil ha avuto una posizione pregiudiziale. Dimenticando fra l’altro che il tema è affidato alla responsabilità delle forze sociali - afferma Sacconi - Il governo ha messo in campo una piattaforma riformista – prosegue –; una piattaforma che noi riteniamo adeguata ad affrontare la fase di transizione che oggi stiamo vivendo. È importante che si avvii un dialogo tripartito, è importante che a questo dialogo partecipi anche la Cgil”. Accanto al collegato sul lavoro e al nodo dell’arbitrato ci sono intanto le situazioni di crisi aperte e il timore che le dimissioni di Scajola possano allentare l’attenzione su alcune emergenze. Sacconi allontana ogni dubbio. “Un esempio? – conclude –. Stiamo seguendo da vicino, e vogliamo risolvere al più presto, la questione della Glaxo di Verona”. (GR)

Di Pietro, sui contratti ultima parola a lavoratori
(05/05) 14:09 - Nell’intervento di Epifani c’è una “volontà chiara di non ‘trescare’ con Cisl e Uil”. Così il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, subito dopo la relazione di Epifani. “L’Idv - ha aggiunto – è già pronta a depositare in Parlamento una proposta di legge per dare ai lavoratori l’ultima parola sui contratti di lavoro”. (AP)

Marcegaglia, pronti solo a piccole modifiche su modello contrattuale
(05/05) 14:05 - La relazione di Epifani “è stata insufficiente” sul tema della crisi europea, a partire dalla Grecia, per finire con gli ultimi sviluppi in Spagna dove si è verificato il crollo delle borse. Così Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, al congresso della Cgil. Per quanto riguarda i punti politici, la leader degli industriali si dice “nettamente contraria” alla proposta di sbloccare il turn over nel pubblico impiego: “Non ce lo possiamo permettere” a causa del debito pubblico. “Belle e interessanti”, a suo giudizio, le proposte della Cgil su ricerca, investimenti e innovazione. “Siamo pronti a ridiscutere del modello contrattuale - ha concluso -, ma possiamo accettare solo piccole modifiche, anche perché con la Cgil abbiamo già firmato molti contratti dopo quell’accordo”. (PA)

Eletta presidenza del Congresso, 44 su 68 sono donne
(05/05) 13:52 - La presidenza del congresso è composta da tutta la segreteria confederale e da delegati che provengono in maggior parte dai luoghi di lavoro. E' una presidenza al femminile, le donne sono infatti 44 su 68. Significativa anche la presenza di delegati stranieri, alcuni dei quali componenti di segreterie territoriali. (AV)

Elette le Commissioni congressuali
(05/05) 13:49 - Dopo la relazione di Epifani sono state elette le Commissioni congressuali: quella elettorale e per lo statuto che proporrà al congresso il nuovo direttivo nazionale e le modifiche statutarie; quelle politica e per il programma che dovrà scrivere un documento di sintesi di tutta la discussione congressuale che conterrà i punti fondamentali del programma della Cgil per i prossimi anni. Lo sforzo di questa commissione sarà quello di arrivare a una conclusione unitaria del congresso. E stata anche eletta la Commissione verifica poteri a cui è demandato il compito di controllare la correttezza di tutte le operazioni congressuali. La commissione elettorale e statuto è composta da 50 delegati; la commissione politica e del programma ha 69 componenti; la commissione verifica poteri di 16 componenti. In tutte le commissioni la presenza delle donne è intorno al 40%. (AV)

Chiusa la relazione di Epifani
(05/05) 13:45 - Si è appena conclusa la lunga relazione di Epifani, durata un'ora e quaranta minuti. Il leader della Cgil ha toccato tutti i punti dell'azione del sindacato proponendo tra l'altro un piano triennale per il lavoro. La platea sè è alzata in piedi salutando con un lungo applauso Epifani, giunto all'ultimo congresso da segretario generale.

Epifani, per noi federalismo è contrario di secessione
(05/05) 13:40 - Non sappiamo se il confronto aperto nel governo all’interno della maggioranza porterà nuovi problemi al governo stesso e dove porterà il paese. In ogni caso “noi continueremo a stare in campo contrastando le scelte sbagliate, incalzando per dare una risposta ai problemi che salgono dal profondo della condizione del lavoro, dei pensionati, dei nostri giovani”. Così si è espresso oggi il segretario della Cgil per descrivere la nuova fase politica che si sta aprendo in questi giorni. Epifani ha ribadito le critiche alle scelte del governo e ha ribadito le posizioni della Cgil sul federalismo fiscale e l’unità del Paese. Ma nello stesso tempo ha voluto rivolgere un appello alle forze dell’opposizione affinché facciano riferimento ai valori e agli ideali che hanno segnato la storia del movimento dei lavoratori. “Per noi – ha detto Epifani – la parola federalismo è il contrario della parola secessione; autogoverno vuol dire più democrazia; non lasciare indietro nessuno vuol dire ripartire dagli ultimi, da chi, da solo, anziano, donna, migrante, precario, malato, non autosufficiente, emarginato, non ce la può fare. E paese civile è un paese che non assiste assente alla tragedia che si consuma ogni giorno dentro le nostre carceri”. Epifani, che ha voluto ricordare come da sempre i lavoratori hanno dato prova di quella che un tempo si sarebbe chiamata la responsabilità nazionale delle classi lavoratrici, ha ribadito che la Cgil sosterrà con tutte le sue forze la grande manifestazione di Milano del 2 giugno prossimo perché “la festa della Repubblica sia insieme anche la festa della nostra Costituzione”. (PA)

Epifani, è stato un congresso vero
(05/05) 13:35 - È stato un congresso vero, svolto in condizioni difficili di crisi in molti luoghi di lavoro. Non è stato né un rito né una passeggiata facile per nessuno, nonostante la mozione uno abbia largamente prevalso. Lo dice nella parte conclusiva della relazione Guglielmo Epifani, il quale osserva: “Saper gestire l'esito di un percorso democratico è una prova di responsabilità che riguarda tutta la Cgil, come pure va data attenzione ai temi contenuti della mozione che ha avuto la minoranza dei consensi". Al nuovo gruppo dirigente spetta valorizzare l'unità, i pluralismi, le competenze e il rinnovamento necessario, aggiunge. Circa le osservazioni e i richiami sulle modalità e le procedure della consultazione di base, Epifani dice che, finito il congresso, "rifletteremo su tutto quanto, analizzando dati e problemi in modo da rispondere ai principi di trasparenza e completezza della verifica democratica”. (PSL)

Epifani, sosteniamo battaglia contro acqua privata
(05/05) 13:31 -

Epifani, sull’unità tocca alla Cgil fare di più
(05/05) 13:25 - Epifani non nasconde, nella relazione, le difficoltà nei rapporti unitari con Cisl e Uil e cita l'ultimo caso, quello della firma dell'avviso comune sull'attuazione del ddl sull'arbitrato e il diritto del lavoro. Ma le circostanze (la crisi, gli errori del governo) sono tali che occorre che il sindacato sappia lottare e restare unito. "Avverto il bisogno - rileva ancora Epifani - di fermarci tutti a riflettere su queste divisioni e, pur avendo le mie certezze sulle responsabilità di questa deriva, penso che tocchi, ancora una volta, alla Cgil fare di più". E chiede alla sua organizzazione "di discutere e condividere un percorso che freni la completa lacerazione dei rapporti e dica su quali terreni ricostruire un percorso di lavoro comune". Su questi temi: le regole della democrazia; ricondividere il modello contrattuale; i contratti pubblici; la rinuncia ad avvisi comuni senza tentare prima una mediazione e un chiarimento tra le tre confederazioni. Epifani chiede poi che si riprenda a discutere di merito: di sicurezza sul lavoro, salute, ambiente, sui migranti, sui pensionati e sugli anziani, sul fisco. (PSL)

Epifani, la Cgil si batte per lo jus soli
(05/05) 13:19 - Il segretario della Cgil ha parlato molto delle battaglie del sindacato contro il razzismo, ricordando le tante manifestazioni e la grande campagna nazionale “stesso sangue, stessi diritti”. “Siamo stati nelle piazze – ha detto Epifani – nelle manifestazioni, abbiamo ricordato i vent’anni dell’assassinio di Jerry Masso e scelto Rosarno come sede del Primo Maggio, come luogo simbolo del rapporto inaccettabile tra criminalità organizzata e domanda di lavoro di tanti immigrati trattati come schiavi moderni. “Con la determinazione che deriva da questo impegno – ha spiegato Epifani – da queste convinzioni profonde, di fronte al dibattito parlamentare che si accinge ad affrontare il tema dello jus soli, non crediamo che sia più un sogno, una fuga in avanti, battersi perché questa sfida di civiltà la si possa vincere davvero; e sperare che l’amore che si deve portare a una vita che nasce, sia fatto anche del riconoscimento della comune cittadinanza, oltre che dei doveri di umanità verso i bambini di un asilo o di una scuola, e verso i figli di chi si ritrova ad essere soltanto un clandestino. La lettera di quell’imprenditore di Adro che ha pagato la retta della mensa comincia con una frase che dice tutto: sono figlio di un mezzadro, ho imparato da mio padre il rispetto che si deve alle persone”. (PA)

Epifani, semplificare numero e dimensione dei contratti
(05/05) 13:06 - Se la scommessa della ricomposizione della rappresentanza resta un obiettivo rilevante, la Cgil non può restare nè subalterna nè nell'angolo sul fronte della contrattazione. "Restiamo decisivi - dice - per rafforzare e qualificare la contrattazione e per lavorare seriamente allo scopo di ricomporre e semplificare il numero e la dimensione dei contratti nazionali". Le resistenze vengono dalle imprese. La priorità della Cgil - osserva Epifani - è unificare il mondo del lavoro. E indica sei strade: 1) Unificare vuol dire ricomporre e non solo ridurre il numero dei contratti, lavorando sulle frantumazioni esistenti nei comparti e nei settori, anche nel pubblico impiego; 2) Unificare vuol dire assumere la scelta della clausola sociale come obiettivo di pratica comune; 3) Unificare vuol dire riguadagnare una capacità di controllo e di informazione preventiva su appalti, cessioni di ramo e terziarizzazioni; 4) Unificare vuol dire praticare la contrattazione di sito e di filiera; 5) Unificare vuol dire aprire un confronto sul lavoro pubblico o meglio sulla responsabilità pubblica nella gestione dei servizi; 6) Unificare vuol dire combattere nuove diseguaglianze tra nativi e migranti. (PSL)

Epifani, governo sblocchi elezioni Rsu per pubblico e scuola
(05/05) 13:02 - "Chiediamo al governo di confermare entro l'anno la rielezione di tutte le Rsu nei settori pubblici e nella scuola". Così Epifani in un passaggio molto applaudito della relazione

Epifani, firmati 40 contratti oltre l’accordo separato
(05/05) 13:02 - L’accordo separato del 22 gennaio non ha impedito alla Cgil di fare il suo mestiere di sindacato. La Cgil ha lottato contro quell’accordo di inaudita gravità e ha cercato di battersi in ogni categoria per spostare più in avanti l’asticella. “Dopo l’accordo separato, che resta un atto di eccezionale gravità con precisa responsabilità del governo e di Confindustria e di Cisl e Uil – ha detto Epifani – non ci siamo fermati, ci siamo rivolti ai lavoratori, fatto assemblee, raccolto milioni e milioni di firme, scioperato. La grande manifestazione al Circo Massimo il 4 aprile – la più grande manifestazione in Italia dopo quella del 2002 – ha rappresentato il punto più alto della nostra risposta”. Epifani ha detto che la Cgil non è rimasta sulla difensiva “e contratto dopo contratto dove è stato possibile, abbiamo provato a dimostrare che un’altra strada si doveva e poteva imboccare. Dopo 15 mesi, oggi sono più di 40 i contratti rinnovati unitariamente per più di tre milioni e mezzo di lavoratori, ai quali vanno aggiunti i lavoratori del commercio dove, di fronte a un primo accordo separato, le tre federazioni di categoria sono state in grado di far prevalere una positiva capacità di composizione unitaria”. Ovviamente non tutti i contratti sono uguali e non si possono mettere tutti sullo stesso piano. Ma è evidente – ed è facile averne un riscontro – che tutti “i risultati retributivi sono mediamente al di sopra dell’indicatore; in molti casi di sono realizzate innovazioni sulle professionalità, gli orari, l’estensione della contrattazione territoriale o di secondo livello. In altri contratti vi sono aspetti e soluzioni che suscitano problemi. Molti lavoratori si sono espressi con il voto, in altri casi non è stato possibile raggiungere un’intesa per votare unitariamente”. Per quanto riguarda i metalmeccanici, Epifani è tornato a criticare duramente le scelte compiute che hanno determinato una nuova intesa separata senza la Fiom e un contratto che non è stato sottoposto al voto dei diretti interessati. “L’accordo separato – ha precisato poi Epifani – ha in ogni caso un suo limite temporale, un termine, così come avevamo proposto perché le incertezze delle prospettive economiche e la crisi sconsigliavano comunque un accordo di medio e lungo periodo”. Per l’insieme di questi giudizi politici, il segretario della Cgil ha voluto riconfermare “davanti al Congresso e davanti alle nostre controparti che noi intendiamo lavorare per riconquistare un modello condiviso e un modello che riunifichi sul serio i settori pubblici e quelli privati come era previsto nell’accordo del 23 luglio”. Ci si può avvicinare a questo nuovo accordo ritrovando prima di tutto un’intesa sulle regole della democrazia. (PA)

Epifani, no a modello corporativo di sindacato
(05/05) 12:57 - Epifani, nella relazione, respinge un modello corporativo del sindacato, che non porta ad includere e allargare i diritti e che porta invece a una confusione di ruoli e funzioni dove tutto si perde (il ruolo dello Stato, quello dell'impresa, quello del sindacato) in cui non si capisce bene chi sia controparte di chi. La Cgil sa bene che i rapporti di forza nel paese "non sono più quelli di una volta" e che conquista e difendere i diritti è un processo non più lineare. In questo ambito la divisione sindacale, anche sui questi temi, "indebolisce e favorisce il disegno del governo di imporre un modello ideologico basato su principi che sono il contrario di quelli che hanno visto impegnato il movimento sindacale italiano". Il modello neocorporativo conduce invece "ad uno svuotamento progressivo della contrattazione collettiva sia di quella nazionale sia di quella di secondo livello". Con una rappresentanza "divisa, incerta, debole, nei luoghi di lavoro e nei territori, l'assenza di regole esigibili per misurare correttamente e in maniera omogenea la rappresentatività di ognuno". "E per stabilire - continua - quando si possa firmare un contratto sulla base di una soglia legata al principio di maggioranza e come fare esprimere democraticamente i lavoratori, sulle intese e sugli accordi che li riguardano". Epifani è consapevole che non si possa restare "nel limbo di questa situazione", e propone: "Se la Cisl e la Uil vogliono lealmente e realmente prendere in mano il problema della democrazia sindacale, noi siamo pronti a ricercare le ragioni e i contenuti di un accordo tra i sindacati" sapendo che "la legge, il sostegno della legge è l'unico modo per rendere certo ed esigibile un quadro di regole democratiche". (PSL)

Epifani, tutti devono dare un contributo alla riforma degli ammortizzatori
(05/05) 12:54 - Il segretario generale della Cgil ha ribadito la posizione del sindacato sulla riforma più generale del welfare. “Avanzeremo innanzitutto una proposta di riforma organica degli ammortizzatori sociali – ha spiegato Epifani nella sua relazione d’apertura al Congresso – una riforma che parta dai contenuti dell’accordo del 2007 e della riflessione sui problemi che la crisi ci consegna”. In particolare Epifani ha detto che la Cgil vuole “un sistema pubblico e universale incentrato su due istituti, riferiti l’uno a chi ha perso il lavoro, unificando le indennità di mobilità e disoccupazione, e l’altro a chi, pur mantenendo il rapporto con l’impresa, ne vive la fase di difficoltà e crisi”. Sempre secondo Epifani, i costi di questa operazione possono essere affrontati anche prevedendo una fase di transizione e di gradualità, “mentre non è rinviabile in Italia uno strumento di salvaguardia del reddito di ultima istanza per chi, avendo perso il lavoro, giunge al termine della copertura degli ammortizzatori”. Ovviamente non si possono scaricare i costi di queste scelte e di questi interventi necessari sui lavoratori. “Solo uno strumento finanziato dalla fiscalità generale e corredato da misure di rientro nel mondo del lavoro, nella disponibilità dei Comuni quanto a gestione dell’erogazione, può evitare di scaricare sugli ammortizzatori bisogni di contrasto alla povertà che più correttamente devono essere affrontati nell’ambito delle politiche sociali”. (PA)

Applausi per Giorgio Napolitano
(05/05) 12:48 - Un applauso accoglie il nome del capo dello Stato Giorgio Napolitano, citato da Epifani durante il suo passaggio sul ddl lavoro

Epifani, sulla crisi la Confindustria ci dà ragione
(05/05) 12:45 - “Nel suo convegno di Parma, la Confindustria ha chiesto al governo di fare di più partendo da un quadro di evoluzione delle dinamiche economiche degli ultimi decenni che portano a una conclusione molto vicina a quella a cui da tempo siamo pervenuti, intorno al tema del declino relativo del nostro sistema industriale”. Secondo Epifani, la stessa esigenza, quella di trovare una politica economica all’altezza della crisi, “viene ripetutamente avanzata dal mondo del commercio, della distribuzione, del turismo, dall’agricoltura, della piccola e media impresa, degli artigiani, delle costruzioni, da parte degli enti locali e dei Comuni, delle università, delle scuole, degli istituti di ricerca. Per il segretario della Cgil, il “governo deve riflettere su tutto questo e lo dico soprattutto al ministro dell’Economia impegnato in un ruolo non facile in una fase di turbolenze dei mercati finanziari che tornano a muoversi quasi come prima della crisi”. Epifani ha ricordato che la Cgil ha criticato da subito le politiche del governo nei confronti della grande crisi e si è anche mobilitata per questo. In realtà, l’Italia è l’unico paese in Europa e forse nel mondo che non ha deciso un reale sostegno agli investimenti, ai settori industriali più colpiti dalla crisi. Inizialmente era bollata come disfattista e sempre negativa. Ora ci sono importanti forze, a partire appunto dalla Confindustria, che cominciano a condividere le analisi sulla crisi e le critiche al governo Berlusconi. Ovviamente il segretario Cgil non ha risparmiato critiche alla Confindustria, che quest’anno ha deciso di partecipare al congresso con le sue più alte cariche. In particolare il punto di attacco di Epifani è stato sulla responsabilità di Confindustria dopo l’accordo separato, atto di eccezionale gravità. (PA)

Epifani, c’è disegno per controriforma diritti
(05/05) 12:45 - “Un vero e proprio disegno di controriforma dei diritti”, così Guglielmo Epifani definisce le iniziative del governo sulle politiche del lavoro, dei diritti, della cittadinanza. Il segretario della Cgil ricorda l'accordo sul welfare sottoscritto con il governo, accordo "smantellato" dal governo ma sul quale la Cgil è stata "coerente" e "leale", "con quello che si è firmato e con il voto dei lavoratori". Il governo e la maggioranza hanno invece proseguito sulla strada dell'arbitrato, del testo unico sulla sicurezza, con il ddl sulla regolamentazione del diritto di sciopero, il libro bianco e la bilateralità "forzosa". E oggi - sottolinea Epifani - arriva l'annuncio del confronto sugli ammortizzatori sociali e lo statuto dei lavori. La Cgil condivide e apprezza la decisione di Giorgio Napolitano (molto applaudito) di rimandare il ddl sul processo del lavoro alle Camere. E nelle correzioni apportate dalla maggioranza e dal governo "non ritroviamo la risposta corretta alle osservazioni molto forti e fonmdate del Quirinale". Modifiche, quindi, "che non rendono la norma meno anticostituzionale". Un passaggio molto applaudito. (PSL)

Epifani, per uscire dalla crisi ci vuole la terza via
(05/05) 12:38 - Non si può uscire dalla crisi ricorrendo di nuovo al taglio delle spese correnti e all’imposizione di pesanti sacrifici per i lavoratori, la via che è stata imboccata per la Grecia anche a causa di gravi incertezze e ritardi dell’Europa. Lo ha detto il segretario della Cgil parlando della crisi e del caso greco. Secondo Epifani sono assolutamente sbagliate le soluzioni che stanno avanzando. Da una parte ci sono infatti molti economisti che considerano inevitabile la ripresa dell’inflazione una volta stabilizzata la situazione. Dall’altra ci sono le banche centrali che – come sempre – chiedono il contenimento delle spese correnti, a partire da quella per la sanità e le pensioni, anche se poi le stesse banche centrali non si chiedono come mai negli ultimi 15 anni, nessun grande paese sia effettivamente riuscito a ridurre la spesa, mentre gli avanzi primari sono stati ottenuti grazie a operazioni straordinarie. “Resta quindi la terza via, la migliore – ha spiegato Epifani – la più corretta, ma anche la più difficile: aumentare stabilmente il tasso medio di crescita del Pil, che è stato mediamente del 5% negli anni 1955-85 e negli ultimi 15 anni del 2%, con l’Italia sempre al di sotto di questo valore. Un progetto paese richiede l’assunzione esplicita di questo obiettivo, un programma di spesa, la capacità di attrarre investimenti dall’estero, l’aumento del valore e della qualità del nostro sistema industriale, la difesa della coesione sociale contro le scelte e le logiche corporative”. Secondo Epifani, la crisi di oggi è molto insidiosa anche perché i costi che hanno peggiorato i deficit pubblici avranno effetti nei prossimi decenni e riapriranno di sicuro un conflitto distributivo attorno alle poche risorse disponibili. Per questo si imporranno scelte inedite proprio perché “la crescita improvvisa dei deficit pubblici non ha precedenti nella storia dell’Occidente”. (PA)

Epifani, i settori colpiti dalla crisi
(05/05) 12:31 - Il governo non fa abbastanza per le situazioni di particolare difficoltà delle imprese. Se i paesi europei più grandi mettono in campo risorse e sostegni, "noi non lo facciamo". Lo dice Guglielmo Epifani nella relazione al Congresso. Eppure - rileva - non passa giorno che non porti parole pesanti. E cita i nuovi tagli alla Telecom, il ca Eutelia, i ventimila lavoratori dei call center, le fabbriche che chiudono a Terni, Faenza, Imola, Nocera, Fabriano, la chimica sarda, Porto Marghera. Riparte la cassa integrazione nel settore dell'auto in attesa dell'attuazione del piano Fiat che andrebbe sostenuto da una politica industriale che sviluppi in Italia ricerca e innovazione. (PSL)

Epifani, rinviare il Ponte sullo stretto e ricostruire L’Aquila
(05/05) 12:29 - L’Italia ha bisogno di una vera politica economica e di una vera politica industriale che sono necessarie per rilanciare l’economia bloccata dalla crisi. Lo ha ribadito oggi il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Una vera politica industriale richiede di affiancare a una base manifatturiera di qualità alle nicchie di produzione di eccellenza, a medie e grandi imprese in grado di allargare filiere e catene di valore, una forte componente interna della domanda degli investimenti e dell’occupazione per evitare di essere solo dipendenti dalle altre economie e dalla ciclicità della crisi. Ma tutte queste cose non sono neppure pensabili se non si individuano le risorse necessarie e se non si attuano scelte conseguenti. “Questo disegno – spiega il segretario della Cgil – richiede scelte, ordine di priorità, capacità di governare sistemi complessi. Richiederebbe, ad esempio, di investire subito nella banda larga e favorire un’offerta di servizi da parte delle nostre imprese”. Per non restare ultimi in Europa nell’accesso alla trasmissione veloce di dati e informazioni. Queste scelte richiederebbero di “posporre la costruzione del ponte tra Messina e Reggio Calabria per risolvere prima i collegamenti ferroviari e viari e la messa in sicurezza di quei territori, che come si è visto a Messina, franano a ogni pioggia. Secondo Epifani sarebbe al contrario necessario rimettere al centro delle scelte la ricostruzione de L’Aquila. Questa politica “richiederebbe con i tempi giusti che si facesse della ricostruzione dell’Aquila e del suo centro storico un grande progetto nazionale e internazionale – finanziato anche con una tassa di scopo – a cui fare concorrere il meglio dell’architettura e delle scuole di restauro contemporanee.” Per quanto riguarda le scelte energetiche, Epifani ha detto che ha senso continuare la ricerca sul nucleare, ma è necessario soprattutto per i prossimi 15 anni “imboccare la strada del risparmio energetico, delle tecnologie delle fonti rinnovabili, della bioedilizia, facendo dell’ambiente il campo di un forte pacchetto di investimenti e occupazione”. (PA)

Epifani, la proposta sul fisco
(05/05) 12:21 - Restituzione immediata di una quota di drenaggio fiscale degli ultimi anni. Questa la principale proposta della Cgil sul fisco ribadita da Guglielmo Epifani dal palco del congresso. Non c'è nella proposta della Cgil soltanto equità distributiva e giustizia sociale. Occorre riformare - ha detto Epifani - il meccanismo dell'attuale cuneo fiscale sui salari, sulle retribuzioni, sulle pensioni, e anche sul tfr, "tassato oltre ogni ragionevole misura". La Cgil chiede un fisco meno pesante con le imprese con bassi profitti e molta manodopera. Basta poi con condoni, scudi, sanatorie di ogni tipo, elusioni ed evasioni non giustificabili. (PSL)

Epifani, il nostro Piano straordinario del lavoro
(05/05) 12:14 - “Ci vuole in sostanza un piano straordinario per il lavoro e l’occupazione fatto da tre componenti: uno stimolo importante e mirato di carattere fiscale agli investimenti in ricerca, innovazione e formazione nella filiera manifatturiera, unica possibilità per conservare in valore quello che si perde in quantità prodotta e venduta nei mercati internazionali; un allentamento del patto di stabilità degli enti locali soprattutto in rapporto ai lavori di messa in sicurezza di campagne, quartieri e città, di riconversione ecosostenibile, di risparmio energetico di abitazioni, uffici, impianti industriali: una riapertura del turn over nella scuola, nell’università, nelle pubbliche amministrazioni almeno per tre anni, allo scopo di favorire nelle forme corrette l’ingresso dei giovani laureati e diplomati chiudendo anche tutte le sacche di precariato ancora esistenti. Di fronte a una disponibilità del governo a muoversi in questa direzione, siamo pronti ad armonizzare i rinnovi contrattuali che vanno definiti nei settori pubblici e nella scuola come una parte di questa scelta”. Sono questi i tre punti del Piano del lavoro straordinario proposto oggi dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani nella sua relazione introduttiva. Secondo Epifani è necessario sostenere la proposta con un piano di investimenti pubblici e privati direttamente orientati alla ricerca e allo sviluppo. Solo con le ricadute immediate di un piano di questo genere sarebbe possibile creare 150 mila nuovi posti di lavoro, mentre la riconversione verso la green economy produrrebbe in tre anni almeno 70 mila posti di lavoro. Un piano di micro opere infrastrutturali creerebbe altri 150 mila posti, mentre la sospensione per tre anni del blocco del turn over produrrebbe altri 400 mila posti. In generale, ha detto Epifani, una manovra di questo genere puntata sulla creazione e la difesa dei posti di lavoro “abbasserebbe la percentuale dei tassi reali di disoccupazione dal 10% del quarto trimestre del 2010 al 7,5% del quarto trimestre del 2013. (PA)

Epifani, l'affetto per chi perde il lavoro
(05/05) 12:08 - L'affetto della Cgil per chi perde il lavoro, un congresso dedicato ai più deboli. Così Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, comincia la sua relazione congresso nazionale della Cgil a Rimini. "Alle persone che hanno perso il lavoro senza colpa e responsabilità - dice il leader della confederazione tra gli applausi - a chi si ritrova su un'isola o in un presidio a lottare per il proprio avvenire, ai tanti precari che hanno perso per primi il lavoro, ai tanti giovani disoccupati del Mezzogiorno, e ai tanti anziani soli in condizioni di povertà, va il pensiero, l'affetto, la vicinanza di tutta la Cgil. Insieme alla riconferma di un impegno che è la stessa ragione fondativa per la quale abbiamo senso di esistere”. (PSL)

Inizia la relazione di Epifani
(05/05) 12:08 -

Urbinati (Cgil Rimini), nostra storia ricomincia ogni giorno
(05/05) 12:01 - ”Ma io con il cuore cosciente di chi soltanto nella storia ha vita, potrò mai più con pura passione operare, se so che la nostra storia è finita?”. Inizia con questa citazione di Pier Paolo Pasolini il breve intervento del segretario generale della Camera del Lavoro di Rimini, Graziano Urbinati. “Non solo la nostra storia non è finita” ha affermato poi il segretario, “ma ricomincia ogni giorno, con la stessa passione civile di sempre, passione rafforzata dalla difficoltà attraversate nell’ultimo periodo”. Per Urbinati questo congresso è una grande prova di organizzazione e partecipazione, un grande sforzo organizzativo politico del più grande sindacato del paese. “La crisi ci costringe a rivedere i nostri obiettivi”, prosegue, “perché una crisi economica, culturale ed istituzionale. Ma noi ci battiamo per il merito, la legalità, la sicurezza sul lavoro, la lotta all’evasione fiscale, la solidarietà, i diritti dei lavoratori, l’ambiente sano; e faremo di tutto perché queste non rimangano solo parole”. (RM)

Presenti 1.041 delegati
(05/05) 11:54 - Sono 1.041 i delegati di cui 430 donne, e oltre gli 3.000 invitati, al congresso della Cgil. È quanto comunicato dal palco. Si è anche votata la composizione della presidenza, circa 70 componenti: come presidente è stato eletto Raffaele Minelli. (AA)

Proiettato un video sugli quattro anni della Cgil
(05/05) 11:50 - Dopo il saluto agli ospiti è stato proiettato un video di Stefano Cormino “La nostra gente” che ha ripercorso gli ultimi quattro anni di lotte e iniziative della Cgil. Una carrellata di manifestazioni, volti e testimonianze della crisi e delle sue conseguenze sulla vita delle persone. Subito dopo Lucilla Galeazzi, cantante folk, ha eseguito tre pezzi ( “Tarantella dei baraccati”, “Voglio una casa”, “Il 12 dicembre mattina”) tratti dal suo nuovo album “Ancora bella ciao”. (AV)

Salutati sindaci e presidenti Regioni
(05/05) 11:43 - Dal palco del congresso il saluto agli ospiti presidenti delle regioni Vasco Errani (Emilia Romagna), Nichi Vendola, (Puglia), Catiuscia Marini (Umbria), Enrico Rossi (Toscana) e Renata Polverini (Lazio). Presente anche il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli.

Il messaggio del presidente della Repubblica
(05/05) 11:35 - La ringrazio, caro segretario generale, per le espressioni che ha voluto rivolgermi anche a nome della confederazione chiamata, in occasione del suo sedicesimo congresso, a definire il percorso e le scelte che attendono la Cgil nel prossimo futuro. La difficile situazione economica e la conseguente crisi occupazionale di questo periodo impongono a tutte le parti sociali un confronto aperto e coraggioso per rilanciare un concreto percorso di dialogo e di concertazione. Occorre che le istituzioni e le rappresentanze del mondo produttivo e del mondo del lavoro convergano verso comuni obbiettivi di ampio respiro, in grado di coniugare il rigoroso rispetto degli obblighi comunitari, il doveroso contenimento della spesa pubblica e una più razionale gestione delle risorse anche sulla base di nuove priorità. Questo impegno, complesso quanto ineludibile, non può non accompagnarsi con il prioritario dovere di sollecitare il più ampio accesso dei giovani al mercato del lavoro e di tutelare i diritti dei lavoratori, a cominciare dal diritto alla sicurezza. A tale disegno non potrà mancare il responsabile apporto della Cgil che, nel solco della sua storia e come componente essenziale del movimento sindacale e del mondo del lavoro, saprà offrire il suo prezioso contributo di proposte e di iniziative per affrontare le dure sfide che impegneranno il nostro paese nella ricerca di una solida ripresa economica e di un equilibrato rapporto tra sviluppo economico, solidarietà e giustizia sociale. Con questo spirito e nel formulare il mio augurio di buon lavoro, rivolgo a lei, segretario generale, e a tutti i delegati un caloroso saluto.

Applauditi Vendola e Bersani
(05/05) 11:32 - Tra gli ospiti politici, molti applausi hanno accolto Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani. Applauditi anche Rosy Bindi, don Luigi Ciotti e Moni Ovadia.

Fischi per Sacconi
(05/05) 11:24 - Qualche fischio al sottosegretario Gianni Letta e una bordata di fischi per il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Così la platea del congresso ai nomi pronunciati dal palco dei due ospiti del governo. Qualche fischio anche per Emma Marcegaglia e Renata Polverini. Proteste anche nei confronti dei leader di Cisl e Uil Bonanni e Angeletti.

Angeletti, per unità sindacale serve buona politica
(05/05) 11:23 - “L'importante è la buona politica, solo una buona politica può far ritrovare il dialogo fra i sindacati”. Così il leader della Uil, Luigi Angeletti, a margine del congresso, risponde ai cronisti che gli chiedono se questa occasione servirà a far ritrovare l'unità sindacale. RB

Il congresso saluta con un lungo applauso e alzandosi in piedi il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro
(05/05) 11:20 -

Enrico Panini incontra i giovani dipendenti Cgil
(05/05) 11:05 - Prima dell’inizio del congresso Enrico Panini, segretario confederale della Cgil, ha incontrato un gruppo di giovani provenienti da varie località del sud Italia che lamentano problemi di lavoro con la Cgil. Dopo avere ascoltato le loro richieste – una diversa dall’altra: dalla “ingiustificata interruzione del lavoro” di una ragazza di Cosenza alla “mancata assunzione” di una ragazza di Palermo, dai “rapporti difficili” con la Cgil lamentati da una giovane di Ragusa ai problemi denunciati da un gruppo di giovani dipendenti di una società fiscale della Cgil – Panini ha assunto l’impegno di fare incontrare i giovani con i singoli responsabili delle strutture di riferimento. La riunione avrà luogo all’una, dopo la relazione del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. CG

Il congresso si apre con l’inno dei lavoratori, seguito da quello di Mameli
(05/05) 11:04 -

Sacconi, non escludo novità su ddl lavoro
(05/05) 11:03 - “Perché no, correzioni al testo non sono escluse, ma l'importante è che prima Cgil, Cisl e Uil ritrovino l'unità sindacale”. Così il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, arrivando al congresso della Cgil risponde ai cronisti che gli chiedono se ci saranno novità nel nuovo passaggio parlamentare al Senato del ddl lavoro che introduce l'arbitrato.

Sul palco si sono salutati Guglielmo Epifani ed Emma Marcegaglia
(05/05) 10:55 -

Schifani, la Cgil difende i diritti fondamentali della Costituzione
(05/05) 10:31 - "Desidero evidenziare l'importanza dell'attività svolta quotidianamente da tutti voi per difendere uno dei diritti fondamentali della nostra Costituzione". Così il Presidente del Senato, Renato Schifani, nel messaggio inviato al Congresso. "La crisi che sta attraversando il nostro Paese – ha aggiunto il presidente del Senato - deve essere combattuta mirando sempre alla rioccupazione, attraverso percorsi di formazione, e riqualificazione, che possano nuovamente inserire nel mondo del lavoro coloro che ne sono momentaneamente fuori". "Occupazione significa solidarietà sociale, equità, benessere, e la loro realizzazione richiede un'assunzione di responsabilità da parte di tutta la società, oltre che dello Stato e delle Istituzioni. Nell'auspicio che da queste giornate possano derivare utili spunti per garantire a tutti i cittadini la piena realizzazione del diritto ad un'occupazione certa e adeguatamente retribuita, auguro - conclude il presidente del Senato - pieno successo all'iniziativa e invio a lei e a tutti gli intervenuti i miei più cordiali saluti".

Il programma di mercoledì 5 maggio
(05/05) 10:20 - Ore 9.00 – Registrazione dei delegati e delle delegate Ore 10.00 – Apertura del Congresso - Elezione della Presidenza e del Presidente del Congresso - Proiezione video “La nostra gente - Quattro anni della nostra storia” - Saluto di Graziano Urbinati, segretario generale della Camera del Lavoro di Rimini - Saluto di Alberto Ravaioli, Sindaco di Rimini Ore 11.00 – Relazione di Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil Ore 12.30 – Adempimenti congressuali - Elezione delle Commissioni: · Elettorale e Statuto · Politica e Programma Fondamentale · Verifica Poteri Ore 13.00 – Sospensione dei lavori Ore 14.30 – Ripresa dei lavori e dibattito Ore 16.00 – Intervento di Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica e presidente dell’Associazione ‘Salviamo la Costituzione’ Ore 17 – Interventi - Guy Reader, segretario generale della Confederazione Internazionale dei Sindacati - Luca Palamara, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Ore 19.00 – Interruzione di lavori Assisteranno ai lavori la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, i segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, e il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero.

Bonanni, mi aspetto ospitalità
(05/05) 10:15 - “Quando si va in casa altrui ci si aspetta ospitalità. Auspico un ritorno a uno spirito unitario, risolvendo i problemi tra di noi che riguardano questioni sindacali e non personali”. Così nei giorni scorsi giovedì il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, parlando della sua presenza a Rimini.

Sacconi, partecipo con rispetto e attenzione
(05/05) 10:06 - “Sarò al congresso della Cgil con rispetto e attenzione”. Così nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha confermato la sua presenza alle assise di Rimini aggiungendo che “è auspicabile una ricomposizione tra le grandi organizzazioni sindacali” a partire dai contratti”.

Inizia il congresso della Cgil
(05/05) 09:43 - "Per difendere il lavoro e liberare i diritti", questo il titolo del 16° congresso della Cgil che si apre stamani a Rimini. Ad avviare i lavori sarà il segretario generale Guglielmo Epifani con la relazione in programma per le 11.

Il programma di mercoledì 5 maggio
(03/05) 12:46 - Ore 9.00 – Registrazione dei delegati e delle delegate Ore 10.00 – Apertura del Congresso - Elezione della Presidenza e del Presidente del Congresso - Proiezione video “La nostra gente - Quattro anni della nostra storia” - Saluto di Graziano Urbinati, segretario generale della Camera del Lavoro di Rimini - Saluto di Alberto Ravaioli, Sindaco di Rimini Ore 11.00 – Relazione di Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil Ore 12.30 – Adempimenti congressuali - Elezione delle Commissioni: · Elettorale e Statuto · Politica e Programma Fondamentale · Verifica Poteri Ore 13.00 – Sospensione dei lavori Ore 14.30 – Ripresa dei lavori e dibattito Ore 16.00 – Intervento di Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica e presidente dell’Associazione ‘Salviamo la Costituzione’ Ore 17 – Interventi - Guy Reader, segretario generale della Confederazione Internazionale dei Sindacati - Luca Palamara, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Ore 19.00 – Interruzione di lavori Assisteranno ai lavori la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, i segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, e il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero.

Diretta non stop audio-video-web
(03/05) 12:40 - I quattro giorni del congresso verranno seguiti in diretta audio e video dal portale della Cgil (www.cgil.it). Aggiornamenti costanti, foto e approfondimenti saranno pubblicati sul sito della confederazione grazie a un gruppo di lavoro costituito dal portale stesso, dall’ufficio stampa nazionale, da Rassegna Sindacale e Rassegna.it, e da Radioarticolo1.it che andrà in diretta non stop. Non mancheranno gli aggiornamenti in diretta sui profili twitter e facebook della Cgil. L’intera area sarà coperta da una connessione wi-fi, libera e gratuita, e sistemi operativi e software in open source. Mega schermi in plenaria e monitor nelle altre sale seguiranno i lavori e proietteranno i video prodotti per il congresso.

Parte il congresso della Cgil
(03/05) 12:38 - Lavoro e occupazione, ecco le parole d’ordine del 16° congresso della Cgil che si terrà a Rimini dal 5 all’8 maggio con oltre mille delegati e tremila ospiti. Ad aprire i lavori mercoledì 5 maggio sarà Guglielmo Epifani con la relazione in programma per le 11. Nel pomeriggio partirà il dibattito e sono in programma gli interventi di Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica, Guy Reader (segretario generale Ces) e Luca Palamara (presidente Anm). Giovedì 6 maggio attesa per gli interventi dei leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Venerdì 7 maggio sarà invece una giornata interamente dedicata al dibattito intervallata nel pomeriggio dall’intervento di Umberto Romagnoli, Professore emerito di Diritto del Lavoro all’Università di Bologna. Infine, sabato 8 maggio alle ore 11 le conclusioni di Epifani con i consueti adempimenti conclusivi e l’immediata convocazione del direttivo per procedere all’elezione del segretario generale.

Giorgio Cremaschi
 
Fausto Durante
 
Segretario Nazionale della FIOM
 
Segretario Nazionale ed esponente della cosiddetta ala riformista della FIOM
 
 
 
 
 
 
 
 

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non firma il ddl lavoro: il testo torna al Parlamento <vedi link>.
La CGIL ha criticato il testo di legge duramente - anche attraverso lo sciopero generale <vedi link> del 12 marzo - per l'aggiramento dell'articolo 18 <vedi link> dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

I diritti e il lavoro oltre la crisi
Primo firmatario Guglielmo Epifani

Segui tutte le iniziative su: www.perlacgil.it

 

 

La CGIL che vogliamo
Primo firmatario Domenico Moccia

Segui tutte le iniziative su: www.lacgilchevogliamo.it

 
 
 
 
 

Spett.le Redazione,

per vostra opportuna conoscenza chiediamo pubblicazione dei documenti approvati dal Comitato Centrale della FIOM e della lettera di diffida, licenziata dalla Consulta giuridica, che la FIOM invierà alle aziende associate a Federmeccanica e Assital (per il momento sono escluse le aziende artigiane o associate a Confapi).
Come Lavoratori Techno Sky è necessario che sappiate dell'imminente invio delle lettere.

RSU FIOM-CGIL Techno Sky - Milano Linate

 
 
 
 
 
 
Bologna assemblea generale dei delegati FIOM del 30 ottobre 2009
 
 
 
Intervento del Segretario Generale FIOM-CGIL G. Rinaldini
 
 
 
 
 
 
 

SOTTOPORRE L'ACCORDO SEPARATO AL REFERENDUM DI TUTTE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI METALMECCANICI

E' stato siglato l'accordo separato sul contratto nazionale dei metalmeccanici che noi consideriamo illegittimo sulla parte normativa.

Per quanto riguarda l'aumento retributivo manteniamo ferma la nostra piattaforma e la nostra richiesta per quanto riguarda il biennio.

Quello che è stato concordato lo consideriamo semplicemente un anticipo.

Il punto è questo: noi chiediamo a Fim e Uilm di sottoporre l'accordo separato al referendum di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori metalmeccanici.

Noi non applicheremo le regole di un accordo separato che non viene sottoposto al voto dei lavoratori.

Se ci sono modifiche peggiorative sulla parte normativa si aprirà inevitabilmente anche un contenzioso legale ovunque le si intendesse applicare.

Per quanto riguarda le nostre iniziative: noi apriremo una campagna nazionale sul problema della democrazia, perché questo non è più solo un problema sindacale, ma un problema politico enorme e nella contrattazione noi non applicheremo le eventuali regole che sono state definite. Per noi l'unico vincolo è il voto delle lavoratrici e dei lavoratori.

Se non si vuole questa deriva, che è l'esatto opposto della coesione sociale che viene invocata, c'è uno strumento: quello della democrazia.

Noi, lo ripeto, ci atteniamo al voto dei lavoratori. Che abbiano il coraggio di presentare e sottoporre l'accordo separato al referendum di tutti i diretti interessati, con l'impegno da parte di tutti di attenersi alla volontà che esprimeranno.

Altrimenti è un puro e semplice sopruso e, come tale, non potrà non essere contrastato in tutti i modi da parte nostra.

Roma, 15 ottobre 2009

Gianni Rinaldini

Segretario Generale FIOM-CGIL

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Rinnovo C.C.N.L.

La FIOM-CGIL invita le Lavoratrici e i Lavoratori a presenziare alle assemblee informative, per poi esprimere il proprio parere tramite il REFERENDUM SULL'IPOTESI DI RINNOVO DEL C.C.N.L., approvata, all'unanimità, dall'Assemblea Nazionale della FIOM-CGIL in data 30 giugno 2009.

 

La consultazione referendaria nazionale terminerà in data 29 luglio 2009

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Sintesi dell' ipotesi di piattaforma per il biennio economico 2010-2011
 
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Documento senza titolo
 
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