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Sezione
dedicata alla Fiom e alla CGIL
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sinistra: Maria Sciancati, Jorge Torre, Maurizio Landini e
Marcello Scipioni |
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Landini
(Fiom): “Una piattaforma triennale che sia centrata su democrazia,
non derogabilità e partecipazione negoziata. L’articolo 8 della
Finanziaria va cancellato con ogni strumento disponibile”
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Le
motivazioni dello sciopero Generale della CGIL
25/06/2010
La CGIL chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori
del settore pubblico e privato allo Sciopero Generale
di venerdì 25 giugno. Una protesta proclamata
dalla Confederazione che arriva dopo il varo della
'manovra correttiva' da parte del Governo, un provvedimento
che la CGIL ha più volte definito 'sbagliato
e iniquo'.
Dopo la grande manifestazione del 12 giugno scorso,
che ha visto la partecipazioni di oltre 100mila
persone, la CGIL prosegue la mobilitazione in difesa
dell'occupazione, della crescita e dello sviluppo.
Con la manovra correttiva, accusa la CGIL, il Governo
ha scelto di colpire solo i lavoratori e le lavoratrici,
i precari, le pensionate ed i pensionati. Per un
intervento a sostegno dei giovani, tra i più
colpiti dalla crisi; contro i tagli a Regioni e
Comuni che porteranno alla diminuzione dei servizi
e ad aumentare le tasse locali e le spese per le
famiglia; contro una manovra che colpisce il lavoro
pubblico e privato con le norme sulla previdenza
e contro il collegato lavoro che mina i diritti
fondamentali, in particolare dei nuovi lavoratori,
la CGIL invita tutti allo sciopero generale e a
partecipare ai numerosi cortei, regionali e provinciali,
previsti.
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Webcronaca
dei 4 giorni di congresso |
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Rimini,
8 maggio 2010 |
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Epifani
confermato segretario generale
(08/05) 18:05 - Guglielmo
Epifani confermato segretario generale della Cgil. Lo ha
rieletto con voto segreto il nuovo Comitato direttivo riunito
dopo la conclusione del XVI Congresso nazionale che si è
tenuto a Rimini. Su 156 aventi diritto e 148 votanti, 120
sono stati i sì, 17 i no, 8 gli astenuti e 3 le schede
bianche.
Eletto
il nuovo Comitato direttivo
(08/05) 17:11 - Il congresso della Cgil ha eletto con voto
segreto su lista unica il nuovo Comitato direttivo con il
93,9% di consensi. Su 1.039 aventi diritto e 1.026 votanti,
i sì sono stati 940, 61 i no, 21 gli astenuti, tre
schede bianche e una nulla.
Approvato
lo Statuto
(08/05) 17:08 - Il congresso della Cgil ha approvato lo
Statuto: votanti 1.013, sì 834, no 121, astenuti
58.
Dichiarazione
di voto di Domenico Moccia
(08/05) 16:38 - Domenico Moccia, a nome dei componenti della
seconda mozione presenti nella Commissione politica, motiva
il voto contrario al Documento conclusivo del congresso,
poiché tutti gli emendamenti allo Statuto proposti
dalla mozione “La Cgil che vogliamo” sono stati
respinti e rimane il dissenso su una serie di punti specifici.
(AA)
Approvato
il documento politico conclusivo
(08/05) 16:30 - L’ampio documento conclusivo, presentato
da Susanna Camusso, innanzitutto “approva” la
relazione di Epifani e richiama i punti di fondo delle scelte
politiche che il congresso affida al gruppo dirigente della
Cgil, a partire dal contrasto all’attacco diretto
ai diritti dei lavoratori proprio nei quarant’anni
di vita dello Statuto. Preoccupata per i tentativi del centro
destra di scardinare le regole democratiche anche sul piano
istituzionale, la Cgil annuncia una grande campagna per
la democrazia, che comprende anche il tema della democrazia
sindacale. L’analisi della crisi internazionale, aggravata
dalla vicenda greca, richiede, secondo il documento, un
ruolo più incisivo dell’Unione europea per
allontanare il pericolo di ritorno dei nazionalismi e del
protezionismo. Sul governo italiano il giudizio è
netto: le misure assunte dimostrano l’incapacità
di affrontare la crisi che si aggrava e rimane senza risposte.
La Cgil ha avanzato proposte per uno sviluppo sostenibile
e per la valorizzazione del lavoro e il documento rilancia
il piano straordinario per il lavoro e l’occupazione
anticipato nella relazione di Epifani, del quale vengono
richiamati i punti centrali. Sull’unità sindacale
il documento esplicita la divisione senza precedenti a cui
è arrivato il rapporto con Cisl e Uil; divisioni
che riguardano il ruolo del sindacato, la sua autonomia
e la democrazia. La Cgil però intende assumersi la
responsabilità di porre un freno a queste divisioni
e impegna il gruppo dirigente a utilizzare ogni occasione
per riprendere il cammino unitario (dalle Rsu della scuola
alla piattaforma dei pensionati) e arrivare a una battaglia
comune innanzitutto sul fisco. L’accordo separato
sul modello contrattuale viene definito di eccezionale gravità,
ma la Cgil non è rimasta sulla difensiva, come dimostrano
i 40 contratti sottoscritti (con risultati positivi e alcuni
punti critici), approvati in gran parte con il voto dei
lavoratori. Il documento ribadisce la necessità di
conquistare un nuovo modello contrattuale condiviso, flessibile,
che unifichi settori pubblici e privati. E questo richiede
nuove regole sulla democrazia sindacale che devono essere
oggetto di confronto con Cisl e Uil a partire dal testo
già raggiunto nel 2008. Il valore e il significato
della confederalità, della contrattazione nei luoghi
di lavoro e della contrattazione sociale territoriale, sempre
più diffusa, il rafforzamento del sistema dei servizi
della Cgil, sono altri aspetti richiamati nel documento,
che dedica la parte finale alla campagna congressuale. Il
congresso, definito “non facile”, è stata
una grande prova di democrazia e di partecipazione, il cui
esito chiaro disegna la linea politica della Cgil e va pienamente
rispettato. Al gruppo dirigente, ricorda infine il documento,
il compito di valorizzare l’unità, i pluralismi,
le differenze e di procedere con il rinnovamento. “Unità
e pluralismo sono la forza della Cgil”. Il documento
è stato approvato con 738 voti favorevoli, 162 contrari
e 2 astenuti. (MG)
Ordini
del giorno: Tav e sciopero generale, la discussione
(08/05) 16:21 - Trentasei gli ordini del giorno arrivati
alla fine dei lavori congressuali. Su trentadue di questi
(riguardanti gli argomenti più diversi, dal no al
Ponte sullo Stretto al problema della ricostruzione dell’Aquila
ai diritti umani, passando per le dichiarazioni di sostegno
a una serie di vertenze aziendali), visto il sì unanime
della Commissione politica, ovviamente non era il caso di
tornare a discutere. Sono stati illustrati invece alla platea
congressuale, e messi in votazione, i due odg – contrapposti
– sulla Tav, e quello, respinto a maggioranza, sullo
sciopero generale. I due ordini del giorno sulla Tav erano
nati dal diverso giudizio maturato nella confederazione
intorno all’alta velocità. Sull’odg approvato
a maggioranza, che ricalcava sostanzialmente il documento
votato al Congresso della Fillea, tre sono i punti da sottolineare:
l’inutilità della contrapposizione Tav-no Tav;
l’importanza dell’opera per lo sviluppo industriale
del Piemonte oltre che per migliori collegamenti tra Italia
e Francia; la necessità che intanto si producano
vantaggi occupazionali e benefici fiscali per residenti
e territori. Il secondo ordine del giorno, respinto, dava
invece dell’opera un giudizio, non solo sotto il profilo
economico ma anche ambientale, del tutto negativo. L’altro
odg votato, ricordavamo sopra, è quello in cui si
chiedeva un mandato esplicito del Congresso alla decisione
dello sciopero generale contro il governo. La politica dell’esecutivo,
recitava il documento proposto, dopo l’articolo 18
punta a destrutturare l’intero Statuto dei lavoratori,
a ledere in maniera forte, con i diritti dei lavoratori,
ruolo e funzione del sindacato. Ma – questa l’obiezione
venuta dalla maggioranza – la Cgil ha già detto,
proprio nel congresso, che s’impegnerà in tutte
le forme contro la politica del governo. “In tutte
le forme” significa anche, se necessario, ricorso
allo sciopero generale. Che però non è opportuno
decidere oggi. (GR)
Approvato
il documento politico conclusivo
(08/05) 15:45 - Il documento politico conclusivo del congresso
è approvato con 738 voti a favore, 162 contrari e
2 astenuti.
Assemblea
approva programma fondamentale
(08/05) 15:34 - Primo atto della parte finale dei lavori
del Congresso, il voto sul programma fondamentale della
Cgil. Il testo, che Bruno Trentin volle in occasione dell’assise
del ’91, oggi ovviamente rivisto alla luce dei cambiamenti
vissuti in questi anni, approvato all’unanimità
dalla Commissione politica, ha avuto il via libera dell’assemblea
con un solo voto contrario (GR).
Epifani:
conclusioni congresso, non sono contento
(08/05) 14:55 - “Il congresso si conclude con un documento
che sarà approvato a maggioranza. Non sono contento”.
E’ quanto dice Guglielmo Epifani sulle conclusioni
congressuali. E aggiunge: “D’altra parte se
ci sono posizioni diverse non possiamo far finta di non
vederle. Dobbiamo avere rispetto del pluralismo e vedere
le differenze. Ma il Congresso si conclude con un mandato
chiaro. Ora, dobbiamo usare l’intelligenza, la capacità
me la disponibilità necessarie per per evitare che
le divisioni si accentuino e permettere a tutte le strutture
di affrontare le difficoltà in un quadro di lealtà
reciproca. Abbiamo la capacità di gestire questa
situazione”. Ma Epifani difende la scelta di proporre
una modifica statutaria che rende centrale il giudizio del
Direttivo confederale sugli accordi confederali rispetto
alle valutazioni delle categorie. “C’è
stato un caso recente - osserva -. che ha visto il giudizio
di una categoria dopo che il Direttivo nazionale aveva già
manifestato la propria opinione. Abbiamo il mandato dei
lavoratori e il giudizio sugli accordi deve essere unico,
di tutta la Cgil”. (Psl)
Epifani:
rapporti con Cisl e Uil, il conflitto è uno strumento
(08/05) 14:44 - “Alla Cisl e alla Uil - dice Epifani
- va il rispetto della Cgil perché rappresentano
milioni di lavoratori. Pretendiamo analogo rispetto per
le scelte che abbiamo fatto. Noi dobbiamo avere maggiore
senso di responsabilità. I conflitti, la democrazia
e la contrattazione sono pezzi di una stessa linea ma il
conflitto è una pratica per raggiungere i contratti.
Se l’accordo non c’è manca l’essenza
del sindacato”. “Non abbiamo fatto sconti a
Cisl e Uil rispetto alle loro responsabilità –
aggiunge – ma dobbiamo assumerci le nostre di responsabilità
ed affermare la nostra capacità di stare in campo,
naturalmente con rigore. E’ giusto che quando la Cisl
ci dice che è giunto il momento di riprendere il
filo del dialogo, la Cgil risponda: sì, siamo pronti
a discutere su tutto da sempre, non da oggi, E quando il
segretario della Cisl ci dice: votiamo le Rsu nella scuola,
questa né una affermazione importante. E’ quello
che chiediamo da tanto tempo. Anzi, si tratterebbe di espandere
il rinnovo della Rsu a tutto il pubblico impiego”.
(PSL)
Epifani:
contrattazione, dobbiamo uscire dall’angolo
(08/05) 14:13 - “Non ci divide il giudizio negativo
sulla riforma contrattuale che è di tutta la Cgil.
Il punto è che abbiamo fatto bene a chiedere alle
categorie di fare quello che non ci è riuscito al
tavolo confederale. Siamo una forza orgogliosa e non subalterna.
Dobbiamo percorre la strada della conquista di ciò
che l’accordo separato ha cercato di negarci. L’obiettivo
è di conquistare un modello contrattuale, di farci
riprendere la capacità di contrattare. Di fronte
alla crisi non possiamo affidarci solo ad una linea di resistenza
e di difesa. Pur se in condizioni difficili abbiamo il dovere
, se c’è un minimo spazio, di muoverci e di
sapere cogliere questa opportunità perché
dobbiamo uscire dall’angolo”. (PSL)
Epifani,
governo ci convochi subito sulla manovra
(08/05) 14:08 - “Il ministro Tremonti ha parlato di
una manovra tra i 25 e i 30 miliardi. Una manovra che dovrà
inevitabilmente avere qualche contenuto. Ma se il governo
decide questo, quando si deciderà ad aprire un confronto
con noi? Anche perché non è difficile immaginare
che la manovra si baserà di nuovo su altri tagli
ai trasferimenti agli enti locali, una manovra che avrà
inevitabili conseguenze sulle retribuzioni dei pubblici
dipendenti, ci saranno altri tagli alla scuola, alla ricerca”.
Queste le parole usate oggi dal segretario generale della
Cgil durante le sue conclusioni al Congresso di Rimini.
Epifani, oltre a sottolineare l’urgenza di un confronto
con le parti sociali in un momento di crisi così
pesante, ha polemizzato anche (senza citare il nome) con
il premier Berlusconi diventato ora un ministro interinale
dello Sviluppo economico. “Al centro della nostra
attenzione – ha spiegato Epifani - ci deve essere
il sistema di istruzione. Non c’è stato un
paese al mondo che ha tagliato la ricerca e l’istruzione.
Siamo al secondo tempo di una crisi dove il primo tempo
non è ancora finito, con una nuova riduzione degli
stimoli. Per noi non è una sorpresa, ma ci dobbiamo
porre il problema di come affrontare questo secondo tempo”.
(PA)
Epifani,
governo rinunci a smantellamento dei diritti
(08/05) 14:04 - “Non è questione di appelli,
è questione di responsabilità. In questa crisi
così grave l’elemento comune è l’attacco
ai diritti dei lavoratori. Per questo noi chiediamo al governo
di fare un gesto di responsabilità sociale. Bisogna
provare a fermare questo smantellamento del sistema dei
diritti che avviene proprio durante questa grave crisi”.
Lo ha detto oggi il segretario generale della Cgil, Epifani,
concludendo il 16° Congresso nazionale di Rimini. (PA)
Epifani,
serve Fondo monetario europeo e nuovi bond per investimenti
(08/05) 14:01 - “Avevamo detto che sarebbe stato il
congresso della crisi e nella crisi. E guardate quello che
è successo: prima lo sciopero e la tragedia in Grecia,
oggi una nottata drammatica, durante la quale i capi di
governo dell’Unione si sono riuniti d’urgenza
per tentare di tamponare una pesante ondata di speculazione
finanziaria. La verità è che i fatti sono
più forti della propaganda. La situazione è
davvero grave e non capisco come si possano sentire oggi
quelli che ci hanno imbonito finora”. Questo l’attacco
delle conclusioni del segretario generale della Cgil, Guglielmo
Epifani che ha voluto spiegare i possibili effetti gravi.
“Ma quale crisi passeggera? Quanto parla il silenzio
di Tremonti e il rumore pesante della manovra correttiva”
Epifani ha voluto citare il presidente della Bce, che ha
parlato di una crisi di sistema. Una crisi epocale, che
ha tra le cause la debolezza della politica nei confronti
della speculazione finanziaria. “Perché non
hanno fatto prima le cose di cui c’era bisogno? Il
cancelliere tedesco ha traccheggiato per troppo tempo ed
era chiaro che sarebbe arrivata la speculazione finanziaria.
Come si fa finta che le agenzie di tarino considerare le
vestali, quando hanno sbagliato fino ad oggi. Chi li abilitano
a far questo? Perché i governi lo fanno?”.
Secondo Epifani per mettere al sicuro l’euro e l’Europa
ci vorrebbe un Fondo monetario europeo, un’agenzia
di rating europea, bond europei per investimenti europei
con intorno le istituzioni. O la crisi di sistema va lasciata
a se stessa? Non ci si può rinchiudere negli stati
nazione. Ed è chiaro che gli effetti di questa crisi
saranno molteplici: Le imprese che vogliono investire avranno
più incertezza,. E per i fondi pensione? Per l’occupazione?
E per la spesa pubblica?. (PA)
Il
saluto di Epifani
(08/05) 13:54 - Guglielmo Epifani saluta la Cgil, la sua
confederazione. In autunno lascerà la guida della
sua organizzazione. "Buongiorno Cgil", esclama.
E aggiunge. "Viva la Cgil". Subito prima aveva
affermato: "L'elezione della segtreteria non deve ritardare
troppo e il autunno dovrà essere eletto il segretario
generale. Se mi sarà rinnovato il mandato dovremo
gestire questa fase e questo mi esime di rivolgervi il saluto
conclusivo. Ma voglio dirvi che per me è stato un
grande onore il fatto che mi abbiate conferito il compito
di rappresentare la Cgil". Quando si spegne il lungo
applauso, Epifani continua: " Vorrei dirvi una seconda
cosa: vorrei che non smarrissimo mai la capacità
di coltivare e nutrire la speranza per il futuro. Vedete,
riflettendo sulla storia della Cgil vi sono state scelte
nel passato fatte durante molte fasi difficili. I nostri
padri le hanno affrontate con la fedeltà ai nosttri
valori che non possono essere estirpati. Con la capacità
di rinnovarci, di affrontare le difficoltà in mare
aperto. La Cgil ha sempre saputo guardare avanti".
(PSL)
Epifani,
emendamento a statuto non comprime pluralismo
(08/05) 13:50 - "Il fatto di chiedere che di fronte
ad accordi interconfederali la sede titolare a decidere
per tutti sia il comitato direttivo confederale credo sia
stata una scelta giusta, che non comprime il pluralismo
e non cambia la nostra natura". Così Epifani
in riferimento all'emendamento allo Statuto Cgil approvato
ieri dal congresso e criticato da Gianni Rinaldini nel suo
intervento.
Epifani,
importante apertura Bonanni su voto Rsu scuola
(08/05) 13:46 - "Se Bonanni viene qui e dice che è
daccordo a votare per il rinnovo delle Rsu nella scuola
fa un'affermazione per noi importante, perché arriva
su quello che abbiamo chiesto e per cui ci siamo battuti".
Così Epifani nel suo intervento conclusivo.
Epifani,
conflitto in funzione della contrattazione
(08/05) 13:42 - "Conflitto, contrattazione e democrazia
stanno assieme, ma il conflitto è e resta una funzione
della contrattazione. Non si può fare un conflitto
troppo a lungo se non porta ad accordi". Così
Epifani in un altro passaggio del suo intervento.
Epifani,
Cgil non resterà nell'angolo
(08/05) 13:38 - "Per una forza troppo grande per restare
nell'angolo e troppo orgogliosa per essere subalterna, non
restava altra strada che quella della riconquista immediata
di ciò che l'accordo separato aveva provato a negarci".
E' un altro passaggio dell'intervento di Epifani.
Epifani,
su arbitrato ci opporremo con tutte nostre forze
(08/05) 13:35 - "Su questioni come l'arbitrato la Cgil
si opporrà con tutte le sue forze e le sue capacità
di lotta". Lo ha detto Epifani applaudito dalla platea
dei delegati.
Epifani,
non mi stupirebbero nuovi tagli in manovra governo
(08/05) 13:29 - "Se il governo decide una manovra da
20-25 miliardi di euro, quando apre ad un confronto con
noi? Non mi stupirei se dentro quella manovra trovassimo
ancora una volta tagli agli enti locali, diminuzioni delle
retribuzioni dei pubblici dipendenti, tagli a scuola, ricerca,
università. Non c'è paese al mondo che affronta
la crisi facendo tagli alla ricerca". Così Epifani
in un altro passaggio delle sue conclusioni.
Epifani,
agenzie rating non sono vestali verità
(08/05) 13:24 - "Le agenzie di rating non possono essere
considerate le vestali della verità. Perché
i governi le abilitano a fare questo?". Così
Epifani ha parlato del ruolo di Moody's e di altre agenzie
nella crisi internazionale.
Epifani,
come si sente ora chi ha parlato di crisi passeggera?
(08/05) 13:22 - "Non riesco a capire come si possano
sentire in questi giorni tutti coloro che hanno imbonito
il paese e l'opinione pubblica dicendo che questa sarebbe
stata una crisi passeggera. Quanto parla il silenzio di
Tremonti e il rumore pesante della manovra correttiva che
il governo ha deciso di adottare". Così Epifani
in un passaggio del suo intervento conclusivo.
Epifani
prende la parola per le conclusioni
(08/05) 13:16 -
Baseotto
(Cgil Lombardia), combattiamo cultura leghista
(08/05) 13:15 - In un piccolo comune del mantovano il sindaco
ha escluso dal “bonus” per il primo figlio le
ragazze madri e gli extracomunitari, con il sostegno di
una parte della cittadinanza. Prende le mosse da un episodio
recente l’intervento di Nino Baseotto, segretario
generale della Cgil Lombardia, per spiegare come egoismo
e cattiveria sociale siano fenomeni che pervadono fasce
sempre più ampie della società, in Lombardia
come altrove. La Lega, moderata in alcuni campi ma reazionaria
e razzista in altri, conquista il consenso anche tra i lavoratori
e i pensionati come da almeno 15 anni viene denunciato dalla
Cgil regionale che registra il fenomeno crescente del dualismo
tra adesione alla Cgil in azienda e alla Lega nel territorio.
La cultura leghista non può essere né assecondata
né tollerata perché porta a corrompere la
natura del sindacato, la confederalità. E dunque
va combattuta utilizzando tutti gli strumenti a disposizione
del sindacato: contrattazione, democrazia nei luoghi di
lavoro, unità. Il sindacato confederale ha una possibilità
in più per superare i particolarismi e la “marcia
per il lavoro”, tenutasi di recente in Lombardia e
realizzata con la sola Cisl, rappresenta una prova efficace
in tal senso. (AA)
Schiavella,
abbiamo bisogno di più Cgil
(08/05) 13:15 - È un appello all'unità e alla
confederalità quello del segretario generale della
Fillea Walter Schiavella al 16° Congresso della Cgil.
Il segretario ha rivendicato “coerenza con la storia
di una grande organizzazione di massa che è confederale”
e sottolineato come “di fronte al generale arretramento
delle condizioni dei lavoratori sia necessario ricostruire
una prospettiva unitaria e terreni comuni di confronto”.
La legalità, insieme alle questioni relative alla
bilateralità, ai modelli contrattuali e alla democrazia
e rappresentanza sindacale, sono i temi affrontati da Schiavella.
“La relazione di Epifani – ha affermato - fra
molti pregi, ne ha uno particolarmente importante: aver
ricostruito con chiarezza il nesso imprescindibile che esiste
fra i temi della legalità e dei diritti con le modalità
per affrontare e superare la crisi. La strada scelta dal
governo – ha denunciato - è quella di uno scambio
perverso ed inaccettabile fra occupazione e diritti, offrendo
alle imprese, in cambio dell’assenza di risorse ed
interventi concreti, un quadro di sostanziale de-regolazione
del lavoro e del mercato”. Emblematico, secondo il
segretario, quanto accade nel settore delle costruzioni
dove “a fronte della crisi, si è scelta la
strada della deregolamentazione del mercato e del lavoro”.
Definire le strategie sulla qualità e il modello
di sviluppo del mercato del lavoro, così come sulle
condizioni, la retribuzione e i diritti del lavoro sono
elementi su cui – secondo il segretario - compiere
scelte “qui ed ora”. “È qui –
ha sottolineato - in questo contesto sfavorevole, nelle
difficoltà imposte dalla crisi, che il nostro Congresso
deve saper compiere scelte precise e coraggiose”.
Schiavella ha quindi ricordato i fatti di Rosarno frutto
di “una miscela esplosiva fatta da Legge Bossi- Fini,
pacchetto sicurezza, crisi e logica del massimo ribasso
che consegna nelle mani dei caporali formidabili armi di
ricatto”. “Il nesso fra mafie e caporalato è
un nesso evidente e va spezzato non solo rafforzando il
contrasto di Polizia, ma soprattutto chiudendo gli spazi
che norme legislative sbagliate invece aprono”. Il
segretario ha, infine, rivendicato la necessità di
un piano straordinario per il lavoro che parta dal rilancio
degli investimenti e della riconquista di un modello condiviso
per la contrattazione. “Abbiamo bisogno di un'iniziativa
confederale - ha detto – e che a partire da noi venga
posto un freno alla lacerazione dei rapporti unitari. Abbiamo
bisogno di più Cgil – ha concluso – la
Confederazione generale dei lavoratori”. (MA)
Dettori,
piano lavoro unica risposta possibile a crisi
(08/05) 13:15 - “Il piano triennale per il lavoro
è l'unica risposta possibile e sostenibile contro
la crisi che colma il vuoto di proposte del governo”.
Così Rosanna Dettori, segretaria generale della Fp,
critica le reazioni del ministro Sacconi alla relazione
di Epifani. Parlando del pesante attacco al settore pubblico,
la neo segretaria di categoria ha osservato che “una
pubblica amministrazione che funziona è garanzia
dell'esercizio dei diritti dei cittadini, della qualità
dei servizi e di rilancio dell'occupazione”. E invece
proprio sulla pubblica amministrazione “si è
abbattuto un attacco, attraverso una rinnovata invadenza
della politica, all'autonomia e terzietà amministrativa
e alla contrattazione. Si tenta di squalificare il servizio
pubblico attaccando i diritti dei lavoratori, anche negando
gli stanziamenti per i rinnovi contrattuali”. Le stabilizzazioni
dei precari, ha poi osservato, “sarebbero a costo
zero, poiché si tratta di trasformare rapporti di
lavoro già esistenti in tempi indeterminati”.
Dettori ha molto insistito sull'intreccio tra stabilità
del lavoro, dei servizi e dei diritti di cittadini e lavoratori.
Poi ha definito “grave l’attacco di Brunetta
al piano di stabilizzazioni nella sanità privata
in Puglia”. Quanto alla sanità, “è
un settore dove i privati hanno drenato risorse per dare
in cambio servizi scarsi, ma la privatizzazione è
la linea prevalente del governo”, La Fp Cgil, ha quindi
aggiunto, “è disponibile a lavorare per costruire
un nuovo patto con i cittadini per i servizi”, ma
“bisogna usare la leva fiscale per rilanciare il settore
pubblico, perché “non c’è diritto
né eguaglianza se il settore pubblico viene svuotato”
. Sulla democrazia e rappresentanza, Dettori ha sottolineato
l'importanza delle prossime elezioni Rsu nel pubblico impiego:
“Un sistema che può essere la base per una
legge su regole e certificazione della rappresentatività
sindacale”. Infine l’auspicio per “la
ripresa dello spirito unitario all'interno della Cgil, perché
nel percorso congressuale ci è spesso avvitati su
logiche interne incomprensibili ai lavoratori”. (AV)
Cantone,
polemiche inutili finiscono con congresso
(08/05) 13:14 - “Le divisioni che hanno prodotto guasti
nelle assemblee congressuali devono finire - scandisce innanzitutto
la segretaria generale Spi – e si superano senza ipocrisie
e nella chiarezza, pena il rischio di balcanizzare la Cgil.
E questo richiede grande responsabilità da parte
di tutti noi. La ricomposizione è un fatto politico
e non tattico e il pluralismo nella Cgil c’è
sempre stato e sempre ci sarà". La gravità
della crisi mondiale impone una Cgil solida, “in grado
di affrontare le preoccupazioni dei nostri iscritti i quali
ci hanno chiesto di ricucire le divisioni nel rapporto unitario
con Cisl e Uil, che costituiscono un danno per le nostre
rivendicazioni. Ed è positivo che Bonanni abbia riconosciuto
qui che divisi siamo tutti più deboli". Cantone
rimarca che il congresso Spi “ha proposto di ripartire
dai punti che ci uniscono e Cisl e Uil sono disponibili.
Vogliamo provarci. I nostri iscritti ci chiedono autorevolezza,
una strategia confederale forte da tradurre nella contrattazione
per affrontare le nuove sfide che riguardano insieme i giovani
e gli anziani, per combattere la precarietà, la crociata
contro i diritti delle donne e lo Statuto dei lavoratori,
il libro bianco che azzera lo stato sociale universalistico,
il federalismo pericoloso che avanza. Per questo dobbiamo
intensificare la nostra presenza nei luoghi di lavoro, occupare
il territorio che non è proprietà della Lega
di Bossi, praticare con coerenza le delibere della conferenza
di organizzazione. E dobbiamo riprenderci le regole contrattuali
perché se la Cgil è al tavolo delle trattative
gli accordi sono migliori, se invece resta esclusa rischia
di passare l’idea che del sindacato si può
fare a meno. Ma per tutto questo serve una Cgil unita, perchè
la divisione tra maggioranza e opposizione non sta nel nostro
dna”. Cantone rivendica il ruolo da protagonista svolto
dallo Spi e risponde così alle polemiche che hanno
accompagnato il dibattito di questi mesi: “riguardo
alle polemiche utili, annuncio che dopo il congresso chiederemo
un incontro alle strutture confederali e di categoria per
definire obiettivi comuni per la contrattazione sociale
e territoriale; le polemiche inutili, invece, per me finiscono
con il congresso”. (MG)
Morselli,
sviluppare produzioni compatibili
(08/05) 12:52 - La crisi ci accompagnerà ancora nei
prossimi anni e il suo esito determinerà forti cambiamenti
nelle condizioni di lavoro in tutti i settori produttivi
e dei servizi. Per questo, secondo Alberto Morselli, segretario
generale della Filctem, è necessario prefigurare
un modello alternativo di sviluppo e di crescita. Va in
questa direzione la scelta strategica verso la green economy
che deve essere intesa come un processo che parte dalle
tecnologie esistenti per evolvere verso produzioni compatibili,
attraverso l’innovazione di processo e di prodotto.
I ritardi del governo, ma anche lo scarso impegno del sistema
produttivo nei confronti di ricerca e innovazione, impoveriscono
il nostro territorio. Alcune multinazionali hanno scelto
in modo unilaterale di lasciare il nostro paese per dislocare
altrove le proprie unità di ricerca. C’è
bisogno di rendere più rapide e più certe
le decisioni riguardanti la ristrutturazione delle imprese,
occorre intensificare e qualificare il processo di predisposizione
delle infrastrutture. La Filctem ha proposto una sorta di
“contratto” tra produttori allo scopo di governare
questi processi all’interno dei luoghi di lavoro.
E ha scelto di esercitare una contrattazione responsabile
ed equilibrata nei due livelli contrattuali. (AA)
Nicolosi,
green economy per uscire dalla crisi
(08/05) 12:38 - Nicola Nicolosi, centro nazionale Cgil,
ha parlato degli effetti della crisi e dell'aumento delle
ingiustizie e delle diseguaglianze che ha prodotto. La crisi
ha dimostrato che il mercato non poteva essere il centro
regolatore e risolutore. Tra le ricette per uscire dalla
crisi c'è l'investimento in green economy che può
spostare, secondo stime di economisti, una percentuale di
Pil mondiale pari al 20%. La crisi ha messo anche in evidenza,
secondo Nicolosi, l'incapacità dell'Europa di farvi
fronte e contrastare la speculazione, nonostante 26 milioni
di inoccupati, 100 milioni di precari e 76 milioni di lavoratori
dequalificati. Quindi il “progetto Europa” va
rilanciato su nuove basi. Ricordando che l'unità
del movimento dei lavoratori è un valore irrinunciabile,
Nicolosi ha concluso dicendo che la storia del movimento
sindacale è fatta di divisioni. I rapporti unitari
vanno improntati al rispetto del pluralismo, ma va ritrovato
un bandolo per far ripartire un lavoro comune. (AV)
Rinaldini,
Cgil torni opposizione sociale
(08/05) 12:26 - Rinaldini ha poi mostrato apprezzamento
per le aperture di Bonanni sulla scuola, ma in ogni caso
“non si può parlare di unità sindacale
in termini normali, quando si approva un collegato che cancella
il diritto del lavoro come è stato costruito nel
900. Le distanze sono troppo strategiche”. Dure anche
le prese di posizione contro governo e Confindustria, che,
con l’assenso di Cisl e Uil, “stanno usando
la crisi “per ridefinire l’assetto delle relazioni
sociali del nostro paese, parte di un progetto autoritario
che arriverà fino alla modica della Costituzione”.
Un’offensiva che è partita con l’accordo
separato sul sistema contrattuale e che poi si è
sviluppata – ha aggiunto – “con un’opera
sistematica di atti legislativi che cancellano le tutele
e i diritti sul lavoro e allargano a tutti i livelli la
precarizzazione del mercato del lavoro”. Cisl e Uil
per Rinaldini hanno accettato, per concedere questo consenso,
lo scambio con la bilateralità. E questo processo
continuerà, nei prossimi giorni, “con lo smantellamento
dello Statuto dei lavoratori e un’operazione sul federalismo
che partirà dalle materie contrattuali”. Se
questo è vero, per Rinaldini “si tratta di
capire se anche oggi siamo in grado di costruire come Cgil
una opposizione sociale che è fatta di mobilitazioni,
lotte e proposte che sia in grado di diventare l’interlocutrice
anche di cittadini, lavoratori e pensionati che vanno oltre
la nostra organizzazione”. “Questo – ha
concluso - è il bivio che abbiamo di fronte. Capire
se la Cgil può svolgere quel ruolo che già
svolse, da sola e con successo, nel corso del 2001 e del
2002”. (SI)
Rinaldini,
nessun futuro senza democrazia sindacale
(08/05) 12:18 - Prima di tutto la democrazia sindacale.
Non solo nei rapporti con Cisl e Uil, ma anche all’interno
della stessa Cgil. Questo è stato il nucleo centrale
dell’intervento di Gianni Rinaldini, segretario generale
della Fiom, che è stato anche fortemente critico
rispetto alle votazioni di ieri sulle modifiche allo Statuto
della Cgil. “Aver modificato lo Statuto, nel senso
di non rendere possibile il pronunciamento delle categorie
in caso di accordo sul sistema contrattuale non sta nella
storia della Cgil”. “E’ vero – ha
aggiunto – che noi non siamo un coordinamento di segreterie,
ma non siamo neanche un sindacato nel quale le categorie
non esistono ma esiste solo la confederazione”. Sempre
rispetto alle votazioni di ieri, il leader della Fiom, ha
anche espresso il suo forte dissenso per non aver “definito
una clausola dello Statuto che dica che quando ci sono due
mozioni diverse esse devono essere sempre presentate e discusse
in tutte le assemblee e nei luoghi di lavoro”. Non
possiamo, ha continuato, “chiedere a Cisl e Uil di
votare quando c’è dissenso, come abbiamo fatto
per l’accordo separato, e poi essere noi per primi
a non farlo”. Quindi, per aprire un’unita d’azione
con Cisl e Uil (“l’unità sindacale, che
pure deve essere l’orizzonte di riferimento, non è
al momento praticabile in questa fase del conflitto sociale”)
bisogna necessariamente stabilire regole democratiche: “Qualsiasi
trattativa che non abbia definito in precedenza cosa succede
se a quel tavolo ci sono posizioni diverse tra le organizzazioni,
è viziata in partenza, è falsa”. Invece,
ha fatto notare il segretario generale della Fiom, Bonanni
“ci ha detto chiaramente che i lavoratori si consultano
solo quando c’è accordo tra le organizzazioni”.
(SI)
Pantaleo,
serve movimento contro mercificazione conoscenza
(08/05) 12:17 - Domenico Pantaleo, segretario generale della
Flc, parlando delle ricette per uscire dalla crisi ha detto
che di fronte alla riproposizione del modello ideologico
neoliberista non è possibile mediare: in uno scontro
del genere “o si vince o si perde”. “Il
governo non concede nessuna possibilità di mediazione”,
ha affermato Pantaleo, per questo è necessario che
si costruisca un ampio movimento e ampie alleanze, “in
questa situazione la Cgil non può farcela da sola”.
La politica del governo sta piegando lo stato sociale e
l'istruzione agli interessi delle aziende, sta mercificando
i beni comuni e trasformando i diritti in arbitrato. Un
esempio significativo è offerto dai comportamenti
del ministro Gelmini, definita “incompetente e arrogante”,
che non contenta di aver distrutto la scuola pubblica dichiara
di volere ridimensionare il sindacato. La concezione ideologica
di Gelmini è evidente dalle sue dichiarazioni sull'astensione
obbligatoria di maternità, definita un privilegio
e non un diritto; dal tentativo di imporre un tetto del
30% alla presenza degli alunni stranieri. La negazione della
mensa ai bambini è la conseguenza di questo clima
ideologico, “di un'idea inaccettabile di società”.
Nella strategia per uscire dalla crisi c'è l'investimento
in conoscenza per cambiare i connotati al sistema economico,
lavorando sull'innovazione e non sui costi. Anche la lotta
alla precarietà è una priorità per
costruire un patto generazionale. Ribadendo il valore dell'unità
sindacale, Pantaleo ha ricordato che la rottura non è
stata colpa della Cgil: il 30 ottobre 2008 dopo la più
grande manifestazione unitaria della scuola, Cisl e Uil
firmarono un accordo separato sul pubblico impiego. Apprezzando
le aperture della Cisl, ha detto che difendere le elezioni
delle Rsu e in tutto il pubblico impiego significa poterle
estendere anche al privato. Sulla democrazia interna della
Cgil ha sostenuto l'unità nel pluralismo nel libero
confronto delle idee e nella solidarietà quando si
assumono decisioni a maggioranza. (AV)
Comitato
direttivo, Panini annuncia lista unica
(08/05) 12:04 - Confermata la votazione su lista unica per
il nuovo Comitato Direttivo della Cgil. Il segretario organizzativo
Enrico Panini ha letto l’elenco nominativo dei componenti,
che sono 156 (27 dei quali della mozione 2), 21 in meno
rispetto all’attuale organismo nell’ottica dello
snellimento degli organismi dirigenti adottata già
in molti congressi. La presenza femminile è del 41,6%
(dall’attuale 41%), gli immigrati salgono da 3 a 8
(5,13%), i giovani sotto i 35 anni sono 13 (8,33%) e i delegati
di luogo di lavoro sono 11 (7,05%). La votazione si apre
alle 12,15, prosegue fino alle 15 e si svolge presso gli
otto seggi allestiti nell’area congressuale. (MG)
Canta
(Cgil Torino), puntare su qualità lavoro
(08/05) 11:40 - “Un qualche orgoglio di organizzazione
va bene, ma non indulgiamo nell’autocelebrazione”.
Così esordisce Donata Canta, segretario generale
della Camera del lavoro di Torino, affermando che la confederazione
deve affrontare tre tipi di difficoltà. Gli effetti
della crisi innanzitutto che riguardano il lavoro, ma che
determinano conseguenze negative anche nella sfera economica
e culturale. La necessità di guardare al domani,
in secondo luogo, per provare a costruire un modello alternativo.
E in questo senso la proposta di un Piano straordinario
del lavoro, apprezzabile, deve prevedere anche obiettivi
riguardanti la qualità del nuovo lavoro. Un atteggiamento
lungimirante vuol dire puntare sul sapere, su di un lavoro
che non subisce la subalternità culturale. E, infine,
la necessità di riconquistare diritti che sono gradualmente
venuti meno, dal modello contrattuale al diritto del lavoro:
l’attacco all’articolo 18 e l’introduzione
dell’arbitrato sono solo momenti singoli di un disegno
complessivo delineato nello “Statuto dei lavori”.
“Non mi interessa decidere oggi uno sciopero generale,
m’interessa di più che l’articolazione
del Piano del lavoro diventi una battaglia condotta nei
luoghi di lavoro”. La democrazia interna, cioè
estendere e rinnovare le rsu oltre che misurare la rappresentanza
sindacale, è indispensabile per rafforzare la capacità
contrattuale, “perché non ci si trovi più
di fronte, come avvenuto con Fiat, all’alternativa
secca fra prendere o lasciare”. Infine l’annuncio
che il 19 giugno a Torino è stata decisa una manifestazione
dal titolo “I diritti sono il nostro pride”
per riaffermare la forza delle donne nei confronti della
nuova giunta regionale. (AA)
Rinaldini,
sbagliato fischiare Bonanni e Angeletti, ma non ho applaudito
(08/05) 11:14 - "E' stato sbagliato fischiare Bonanni
e Angeletti, ma io non ho applaudito. Quello che hanno fatto
nei confronti dei metalmeccanici è stato un sopruso
vero e proprio". Lo dice dal palco il leader della
Fiom, Gianni Rinaldini.
Barbi
(Cgil Emilia Romagna), Cgil sia sindacato di proposta
(08/05) 11:00 - “Ho temuto all’inizio che il
nostro potesse essere un congresso di crisi della Cgil dentro
la crisi del paese, ma oggi sono confortato: non è
così, sia per l’esito netto della campagna
congressuale, sia perchè stiamo cercando un filo
tra il nostro pluralismo e la nostra unità e questo
mi sembra molto importante. Inoltre, con la relazione di
Epifani il congresso parla al Paese (molto meglio dell’estetica
dei fischi) e pone con urgenza la necessità del ritorno
all’uguaglianza e alla redistribuzione come chiave
per preparare la ripresa”. Così Danilo Barbi,
segretario generale Cgil Emilia Romagna che insiste sul
fatto che c’è un problema di riforma strutturale
dell’economia mondiale (e la vicenda greca lo dimostra),
che riguarda le regole e soprattutto politiche adeguate
a riaprire un orizzonte di trasformazione contro il diffondersi
di tendenze nazionaliste, territorialiste e razziste. Di
fronte al gravissimo rischio di fratture sociali profonde,
“la Cgil per prima cosa deve essere confederale, rappresentativa
di lavoratori e pensionati e praticare l’uguaglianza
anche al proprio interno. Deve essere un sindacato di proposta
(e il piano straordinario per l’occupazione lanciato
da Epifani è il cuore della proposta del congresso)
e di contrattazione, nella dimensione anche sociale e territoriale,
oltre a quella del lavoro. In Emilia Romagna sulla crisi
abbiamo chiuso oltre 10.000 accordi aziendali e centinaia
con i comuni. E ci sono risultati apprezzabili, oltrechè
punti critici, nei contratti nazionali firmati, che dimostrano
che con l’accordo separato sul modello contrattuale
non sono riusciti a far fuori la Cgil come soggetto contrattuale”.
Secondo Barbi oggi è giusto l’obiettivo di
ricercare un nuovo modello condiviso (che sia diverso anche
da quello del 23 luglio), che tracci uno schema flessibile
di riferimento e nel contempo affidi alle categorie una
certa autonomia di manovra. Infine, la Cgil “deve
confermare nettamente la propria autonomia rispetto al sistema
politico e rendersi conto di un fatto importante: al di
là dell’intervento dell’opposizione,
il governo si sta indebolendo, e dobbiamo avere la capacità
di approfittarne”. (MG)
Abdel
(Fillea), iniziativa europea per abolire Bossi-Fini
(08/05) 10:48 - Alidi Abdel, delegato Fillea, ha ringraziato
la Cgil che ha dato la possibilità a tanti immigrati
di partecipare, discutere, acquisire coscienza dei diritti,
esercitare un ruolo di dirigenti nel sindacato. Ha parlato
della durezza della vita quotidiana di chi lavora, cerca
sostentamento e deve mantenere la famiglia. “La vita
è una guerra” e non solo per gli immigrati.
Ha rivendicato il diritto per gli stranieri di rimanere
in Italia anche se perdono il lavoro: è una questione
che attiene i diritti universali dell'uomo. Ha proposto
che venga attivata un'iniziativa europea per abrogare la
Bossi-Fini.
Viafora
(Cgil Veneto), firmare contratti e ritrovare unità
interna
(08/05) 10:35 - Emilio Viafora, segretario regionale del
Veneto, ha richiamato la responsabilità dei gruppi
dirigenti della Cgil di fronte ai lavoratori colpiti dalla
crisi, che non vanno lasciati soli, ma aiutati non solo
a trovare un nuovo lavoro, ma anche dignità e nuove
ragioni di vita. Ha difeso la scelta di avere firmato i
contratti, definendo “stucchevole” la sminuizione
delle firme, perché quei contratti possono smontare
il modello contrattuale frutto dell'accordo separato. Con
Cisl e Uil il filo unitario va ricostruito, ma “sul
merito”. Si è poi soffermato sugli effetti
disastrosi della crisi in Veneto che ha portato, nella quarta
regione industriale del Paese, chiusura di impianti e delocalizzazioni.
Il governo non ha una politica industriale e invece sarebbe
necessario investire nell'economia della conoscenza, anche
per innovare i sistemi produttivi e la qualità dei
prodotti. La crisi ha anche allargato la forbice tra rappresentanza
sociale e rappresentanza politica, lasciando spazio alla
demagogia leghista che prende voti anche tra gli iscritti
Cgil. Per combattere i pericoli di secessione non bastano
gli appelli alla solidarietà. Riferendosi al dibattito
interno della Cgil ha detto che molte divisioni sono artificiose,
legate più ai destini individuali che ai veri problemi
delle persone.
Verso
lista unica per il direttivo
(08/05) 10:15 - Secondo quanto si apprende da alcuni esponenti
delle due mozioni, sarà presentata una unica lista
di candidati al nuovo direttivo della Cgil. All'interno
della lista gli esponenti delle due mozioni saranno presenti
in misura proporzionale rispetto ai voti ottenuti dai due
documenti nelle assemblee di base. I rappresentanti delle
mozioni precisano che la scelta, peraltro spesso praticata
nei precedenti congressi, ha un valore puramente tecnico
e non politico, anche perché le differenze restano
tutte. Anzi, delegati della seconda mozione hanno annunciato
per i prossimi giorni una assemblea della minoranza Cgil.
(PSL)
Nessun
documento della minoranza
(08/05) 09:42 - Nella tarda serata di ieri i firmatari della
mozione due hanno fatto sapere ad alcuni giornalisti che
non sarà presentato un ordine del giorno conclusivo
alternativo a quello della maggioranza. I delegati della
seconda mozione voteranno contro il documento della maggioranza.
(PSL)
Aperti
i lavori dell'ultima giornata congressuale
(08/05) 09:30 -
Il
programma di sabato 8 maggio
(28/04) 18:12 - Ore 9.30 – Ripresa dei lavori e dibattito;
Ore 11.00 – Conclusioni di Guglielmo Epifani, segretario
generale Cgil; Adempimenti conclusivi: votazioni, emendamenti
allo Statuto, emendamenti al Programma Fondamentale, emendamenti
ai Documenti congressuali, ordini del giorno, documento
conclusivo; Elezioni: Collegio dei Sindaci revisori, Comitato
di garanzia nazionale, Comitati di garanzia interregionali,
Collegio statuario; Proclamazione dei risultati relativi
all’elezione del Comitato Direttivo Nazionale; Ore
17.00 – Chiusura dei lavori del 16° Congresso.
Al termine dei lavori verrà convocato il Comitato
Direttivo Nazionale per procedere all’elezione del
segretario generale della Cgil.
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Rimini,
7 maggio 2010 |
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Chiusi
i lavori della terza giornata
(07/05) 20:00 -
Testimonianza
dal Senegal: "Donne spinte all'ignoranza"
(07/05) 19:59 - Ultimo intervento della giornata è
di Amina Cisse, una donna proveniente dal Senegal, che racconta
brevemente la sua storia. "In Senegal le donne sono
spinte verso l’ignoranza, sono poche quelle istruite,
l’istruzione per loro è negata e una donna
ignorante, che non sa leggere, scrivere e che, soprattutto,
non conosce i propri diritti, è più facilmente
controllabile". Amina, laureata in pedagogia, aveva
deciso di sfruttare e diffondere le sue conoscenze girando
per il paese e parlando con le donne. Ma è rimasta
sola con il suo progetto, anche gli uomini della sua famiglia
l’hanno abbandonata ed è stato costretta a
trasferirsi in Italia. È qua, in Sicilia che ha conosciuto
la Cgil. Amina chiude con una frase molto importante, che
ha imparato con la sua esperienza: "Perché dobbiamo
aspettare di morire per avere il paradiso quando lo possiamo
fare qui". (RM)
Breda
(Fiom), recupero tasse per migliorare servizi
(07/05) 19:51 - “Trovo che la scelta del sindacato
di ridurre la contribuzione e la tassazione alle imprese
da una parte e ai lavoratori dall’altro, il rischio
è che i lavoratori abbiano meno servizi. Eventuali
recuperi dalle tasse non dovrebbero essere redistribuiti,
ma utilizzati per migliorare i servizi e offrire pari opportunità
a tutti”. Così Augustin Breda della Fiom, nel
suo intervento dal palco. (RM)
Maggio
(Cgil Sicilia), 2 Giugno sia moderna giornata Resistenza
(07/05) 19:45 - “Di fronte alle tante ricorrenze importanti
di quest’anno, a partire dai 40 anni dello Statuto
dei lavoratori, dobbiamo fare in modo che la memoria ci
aiuti a dare fiducia alle nuove generazioni. Per questo
facciamo del 2 giugno una moderna giornata di resistenza
in difesa della Costituzione e dei suoi valori”. Con
questo invito ha aperto il suo intervento Mariella Maggio,
segretaria generale Cgil Sicilia, che ha manifestato poi
forti timori per la possibile manomissione della legge 300,
“anche tenendo conto delle parole pronunciate ieri
dai leader di Cisl e Uil e dagli attacchi ai diritti del
lavoro venuti in questi mesi attraverso l’accordo
separato sul sistema contrattuale, le scelte del governo
sullo stato sociale, le convergenze con Confindustria sulle
restrizioni al ruolo del sindacato”. Maggio ha dedicato
molto spazio ai problemi del mezzogiorno e della Sicilia,
“che rischia di restare appesa al ponte sullo stretto
invece di diventare il cuore di una piattaforma mediterranea
di rilancio dell’economia del paese, in una crisi
devastante che riduce molti lavoratori allo stato di disperazione
fino a gesti estremi. Più salario e meno fisco per
i redditi da lavoro e da pensione, dice la Cgil, e qualche
possibilità di iniziativa unitaria su questi aspetti
sembra aprirsi. Ma per favorire la ripresa – ha aggiunto
la segretaria generale siciliana – la strada è
quella del sostegno alle imprese che non licenziano, dell’estensione
degli ammortizzatori sociali, degli investimenti in ricerca
e innovazione. E per la Sicilia, che vive una rottura gravissima
di tutti gli equilibri sociali, serve un piano straordinario
contro vecchie e nuove povertà come abbiamo detto
al congresso regionale. Nulla vada perduto dei nostri insediamenti
produttivi, a partire da Termini Imerese, per dare speranze
al mondo del lavoro siciliano, senza dimenticare che la
legalità è il presupposto di qualsiasi politica
di sviluppo e la lotta alla mafia non deve andare mai in
secondo piano. La gravità della situazione impone
alla Cgil il massimo di unità interna”. (MG)
Daita,
disabili sempre più discriminati
(07/05) 19:39 - Da qualche anno diritti e pari opportunità
conquistati dai disabili vengono rimessi in discussione
e vanno peggiorando le loro condizioni. Questo il centro
dell’intervento di Nina Daita, responsabile Ufficio
Disabili della Cgil che ricorda i tagli intervenuti nella
scuola, le politiche penalizzanti del ministro del Lavoro,
le difficoltà crescenti ad applicare la legge 68
nel corso della crisi economica. (AA)
Romagnoli,
vogliono dare buonanotte allo Statuto, ma non prevarranno
(07/05) 19:01 - “Nel diritto del lavoro c’è
un pensiero unico. E’ passata l’egemonia culturale.
Il problema non è se lo Statuto è ancora attuale
– ha detto oggi Romagnoli – perché quello
Statuto era parte di una serie di iniziative giuridiche
come diceva Brodolini. Lo Statuto era frutto di due linee:
sostegno del sindacato nei luoghi di lavoro, la seconda
la garanzia delle matrici costituzionali per chi lavora.
Lo Statuto fu un nuovo inizio perché concede al lavoratore
molto di più quello che concede il contratto che
è uno scambio economico. Oggi proprio questo si mette
in discussione”. Con lo Statuto non è possibile
l’espropriazione dei diritti dei lavoratori Oggi è
in auge una eresia che proviene da Bruxelles: se io ti aumento
i diritti come scambio. La flexsecurity è questo.
Lo stato di cittadinanza è un prius. L’occupazione
è considerata secondaria. Invece le due cose sono
collegate e non si devono scambiare. Si attua quindi una
scelta ideologica che non c’entra nulla con i principi
giuridici. Il professor Romagnoli ha citato poi una formula
molto fortunata “Sindacato dei diritti”, “è
una formula molto bella. Il lascito di Bruno Trentin. “Voi
siete il sindacato dei diritti e dovete esserlo sempre di
più, ma vi prego a una condizione: quelli da conquistare
non sono i diritti dei lavoratori, ma sono i diritti dei
cittadini che lavorano”. Per questo, ha concluso Romagnoli,
“ non è detto che prevarranno quelli che pensano
alla buonanotte allo Statuto. Ha 40 anni, li dimostra, ma
li porta bene. Sono ancora tanti quelli che continueranno
a dirgli: buongiorno Statuto”. (PA)
Romagnoli:
caccia grossa contro l’art.18, anche a sinistra
(07/05) 19:00 - Il professor Romagnoli ha elencato i punti
più importanti dello Statuto dei lavoratori che conservano
tutta la loro forza e la loro attualità. Con quelle
norme fu avviato un risveglio costituzionale che scosse
dal torpore il Paese. Ci furono anche molti referendum in
questi anni sullo Statuto. Uno di quelli ha rimaneggiato
l’articolo 19. La norma è stata riscritta e
non si è mai capito come mai la Corte costituzionale
ha reso ammissibile quel referendum. Il referendum fu ammesso
per un “non detto”: chi rappresenta chi? Una
domanda che rimbalza ancora. Bisogna dargli una risposta.
La Corte scelse così e i sindacati ci rimasero male.
Anche l’altro referendum sull’abolizione della
fonte legale per le trattenute. Che messaggio fu? ‘Voi
siete importanti una storia gloriosa, ma siete un’associazione
di diritto comune come tutte le altre e non meritate i privilegi’.
Questo messaggio è caduto nel vuoto perché
a quel tempo ci fu una gara a minimizzarlo. Ebbe solo un
valore simbolico. I sindacati hanno gareggiato per superare
una norma statutaria (art.37). Ci sono state leggi che hanno
esteso poi al pubblico lo Statuto. Oggi è in atto
una controriforma che vuole riportare indietro le lancette
dell’orologio della storia. Dal processo di omologazione
si è passati all’ibridazione. Cos’è
rimasto oggi dello Statuto? - si è chiesto il professore
- due norme:. Articolo 28 e 18. Hanno una comunanza di scopo
e sono vicine. Si basano sull’effettività della
repressione del comportamento antisindacale e della giustificatezza
del licenziamento. Si applica la regola che si applica a
tutti gli atti illeciti come nel Codice civile. C’è
un filo tra i due articoli perché entrambi annullano
gli effetti di comportamenti illeciti. L’articolo
28 non ne parla più nessuno anche perché si
è interiorizzato. Se non ci fosse invece l’articolo
18 nessuno polemizzerebbe più con lo Statuto. La
destra (ma anche la sinistra) ha cercato di cacciare l’art.18,
un safari. Anche la sinistra pensa di doverlo rimuovere
per rimuovere una supposta iniquità. L’alto
costo del licenziamento aggraverebbe il fossato tra chi
ha lavoro e chi non ce l’ha. E’ una espressione
altamente ideologica. Non è vero che se si rimuovesse
si assumerebbe di più. Si generalizza solo l’insicurezza
per tutti”. (PA)
Romagnoli,
Statuto lavoratori ancora attuale
(07/05) 18:33 - “Possiamo dire che sono passati quarant’anni
dallo Statuto dei lavoratori, 40 anni trascorsi con lo Statuto,
che ha una paternità formale e una informale. Paternità
putative delle assemblee di fabbriche tra il 68 e il 69
deliberavano le piattaforme che poi hanno coinciso con i
contenuti dello Statuto. Indiscussa la paternità
di Giacomo Brodolini”. Così si è espresso
oggi il professore emerito di diritto del lavoro all’Università
di Bologna, Umberto Romagnoli, intervenendo al 16° Congresso
nazionale della Cgil, per parlare proprio dello Statuto
dei lavoratori. L’erede di Brodolini, che purtroppo
morì per una malattia senza poter vedere il risultato
del suo lavoro ministeriale, fu Gino Giugni che portò
a conclusione l’opera. Romagnoli ha citato una intervista
di Giugni che rivendicava già dal 1994 la validità
e l’attualità dello Statuto. (PA)
Votato
il numero di componenti del direttivo
(07/05) 18:06 - Il direttivo sarà composto da 156
componenti, così ha deciso a maggioranza il Congresso.
Sarà di certo presente almeno il 40% di donne e la
Commissione che dovrà proporre i nominativi terrà
presente anche che siano rappresentati gli immigrati e i
giovani. (AV)
Conclusa
la discussione sullo Statuto
(07/05) 18:04 - Conclusa la discussione sulle modifiche
statutarie. Il congresso ha approvato a maggioranza tutte
le proposte approvate o respinte a maggioranza della Commissione
elettorale e Statuto. Si avvieranno adesso le procedure
per il voto a scrutinio segreto del nuovo Statuto. (AV)
Acceso
dibattito sugli emendamenti allo Statuto
(07/05) 17:45 - L’articolo 16 dello Statuto che definisce
i compiti del Comitato direttivo è stato oggetto
di numerosi emendamenti, in particolare per quel che riguarda
l’approvazione di piattaforme e accordi interconfederali.
Respinti gli emendamenti avanzati dalla seconda mozione
che prevedevano la possibilità di sottoporre al voto
degli organismi dirigenti delle categorie e, solo successivamente
e in modo conclusivo, da parte del Direttivo confederale.
La votazione ha visto esprimersi a favore della proposta
della maggioranza della commissione, 726 delegati, un numero
di delegati molto superiore alla metà degli aventi
diritto. Questa votazione ha determinato un serrato anche
se breve dibattito nel quale sono intervenuti, oltre al
relatore Panini e alla portavoce della seconda mozione Francesca
Re David, anche il segretario generale della Fiom Gianni
Rinaldini (contrario) e lo stesso Guglielmo Epifani (favorevole).
(AA)
Si
comincia a votare
(07/05) 16:49 - Le modifiche dello Statuto della Cgil derivano
da deliberazioni della Conferenza di organizzazione. Prima
di esaminare i diversi emendamenti si è discusso
sulle modalità di voto dello Statuto. La presidenza
propone il voto segreto, secondo una modalità già
sperimentata in altre occasioni. Dopo una dichiarazione
di voto contrario di Francesca Re David della Fiom, si passa
alla votazione e la proposta viene approvata a maggioranza.
(AV)
Migranti,
un libro di Ediesse per i delegati
(07/05) 16:45 - Nelle loro cartelle i delegati hanno trovato
una sorpresa: Permesso di soggiorno. Gli scrittori stranieri
raccontano l'Italia. Si tratta di una bella antologia, curata
da Angelo Ferracuti (con una prefazione di Enrico Panini)
e pubblicata dall'Ediesse, la casa editrice della Cgil che
è presente con un suo stand al Palacongressi. Sedici
storie raccontate da alcuni tra i più significativi
autori migranti che scrivono in italiano. Gli stranieri,
dunque, diventano non solo oggetto di narrazione, ma soggetti
essi stessi. In attesa di una piena cittadinanza, dunque,
la scrittura risulta luogo di accoglienza e integrazione
fondamentale. Il volume inaugura, all'interno della collana
Carta bianca, diretta dallo stesso Ferracuti, la sezione,
"Italiana", dedicata alla memorialistica e all'autobiografia
sociale. Il libro è arricchito da alcune preziose
fotografie di Mario Dondero: "Quando emigravamo noi.
Un racconto per immagini". Sempre nell'area cultura/comunicazione
al congresso è presente anche uno stand dell'Edit.
Coop., la cooperativa dei giornalisti che edita Rassegna
Sindacale, settimanale della Cgil, e rassegna.it. (SI)
Lani,
progetto per rendere protagonisti i giovani
(07/05) 16:42 - Lavoro, welfare, casa, pensioni, sono i
punti centrali - secondo Ilaria Lani, responsabile Politiche
giovanili della Cgil - sui quali sviluppare l’iniziativa
della Cgil per fronteggiare le conseguenze pesanti della
crisi sui giovani e promuovere la loro autonomia nei percorsi
di lavoro e di vita. “La precarietà è
frutto del radicale cambiamento del sistema produttivo e
sta a noi – spiega Lani -mettere in campo strategie
forti per unificare il mondo del lavoro, sempre più
frantumato: questo significa rinnovare la contrattazione
e le forme della rappresentanza, che oggi faticano a coinvolgere
la parte giovanile più debole del mercato del lavoro
e nel contempo la parte più qualificata, che contratta
individualmente”. Lani sottolinea anche il punto dei
diritti sindacali, rimarcando l’obiettivo del voto
ai precari nella elezione delle Rsu per favorire la partecipazione
dei giovani alla vita del sindacato. E sul rinnovamento
tanto auspicato degli organismi dirigenti della Cgil, lamenta
il fatto che il congresso a due mozioni contrapposte in
realtà ha cristallizzato le decisioni e limitato
nei nuovi direttivi la presenza di giovani, donne e immigrati.
“I giovani aumentano tra i nostri iscritti e servono
certamente forzature per aprire maggiori spazi, ma serve
anche un progetto che li renda protagonisti: è necessario
investire risorse per garantire l’agibilità
sindacale, costruire momenti di incontro specifici (come
faremo per esempio con il primo Festival nazionale dei giovani
della Cgil in programma il prossimo luglio), sperimentare
nuove forme di comunicazione (come stiamo tentando di fare
con la nuova rivista online “Molecole”) e di
organizzazione, per superare liturgie ormai vecchie, incrostazioni
burocratiche e gerarchiche che i giovani invece li tengono
lontani. Per la nostra generazione e per la Cgil, il tempo
del cambiamento e del rinnovamento è adesso”.
(MG)
Fuso
(Cgil Firenze), rimessa al centro la contrattazione
(07/05) 16:23 - Mauro Fuso della Cgil Firenze, esprime soddisfazione
perché con questo congresso: “Abbiamo rimesso
al centro la contrattazione”. E aggiunge: “La
Cgil è sindacato organizzato e confederale, il sindacato
della lotta, ma anche del conflitto democratico. Sta per
finire il percorso congressuale ed è tempo di riprendere
da dove abbiamo lasciato” per riaprire una discussione
che dica sì al coordinamento e alla ricerca di un
luogo confederale vivo e dinamico”. (RM)
Marongiu
(Cgil Cagliari), concludere con scelte chiare
(07/05) 16:16 - Secondo Nicola Marongiu, segretario della
Camera del Lavoro di Cagliari, va rafforzato il senso politico
della discussione congressuale, affinché il congresso
si concluda con decisioni e scelte chiare. Ha ricordato
che le parole “unità, unitario, unitarietà”
hanno un senso preciso e anche se il percorso congressuale
non ha avuto un profilo omogeneo, alla fine il congresso
deve decidere. La proposta di Epifani di un piano straordinario
per il lavoro sostenuto dall'intervento pubblico è
una scelta chiara, altrettanto chiare sono le scelte verso
lo sviluppo delle infrastrutture e verso una politica dei
e sui redditi. Sui rapporti unitari Marongiu si dice d'accordo
su una ripresa del dialogo, anche se è consapevole
che restano aperti problemi sul rapporto con le imprese
e sulla democrazia sindacale. Che si faccia con Cisl e Uil
almeno un’intesa di metodo per evitare che –
complice il governo – si possa escludere qualcuno.
(AV)
Saccoman
(Spi), rafforzare radicamento sociale
(07/05) 15:55 - “Abbiamo bisogno di ritrovare una
visione collettiva, che ora non abbiamo, dobbiamo definire
una politica concertata, individuare una politica sovranazionale
per imporre una svolta”. La confederalità è
il concetto chiave dell’intervento di Giancarlo Saccoman
dello Spi “Per una ripresa più forte abbiamo
bisogno di confederalità: un progetto politico di
ricostruzione sociale. “Ricostruire le coscienze,
le speranze per un futuro che si è perso. Il nostro
impegno è di rafforzare il radicamento sociale per
essere capaci di dare risposte in termini di condizioni
di vita”. (RM)
Epifani,
scuse a Sacconi? Lo cercherò dopo congresso
(07/05) 15:41 - "Non ho il suo numero. Abbiamo provato
a cercarlo in questi giorni ma non ci siamo riusciti. Appena
finito il congresso lo cercherò ancora personalmente".
Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo
Epifani, risponde in una pausa del Congresso a chi gli chiede
se ha chiamato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi,
fischiato dalla platea in apertura dell'assise.
Sacconi,
Cgil raccolga apertura Bonanni e Angeletti
(07/05) 15:05 - 'Mi auguro che il congresso della Cgil voglia
ascoltare il senso degli interventi di ieri di Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti, interventi di autentica apertura".
Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a
margine del congresso dell'Associazione degli artigiani
cattolici. Sacconi ha aggiunto di augurarsi che la Cgil
"ascolti le sue categorie, spesso pragmatiche, e percepisca
il contesto di grande instabilità in cui siamo, contesto
che invoca una forte disciplina di bilancio pubblico e maggiore
intesa tra le parti sociali".
Agnello
Modica, coperta diritti troppo corta
(07/05) 14:28 - “Siamo in un momento pesante, ma vorrei
portarvi a una riflessione: lo spostamento dei rapporti
di forza viene da lontano ed è aggravato dalle crisi
che stiamo vivendo: crisi economica, sociale, ambientale
e morale che hanno determinato uno slittamento di prospettive
dove i diritti sono diventati la coperta troppo corta e
non più un bene universale, e dove sono state deviate
parole come lavoratrice e lavoratore, trasformate in cittadini
e consumatori”. Così la segretaria confederale
Paola Agnello Modica. Poi si rivolge a Cisl e Uil “per
invitarli a sedersi di nuovo intorno a un tavolo”
e sottolinea “la gravità” del provvedimento
inserito nella modifica al Testo Unico per la sicurezza
sul lavoro relativo alla visita medica preassuntiva: “Un
insulto alla dignità più intima di una lavoratrice
e di un lavoratore nel momento di massima debolezza”.
Non manca la risposta al ministro Sacconi, secondo cui la
Cgil è lontana dai problemi del paese, che arriva
riportando una lunga serie di dati su disoccupazione, infortuni,
maltrattamenti alle donne, emissioni di Co2, sfratti. “Il
governo – ha detto – ha usato la crisi per non
cambiare l'assetto sociale, scaricando tutti costi sul lavoro.
Dobbiamo riprendere il nostro ruolo nell'economia e il tema
dell'acqua è un punto di partenza”. Con il
documento “I diritti e il lavoro oltre la crisi”,
ha aggiunto, “abbiamo scelto di non stare negli spazi
residuali, abbiamo definito un progetto per il paese condiviso
dalla maggioranza delle iscritte e degli iscritti”.
La segretaria ha anche denunciato “l'ingessatura dell'iter
congressuale che ha impedito di sviluppare appieno le analisi
e le proposte avanzate. Ora dobbiamo declinare queste scelte
in un programma di lavoro per i prossimi anni che impegni
il futuro gruppo dirigente e per rilanciare con fermezza
le proposte e la forza della Cgil”. La segretaria
ha concluso il proprio intervento ricordando i partigiani
della Brigata Maiella: “Viviamo in un paese in cui
c'è paura che viene deviata per condurre all'isolamento,
alla chiusura, all'individualismo. Quegli uomini e quelle
donne vivevano nella paura eppure hanno scelto un'altra
strada, quella della solidarietà. Noi stiamo, noi
siamo quegli uomini e quelle donne”.
Statuto:
Epifani, sì a tavolo ma pronti a iniziative lotta
(07/05) 13:58 - “Lo Statuto dei diritti dei lavoratori
e lo Statuto dei lavori sono due cose diverse. Il primo,
che è una pietra miliare, è fondato appunto
sui diritti dei lavoratori, il secondo, lo Statuto dei lavori
che ci viene proposto dal governo ha come obiettivo il cambiamento
delle tipologie del lavoro. In ogni caso noi andremo al
tavolo con il governo e verificheremo le proposte. Ma se
riemergeranno idee tipo quelle dell’arbitrato, noi
siamo pronti a nuove iniziative di lotta”. Lo ha detto
oggi alla fine della mattinata congressuale il segretario
generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha voluto commentare
anche la manovra economica annunciata per luglio e i risultati
delle elezioni politiche in Gran Bretagna. Rispetto alla
prossima manovra, Epifani ha espresso un primo giudizio
negativo. “La manovra sembra delinearsi come un’ennesima
riduzione della spesa e una sua redistribuzione. Si basa
a quanto pare su un nuovo taglio alle risorse degli enti
locali, su una riduzioni della spesa per la sanità,
le pensioni, il sistema scolastico e inoltre si prospetta
una nuova riduzione degli investimenti. Se tutto questo
fosse confermato dal ministro dell’economia, è
evidente che la manovra assumerebbe un segno chiaramente
regressivo”. Per quanto riguarda i risultati delle
elezioni inglesi, Epifani ha spiegato che la vittoria dei
conservatori non è tale da assicurare la costituzione
di una coalizione forte di governo. In ogni caso, ha detto,
“è preoccupante l’avanzata in Europa
di forze politiche che si basano esplicitamente su parole
d’ordine come populismo, xenofobia e sciovinismo e
in generale di chiusura e un regresso primo di tutto culturale”.
(PA)
Crogi
(Flai), non possiamo permetterci Cgil fatta di maggioranza
ed opposizione
(07/05) 13:44 - “Dopo l’accordo separato sul
modello contrattuale potevamo metterci sull’Aventino
e aspettare lo scorrere degli eventi ma abbiamo scelto di
caricarci sulle nostre spalle la responsabilità di
dover determinare la stagione dei rinnovi e abbiamo avuto
ragione”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario
generale della Flai Cgil Stefania Crogi intervenendo al
Congresso in riferimento ai Contratti dell’industria
alimentare e dell’artigianato, nell’ordine il
primo e l’ultimo ad essere rinnovati nella stagione
contrattuale nata sulle ceneri dell’accordo separato.
Crogi si è, quindi, detta d’accordo con la
proposta di Epifani di ricercare un “nuovo modello
di riferimento, che sia condiviso da tutti e che ridia il
potere e l’autonomia contrattuale alle categorie”.
Crogi ritiene infine che non si possa fare finta che il
Congresso non ci sia stato. “Non possiamo permetterci
una Cgil fatta di maggioranza ed opposizione” –
ha detto – “perché abbiamo bisogno di
una sola Cgil, che continui ad essere il punto di riferimento
di milioni di lavoratori”. (LRD
Cremaschi,
contro attacco a diritti e democrazia serve sciopero generale
(07/05) 13:35 - Giorgio Cremaschi, segretario nazionale
della Fiom, apre il suo intervento esprimendo l'indignazione
su quanto sta succedendo in Grecia, “dove è
stata imposta una ricetta sociale senza precedenti nel silenzio
dell'Europa democratica”. Cremaschi paventa il rischio
che i lavoratori di tutti gli altri paesi dell'Europa mediterranea
paghino in termini di diritti, democrazia e reddito le manovre
di speculatori, banchieri e della finanza mondiale. Da quando
è cominciata la crisi mondiale nel 2008, “nessun
governo ha fatto qualcosa per cambiare la direzione dello
sviluppo e oggi la crisi si ripresenta con un nuovo attacco
ai diritti dei lavoratori”. Nella relazione di Epifani,
aggiunge il sindacalista Fiom, “c’è stato
un vuoto su come il sistema delle imprese sta affrontando
la crisi. L'impresa sta distruggendo il sistema contrattuale,
attacca il diritto al lavoro, le pensioni, il reddito, e
le chiamano riforme”. Tra queste c'è il federalismo,
fiscale e contrattuale, “che in realtà significa
solo rottura della solidarietà sociale in Italia”.
Sui rapporti con Cisl e Uil, Cremaschi segnala tre differenze
fondamentali: la linea da tenere di fronte alla crisi (cambiare
o adattarsi?); la democrazia sindacale (i lavoratori devono
sempre votare e non solo sugli accordi unitari); l'accordo
separato, che costringe la Cgil ad accettare quel modo di
fare sindacato o rompere. Con l’accordo separato,
“Cisl e Uil hanno tentato di cancellare l'altro accordandosi
con la controparte” e poi “si slono dichiarati
disponibili all'arbitrato”. Di fronte all'attacco
ai diritti e all'articolo 18, Cremaschi ha chiesto lo sciopero
generale: “Una resistenza popolare e classe. La Cgil
non deve nascondersi dietro la paura dei lavoratori, che
pure c'è: in questa situazione è dovere del
sindacato avere coraggio per due, per se stesso e per i
lavoratori, comunicare speranza”. Infine, sul congresso
e sulla vita interna della Cgil, la rivendicazione del “diritto
della minoranza a dissentire in nome del pluralismo”.
(AV)
Venturi
(Cgil Marche), contro crisi unificare mondo lavoro
(07/05) 13:29 - “È indispensabile cercare di
costruire e di promuovere, dentro la crisi, una nuova cultura
dei diritti, un’idea nuova di uguaglianza”.
Gianni Venturi, segretario generale Cgil Marche, sostiene
che il ruolo del sindacato è più difficile
in questo periodo, soprattutto perché la crisi ha
modificato e influenzato anche il concetto di rappresentanza
del lavoro. “È stata fatta un’offensiva
senza precedenti nei confronti del lavoro e dei lavoratori,
un’offensiva basata sull’idea che il mondo del
lavoro non è più un universo unitario e rappresentativo,
basata sull’idea che la funzione della rappresentanza
del lavoro sia priva di senso, una rappresentanza non esistente”.
L’obiettivo, quindi è “unificare il mondo
del lavoro, un obiettivo declinato nella sua complessità:
unificare per ricomporre, lavorare sulle frammentazioni
che aumentano il dumping tra le aziende, combattere la corsa
al massimo ribasso, riconquistare la capacità di
contrattazione, ristabilire le regole sulla rappresentanza
e sulla democrazia sindacale. Una sfida che rappresenta
il futuro del sindacato italiano, non solo della Cgil”.
Rosati
(Cgil Milano), unità passaggio obbligato
(07/05) 13:10 - “Spostare in avanti la discussione
congressuale avendo come obiettivo il rinnovamento e il
rafforzamento della nostra iniziativa politica”. Questo
l’apprezzamento del segretario generale della Camera
del lavoro di Milano, Onorio Rosati, nei confronti della
relazione introduttiva di Epifani. Occorre superare le oggettive
difficoltà del sindacato confederale in relazione
ai problemi posti dalla crisi, dalle divisioni sindacali,
dai cambiamenti intervenuti nella politica i cui tempi e
modi di comportamento sono dettati dall’economia.
Il punto centrale è capire se la Cgil è in
grado di scegliere il ruolo che vuole giocare nella società
o se questo ruolo viene dettato da altri e si riduce alla
marginalità. Quattro priorità si pongono nello
scegliere con coraggio una via d’uscita rispetto a
tale alternativa: la riconquista di un modello contrattuale
a carattere universale; la questione della rappresentanza
e della democrazia sindacale; una seria riforma del fisco
capace di avviare un’interlocuzione con pezzi della
società e diversi territori; lo sviluppo della contrattazione
territoriale per rafforzare la coesione sociale. “Riavviare
il confronto con Cisl e Uil rappresenta un passaggio obbligato
e per farlo non è utile dare lezioni sulle nostre
verità ma capire quanto siamo disponibili noi a prendere
in considerazione quelle degli altri”. E non vale,
secondo Rosati, scegliersi un interlocutore di comodo, decidendo
di dialogare con gli iscritti alle altre confederazioni
anziché ai loro gruppi dirigenti. Piuttosto (e a
questo serve un congresso nazionale) è importante
tenere assieme e mettere a sistema i tanti episodi di tenuta
unitaria che si sono sperimentate nei territori. Le iniziative
contro il razzismo, la marcia per il lavoro e la mobilitazione
contro la privatizzazione dell’acqua sono, a Milano,
gli ultimi significativi episodi unitari. Infine una raccomandazione,
quella di non avere nei confronti delle forze politiche
un atteggiamento di sufficienza: se queste ultime, pur con
ruoli diversi, si fanno portatrici dei stessi nostri valori
non può che essere utile. Occorre tenerne conto anche
nella revisione dello Statuto. (AA)
Gsk
di Verona, si rafforza ipotesi americana
(07/05) 12:54 - Più di vent’anni di presenza
a Verona e in Veneto, poi d’improvviso la comunicazione
che l’azienda ha deciso di chiudere il centro e trasferirlo
in Cina. L’azienda è la GlaxoSmithKline (Gsk),
il centro è quello, dedicato alla ricerca sulle neuroscienze,
localizzato appunto nella città veneta, la comunicazione
arriva verso la fine di febbraio. Cinquecento occupati diretti,
un migliaio in tutto con le aziende collegate, la Gsk di
Verona ha per la ricerca scientifica nel nostro paese un’importanza
strategica: la sua scomparsa avrebbe conseguenze gravi non
solo su lavoro e reddito ma per il futuro dello stesso sistema
di prevenzione e salute. Il sindacato si muove immediatamente,
il governo – al contrario di quanto accaduto in altre
situazioni di crisi – appare allarmato. Come sempre
in questi casi le riunioni si susseguono, sia a livello
nazionale che locale. Le istituzioni sono coinvolte –
tutte tranne la Regione Veneto, il neopresidente Zaia sembra
un po’ distratto –, la preoccupazione sale,
fin quando non arriva – positiva novità –
l’interessamento di una multinazionale Usa, la Aptuit.
Bisogna verificarne le intenzioni, capire se la volontà
di sostituirsi a Gsk per proseguirne e magari potenziarne
le attività è reale. Le prime risposte vengono
il 6 maggio a Roma in un incontro convocato presso il ministero
del Lavoro. L’esito ce lo riassume, al congresso della
Cgil, Stefano Facin, segretario generale Filctem Cgil Veneto:
“Primo, Gsk non torna indietro; secondo, Aptuit, unico
acquirente in campo, dichiara di voler sviluppare in Italia
il suo business e che presenterà un piano industriale
nel quale si prevede il mantenimento dell’occupazione
e la volontà di salvaguardare le caratteristiche
d’eccellenza del centro veronese. La posizione del
sindacato? “La manifestazione d’interesse di
Aptuit è un fatto importante, bisogna però
verificare cosa sia per davvero il suo piano industriale.
Ma insistiamo anche, e molto, sugli impegni di Gsk nella
fase di transizione, oltre alla necessità di capire
quali siano i progetti, sempre di Gsk, per tutte altre attività
in Italia. Il percorso è appena avviato; la vertenza,
ricordiamo, si dovrà concludere in sede ministeriale”.
(GR)
Fedeli
(Filctem), non c'è alternativa all'unità dei
sindacati
(07/05) 12:53 - “C’è bisogno di continuità
ma bisogna anche saper governare il nuovo”. Questo,
secondo Valeria Fedeli, vicesegretaria generale della Filctem,
è il tratto più importante che esce dal congresso
della Cgil. “Occorre saper gestire l’innovazione
e i cambiamenti nei riferimenti pratici di politica sindacale,
evitando di guardare il nuovo con occhi vecchi”. È
la crisi che ci consegna questa responsabilità, sono
i cambiamenti che sono avvenuti e avvengono nel mondo dell’economia
e del lavoro. “In questo senso l’intreccio,
prefigurato nella relazione di Epifani, tra risposte nazionali
e risposte a livello europeo e globale ha anch’esso
un tratto inedito che va perseguito e non solo dichiarato”.
“Proprio per questo – ha aggiunto la vicesegretaria
generale della Filctem – la proposta fortemente qualificante
del Piano straordinario del lavoro ha una valenza fondamentale
e ha bisogno di una discussione e un coinvolgimento di massa
per costruire la base di una svolta di politica economica
e sociale”. Per quanto riguarda la riconquista di
un modello contrattuale condiviso, Fedeli ha osservato che
in questa stagione sono stati fatti buoni contratti. E,
rivolgendosi ad Angeletti, ha precisato: “La prassi
contrattuale ha superato gli elementi per i quali la Cgil
non aveva firmato quell’intesa e quindi la linea su
cui fare la nuova riforma è già delineata
nei fatti”. Rispetto all’appello all’unità
del segretario generale della Cisl, “è vero
che senza unità – ha detto Fedeli – non
si va da nessuna parte, ma in tempi come questi l’unità
è davvero una sfida nuova per tutti. Non c’è
alternativa all’unità tra Cgil Cisl e Uil e
al nostro pluralismo. Del resto ce l’hanno insegnato
persone come Di Vittorio, Lama e Trentin. Noi siamo cresciuti
così”. (EG)
Uds:
mobilitazione unitaria studenti, Cgil interlocutore fondamentale
(07/05) 12:40 - Viene letto dal palco un messaggio dell'Uds,
l'unione degli studenti. “Vi ringraziamo per l’invito
al congresso che si svolge in un periodo difficile per il
paese, con il governo che smantella il lavoro e la conoscenza
affidando la scuola e l’università a privati.
In questo momento l’unità del movimento studentesco
è fondamentale, non solo come fronte democratico
davanti alla deriva del governo, ma anche per una società
che punti di più alla tolleranza e all’integrazione”.
Sta per partire una campagna di mobilitazioni unitaria tra
organizzazioni sindacali degli studenti, conclude il messaggio,
e l’Uds guarda alla Cgil “come interlocutore
fondamentale” per condurre questa battaglia. (MM)
Scudiere
(Cgil Piemonte), unità interna per la credibilità
dell’organizzazione
(07/05) 12:23 - “Il Piano straordinario per il lavoro
è la risposta più che alta che la Cgil può
dare a tutte le lavoratrici e i lavoratori e allo stesso
tempo l’obiettivo più serio che possiamo avere.”
Vincenzo Scudiere, Segretario Generale Piemonte, appoggia
pienamente la proposta avanzata da Guglielmo Epifani: “Dobbiamo
essere molto concreti sulle questioni del nostro mestiere,
abbiamo fatto bene a rinnovare i contratti nonostante l’accordo
separato, da quella esperienza si può ripartire per
arrivare ad un nuovo modello di contrattazione.” Sulla
ricerca dell’unità “dobbiamo essere in
grado di creare alleanze, ricostruire le relazione con gli
altri sindacati e fare proposte concrete come abbiamo fatto
a questo congresso.” Il segretario ritiene che l’unità,
soprattutto confederale, deve essere la prima condizione
per mettere in campo la credibilità dell’organizzazione,
“gli iscritti sono tutti uguali, indipendentemente
dalla categoria di appartenenza”. Scudiere auspica
infine una conclusione unitaria del congresso, nonostante
le differenze di vedute interne alla Cgil: “dobbiamo
rispettare la posizione e le scelte espresse dalle lavoratrici
e dai lavoratori, la minoranza dovrebbe cercare la via dell’unità
per la conclusione di questo congresso.” (RM)
Podda
(Fp), Cgil più unita alla fine del congresso
(07/05) 12:15 - “L’auspicio è che la
Cgil esca dal congresso più unita di quanto vi è
entrata. Un risultato che non si può raggiungere
con qualche alchimia verbale sui documenti, ma solo se c’è
una forte volontà che vada in questa direzione. Abbiamo
alcune ore di lavoro per farlo, e sarebbe un segnale di
unità forte in un paese in cui tutti, invece, tendono
a dividersi”. Così Carlo Podda, della Funzione
pubblica e firmatario del secondo documento congressuale,
si è rivolto alla platea congressuale della Cgil.
“Le differenze – ha detto – vanno tenute
insieme e devono diventare un valore. Del resto la pluralità
è un fattore essenziale della Cgil e il fondamento
della sua confederalità”. Podda ha sottolineato
come uno dei temi centrali del congresso sia la proposta
del nuovo modello contrattuale che “se ho capito bene
– ha rilevato – dovrebbe avere il suo punto
centrale nella proposta di un accordo quadro che dia più
flessibilità e salvaguardi l’autonomia delle
categorie. Mi pare un’idea interessante, per la realizzazione
della quale, io credo, il nuovo gruppo dirigente che uscirà
da questa assise dovrebbe ricevere un mandato”. Il
sindacalista della Fp ha anche apprezzato le aperture di
Cisl e sul Uil, in particolare sulla legge in materia di
rappresentanza e rappresentatività sul modello di
quella del pubblico impiego. “Tuttavia – ha
detto – quelle norme hanno alcune problematicità
che già D’Antona aveva individuato, e che non
consentono di verificare il consenso dei lavoratori quando
vengono sottoscritti i singoli accordi”. Altro tema
cardine che la Cgil deve affrontare nel prossimo futuro
è quello di progettare politiche innovative per i
giovani. “Sono d’accordo con Epifani –
ha argomentato Podda – che non basta tradurre questo
obiettivo in politiche organizzative, e che bisogna lavorare
sul precariato, i diritti, la formazione, il problema della
casa, e tuttavia anche le politiche organizzative sono necessarie,
per muoversi con efficacia su questo terreno”. Per
i giovani, ha concluso il sindacalista, lo slogano giusto
potrebbe essere “stesso lavoro, stessi diritti”.
Infine, una forte presa di posizione: “Con molta fermezza,
possiamo dire che la Cgil si opporrà ad ogni forma
di snaturamento dello Statuto dei lavoratori, fino allo
sciopero generale”. (SI)
Errico
(Cgil Napoli), crisi può causare tensioni sociali
(07/05) 11:58 - “Con il prelievo fiscale e con l'assenza
di investimenti, i lavoratori e i pensionati del Sud hanno
pagato la crisi due volte”. Così Giuseppe Errico,
segretario della Camera del lavoro di Napoli. “I fondi
Fas sono stati sottratti alle regioni e utilizzati per gli
ammortizzatori sociali. La ricetta del governo non è
stata all'altezza della gravità della crisi: non
solo non ha sostenuto chi la crisi la sta pagando di più,
ma non ha guardato al futuro, non ha costruito politiche
industriali, se non con incentivi senza contropartite”.
Poi parla delle piccole e medie imprese e di quelle artigiane,
“abbandonate e soffocate dalla difficoltà di
accedere al credito”, fatto che ha portato alla desertificazione
del territorio. I dati del 2010 non sono confortanti: “In
Campania 24 mila persone sono in cassa integrazione ordinaria
e 20 mila in straordinaria e tanti ammortizzatori sociali
già in deroga si avviano alla scadenza, e a Napoli
c’è il rischio che la tensione sociale aumenti”.
Per il Mezzogiorno, conclude Errico, “la green economy
e l'innovazione potrebbe essere una grande opportunità
anche per rilanciare il sistema industriale a partire dall'auto
e dalla Fiat”. Infine l’auspicio di una conclusione
unitaria del congresso. (AV)
Pepe
(Cgil Basilicata), Sud paga prezzo più alto crisi
(07/05) 11:25 - Il Mezzogiorno paga il prezzo più
alto della crisi, secondo Antonio Pepe, segretario generale
della Cgil Basilicata, che cita un dato per tutti: il tasso
di disoccupazione giovanile arrivato in questa regione al
38 per cento, una percentuale altissima alla quale va aggiunta
la quota dei lavoratori scoraggiati. “Siamo su un
piano inclinato nel quale rischia di scivolare via una serie
di attività economiche (indotto auto, mobile imbottito,
tessile, chimico) e si manifestano con maggiore vigore fenomeni
preoccupanti come lavoro nero e usura”. La Cgil ha
contrattato con gli enti locali una serie di misure di sostegno
al reddito, ma è paradossale, aggiunge, “che
una regione che ha grandi ricchezze naturali sia anche quella
dove il reddito pro capite è il più basso
d'Italia”. (AA)
Forte
(Cgil Puglia), sarà riassunta dipendente Cgil licenziata
(07/05) 11:11 - La dipendente dell'Inca Cgil di Andria che
è stata licenziata sarà riassunta. “Stamattina
parte un telegramma attraverso il quale viene ritirato il
licenziamento e l’operatrice viene riassunta”.
E’ la comunicazione che il segretario generale della
Cgil Puglia, Gianni Forte, fa nel corso del suo intervento
in merito al caso dell’operatrice dell’Inca
di Andria licenziata per assenza ingiustificata durante
un periodo di cura. “E’ stato convocato –
ha aggiunto Forte – il direttivo della Camera del
lavoro del comprensorio Bat con all’ordine del giorno
le dimissioni del segretario generale”. Entrando nel
merito, Forte ha sottolineato l'importanza che il sindacato
dia messaggi di fiducia ai lavoratori e alla gente, ottenendo,
attraverso la contrattazione, dei risultati. Ha parlato
della buona collaborazione con la giunta Vendola, anche
se il sindacato non deve mai delegare ad altri la propria
funzione né mai abbassare la guardia. Si è
detto contrario alle ambizioni di alcune multinazionali
di trivellare l'Adriatico e lo Ionio nella speranza di trovare
il petrolio, “ambizione insensata in una regione dove
si è molto lavorato per le energie rinnovabili”.
Il Sud, ha detto, “è abbandonato dal governo.
Si spiega solo così l'altrimenti incomprensibile
blocco dei fondi Fas per oltre 3 miliardi e 300 milioni,
soldi utili per l'edilizia scolastica e ospedaliera e per
le infrastrutture”. Criticando Angeletti, Forte ha
detto che non serve lavorare di più per guadagnare
di più: “Nel Sud le imprese chiudono per problemi
di accesso al credito, di costi energetici, di infrastrutture,
ma dal governo non arriva alcun sostegno alle imprese e
il sistema industriale in Puglia è in una grave crisi,
5-6 mila lavoratori vivono sugli ammortizzatori sociali”.
L'ostilità del governo, ha concluso, “portato
al paradosso che il ministro Brunetta ha impugnato una legge
regionale che prevede l'internalizzazione di servizi sanitari
prima appaltati, riportando nel pubblico un pezzo di pubblico
( e 7.500 lavoratori) e realizzando notevoli risparmi”.
(AV)
Genco
(Cgil Calabria), il piano sul lavoro indispensabile per
il Mezzogiorno
(07/05) 11:11 - Nel suo intervento Sergio Genco Segretario
Generale Calabria, ha posto l’attenzione sul piano
straordinario per il lavoro lanciato da Guglielmo Epifani
durante la sua relazione iniziale. “La proposta ha
il merito di contenere un messaggio positivo e concreto
che parla ai giovani e sarebbe un errore non accettare questa
proposta almeno nel mezzogiorno. Oggi più che mai
abbiamo bisogno di proposte che siano unificanti per contrastare
divisioni ed egoismi territoriali. Ci dobbiamo provare,
dobbiamo tentare di ricostituire alleanze con Cisl e Uil.
È un nostro dovere soprattutto per affrontare i problemi
che abbiamo, ci si deve provare dal basso, a partire dai
territori.” Posti di lavoro di qualità, una
buona occupazione, per ridare futuro al mezzogiorno deve
essere, secondo il segretario, l’obiettivo prioritario.
“In Calabria c’è necessità di
mantenere e fortificare il sistema distributivo e le nostre
aziende colpite dalla crisi. Nel biennio 2007 - 2008 abbiamo
perso 27mila posti di lavoro e 35mila nel biennio 2009.
Una perdita del 10% della forza lavoro, che ha riportato
la Calabria indietro di 15 anni, quasi azzerando lo sviluppo
“. “Superare la crisi significa ridisegnare
un nuovo modello, capace di creare sviluppo e occupazione
a difesa del territorio per uno sviluppo di qualità,
a condizione che sia ridotto il livello di corruzione nella
PA sia migliorata la sicurezza sui posti di lavoro.”
(RM)
Giovani
dirigenti Cgil, comincia il rinnovamento
(07/05) 11:09 - Giovani, donne, immigrati. Sono loro la
nuova ‘frontiera’ della Cgil, il cui rinnovamento
interno degli organi dirigenti è partito da qualche
anno. A soli 31 anni, Serena Sorrentino ha già una
lunga militanza alle spalle. “Per la precisione, dal
2002 - afferma la dirigente Cgil, responsabile nazionale
Pari opportunità ¬-, quando sono entrata alla
Camera del lavoro metropolitana di Napoli. Vengo dal mondo
della rappresentanza sociale, prima come studentessa, poi,
grazie all’attività nel sindacato, ho potuto
continuare ad occuparmi di scuola, università e ricerca,
successivamente di pubblico impiego, welfare, politiche
economiche e contrattazione territoriale. Ho accumulato
un grande bagaglio di esperienza diretta sul territorio,
in una realtà difficile come quella napoletana, mentre
da gennaio ricopro un incarico di grande responsabilità
a Roma presso la sede confederale”. 33 anni, operaio
tessile e sindacalista emergente: è il ritratto di
Daniele Gazzoli, segretario della Camera del lavoro della
Valcamonica, territorio spartiacque tra le province di Bergamo
e Brescia. Una realtà assai difficile per la Cgil,
feudo del centrodestra, che vanta la maggioranza assoluta,
con la Lega al 35-40%. “Per un sindacalista vuol dire
stare in prima linea - racconta -, perché siamo l’unico
soggetto che si oppone allo strapotere della Lega, che occupa
il territorio con ogni mezzo, dai gazebo in piazza ai presìdi
davanti a scuole, fabbriche e ospedali. Il caso di Adro
è emblematico, perché con la scusa della mensa
negata ai bambini, si è cercato di scatenare una
guerra tra poveri, italiani e stranieri. La battaglia da
fare è soprattutto culturale, per trasmettere i nostri
valori improntati alla solidarietà”. Hedi Khirat,
segretario della Camera del lavoro di Gualdo Tadino (Perugia),
40 anni, da più di 20 nel nostro paese, dov’è
arrivato negli anni ’80 dalla Tunisia, facendo dapprima
il barista, poi il metalmeccanico. “Oggi, dopo il
turno in fabbrica – precisa – vado alla Cgil,
dove affronto tutte le problematiche legate al lavoro e
alla crisi che ha colpito anche il mio territorio. Mi occupo
in primo piano d’immigrati, ma la sede della Cgil
è sempre aperta a tutti i cittadini, dai giovani
agli anziani; Ci ‘mettiamo la faccia e le braccia’
in tutte le cose che facciamo”. E i risultati si vedono:
“Fino a tre anni fa, ero l’unico iscritto alla
Cgil nella mia azienda . Oggi sono diventati 38, contro
i 12 della Cisl, mentre la mia Cdl ha superato i 2.600 iscritti
su una popolazione di 15.000 abitanti”. Anche nel
Mezzogiorno la Cgil ha iniziato il ricambio generazionale
del proprio apparato. La provincia di Matera è una
delle più attive, con Manuela Taratufolo, segretaria
della Cdl locale, 38 anni, di cui gli ultimi 12 passati
nel sindacato, prima ai Caaf, poi all’ufficio vertenze
della Filcams e dal 2007 alla guida della Cgil. “Sono
la prima donna che riveste tale ruolo dagli anni ‘70
- sottolinea -: il gruppo dirigente si è profondamente
rinnovato, a livello confederale e nelle categorie. Oggi
l’età media è di 45 anni, con molti
under 40. Accanto a me, tante giovani donne: non intendiamo
‘mascolinizzarci’, ma creare anche al nostro
interno un modello alternativo, rispettando le norme antidiscriminatorie
e i tempi delle donne con un’organizzazione del lavoro
che tenga conto di queste differenze, partendo da riunioni
sindacali con orari più compatibili per tutte coloro
che hanno i figli piccoli da accudire”. (RG)
Bilancio
di genere, uno sguardo nuovo sulla crisi
(07/05) 11:06 - “L’analisi di genere della Cgil”
è utile al sindacato per comprendere meglio gli effetti
della crisi in particolare sulle donne e costruire gli strumenti
adeguati per fronteggiare la situazione. L’argomento
è stato al centro della tavola rotonda che ha concluso
la seconda giornata del congresso nazionale. Presentato
da Mauro Soldini, responsabile del bilancio sociale della
Cgil, il tema è stato poi discusso tra la giornalista
del Sole 24 Ore Monica D’Ascenzo; l’economista
Antonella Picchio, docente dell’Università
di Modena e Reggio Emilia; Cristiana Rogate, amministratore
delegato di Refe; Serena Sorrentino, responsabile Pari opportunità
Cgil nazionale. Moderatore Paolo Serventi Longhi, direttore
di Rassegna Sindacale. Primo sindacato in Europa, come ha
spiegato Soldini, la Cgil ha deciso di dotarsi del bilancio
sociale e del “bilancio di genere”, strumenti
innovativi attraverso i quali l’organizzazione rende
conto delle scelte operate e utilizza una lettura non neutra,
che cioè contempla e riconosce le differenze tra
uomini e donne. “Una scelta di trasparenza, compiuta
all’interno del progetto di riforma organizzativa
già nel 2008 - ha sottolineato il dirigente confederale
-, per capire meglio le azioni che mettiamo in campo, con
quali modalità, coerenze e quali effetti. Il percorso
è stato per ora intrapreso dal centro confederale
e da alcune importanti strutture nazionali, ma la direzione
è quella del bilancio sociale di tutta la Cgil.”
Secondo Cristiana Rogate, che ha curato il bilancio sociale
della Cgil, il documento - costruito all’insegna della
parola d’ordine “rendersi conto per rendere
conto” - non può essere solo un’operazione
di immagine, ma deve incidere nel modo di lavorare dell’organizzazione:
“con il bilancio di genere si vuole poi integrare
la logica della rendicontazione sociale con la visione dell’impatto
delle politiche su donne e uomini, che vivono condizioni
diverse nella vita sociale, nella famiglia e nel lavoro.”
La giornalista Monica D’Ascenzo ha arricchito il tema
con l’analisi al femminile della crisi attuale: “Se
i primi segnali della crisi ci hanno fatto pensare che le
donne ne avrebbero retto meglio le conseguenze, i dati conclusivi
del 2009 ribaltano quel giudizio, di fronte a una disoccupazione
femminile del 10,2%, più alta al Sud, al tasso di
occupazione del 46,4% ben lontano dagli obiettivi europei
e ridotto al 30% nel mezzogiorno, al 50% di donne “inattive”
che non cerca più lavoro. Le lavoratrici subiscono
di più la flessibilità negativa, al primo
figlio perdono il lavoro nel 27% dei casi, continuano ad
essere pagate meno dei colleghi maschi con un differenziale
che va dal 12 al 25/27%.” “Con il bilancio di
genere la Cgil non deve fermarsi alla mappatura delle differenze
- ha esordito l’economista femminista Antonella Picchio
- ma produrre un salto di qualità delle proprie politiche.
Non si affronta seriamente la crisi senza negoziare le condizioni
di vita insieme alle condizioni di lavoro, altrimenti l’impatto
di impoverimento della popolazione lavoratrice sarà
drammatico. Ma per far questo la Cgil deve andare oltre
l’idea della conciliazione, deve aprire le porte delle
case e smettere di considerare le condizioni di vita una
questione femminile.” Tutto questo, secondo Serena
Sorrentino che ha tirato le fila del discorso, rafforza
l’urgenza di rispondere al duro attacco politico sferrato
dal centro destra alle conquiste delle donne, che è
sbagliato considerare ormai scontate. “Lo sguardo
nuovo del bilancio di genere in Cgil ci aiuterà in
questo obiettivo. Con le nostre scelte - ha concluso Sorrentino
- dobbiamo segnare maggiormente al femminile i luoghi della
contrattazione e le piattaforme, sottoscrivere accordi non
neutri, promuovere politiche occupazionali che contrastino
la precarizzazione delle nuove generazioni che colpisce
soprattutto le ragazze.” (MG)
Costa
(Cgil Sardegna), da noi il 44,7% dei giovani è senza
lavoro
(07/05) 10:52 - ‘Lavoro e giovani” sono i punti
della relazione di Guglielmo Epifani su cui si sofferma
Enzo Costa, segretario generale della Cgil sarda. “Da
noi il 44,7% dei giovani è disoccupato - spiega il
segretario, - e come sindacato dobbiamo assumerci questo
problema, inventarci qualcosa di straordinario per ridare
fiducia e un futuro ai giovani, sui quali stiamo investendo
in conoscenza”. Anche per questo è indispensabile
ritrovare l’unità sindacale, partendo dai territori:
“In Sardegna abbiamo mantenuto l’unità
sindacale, l’abbiamo coltivata, abbiamo costruito
insieme piattaforme, abbiamo fatto tante manifestazioni
e scioperi unitari. L’unità sindacale è
possibile e ha un valore soprattutto nei momenti di crisi,
praticarla è una questione che attiene alle persone.
Quando lavoratrici e lavoratori perdono il proprio posto
non c’è spazio per capire le divisioni sindacali”.
(RM)
Villa
Pini: senza stipendio, ma non abbandonano i pazienti
(07/05) 10:23 - Parla Olimpia Carozza, lavoratrice della
sanità privata in Abruzzo, e racconta la vertenza
che dal 2008 i lavoratori del gruppo Villa Pini dell'imprenditore
Angelini, ora agli arresti domiciliari, stanno sostenendo.
Da allora, dopo lo scandalo delle tangenti, non percepiscono
più lo stipendio, ma continuano a lavorare per non
lasciare i pazienti senza assistenza. La vertenza, ha detto,
è sostenuta soprattutto dalla Cgil, perché
Cisl e Uil hanno sempre mantenuto un atteggiamento ambiguo
e defilato. Ora sono preoccupati che la vertenza non abbia
sbocco se non viene assunta a livello nazionale all'interno
dell'impegno complessivo a difesa dei servizi pubblici.
Particolarmente pesante è stata la critica verso
la giunta regionale che a suo giudizio ha dimostrato in
questa vicenda cinismo, incompetenza e irresponsabilità.
(AV)
Spi,
a Bologna una campagna contro truffe ad anziani
(07/05) 10:10 - Silvana Riccardi (Spi di Bologna) parla
del lavoro delle dodici leghe della città che raccolgono
oltre 16 mila iscritti, sottolineando il ruolo della contrattazione
sociale, condotta unitariamente, e il radicamento nel territorio
per migliorare i servizi e la qualità della vita.
“Abbiamo portato avanti una campagna contro la violenza
cui gli anziani sono esposti - ha aggiunto - , anche perché
la solitudine spesso li rende vittime di truffe e raggiri”.
Proprio insicurezza e povertà sono infatti “le
maggiori preoccupazioni” degli over 60 bolognesi.
Infine un passaggio sul commissariamento della città
che “ha aumentato la percezione del deterioramento
dell'amministrazione e della politica”. (AV)
Riprende
il dibattito
(07/05) 09:40 -
Il
programma di venerdì 7 maggio
(27/04) 18:47 - Ore 9.00 – Ripresa dibattito; Ore
13.30 – Sospensione dei lavori; Ore 15.00 –
Ripresa dei lavori e dibattito; Intervento di Umberto Romagnoli,
professore emerito di Diritto del Lavoro presso l’Università
di Bologna; Ore 19.30 – Interruzione dei lavori.
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Rimini,
6 maggio 2010 |
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Chiusi
i lavori della seconda giornata
(06/05) 19:51 -
Tavola
rotonda su bilancio sociale e analisi di genere
(06/05) 19:50 - La seconda giornata del congresso nazionale
si è conclusa con una tavola rotonda su “L’analisi
di genere della Cgil”. L’argomento è
stato presentato dal responsabile del bilancio sociale Cgil,
Mauro Soldini, che ha annunciato la decisione della Cgil
- primo sindacato in Europa - di dotarsi del bilancio sociale
e del bilancio di genere come elementi innovativi attraverso
i quali l’organizzazione rende conto delle scelte
operate e utilizza una lettura non neutra, che contempla
e riconosce le differenze tra uomini e donne. Moderata dal
direttore di Rassegna Sindacale Paolo Serventi Longhi, la
tavola rotonda ha messo a confronto la giornalista del Sole
24 Ore Monica D’Ascenzo; l’economista Antonella
Picchio, docente dell’Università di Modena
e Reggio Emilia; Cristiana Rogate, amministratore delegato
di Refe; Serena Sorrentino, responsabile Pari opportunità
Cgil nazionale. (MG)
Epifani,
la crisi si sta trasformando
(06/05) 19:08 - Rispondendo a una domanda durante un briefing
a margine dei lavori del congresso della Cgil, Guglielmo
Epifani sottolinea che “la crisi è tutt’altro
che finita, come testimoniano le vicende della Grecia di
questi giorni e come confermano le fibrillazioni quotidiane
delle economie mondiali. Semmai si sta trasformando, come
ha detto lo stesso Tremonti”. “È bastato
il giudizio negativo di un’agenzia di rating sulla
possibilità di allargamento della crisi greca ad
altri paesi per far crollare le borse in tutta Europa, con
l’euro che ha raggiunto i suoi minimi” ha detto
Epifani. E mentre fino a ieri secondo il governo sembrava
che tutto andasse bene, oggi “il rischio è
quello di pagare tutti i prezzi di una nuova finanziarizzazione
della crisi, che restringe ulteriormente gli spazi per politiche
di stimolo”. “E questo è un problema
– ha detto Epifani – perché già
la crisi dell’economia reale ha portato a un restringimento
della base produttiva e il nostro governo, fino adesso,
a differenza di altri paesi, non ha fatto politiche di stimolo”.
(EG)
Epifani,
su manovra Tremonti non sappiamo nulla
(06/05) 19:06 - “La manovra da 25 miliardi in due
anni? Ne abbiamo letto come tutti, ma non ne sappiamo nulla
di più. Anzi, credo che Tremonti dovrebbe cogliere
l’occasione per convocare i sindacati e informare
anche noi, oltre che il Parlamento”. Così Guglielmo
Epifani rispondendo a una domanda durante un briefing a
margine dei lavori del congresso della Cgil. (EG)
Gramolati
(Cgil Toscana), importante sostegno vertenze su territorio
(06/05) 18:58 - Alessio Gramolati, segretario regionale
della Toscana, ha raccontato una vertenza di un call center
di Pistoia. 550 dipendenti, la maggior parte donne, che
a causa di un imprenditore truffaldino hanno rischiato di
trovarsi sul lastrico. Hanno presidiato l'azienda, sostenuti
dalla Cgil, per 100 giorni e tutto il territorio - le associazioni,
i sindacati, le persone comune, la chiesa, le amministrazioni
locali – ha attivato una solidarietà militante:
sospesa le retta per il nido dei figli, esentati dal pagamento
del ticket sanitario, ammessi alle mense di quartiere...
Hanno vinto e tutta la città ha festeggiato. Una
lavoratrice ha spiegato le ragioni di quella vittoria: “Chi
si mette contro chi lotta per dare un futuro ai propri figli,
perde”. Con questo racconto Gramolati ha voluto motivare
l'importanza che attribuisce al lavoro nei territori per
ricostruire una coesione sociale minata dalla crisi. (AV)
Paterna
(Udu), università rischia di perdere autonomia
(06/05) 18:56 - Sul palco è intervenuto Giorgio Paterna,
in rappresentanza dell'Udu (Unione degli Universitari) e
della Rete degli Studenti Medi. Le due associazioni, nate
su ispirazione sindacale, esercitano “la rappresentanza
sociale una generazione senza futuro, i giovani studenti”.
Su di loro “pesa il prezzo di una crisi di cui non
hanno la colpa e i cui effetti tolgono garanzie, protezione
e prospettive. I giovani sono anche oggetto della retorica
di regime quando li blandisce dicendo che vuole togliere
ai padri per dare ai figli, come se le famiglie non sostenessero
già pesanti sacrifici”. Secondo Paterna, “in
una società dove non c’è più
mobilità sociale, i giovani si vedono negato il diritto
allo studio e sono costretti a scelte precoci, come assolvere
l'obbligo formativo nell'apprendistato. Il lavoro è
solo precario, si passa da uno stage all'altro nella speranza
che poi sia la volta buona. L'università perderà
la sua autonomia scientifica e dipenderà dalle scelte
delle imprese, vanificando così i titoli di studio”.
Gli studenti e la Cgil, ha concluso Paterna, “hanno
ragioni comuni per avviare una contrattazione sociale, tra
gli obiettivi l'abolizione degli ordini professionali che
sono un freno all'ingresso nelle professioni”. (AV)
Baldini,
relazione Epifani carente su politiche industriali
(06/05) 18:50 - Carlo Baldini della Cgil nazionale ha detto
che l'organizzazione deve costruire una nuova strategia
di lotta che ponga fine alla politica della concertazione
e costruisca una vera opposizione sociale. Ha rivendicato
una maggiore confederalità nelle scelte contrattuali,
che non vanno lasciate solo alle categorie. Bisogna abolire
i tetti programmati e rivendicare un aumento reale delle
retribuzioni. Baldini ha poi giudicato carente la relazione
di Epifani sulle politiche industriali, sostenendo che una
nuova egemonia del lavoro si afferma con la lotta e la mobilitazione.
Infine, ha sottolineato il valore delle diverse sensibilità
nella Cgil, che esaltano il pluralismo dell'organizzazione.
(AV)
Epifani
firma referendum acqua pubblica
(06/05) 18:34 - “L’acqua non si vende”.
Davanti ai giornalisti che seguono il congresso della Cgil,
Guglielmo Epifani ha firmato il referendum per l’acqua
pubblica. Una campagna che la Confederazione sostiene, pur
non essendo tra i promotori dell’iniziativa, tanto
che gran parte del gruppo dirigente seguirà l’esempio
del segretario generale. Quello dell’acqua pubblica
è un tema assai sentito tra la gente, soprattutto
a livello territoriale, con un fiorire di iniziative in
tutto il paese: fino adesso sono state raccolte già
240.000 firme in neanche due settimane, una delle campagne
più partecipate nella storia dei referendum. “Sappiamo
che ci sono problemi di gestione industriale di un bene
pubblico – ha detto Epifani – siamo disposti
a discuterne, ma, appunto, mantenendo l’essenza pubblica
di quel bene”. (EG)
Calà
(Cgil Palermo), bisogna modificare il modello contrattuale
(06/05) 18:23 - “Credo il problema più grande
di questo momento sia quello dell’unità e dell’integrità
del nostro paese, a causa dei continui attacchi alla giustizia
e all’uguaglianza, attacco profondo alle libertà,
alle regole condivise, alla carta costituzionale, ma anche
al ruolo dello stato e all’equilibrio dei poteri al
suo interno; cosi come ai soggetti intermedi quali il sindacato
e i partiti.” Il segretario lancia una sfida: “Dobbiamo
dare vita ad una grande operazione culturale per recuperare
ciò che siamo e i nostri valori, tenendo conto del
passato, ma guardando alle nuove difficoltà del mondo”.
Non abbassiamo il nostro ruolo nel paese, non sottovalutiamo
il ruolo della Cgil, possiamo fare molto, possiamo spiegare
ai lavoratori cosa sta succedendo e cercare di modificare
il modello contrattuale che si sta concretizzando nel paese
che va contro i lavoratori e diffonde un’economia
che noi non condividiamo In questo contesto difficile si
inserisce il sud che deve essere una priorità tra
le questioni sociali, politiche ed economiche. “Per
fare tutto ciò” conclude “Dobbiamo, però,
fare un grande sforzo collettivo.” (RM)
Proiettato
video su Giuseppe Di Vittorio
(06/05) 18:09 - Il congresso ha vissuto un momento particolarmente
intenso nel pomeriggio con la proiezione del filmato “Lo
volevano bene anche le pietre - voci su Giuseppe Di Vittorio”,
con canti popolari dei braccianti di Cerignola tratti dal
33 giri “Il sole si è fatto rosso”, realizzato
per la Cgil da “Mastro Fabbro” (Antonello Savoca,
Michele Cinque, regia di Stefano Cormino). La storia straordinaria
di Giuseppe Di Vittorio (1892-1957) rivive con il fascino
delle immagini d’epoca in bianco e nero, raccontata
con interviste e testimonianze di chi lo ha conosciuto fin
da bambino e ne ripercorre l’evoluzione: figlio di
braccianti agricoli di Cerignola, autodidatta, appena quindicenne
attivista socialista e presto dirigente sindacale alla testa
delle lotte contro lo sfruttamento brutale dei lavoratori
della campagna, fino a diventare leader della Cgil nel ’45.
Colpisce l’affetto delle parole con le quali viene
ricordato dai testimoni, per le grandi capacità di
direzione del movimento dei lavoratori e soprattutto per
la ricca umanità. (MG)
Intercettazioni:
Rodotà, scriviamo a Senato per bloccare ddl
(06/05) 17:37 - “In Italia c’è troppa
libertà di stampa, dice il nostro presidente del
consiglio, mentre negli Usa la Clinton spiega che nonostante
le minacce del terrorismo e della pedofilia, la cosa essenziale
è garantire i diritti dell’informazione e della
conoscenza, quindi la democrazia”. Stefano Rodotà,
autorevole studioso di diritto ed ex presidente dell’Authority
per la privacy, è intervenuto così oggi al
congresso nazionale della Cgil, spiegando come da una parte
sia fondamentale respingere gli attacchi del governo contro
le libertà, ma dall’altro come sia altrettanto
urgente cominciare a utilizzare in senso democratico gli
strumenti che abbiamo a disposizione, a partire da Internet.
Per quanto riguarda il piano dell’attacco ai diritti
costituzionali, Rodotà ha fatto riferimento al ddl
sulle intercettazioni in discussione al Senato. Su questo
punto ha voluto anche avanzare una proposta concreta. Ha
infatti detto che nei prossimi giorni saranno pubblicati
in rete gli indirizzi elettronici dei senatori che stanno
votando il testo sulle intercettazioni. Rodotà ha
invitato perciò tutti i delegati presenti e tutta
la Cgil a scrivere mail ai senatori per sollecitarli a ripensarci.
L’altra proposta concreta che Rodotà ha avanzato
alla fine del suo lungo intervento riguarda le involuzioni
autoritarie del nostro sistema democratico (ci avviciniamo
a passi di gigante verso un vero regime che oggi non si
costruisce con i colpi di stato). La sua proposta è
quella di mettere da parte le varie forme di autoreferenzialità
che caratterizzano spesso l’attività politica
e sindacale per creare insieme un potente sito di informazione
sulle campagne in difesa della democrazia. “Abbiamo
riflettuto molto sulla questione dell’acqua pubblica
- ha detto Rodotà - e abbiamo capito che sta scattando
qualcosa di nuovo. Non era mai successo infatti nella storia
dei referendum in Italia che in pochi giorni venissero raccolte
250 mila firme come è successo questa volta nel caso
del referendum sull’acqua pubblica”. L’altro
esempio di novità positiva riguarda la protesta di
Michele Santoro che, avendo avuto oscurata la sua trasmissione,
insieme ad altri giornalisti ha organizzato una trasmissione
alternativa dal Palasport di Bologna. Rodotà ha spiegato
che l’attacco al diritto di informazione e comunicazione
non è campato in aria. Fa parte di un disegno neoreazionario
che ha radici lontane. E per rimanere in tema ha voluto
citare lo Statuto albertino, dove si dice che il giornalismo
è libero, ma soggetto a severe misure repressive.
Oggi le forme del controllo sono ovviamente molto più
sofisticate, ma l’obiettivo rimane sempre lo stesso.
Per difendere la democrazia è al contrario praticare
ogni giorno il motto di Einaudi: “conoscere per deliberare”.
(PA)
Dassis
(sindacato greco), i fatti di Atene riguardano tutti
(06/05) 17:16 - Introdotto da Guglielmo Epifani, che lo
ha presentato come un grande amico della Cgil, ha preso
la parola Georgeos Dassis, presidente del gruppo lavoro
del Comitato economico e sociale di Bruxelles, che ha prima
di tutto voluto stigmatizzare i tragici fatti di Atene di
ieri, avvenuti durante la più grande manifestazione
sindacale in Grecia dal 1974. “Abbiamo tanti conti
da regolare in Grecia - ha detto il sindacalista -: con
i politici corrotti, con i funzionari corrotti. Per colpa
di costoro oggi i lavoratori e i pensionati sono chiamati
a pagare il prezzo più alto per la crisi finanziaria”.
Ma attenzione, ha avvertito il sindacalista greco, “quello
che sta succedendo da noi rischia di ripetersi in altri
paesi europei”, anche perché nell’Unione
europea, oltre alla Bce, all’euro e a un patto di
stabilità che non tutti rispettano, manca una politica,
una governance che sappia arginare questi processi nefasti.
In questa situazione il sindacato, ha detto Dassis, ha un
ruolo importante: evitare di far sì che i lavoratori
“si pongano gli uni contro gli altri. Una battaglia
rispetto alla quale la Cgil è all’avanguardia”.
(SI)
Manzotti
(Cgil Ancona), abbiamo davanti anni difficili
(06/05) 17:15 - “Gli anni che ci separano dall'ultimo
congresso sono stati difficili, ancor più quelli
abbiamo di fronte”. Così Marco Manzotti, segretario
generale della Camera del lavoro di Ancona, che ritiene
che la battaglia per i diritti della Cgil debba partire,
come avvenuto il Primo maggio a Rosarno, dal trinomio legalità,
sviluppo, lavoro. La crisi ha determinato un duro impatto
nel tessuto economico delle Marche, costituito da impresa
diffusa, dal settore manifatturiero e orientamento all'export.
Con pesanti conseguenze sull'occupazione nell'area di Fabriano
(Antonio Merloni e indotto) e nell'ascolano (calzature e
mobili). (AA)
Palamara
(Anm), tra noi e voi un patto per la giustizia
(06/05) 17:14 - “Un anno fa il vostro segretario generale,
Guglielmo Epifani, ha partecipato con noi ad una giornata
dedicata alla giustizia. Io voglio rilanciare qui l’idea
che era emersa in quella occasione. Abbiamo bisogno di rilanciare
un patto per la giustizia, un patto comune che ci vede insieme
nella battaglia in difesa della legalità”.
Questa la proposta lanciata oggi al congresso di Rimini
da Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale
dei magistrati (Anm). La magistratura – ha spiegato
– non difende dei privilegi, né tantomeno un
fortino. “Noi difendiamo l’autonomia e l’indipendenza
dei magistrati secondo il dettato della nostra Costituzione.
Voglio anche ribadire che noi magistrati riteniamo necessarie
le riforme della giustizia. Il problema è mettersi
d’accordo su quali riforme”. Palamara ha quindi
ripercorso le tappe degli interventi del governo in tema
di giustizia e ha spiegato che le riforme annunciate non
vanno affatto nella direzione del miglioramento della macchina.
Quello che serve, al contrario, è intervenire sull’organizzazione
della giustizia (abbiamo troppi tribunali inutili e una
organizzazione che spesso risale all’ottocento). E’
necessario intervenire sul processo di informatizzazione
visto che si va avanti ancora con le carte, è necessario
intervenire sulle procedure del processo civile e penale.
In particolare si tratta di snellire le procedure anche
per il processo del lavoro, ma questo non vuol dire accettare
le strumentalizzazioni che si stanno facendo in questo periodo.
“Il problema è la corruzione o i magistrati
che indagano sulla corruzione?” Si è chiesto
polemicamente Palamara. E anche sulle intercettazioni l’Associazione
dei magistrati respinge tutte le critiche. Le intercettazioni
sono uno strumento indispensabile per le investigazioni
contro la criminalità organizzata. Si tratta quindi
di difendere insieme la legalità per questo ha senso
il Patto comune per la giustizia”. Palamara ha chiuso
il suo intervento ricordando tutti i morti sul lavoro e,
quindi, l’importanza di declinare il Patto per la
giustizia, anche alla luce della battaglia per la sicurezza
nei posti di lavoro. (PA)
Delegato
Flai Caserta: non più migranti, ma nuovi cittadini
(06/05) 16:52 - Jean Renée Bilongo, delegato Flai
di Caserta, propone al congresso una rivoluzione semantica
per indicare i lavoratori stranieri, non più migranti
ma “nuovi cittadini”. La questione delle migrazioni,
ha detto, è scottante e chi si impegna a contrastare
le espressioni di razzismo rischia di bruciarsi. A fronte
degli episodi di Rosarno, Castelvolturno e Villa Literno,
ma in alcuni territori del Nord, non è mai mancata
la presenza della Cgil, spesso isolata. “Sappiamo
che mai ci mancherà l'attenzione di questa famiglia,
perché compagno vuol dire colui che condivide il
pane”. “Qualcuno ci vorrebbe in atteggiamento
supplichevole, un ministro invita a essere ‘cattivi’
nei nostri confronti. Invece dico che non c'è bisogno
né di essere cattivi né buoni, ma di giustizia.
Quindi, appunto, proponiamo che comitati, coordinamenti
e tutte le strutture che si occupano della nostra condizione,
siano definite d'ora in avanti strutture dei nuovi cittadini”.
(AA)
Mignelli
(Cgil Molise), crisi pesante su nostro territorio
(06/05) 16:51 - Erminia Mignelli, segretaria regionale del
Molise, ha presentato le cifre della crisi nella sua regione,
dove l'intero sistema industriale, dalla geomeccanica al
tessile alle costruzioni, non regge la competizione e le
fabbriche chiudono. “Gli amministratori e la politica
hanno perso l'occasione per rilanciare l'economia locale”.
Anche la sanità è in crisi, “soffocata
da un debito stratosferico”. Sono fermi gli investimenti
in opere pubbliche, “compresa l'edilizia scolastica
e il trasporto, e persino a San Giuliano non è ancora
finita l'emergenza terremoto dopo 8 anni. Per uscire dalla
crisi la ricetta è: lavoro, saperi, innovazione”.
(AV)
Prende
la parola George Dassis (sindacato greco Gsee)
(06/05) 16:32 - Sul palco il sindacalista della Gsee (il
sindacato greco dei dipendenti privati) George Dassis, introdotto
da Epifani: "Abbiamo avuto una testimonianza importante
nell'incontro con le delegaizoni straniere, abbiamo pensato
di farla ascoltare a tutto il congresso".
Di
Cesare (Cgil Abruzzo), nuova piattaforma per rilancio post
terremoto
(06/05) 16:09 - “Abbiamo ancora bisogno del vostro
aiuto per affrontare questa dura prova”. Così
nel suo intervento Gianni Di Cesare, segretario della Cgil
abruzzese, parla del terremoto e della ricostruzione. “Anche
grazie alla Cgil - dice - c’è stata partecipazione
democratica dopo il sisma, mentre la Protezione civile voleva
respingerci e ora sappiamo il motivo”. Di Cesare ha
chiesto risorse e programmazione, sottolineando “che
c’è ancora molto da fare per l’Aquila
e l’Abruzzo”. Dopo il terremoto dell’anno
scorso, ha ricordato, si sono persi 25 mila posti di lavoro
e la cassa integrazione è la terza per crescita in
Italia. “Siamo d’accordo su piano del lavoro
straordinario proposto dalla Cgil - ha aggiunto - e pensiamo
che si possa articolare sulle singole regioni. Per questo
chiediamo a Epifani d’inserire anche una nuova piattaforma
per la ricostruzione e il rilancio del nostro territorio”.
(MM)
Riprende
il dibattito
(06/05) 15:03 - Dopo una breve pausa riprendono gli interventi.
Nel pomeriggio parleranno dal palco, tra gli altri, il presidente
dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara,
e il professore emerito di Diritto Civile, alla "Sapienza"
di Roma, Stefano Rodotà. La giornata si concluderà
con una tavola rotonda sulla "Analisi di genere"
della Cgil
Angeletti,
ora priorità alla riforma fiscale
(06/05) 14:31 - Dopo l’analisi sull’accordo
separato, che rimane “l’unica riforma sociale
portata a compimento dopo tanti anni in questo paese”,
Angeletti ha poi passato in rassegna le cose da fare in
futuro, cercando di riprendere il dialogo con la Cgil. “L’importante
è recuperare il rapporto fra noi - ha sottolineato
il leader della Uil -, non dico con una piattaforma, ma
almeno attraverso un accordo che affronti i problemi reali.
Ora una priorità c’è, ed è quella
di una riforma del modello fiscale, più attinente
alla realtà sociale ed economica del paese. Da 30
anni si tassa solo ed unicamente il lavoro, in tutte le
sue forme: questa è una cosa ignobile dal lato etico,
ed è scandalosa dal lato economico, perché
si tassa una cosa che produciamo e lo stato incamera soldi
sul nostro lavoro. Il nostro obiettivo è ridurre
le tasse e su questo anche una parte degli imprenditori
è d’accordo. Ciò che deve finire in
Italia è che i poveri non sono in realtà i
poveri, ma i ricchi che dichiarano poco, al di sotto dei
15.000 euro annui, evadendo in tal modo il fisco. Noi invece,
dobbiamo ridurre le tasse non ai cosiddetti poveri, ma a
tutti i lavoratori. Questo lo dobbiamo fare, anche alleandoci
con Confindustria, Confcommercio e con tutte le associazioni
datoriali che sono d’accordo, perché il sistema
di relazioni industriali deve essere un sistema per tutelare
di più i lavoratori”. Passando poi a parlare
dello Statuto dei lavoratori e dei diritti in generale,
Angeletti ha ricordato come “la stragrande maggioranza
dei lavoratori non abbia, in realtà, le tutele stabilite
dalla legge 300. Per noi, quindi, è giusto parlare
di contrattazione territoriale, di enti bilaterali, di sussidiarietà:
sono tutti strumenti per difenderci meglio, perché
le leggi che abbiamo oggi sono leggi di serie A per alcuni,
e di serie B per tantissimi. Le tutele, i sistemi di protezione
sociale, devono essere utilizzati da chi ne usufruisce.
Non accetterò più l’idea di un sindacato
che parla di lavoratori precari e sfruttati, ma che poi
non fa nulla di concreto. I sindacati non vengono giudicati
per quello che dicono, ma dagli accordi che fanno per difendere
i lavoratori. La vera ingiustizia è avere dei lavoratori
considerati di serie B, perché non hanno un sistema
di tutele adeguato. Il nostro compito è fare in modo
che queste tutele ci siano sul serio, che vi siano strumenti,
chiamateli come vi pare, che tutelino davvero le persone.
Solo allora avremo fatto un buon lavoro”. Infine Angeletti
ha affrontato il tema della democrazia sindacale, “un
argomento che mi sta molto a cuore: Due anni fa abbiamo
sottoscritto un accordo in tal senso nel pubblico impiego,
che misurava anche il grado di rappresentanza dei sindacati.
Oggi bisogna arrivare a una legge sociale sulla rappresentatività,
perché pensiamo che l’accordo abbia bisogno
di una legge di sostegno. Quel che va superato è
il fatto di essere l’unico sindacato al mondo dove
i lavoratori non iscritti hanno gli stessi diritti e doveri
degli iscritti. Facciamo una legge, un accordo sulla legittimità
di chi firma i contratti, un’intesa che stabilisca
che il sindacato è un’organizzazione libera,
svincolata dalla politica, che tutela i diritti di chi si
associa. Questo per noi è un valore assoluto, che
legittima il nostro essere sindacato”. (RG)
Bonanni,
vostro congresso occasione nuova unità
(06/05) 14:30 - Non esiste alternativa a Cgil, Cisl e Uil
e la speranza è che questo congresso possa rappresentare
l’occasione per la ripresa di un cammino unitario.
E non bisogna essere pessimisti, perché dal dopoguerra
a oggi sono stati tanti gli alti e i bassi: e proprio il
punto più basso può essere un’occasione
per risalire. E’ un Bonanni dialogante quello che
si è rivolto alla platea del XVI congresso della
Cisl. Un intervento denso, che ha affrontato senza reticenze
il tema dell’unità sindacale, delle regole
per la democrazia e la rappresentatività sindacale,
capitoli sui quali il leader ha aperto, suscitando anche
qualche applauso tra i delegati. Tra le novità una
forte presa di posizione in favore dello sblocco delle elezioni
delle Rsu nella scuola e alcune critiche molto aspre all’esecutivo
sulla scure che da cinque anni si sta abbattendo sul nostro
sistema d’istruzione, che “per questo ha diritto
a un forte risarcimento”. “Anche se tutti siamo
giustamente orgogliosi delle nostre identità –
ha detto – e abbiamo idee diverse sulla democrazia
nel processo contrattuale e su come si confligge o coopera
con le controparti, Cgil, Cisl e Uil, insieme, sono il pilastro
che ha reso possibile far nascere e sviluppare in Italia
il più grande sindacalismo confederale europeo”.
Basta dunque con le continue recriminazioni, “e ognuno
si prenda le proprie responsabilità”. Bonanni
si è detto disponibile da subito a riprendere e a
dare attuazione ai protocolli confederali su rappresentatività
sindacale (“basta assumere, con qualche modifica specifica
per il privato, il modello in vigore per il pubblico impiego”)
e democrazia sindacale. Su questo punto, Bonanni ha implicitamente
confermato il suo no al referendum tra i lavoratori, a favore
di quella consultazione certificata da avviare però
solo una volta che Cgil, Cisl e Uil siano tra loro d’accordo
sul testo da mettere a consultazione: “E’ vero
- ha sottolineato – che i nostri accordi valgono per
tutti i lavoratori, ma dobbiamo prenderci le nostre responsabilità
nelle decisioni, perché il confine tra plebiscitarismo
e ‘monocratismo’ è molto labile, soprattutto
in un momento in cui il populismo sembra travolgere tutto
e tutti”. Quanto al Piano del lavoro proposto da Epifani,
il numero uno della Cisl ha osservato che “tutto ciò
che rende possibili superare le attuali difficoltà
va bene”, tuttavia il problema oggi non è solo
quello di stanziare più risorse, ma anche quello
di rendere più efficiente e svincolare da pastoie
e farraginosità l’utilizzo delle risorse disponibili,
non solo da parte del governo nazionale ma anche da Regioni
e enti locali. Sui contratti, Bonanni non ha detto nulla.
Poco prima del suo intervento, però, conversando
con i giornalisti aveva detto, rispetto alla possibilità
di ridiscutere il modello oggetto di un accordo separato,
di “non vedere nella realtà particolari problemi”,
visto che tutti gli accordi, tranne quello dei metalmeccanici,
sono stati siglati unitariamente. Anzi, ha aggiunto il leader
Cisl, “sono sorpreso del fatto che Epifani non abbia
esaltato proprio queste intese”. A partire da ciò,
“gestiremo insieme gli accordi e poi andremo alle
necessarie modifiche”. “L'importante –
ha detto Bonanni concludendo la sua conversazione - è
che ci si ascolti e rispetti reciprocamente anche nella
diversità delle proprie culture”. (SI)
John
Monks (Ces): serve un'altra Europa
(06/05) 14:15 - “Ho incontrato il presidente del Consiglio
europeo e gli ho chiesto di allentare i criteri del patto
di stabilità. Senza Europa sociale i lavoratori non
sosterranno l'Europa”. Lo ha detto John Monks intervenendo
al congresso della Cgil di ritorno da Atene. Il segretario
generale della Confederazione europea dei sindacati ha manifestato
la sua preoccupazione per la crescente presenza delle forze
di destra in Europa, in particolare “quelle che hanno
venature razziste e quelle euroscettiche, come i conservatori
che hanno la possibilità di vincere le odierne elezioni
nel Regno Unito”. Monks ha stigmatizzato anche il
comportamento delle agenzie di rating che hanno declassato
la Spagna e hanno invece assegnato la tripla A a Enron e
ai mutui subprime. “L'Europa – ha aggiunto Monks
– può funzionare se ha regole condivise che
contrastano il 'capitalismo casinò', un sistema fiscale
equo e la capacità di soccorrere i paesi in difficoltà.
Il caso della Grecia dimostra che non è possibile
reagire alla crisi impoverendo i lavoratori. Occorre utilizzare
altri strumenti, come i contratti, il dialogo sociale e
la solidarietà europea”. (CG)
Sacconi,
Cgil non ha consapevolezza del contesto
(06/05) 14:02 - Al congresso della Cgil "ho avuto la
netta percezione che una parte del paese non ha la consapevolezza
del contesto nel quale ci troviamo". Lo dice il ministro
del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Sono andato con un po'
di fiducia, e non mi hanno spaventato i fischi che avevo
messo in conto, meno di quelli che la platea ha riservato
ai leader di Cisl e Uil. Mi ha colpito di più la
proposta di un piano per l'occupazione e il lavoro che è
la summa della possibilità di spesa, comprese le
400mila assunzioni nella pubblica amministrazione".
Angeletti,
nuovo modello contrattuale funziona
(06/05) 13:46 - “Questo è uno dei più
bassi livelli di condivisione delle politiche sindacali
che svolgiamo”. Ha esordito così Luigi Angeletti
dal palco del congresso della Cgil. “Non credo che
questo scaturisca dalla valutazione della crisi che la mia
organizzazione sta dando e sul come sia necessario uscirne.
Dipende piuttosto dai cambiamenti in corso a livello mondiale
nell’economia e nella società. Questa è
l’essenza di ciò che dobbiamo fare da qui in
avanti: capire i cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda
il rapporto con la politica e il rapporto con il sistema
delle imprese e l’economia di mercato”. Secondo
il segretario generale della Uil, “oggi non è
più la politica che governa il mondo. Il vero potere
è quello finanziario. La conferma arriva proprio
da quel che sta accadendo in Grecia. Chi governa sono i
mercati: sono loro che hanno portato la crisi, trasferendo
al debito pubblico i debiti delle banche. E tutti i leader
politici, sia Obama che la Merkel si comportano allo stesso
modo, hanno adottato tutti le stesse misure, perché
non ci sono differenze: il debito pubblico è dappertutto
la stessa cosa. Chi comanda? Chi decide? La questione è
fondamentale, perché attiene anche a cosa fanno i
sindacati, che non vogliono diventare dei residui della
storia. Il vero paradosso è che nel momento in cui
il capitalismo attraversa la più grossa crisi del
mondo occidentale, i governi socialisti perdono tutte le
elezioni. In quei paesi hanno tutti elettori stupidi? Credo
proprio che le risposte che hanno dato quei governi siano
state insufficienti, con le teste tutte rivolte all’indietro,
proprio perché non hanno capito che oggi il potere
politico è guidato dalla politica economica e sociale.
E anche i sindacati devono cominciare a porsi il problema:
qual è il rapporto tra noi e le forze politiche?
Riflettiamo prima su quanto sia cambiato il rapporto fra
noi e il sistema delle imprese. Questo perchè anche
quel sistema è nel frattempo mutato; oggi esistono
due capitalismi. Quello che dobbiamo davvero combattere
è il capitalismo finanziario. E’ la forma peggiore,
perché si basa sul principio che la ricchezza si
fa con altra ricchezza e quindi si basa su speculazioni.
In questo capitalismo il lavoro non è più
la fonte principale di ricchezza, ma diventa un problema
sociale e politico, e il valore economico del lavoro è
vicino allo zero. Mentre per noi sindacati, il lavoro è
un valore economico su cui si fonda la nostra forza. E allora
cerchiamo di interagire con quel sistema delle imprese che
riconosca tale valore, per cui per produrre più profitti
bisogna lavorare di più: questa è la vera
sfida che abbiamo di fronte. Noi della Uil da tanti anni
sosteniamo che il modello contrattuale del ’93 è
superato, proprio perchè l’idea dei contratti
nazionali basati sull’inflazione programmata è
superata. Questa è stata la nostra filosofia che
ci ha spinto a mettere a punto un accordo, quello del 22
gennaio 2009 sul nuovo modello di contrattazione, che ha
funzionato e ha salvato i ccnl. Non è mai accaduto
nella storia sindacale di firmare così tanti accordi
senza fare scioperi. E la bontà di quel modello è
tale che anche la Cgil ha sottoscritto tanti accordi con
noi. Certo, nulla è perfetto e tutto è migliorabile,
ma quell’accordo è servito ad aumentare i salari
dei lavoratori e siamo l’unico paese occidentale che
ha fatto questo in un momento di crisi grave. Neanche nella
ricca Germania è avvenuto questo”. (RG)
Cossutta
(Anpi), cresce divario con valori costituzionali
(06/05) 13:35 - Parte dal rapporto proficuo con la Cgil
e dalle manifestazioni organizzate congiuntamente, il vice
presidente dell'Anpi Armando Cossutta, per arrivare allo
spirito unitario che ha traghettato l'Italia fuori dalla
dittatura fascista. Il filo del discorso è un costante
rimando alla necessità di collaborazione fra grandi
associazioni, oggi più che mai indispensabile “per
il contrasto crescente tra i valori della Costituzione e
una realtà fatta di disoccupazione, precarietà,
incidenti sul lavoro: un divario – ha detto Cossutta
- da colmare investendo nel capitale umano, per restituire
dignità al lavoro, ma anche rilanciando uno spirito
unitario per il futuro del paese”. Agli “sciagurati
che oggi disprezzano l'unità d'Italia” Cossutta
ricorda che “i profondi mutamenti avvenuti in pochi
anni, dal 25 aprile del '45 al 2 giugno '46 , sino alla
nascita della Repubblica e alla Costituzione, sono figli
di un'ispirazione unitaria, che era già viva nel
periodo del fascismo e si è consolidata con la resistenza”.
Cossutta ha apprezzato la relazione di Epifani “per
la lucidità dell'analisi e le proposte sul futuro
del Paese”, sottolineato l'importanza dei rapporti
sempre più stretti con la Cgil, e ricordato le iniziative
organizzate recentemente, quella di Venezia contro il razzismo,
il 1 maggio a Portella della Ginestra e, in prospettiva,
la festa del 2 giugno a Milano. (DP)
Interviene
Monks
(06/05) 13:34 - Sta parlando il segretario generale della
Ces, John Monks.
Applausi
per Bonanni
(06/05) 13:32 - Bonanni conclude augurandosi di riprendere
l'azione unitaria, la platea dei delegati lo applaude.
Bonanni,
subito pronti ad elezioni Rsu nella scuola
(06/05) 13:15 - "Sulle elezioni delle Rsu nella scuola
la Cisl è pronta subito ad andare al voto, per far
esprimere la propria volontà ai lavoratori".
Lo ha detto Raffaele Bonanni, ricevendo un applauso dalla
platea del Congresso Cgil.
Bonanni,
non c'è alternativa a rapporto stretto tra noi
(06/05) 13:00 - "Abbiamo una nozione diversa su come
si confligge o come si coopera con le controparti. Questo
ci vede distanti, ma non c'è alternativa a Cgil,
Cisl e Uil. Non c'è alternativa al rapporto stretto
tra le nostre tre organizzazioni che sono il pilastro e
non possono che essere il pilastro per i tempi futuri".
Così il leader della Cisl Raffaele Bonanni nel suo
intervento.
Bonanni,
torniamo a camminare insieme
(06/05) 12:57 - Bonanni: "Mi auguro che questo congresso
ci rimetta nella condizione di camminare insieme. Questo
è un periodo di bassi, ora l'unità dipenderà
da noi e da come la raggiungeremo, affinchè sia un'unità
proficua e durevole".
Sul
palco Bonanni
(06/05) 12:55 - Il segretario generale della Cisl, Raffaele
Bonanni, inizia il suo intervento.
Angeletti,
misurare rappresentanza con legge di sostegno
(06/05) 12:54 - "Siamo pronti a misurare la rappresentanza
con il sostegno di una legge dello Stato".
Angeletti,
i sindacati vengono giudicati per accordi
(06/05) 12:49 - "I sindacati non vengono giudicati
per quello che dicono, ma per gli accordi che fanno".
Così Luigi Angeletti.
Angeletti,
modello contrattuale positivo, ha salvato rinnovi
(06/05) 12:45 - Dal palco il leader della Uil, Luigi Angeletti,
difende l’accordo del 22 gennaio 2009: “Abbiamo
lavorato per anni per cambiare il modello contrattuale.
Alla fine, abbiamo fatto un modello che ha salvato i contratti
nazionali: non è mai accaduto che i contratti siano
stati rinnovati senza scioperi”. E’ un modello
“talmente positivo che molti di voi l’hanno
condiviso”, dice Angeletti, riferendosi alle categorie
della Cgil che hanno sottoscritto rinnovi triennali. (EDN)
Di
Berardino (Cgil Lazio), serve piattaforma realmente riformista
(06/05) 12:45 - Non è retorica congressuale l’incipit
dell’intervento di Claudio Di Berardino, segretario
generale della Cgil di Roma e Lazio. “Il progetto,
parola chiave della relazione di Epifani, è un segno
di coraggio; perché significa costruire una piattaforma
realmente riformista per uscire dalla crisi e riavviare
la crescita”. “Facciamo bene a riappropriarci
della parola riformismo – ha proseguito Di Berardino
–; occorre smascherare chi con la scusa delle riforme
opera per fare vere e proprie controriforme”. Riformismo
significa parlare innanzitutto di lavoro, di un lavoro di
qualità, capace anche di assicurare una pensione
dignitosa ai giovani. Ma per creare lavoro occorrono risorse,
e questo vuol dire un intervento forte del pubblico. “Il
pubblico – ha precisato il dirigente Cgil –
è decisivo per produrre possibilità di sviluppo
anche nel territorio, dove è fondamentale la nostra
capacità di realizzare un’incisiva contrattazione
sociale. E dove oggi sempre più forti sono gli egoismi,
sino a vere e proprie spinte secessionistiche, come sta
accadendo nel Lazio con la proposta di alcune province di
staccarsi dalla capitale”. “Nel territorio incontriamo
le figure più diverse e la necessità di assicurarne
diritti”. È un impegno, questo, che necessita
di un rapporto unitario tra Cigl Cisl e Uil: “Senza
unità anche la concertazione diventa impossibile;
e la concertazione, va ribadito, resta per la Cgil la via
maestra”. Per una Cgil, ha aggiunto Di Berardino,
che ha bisogno di essere rafforzata: “Dobbiamo rimettere
in piedi un lavoro di squadra, sapere che se vogliamo rinnovarci
davvero non può valere la regola della cooptazione”.
“La democrazia sindacale – infine – è
un tema che ha a che fare con la confederalità: il
pronunciamento dei lavoratori su piattaforme e accordi è
una battaglia della Cgil. Dobbiamo condurla tutti insieme,
facendo attenzione allo strumento che adottiamo (il referendum
non è quello giusto ) e adoperandoci per far crescere
il consenso con la forza dei nostri argomenti. Per sostenerli,
per dire delle ragioni della Cgil, non c’è
bisogno di fischiare nessuno”. (GR)
Angeletti,
siamo molto lontani
(06/05) 12:43 - Angeletti dal palco: "Poche volte siamo
stati così lontani nelle nostre posizioni sindacali".
Giardullo
(Silp), c'è emergenza legalità
(06/05) 12:39 - La legalità, come strumento di difesa
dei soggetti con meno potere, è il tema sviluppato
da Claudio Giardullo, segretario generale del Silp, che
considera una “vera e propria emergenza” il
deficit di legalità che si è esteso a più
aspetti della vita politica, sociale, economica e del lavoro.
E le scelte e le riforme che il governo ha in cantiere (processo
breve, riforma delle intercettazioni) non potranno che peggiorare
la situazione. Emblematica di una politica fallimentare
e iniqua appare la vicenda di Rosarno che si è svolta
in un clima di rottura sociale e di cinica indifferenza
verso la legalità. “Il governo ha in mente
una società di pochi cittadini garantiti, e di molti
esposti a ogni rischio”. (AA)
Epifani,
siamo abituati al rispetto
(06/05) 12:32 - “Ieri ho telefonato a Bonanni e Angeletti
subito dopo i fischi al Congresso per scusarmi con loro.
Non era un fatto privato mio e per questo voglio comunicarvelo
oggi. Io penso che abbiamo commesso un errore e ci tenevo
a dirlo pubblicamente”. Così il segretario
generale della Cgil, Epifani, è intervenuto oggi
dal palco di Rimini prima degli interventi di Angeletti
e Bonanni. Epifani ha detto che l’errore dei fischi
è stato doppio. Da una parte infatti i segretari
della Cgil sono stati invitati ai congressi della Uil e
della Cisl e sono stati accolti con il rispetto che meritano
non le singole persone, ma il popolo della Cgil. Il secondo
errore riguarda il fatto che il torto non lo facciamo a
loro, ma a noi stessi perché quei fischi di ieri
vanno contro la tradizione della Cgl che è sempre
stata basata sul rispetto delle posizioni degli altri”.
L’intervento di Epifani è stato molto applaudito
dalla platea di Rimini, la stessa dalla quale ieri erano
partiti i fischi a Bonanni, Angeletti, Sacconi e Marcegaglia.
(PA)
Fammoni,
progetto unitario alternativo alla destra
(06/05) 12:29 - Per il segretario confederale Fulvio Fammoni,
che è intervenuto oggi al congresso attaccando il
disegno neocorporativo della destra al governo, non basta
cercare di limitare i danni. “E’ necessario
praticare un progetto alternativo. Spetta a noi al gruppo
dirigente, collocarlo in un contesto. Ci vuole una politica
delle alleanze che punti a risultati. Fare qualcosa di più:
dobbiamo intercettare il messaggio culturale. Perché
il consenso alla destra così forte anche tra i lavoratori,
è un progetto neocorporativo. Non ci consola il fatto
che per noi è marginale. Bisogna intervenire sul
collante culturale: razzismo, sopraffazione. A tutto questo
– ha spiegato il segretario confederale - non si risponde
con il pessimismo che impera a sinistra. Noi non ce lo possiamo
permettere. E’ un compito del sindacato e se non lo
faremo, se non riusciremo a reagire al pessimismo, in futuro
ce lo rimprovereranno. Io credo che la formula del sindacato
di mestiere sia sbagliata; è ancora più attuale
al contrario un sindacato confederale, perché dalla
crisi si esce diversi e spetta anche noi determinare il
come”. In questo contesto politico, i rapporti unitari
essenziali, il problema è il modello sindacale. E
bisogna affrontare i problemi a partire dalle regole. Per
questo, sempre secondo Fammoni, “i fischi sono un
errore”. Fammoni non pensa che la Cgil possa essere
autosufficiente e ribadisce che il problema centrale è
relativo ai risultati e al consenso. “Il ruolo nostro
è portare risultati a chi rappresentiamo. Rivendicare
accordi, contrattazione sociale. Ma a un'unica condizione:
aver fatto sempre il possibile”. La Cgil è
un sindacato in salute, ma non si deve mai dare per scontato
il consenso. Oggi dobbiamo ripartire del piano del lavoro
e è sbagliato continuare a stiracchiare il congresso.
Il congresso si conclude ed è nel nostro Dna la solidarietà
di organizzazione. In questa fase difficile, ha concluso,
ci vuole molta idealità, orgoglio di questa organizzazione,
identità. Non autosufficienza, ma appartenenza a
una comunità. Per il centrodestra, la Cgil è
l’ultimo problema che gli è rimasto. “Noi
rispondiamo: è il tempo della testa alta e questo
loro problema non riusciranno a risolverlo”. (PA)
Bonanni,
solo uniti si supera la crisi
(06/05) 12:27 - Un Bonanni disponibile, deciso a non chiudere
la porta del dialogo con la Cgil: anzi, convinto, che nella
crisi attuale solo “l'alleanza di tutto ciò
che è alleabile”, può permettere al
paese di ritrovare quello spirito collettivo che pare smarrito.
Così, prima del suo intervento al congresso della
Cgil, il segretario generale della Cisl conversando con
alcuni sindacalisti. Bonanni ha quasi glissato sui fischi
ricevuti ieri dalla platea e, rispetto alla proposta di
Epifani per un piano triennale di lavoro, ha detto che “la
prima cosa da fare è sbloccare la spesa corrente
impastoiata da burocrazia e anche da cose meno dicibili”.
Quanto alla spesa aggiuntiva invocata da Epifani e criticata
da Sacconi (produrrà un effetto Grecia, aveva detto
ieri), il leader della Cisl ha ribadito che “il ministro
non può ignorare che la classe politica non sta dando
prova di grande responsabilità”, soprattutto
in una fase come questa in cui c'è bisogno di maggiori
investimenti pubblici “e di una politica Keynesiana”.
Quanto ai contratti e alla possibilità di ridiscutere
il modello oggetto di un accordo separato, ha aggiunto il
sindacalista, “non vedo nella realtà particolari
problemi”, visto che tutti i contratti, tranne quello
dei metalmeccanici, sono stati siglati unitariamente, e
anzi “sono sorpreso del fatto che Epifani non abbia
esaltato proprio queste intese”. A partire da ciò,
“gestiremo insieme questi accordi e poi andremo alle
necessarie modifiche”. “L'importante –
ha detto Bonanni concludendo la sua conversazione - è
che ci si ascolti e rispetti reciprocamente anche nella
diversità delle proprie culture”. (SI)
Parla
Angeletti
(06/05) 12:24 - Prende la parola il segretario generale
della Uil, Luigi Angeletti.
Epifani,
sbagliato fischiare Cisl e Uil
(06/05) 12:21 - "Ho telefonato a Bonanni e Angeletti
per scusarmi. Ieri abbiamo sbagliato a fischiare Cisl e
Uil. Oggi ascolteremo i segretari generali e cosa avranno
da dirci, con il rispetto che si deve a chi rappresenta
milioni di lavoratori come noi". Così il segretario
generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Stavolta c'è
un lungo applauso della platea. (EDN)
Il
messaggio: No al nucleare, Sì alle energie rinnovabili
(06/05) 12:12 - Alfiero Grandi, presidente del Comitato
“Sì alle energie rinnovabili. No al nucleare”
ha inviato una lettera al congresso Cgil per invitare questa
organizzazione a sostenere le ragioni di contrasto al nucleare,
una scelta che sotto tutti i punti di vista (costi, tecnologie,
effetti sull’ambiente e sulla salute, conseguenze
di lunghissimo periodo) è perdente, tant’è
vero che il governo è costretto imporla alle Regioni
con forzature istituzionali per individuare i siti in cui
localizzare le centrali. Informare e sensibilizzare i cittadini
sui vantaggi connessi alle energie rinnovabili. Sostenere
la proposta di legge d’iniziativa popolare che il
Comitato si accinge a promuovere: su questi due fronti si
chiede il sostegno della Cgil. (AA)
Fammoni,
non basta limitare i danni
(06/05) 12:07 - "Il governo sta attaccando una legge
di rango costituzionale e cerca di far passare l’idea
che ci siano troppi diritti in Italia, a partire da quelli
del lavoro. Ci accusano di guardare solo indietro, ma come
Cgil rispondiamo che invece sono loro che vogliono far tornare
un passato camuffandolo di modernità". Esordisce
così, parlando dell’attacco allo Statuto dei
lavatori, Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil
nel suo intervento dal palco di Rimini. Fammoni spiega che
il ritorno al passato ci concretizza con il Libro bianco
di Sacconi e con la sua ipotesi di introdurre uno Statuto
dei lavori al posto della legge 300. “L’obiettivo
vero – spiega Fammoni – è creare un sistema
in cui l’impresa sia totalmente svincolata da qualsiasi
obbligo sociale e il lavoro viene considerato solo come
fattore della produzione”. Per noi è una manovra
inaccettabile, ha spiegato il segretario confederale, dicendo
inoltre che il disegno del governo viene realizzato con
determinazione, attraverso tanti provvedimenti diversi.
“Questa tattica – dice Fammoni – è
ancora più pericolosa proprio perché è
frammentata. Si tratta di una vera ossessione deregolamentatrice
che si vorrebbe tradurre in legge”. La Cgil si oppone
a tutto questo, ma secondo Fammoni, non basta opporsi e
cercare di ridurre il danno. “È appunto una
cosa giusta, ma non basta. Non può essere solo questo.
Noi dobbiamo invece proporre un percorso possibile, soprattutto
alla luce di quello che sta succedendo in Europa e in vista
di una nuova manovra economica annunciata già per
luglio”. (PA)
Khirat
(Cgil Umbria), chiusura Merloni dramma per territorio
(06/05) 11:56 - Hedi Khirat ha lasciato la sua famiglia
in Tunisia e nella Cgil ha trovato la sua seconda famiglia.
La Cgil ha dato a lui e a tanti immigrati l'opportunità
di partecipare alla vita politica e sociale del paese dove
lavorano e producono ricchezza. Il segretario della Camera
del Lavoro di Gualdo Tadino (Pg) ha parlato del peso della
crisi nella sua provincia, una crisi che è peggiore
di quella del 1929 perché è anche una crisi
culturale che mette in discussione la dignità dell'uomo.
Riferendosi alla vertenza della Merloni, ha detto che per
quel territorio ha la stessa valenza che aveva l'Alitalia
sul piano nazionale. Una vertenza trascurata da Cisl e Uil
nonostante coinvolga 3.000 lavoratori compreso l'indotto.
Nel territorio appenninico umbro senza quell'industria non
c'è futuro. (AV)
Durante
(Fiom), non è un congresso di svolta moderata
(06/05) 11:35 - L’intervento di Durante prende avvio
da un apprezzamento per la scelta unitaria del Primo Maggio
a Rosarno, ma procede con la confessione di “un forte
imbarazzo per l’intervento in quella occasione di
Bonanni, il quale ha spaziato sul panorama dei diritti del
lavoro nel mondo, senza alcun accenno al tema della democrazia
e dei diritti nel nostro paese, dove si vuole imporre un
contratto nazionale di minoranza, firmato da organizzazioni
sindacali di minoranza, a milioni di metalmeccanici”.
Secondo Durante “è molto importante riavviare
un percorso unitario con Cisl e Uil, ma a partire da regole
per la rappresentanza e la democrazia, un punto chiaro nella
mozione Epifani (che ho votato insieme al 27% degli iscritti
alla Fiom) e nella relazione di apertura del congresso.
E voglio dire a chi mette in luce la presunta mancanza di
sintonia tra la platea congressuale e il nostro segretario
generale, che non è l’applausometro che conta,
ma il consenso ottenuto nel grande confronto democratico
realizzato nella campagna congressuale”. Durante sottolinea
con forza che “questo non è un congresso di
svolta moderata o di ritorno a Canossa, è il congresso
di un sindacato che ha messo in campo referendum, scioperi,
manifestazioni, opponendosi senza alcuna subalternità
al governo. E’ giusta la strada indicata da Epifani
di riconquista di un modello contrattuale condiviso anche
da noi, perché servono regole senza le quali siamo
più deboli tutti e rischiamo una vera giungla contrattuale”.
Sul rapporto tra Fiom e Cgil, Durante ricorda le tappe dello
scontro tra le due organizzazioni registrate negli ultimi
anni fino al congresso di oggi, “che rischia di scavare
un fossato che io ed altri compagni non permetteremo diventi
incolmabile. Perché la Fiom che vogliamo sa fare
conflitto e praticare la democrazia, non si ritrae dalle
responsabilità di soggetto contrattuale, non si pensa
corpo estraneo in contrapposizione alla Cgil. Se lavoriamo
su questa strada quel fossato si potrà superare”.
(MG)
Martini,
futuro sostenibile per lavoratori terziario
(06/05) 11:31 - Franco Martini segretario generale della
Filcams, pone l’attenzione sulle conseguenze della
prima grande crisi che ha colpito il settore. “Oggi,
il terziario” spiega “è diventato la
più grande fabbrica di precariato, uno dei principali
luoghi dell’incertezza esistenziale, dell’assenza
di futuro, per gran parte di chi vi lavora, soprattutto
per le nuove generazioni, la più grande fetta dei
suoi addetti”. Uno dei grandi problemi è la
continua liberalizzazione delle aperture domenicali e festive,
tanto che anche in occasione del 25 aprile e del 1 maggio
in molte città sono state autorizzate le aperture
degli esercizi commerciali, decisione ampiamente contestata
dalla Filcams, dalle Camere del Lavoro e dalla Cgil delle
regioni interessate. Ma anche altre conseguenze pesanti,
come “la diffusione della precarietà per il
ricorso esasperato alla flessibilità del lavoro,
al lavoro part-time; e l’abnorme diffusione di un
sistema distributivo fondato sul mito dei grandi formati,
che ha generato una distorsione profonda nelle politiche
del consumo di massa e alimentato gravi contraddizioni sociali,
che sommano alle vecchie, nuove e moderne ingiustizie”.
Nel settore l’80% sono donne, e difficilmente se ne
tiene conto durante la creazione dei centri commerciali
e dei servizi annessi alle strutture, soprattutto considerata
la continua liberalizzazione degli orari di lavoro. “E
poi ci meravigliamo” afferma Martini “che fatto
un figlio, il 27% delle donne non tornerà più
a lavorare”. Sono tutti questi motivi che hanno spinto
la categoria ha mettere in campo un progetto, una sfida
lanciata al congresso nazionale: il futuro sostenibile del
lavoro terziario, una piattaforma della categoria per il
diritto delle donne al lavoro, diritto dei giovani ad un
futuro, e per la sostenibilità del lavoro, “perché
non è più accettabile che la non autosufficienza
economica del lavoro (come è il part-time) possa
essere la condizione per far vivere un settore così
importante della nostra economia”. “Lo stare
in campo” conclude Franco Martini “è
la nostra responsabilità verso centinaia di migliaia
di donne e uomini invisibili, che vivono oggi la solitudine
prodotta dalle moderne ingiustizie e che hanno nella Cgil
l’unico riferimento per dare voce ai loro bisogni
ed alle loro speranze”. (RM)
Alfiero
Grandi, nucleare scelta vecchia e sbagliata
(06/05) 11:27 - Dal palco del congresso viene letto un messaggio
di Alfiero Grandi, presidente del comitato "Sì
alle energie rinnovabili e No al nucleare". Augura
buon lavoro ai delegati e ricorda: "Il governo ha deciso,
ricorrendo al voto di fiducia con molteplici forzature politiche
e istituzionali, il ritorno dell'Italia al nucleare, in
spregio al referendum del 1997". Questa soluzione "non
solo espone persone e ambiente a una situazione pericolosa,
ma rappresenta scelta vecchia, centralistica e sbagliata
come forma di sviluppo". Non è vero che il nucleare
è sicuro, perchè "oltre al numero di
incidenti diffonde nell'aria radiazioni pericolose".
Il comitato promuoverà una legge di iniziativa popolare,
che metterà al centro la scelta strategica dell'energia
rinnovabile. (EDN)
Melloni
(Cgil Bologna), da noi 10mila disoccupati
(06/05) 11:14 - Cesare Melloni, segretario della CdL di
Bologna, ha fornito i dati della crisi nella sua città
dove chiudono o delocalizzano molte aziende, ci sono 10mila
disoccupati, 7mila in mobilità, 40 mila cassintegrati;
3.000 sfratti per morosità perché diminuisce
il reddito e i risparmi delle famiglia si prosciugano; gli
stessi comuni hanno difficoltà a garantire le misure
di sostegno. Il sindacato deve interrogarsi su come arginare
e superare la crisi con una grande vertenza su lavoro, fisco
e ammortizzatori sociali e su questa costruire un grande
movimento per unificare i lavoratori, i disoccupati, i precari.
Parlando della situazione contrattuale ha detto che va rilanciato
il nesso tra contrattazione e qualità dello sviluppo
e tra le misure di integrazione al reddito e la formazione.
Infine si è augurato che il congresso possa ricomporre
la divisione tra le due mozioni a partire dal rilancio della
democrazia sindacale con una proposta di legge Cgil sulla
rappresentanza sindacale. (AV)
Miroglio
(Cgil Liguria), sindacato dia risultati concreti
(06/05) 11:13 - Renzo Miroglio, segretario regionale della
Liguria, ha detto che nei congressi i lavoratori si sono
pronunciati per un sindacato che non sia solo conflittuale
e che sappia costruire alleanze sociali. Nonostante che
molte cose dividano la Cgil da Cisl e Uil, l'unità
va ricercata partendo dall'interesse dei lavoratori. I fischi
di ieri sono stati un errore politico, una manifestazione
da stadio. Il sindacato ha un problema di rappresentatività
da risolvere. In Liguria la Cgil organizza il 17,7% dei
lavoratori, con Cisl e Uil si arriva al 35%, quindi 2 lavoratori
su 3 non incontrano il sindacato. Va trovata una soluzione
per il reinsediamento. La vocazione negoziale è la
caratteristica del sindacato, anche questo è emerso
dai congressi di base, e il suo compito fondamentale è
tutelare i lavoratori e fare i contratti. Non si possono
disertare i “tavoli”, il sindacato deve dare
risultati concreti, altrimenti si disperde la stessa disponibilità
alla lotta. Infine ha richiamato la responsabilità
dei gruppi dirigenti di fronte agli iscritti. (AV)
Belci
(Cgil Friuli), Lega punta di intolleranza
(06/05) 10:44 - Da interprete delle ragioni dell’autonomismo
la Lega è divenuta in Friuli Venezia Giulia punta
di diamante dell'intolleranza. La Cgil prova a contrastare
questo atteggiamento, mentre le forze politiche di centrosinistra
continuano a considerare come non prioritario il tema dell’immigrazione
e il presidente della Regione guarda all’atteggiamento
della Cgil come una “stravaganza”. “Anche
su questioni difficili si deve lottare e si può vincere”,
dice Franco Belci, segretario generale del Friuli Venezia
Giulia, ricordando con soddisfazione i punti di convergenza
a tale proposito con le parole del Capo dello Stato Giorgio
Napolitano. “Il coraggio dell’utopia, evocato
da Bruno Trentin, a volte porta a risultati positivi”.
Altro fronte d'iniziativa della Cgil regionale è
quello dei rapporti unitari con Cisl e Uil, riconoscendo
le differenze per trovare i punti di convergenza. Oltre
il rapporto con i segretari, esiste il confronto e il dialogo
tra milioni di iscritti e di delegati che si riconoscono
in queste organizzazioni. “Essere di sinistra, secondo
la lezione di Vittorio Foa vuol dire non porsi in un orizzonte
ideologico, ma metodologico”. (AA)
Telefonata
a Bonanni e Angeletti
(06/05) 10:06 - Ieri telefonata di Epifani ai leader di
Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, dopo i fischi
riscossi in apertura. Lo riferisce Il Sole 24 Ore.
Marcegaglia,
stessi obiettivi ma Cgil guarda al passato
(06/05) 10:00 - Abbiamo gli "stessi obiettivi",
ma la Cgil "guarda al passato". Lo dichiara oggi
Emma Marcegaglia su Repubblica. "Non ha mai pronunciato
la parola competitività, che al contrario è
la questione decisiva per il futuro". Poi il presidente
di Confindustria aggiunge: "Non mi aspettavo di essere
fischiata solo per essere venuta. Sono rimasta un po' stupita,
noi non abbiamo mai contestato Epifani nelle nostre assemblee".
Comunque non si pente della sua partecipazione e, specifica,
fare scelte diverse sui contratti "non significa non
avere rispetto". Su altri nodi c'è convergenza:
"A parte alcuni aspetti, sembra il mio discorso di
Parma: c'è l'attenzione alla crescita, gli incentivi
fiscali alle imprese che puntano all'innovazione e alla
ricerca, la richiesta di investimenti strutturali grandi
e piccoli". Invece la proposta di sbloccare le assunzioni
pubbliche "è un po' retrò". (EDN)
Iniziati
gli interventi
(06/05) 09:49 - E' iniziata la seconda giornata congressuale,
con gli interventi dal palco prima dei contributi dei segretari
generali di Cisl e Uil.
Il
programma di giovedì 6 maggio
(06/05) 09:45 - Ore 9.30 – Ripresa dei lavori e dibattito;
Ore 12.00 – Interventi; Luigi Angeletti, segretario
generale della Uil; Raffaele Bonanni, segretario generale
della Cisl; Ore 13.00 – Sospensione dei lavori; Ore
15.00 – Ripresa dei lavori e dibattito; Intervento
di Stefano Rodotà, professore emerito di Diritto
Civile presso ‘La Sapienza’ Università
di Roma; Ore 18.00 – Tavola rotonda “L’analisi
di genere della Cgi l– Rendicontazione sociale e differenze
di genere”. Presenta: Enrico Panini, segretario confederale
della Cgil. Partecipano: Monica D’Ascenzio, giornalista
de ‘Il Sole 24 Ore’; Antonella Picchio, docente
di Economia Politica presso l’Università di
Modena e Reggio Emilia; Cristina Rogate, amministratore
delegato Refe; Serena Sorrentino, responsabile Pari Opportunità
Cgil nazionale. Modera: Paolo Serventi Longhi, direttore
di Rassegna Sindacale; Ore 19.30 – Interruzione dei
lavori; Nel corso della giornata interverrà John
Monks, segretario generale della Confederazione europea
dei sindacati. |
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Rimini,
5 maggio 2010 |
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Si conclude
la prima giornata di lavori congressuali
(05/05) 20:26 -
Bravi
(Cgil Umbria), serve forte presenza a Marcia Pace
(05/05) 20:08 - La proposta di un Piano straordinario per
il lavoro, esposta da Epifani nella sua relazione, va collocata
nel territorio. Parte da qui l’intervento di Mario
Bravi, segretario generale Cgil Umbria, ricordando gli effetti
negativi che la crisi ha determinato sul tessuto economico
regionale e sul suo livello di coesione sociale. Assieme
ai sindacati delle altre regioni del Centro Italia, la Cgil
Umbria ha deciso nel suo congresso di promuovere una vertenzialità
diffusa, a partire dal ruolo svolto dalle multinazionali,
48 nella regione con pesantissime ricadute sui livelli occupazionali.
Lo annuncia nel suo intervento, Mario Bravi, segretario
generale della Cgil Umbria che comunica anche che la marcia
della pace Perugia Assisi del 16 maggio prossimo per la
prima volta sarà guidata dallo slogan “non
c’è pace senza lavoro”. Per questo, secondo
Bravi, è necessaria una presenza forte alla manifestazione
di tutte le strutture sindacali. (AA)
Sola
(Cgil Alto Adige), lavorare per superare divisioni interne
(05/05) 19:37 - “Così come il segretario della
Fiom di Genova, Francesco Grondona, è stato schietto
– esordisce Lorenzo Sola, segretario generale Cgil-Dgb
dell’Alto Adige Sudtirol – voglio esserlo anch’io,
ringraziando Guglielmo Epifani e tutta la segreteria nazionale
per l’impegno e la coerenza dimostrata in questi anni”.
Una confederazione che ha saputo a ogni tentativo di isolamento,
a promuovere iniziative, reagire con mobilitazioni, presentare
proposte. “Incomprensibile che in tale contesto ci
sia stato qualcuno che abbia pensato far prevalere un’interpretazione
strana del pluralismo, che – secondo Sola –
non può significare manifestare verso l’esterno
due Cgil”. Quel che occorre è “lavorare
intensamente per superare le divisioni interne e concentrare
gli sforzi sui grandi temi del welfare, democrazia e diritti”.
(AA)
Trizio
(Nidil), scommessa più alta è ricomposizione
lavoro
(05/05) 19:35 - Apprezzando innanzitutto la relazione di
Epifani, Filomena Trizio, segretaria generale Nidil Cgil,
ne ha richiamato un punto particolarmente condiviso e urgente:
“Non c’è un secondo tempo per mettere
mano alla crisi, che si abbatte su un tessuto sociale sempre
più diviso, impaurito, il quale smarrisce il senso
dell’interesse generale e viene spinto verso la xenofobia
e il corporativismo. Il governo ne approfitta per rovesciare
i valori di fondo della Costituzione, a partire dal lavoro,
mettendo sotto attacco diritti e rappresentanza, puntando
alla divisione dei sindacati di cui è prova l’accordo
separato sul modello contrattuale”. In questa realtà
“una delle scommesse più alte per noi –
sottolinea Trizio - è la ricomposizione del lavoro,
per la quale servirebbe certamente una normativa intelligente
mirata a limitare le troppe tipologie della precarietà
(anche se non mi convince l’idea del contratto unico),
ma mentre sollecitiamo quella ipotesi, dobbiamo intanto
usare tutti i nostri strumenti, a partire dalla contrattazione
per il controllo dell’organizzazione del lavoro”.
Nel dibattito congressuale “ci siamo divisi sul fatto
che sia o meno opportuna in Cgil una rappresentanza specifica
dei precari e atipici come Nidil o non sia il caso di ricondurre
queste figure alle categorie – dice ancora Trizio
- come anch’io penso sia possibile in futuro. Sono
convinta che il discorso vada portato avanti tutti insieme,
precari e categorie, anche riguardo al punto della titolarità,
con la capacità di cimentarci su progetti concreti
per proseguire verso l’obiettivo di rappresentare
al meglio questi lavoratori nella prospettiva di ricondurli
alle organizzazioni di categoria”. (MG)
Rogolino
(Fisac), unità a partire dalla rappresentanza
(05/05) 19:25 - La crisi che sta affrontando la nostra società
– una società postmoderna e parcellizzata -
la si può affrontare solo con l’unità
dei sindacati. Lo afferma Graziella Rogolino, della Fisac
nazionale. “Ma attenzione, quello che ci divide da
Cisl e Uil non è solo l’accordo separato sui
contratti ma anche la lettura che soprattutto la Cisl da
dei mutamenti in corso”. Per la dirigente sindacale
la Cisl ha deciso di prendere atto della debolezza contrattuale
del corpo sociale composto dai lavoratori precari e frammentati,
“scegliendo un concetto di rappresentanza debole,
con una tutela affidata soprattutto alla bilateralità”.
C’è, tuttavia, uno spazio da cui ripartire
per riprendere un discorso unitario: “Per l’impresa
il sindacato è utile quando si negoziano i contratti
e le grandi questioni, ma è percepito come scomodo
e pericoloso quando agisce sui luoghi di lavoro”.
“Credo – conclude– che con Cisl e Uil
possiamo trovare un terreno comune proprio sul tema della
rappresentanza nei luoghi di lavoro, che ci consenta di
affrontare i grandi processi in corso”. (SI)
Epifani
sulla crisi greca: no terrorismo e violenza
(05/05) 19:09 - Prosegue Epifani: “In ogni caso, no
al terrorismo e ripudio di ogni forma di violenza, perchè
colpisce ancora una volta le persone inermi ed è
un gesto irresponsabile e squadrista, che va condannato
fermamente. In Grecia si sono combinati una congerie di
fatti negativi: una crisi sociale pesante, di cui è
responsabile il governo precedente, i mancati controlli
dell'Europa, le ondate speculative che non si riescono a
fermare, i ritardi dell'Europa. Tutto questo porta a misure
che colpiscono chi con la crisi non ha alcuna responsabilità:
questo è il problema sociale e morale di questa crisi,
in Grecia è più grave, però è
un problema che ovviamente deve interrogare e inquietare
tutti. Chi da noi diceva che la crisi non esisteva e poi
che sarebbe passata subito e che tutto sarebbe tornato come
prima, sapeva di dire una cosa non vera, perchè questa
è una crisi insidiosa, con un contenuto morale inaccettabile,
perchè scarica sui più deboli le responsabilità
di quel modello, di quell'ideologia che si è affermata
negli ultimi 20 anni: far soldi attraverso i soldi e le
speculazioni, e poi scaricare i costi della crisi sui lavoratori,
sugli anziani e soprattutto sui giovani e il loro futuro.
In due anni di attività, il nostro governo finora
non ha fatto quasi nulla, e, pur in presenza di una situazione
di bilancio delicata, deve trovare il coraggio di fare di
più, altrimenti avremo una ripresa senza lavoro e
molti più disoccupati. Noi vogliamo evitare la Grecia
e "le Grecie" e vorremmo soprattutto evitare per
i giovani dell'Europa condizioni di vita e di lavoro sempre
più difficili e precarie. Questo è il nostro
sforzo. Non abbiamo indicato solo gli obiettivi del piano
straordinario del lavoro, ma anche come si può parzialmente
finanziare, perchè il problema della stabilità
del deficit è un problema anche nostro e chi oggi
parla di deficit pesante, si scorda di dire quanto ha contribuito
nella passata legislatura al maturare del passivo attuale".
(RG)
Epifani
sulla crisi greca: deve inquietare tutti
(05/05) 19:07 - "I fatti di oggi confermano la pericolosità
sociale che sta colpendo la Grecia e confermano le preoccupazioni
sulle ondate speculative che possono non fermarsi alla Grecia".
Guglielmo Epifani interviene così sui gravissimi
fatti delle ultime ore in Grecia. "La cosa più
inaccettabile è qualsiasi forma di violenza e terrorismo
- afferma il segretario generale Cgil - . In ogni caso,
esprimo solidarietà ai lavoratori greci in lotta
per garantire condizioni migliori di quelle imposte dal
Fmi e dall'Europa. C'è bisogno, però, di una
riflessione su quanto sta accadendo e su quanto sta per
succedere. Non a caso, nella mia relazione ho lanciato la
proposta di un piano straordinario per il lavoro e l'occupazione,
perchè la situazione nei prossimi anni può
essere davvero difficile, ed è bene che ognuno si
faccia carico, per la propria parte, di contribuire a trovare
soluzioni che la crisi può oggi mettere in discussione.
Vi sono rischi per l'Italia di finire come la Grecia? No,
no e ancora no, risponde Epifani. (RG)
Moni
Ovadia, servono nuove forme di lotta
(05/05) 19:07 - “Grazie per questo invito; dall’età
della ragione, da quando ho memoria sono sempre stato vicino
alla Cgil” apre così il suo intervento al congresso
Cgil Moni Ovadia attore teatrale, scrittore e musicista.
Energico e deciso, Moni Ovadia ritiene che il punto focale
dell’attuale crisi è la questione culturale:
"La crisi non è solo una crisi economica, ma
culturale. Il lavoratore, come oggetto sociale è
stato demolito, la sua posizione è stata corrosa
attraverso calunnie e informazioni distorte". Il lavoratore
del pubblico impiego è un fannullone, il lavoratore
dello spettacolo, un parassita; il lavoratore a tempo indeterminato
un privilegiato, e quello che vuole i diritti è un
fastidio: "La centralità del lavoro come democrazia,
come costruzione economica e sociale dell’individuo
viene meno; mancano gli strumenti adeguati al rilancio della
funzione culturale del lavoro, ed è stato lasciato
più campo all’azione dei finanzieri".
L’attore evidenzia la mancanza di un organismo dei
lavoratori forte, che possa dettare l’agenda economica,
che influenzi e argini l’agire della finanza, che
ha ormai preso il sopravvento: "i finanzieri di Wall
Street sono gangster". “Qualcosa deve cambiare”
afferma Ovadia “bisogna trovare nuove forme di lotta
e nuovi strumenti per poter partire all’attacco. Dobbiamo
studiare ciò che accade per riuscire a dirigere e
condizionare l’economica”. Ma gli strumenti,
secondo l’attore, devono essere culturali, come quelli
che hanno mosso alla costituzione dello Statuto dei Lavoratori.
"Riprendiamoci il sogno, riprendiamoci il futuro, con
forza, però: lotta è sinonimo di coraggio".
L’attore conclude con una frase di Marx, la risposta
alla domanda posta dalle figlie, Papà cos’è
per te la felicità?”; “La felicità
per me è lottare. Siate felici!". (RM)
Guy
Ryder (Ituc-Csi), sindacati italiani ritrovino unità
(05/05) 18:55 - "La politica e i governi stanno mostrando
oggi tutta la loro debolezza nei confronti della finanza
che cerca di speculare oltre che sulla Grecia, anche su
altri paesi come la Spagna e il Portogallo". Lo dice
nel suo intervento al congresso Cgil Guy Ryder, segretario
generale della Confederazione internazionale dei sindacati
(Ituc-Csi). Per Ryder, protagonisti della finanza mondiale
come Goldman Sachs "sembra abbiano conquistato più
potere dei governi, speculando con i soldi dei contribuenti.
E’ uno scandalo che va bloccato - dice il leader sindacale
- e contro cui il sindacato internazionale deve riuscire
a ottenere risultati. L'Ituc, spiega Guy Ryder, è
impegnato nella battaglia per la regolamentazione dei mercati
finanziari e risponde agli inviti dello stesso Mario Draghi
che si sta muovendo in questa direzione. Guy Ryder si augura
infine che il movimento sindacale italiano possa ritrovare
la sua forza unitaria. "Si tratta di fare uno sforzo
straordinario in questo senso in un momento di crisi pesantissima.
La nostra speranza - conclude il segretario del sindacato
internazionale – è che i sindacati italiani
ritrovino insieme il modo per utilizzare al meglio la loro
forza". (PA)
Grondona
(Fiom Liguria), giudizio critico su relazione Epifani
(05/05) 18:54 - Francesco Grondona, segretario regionale
della Fiom Liguria si dichiara in disaccordo con la relazione
di Epifani perché “contiene alcuni buchi e
indica soluzioni che tali non sono”. Si dice contrario
alla proposta di riaprire tra due anni il tavolo negoziale
sull'accordo separato, non solo per l'incertezza che la
crisi ci consegna, ma anche perché a gennaio 2012
entreranno in vigore le deroghe previste dal contratto dei
metalmeccanici che la Cgil non ha firmato: “Una contraddizione
difficile da spiegare”. Grondona, assicura, conosce
l’importanza dei rapporti unitari e la forza di un
sindacato unito, ma per ricomporre l'unità è
necessario prima ridefinire le regole della democrazia,
affinché di fronte a opinioni diverse i lavoratori
possano pronunciarsi. Critica poi il fatto che non ci siano
proposte alternative allo Statuto dei lavori di Sacconi.
Conclude dicendo che, poiché il sindacato oggi non
ha appoggi politici e la crisi rende più difficili
i rapporti sociali, è necessario che poggi su più
certezze e punti fermi. (AV)
Guy
Ryder (Ituc-Csi), sindacato baluardo contro speculazione
finanziaria
(05/05) 18:50 - "La gravità della crisi impone
un impegno straordinario del sindacato. In particolare di
quello italiano che da sempre ha saputo garantire l’unità
e il pluralismo. In questo momento, con il dramma greco
e con la tragedia di milioni di posti di lavoro persi, il
sindacato è in trincea non solo per difendere l’occupazione,
ma anche per difendere i diritti fondamentali messi in discussione".
Con questo discorso si è presentato oggi a Rimini
Guy Ryder, segretario generale della Confederazione internazionale
dei sindacati (Ituc-Csi). Secondo Ryder "la finanza
e in particolare i centri della speculazione internazionale
cercano di far pagare ancora una volta i costi della crisi
ai lavoratori. Il sindacato deve battersi affinché
questo non avvenga e anzi lavorare per preparare un’uscita
in positivo dalla crisi". (PA)
Don
Ciotti: non serve più solidarietà, ma più
giustizia
(05/05) 18:49 - Continui strappi per garantire se stessi,
provvedimenti eccezionali solo per sé, le regole
solo se ‘sostenibili’: questo è quello
che abbiamo davanti”. Lo dice don Ciotti nel suo intervento
al Congresso Cgil, alludendo a Berlusconi. Ciotti parla
di “una ferita per la democrazia, che riguarda il
tessuto istituzionale, investe i beni comuni, come nel caso
dell’acqua, e stravolge un bene primario come il lavoro”.
Poi Ciotti racconta di essere stato chiamato al funerale
di un uomo suicida per aver perso il lavoro, qualche giorno
fa: “Non avevo parole – dice - ho potuto solo
abbracciare i parenti. Vi sembrerà un paradosso,
ma non è di una maggiore solidarietà che oggi
abbiamo bisogno; è di più giustizia, invece,
che si sente necessità. Più giustizia e rispetto
delle regole”. Per questo occorre l’unità
di tutte le forze disponibili, a partire dal sindacato:
“La parola speranza viene da pes, piede – conclude
il presidente di Libera - Solo se camminiamo tutti insieme,
appunto, possiamo tenerla viva”. (GR)
Minacce
a Sacconi: Cgil, folli farneticazioni, solidarietà
al ministro
(05/05) 18:48 - "Le folli, stupide minacce al ministro
Sacconi espresse in forma anonima sul sito del Corriere
della Sera non sono che farneticazioni provocatorie di un
irresponsabile verso le quali non si può che esprimere
una ferma e ovvia condanna. Al ministro va la solidarietà
della Cgil". Così commenta il sindacato in una
nota. Parole di solidarietà sono arrivate anche dalla
Confindustria.
Cocer
Aeronautica, delegati: partecipazione impedita
(05/05) 18:34 - Il Cocer Aeronautica 'ringrazia il segretario
generale della cgil Guglielmo Epifani e tutta la confederazione
sindacale da lui rappresentata, per l'invito a partecipare
al XVI congresso nazionale' ma esprime 'sofferenza per l'impossibilità
a presenziare all'apertura dei lavori a causa del diniego
posto dal capo di stato maggiore della difesa ai delegati
del Cocer nello svolgimento del loro ruolo istituzionale'.
Il capo, spiega una nota, "oltre che rispondere ad
un profilo giuridico amministrativo risalente al trentennio
scorso, formalmente sono state comunicate al consiglio soltanto
ieri, nonostante la richiesta di autorizzazione risalga
ad un mese fa, inibendo nei fatti anche una partecipazione
a titolo personale dei delegati".
Don
Ciotti, unire forze per affermare diritti
(05/05) 18:33 - Denso e appassionato, l’intervento
di don Ciotti, presidente di Libera, alla tribuna del congresso
Cgil subito dopo il presidente Scalfaro. Un richiamo alla
responsabilità – all’etica della responsabilità
– al rispetto della legalità e delle regole,
e alla necessità di unire le forze non solo per lottare
contro le mafie che depredano il Mezzogiorno, ma anche per
affermare diritti oggi troppo spesso vilipesi. Un intervento
che parte ricordando la prepotenza e l’arroganza dei
mafiosi, la debolezza dei poteri dello Stato – nonostante
l’impegno di magistratura e forze dell’ordine
– e di tanta parte della società civile: “Vedete
questo sacchetto? Rappresenta i finocchi che con un blitz
siamo andati a raccogliere a Isola Capo Rizzuto, nelle terre
di una famiglia di ’ndrangheta, gli Arena: possedimenti
confiscati che gli ex proprietari continuano come nulla
fosse a coltivare”. Cosa possibile, il tranquillo
business del clan calabrese, solo se si è circondati
dall’indifferenza, dal venir meno – appunto
– di un’etica della responsabilità. (GR)
Delegata
call center, giovani impongano etica anche in sindacato
(05/05) 18:28 - "La situazione attuale mi ricorda il
romanzo di Orwell '1984': per combattere questo senso di
soffocamento è necessario che soprattutto i giovani
impongano un'etica anche nel lavoro sindacale". Così
Luigia Bucci, giovane delegata del call center Transcom
di Bari nel suo intervento al congresso Cgil. Buccia si
sofferma poi sulle esternalizzazioni dei servizi informatici
di Telecom e dei licenziamenti a Teleperformance di Taranto,
che ha dichiarato 1000 esuberi, 700 a Taranto e 300 a Roma.
"La minaccia di licenziamento costringe i lavoratori
ad accettare condizioni lavorative che assomigliano a un
nuovo schiavismo - conclude - in una gara al ribasso che
finisce anche per danneggiare le aziende sane". (AV)
Ugl,
condividiamo piano su occupazione
(05/05) 18:17 - "E' condivisibile l'idea di un piano
straordinario per l'occupazione lanciato oggi dal segretario
generale della Cgil nella relazione di apertura del XVI
congresso della sua organizzazione". Lo dichiarano
in una nota i componenti della delegazione dell'Ugl presente
oggi a Rimini, ovvero i segretari confederali Marina Porro,
Cristina Ricci, Paolo Varesi e il segretario nazionale dei
metalmeccanici, Giovanni Centrella. "Così come
- continua la nota - la richiesta di una nuova politica
di welfare è adeguata ai tempi attuali e alle conseguenze
negative prodotte dalla crisi in termini di nuove forme
di povertà, che ad oggi sono prive di protezione,
ci trova d'accordo".
Ferrero
(Prc), serve reazione più netta contro governo
(05/05) 18:14 - "Il Governo va avanti come un treno
con le sue politiche e di fronte al rischio reale che faccia
piazza pulita anche dello Statuto dei lavoratori, sarebbe
necessaria una reazione più netta e la volontà
di costruzione di un forte movimento di lotta". Lo
afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc commentando la
relazione del segretario Cgil Guglielmo Epifani. Ferrero
non dimentica "le molte cose giuste contenute nella
relazione", ma pone l’accento sui punti critici
: “La logica degli accordi separati e del rapporto
con i sindacati complici, come li chiama lo stesso ministro
Sacconi, rischia di smantellare l’intero sistema dei
diritti dei lavoratori”. Questi i motivi che fanno
dire al leader comunista che “di fronte alla pesantezza
dell’attacco sferrato dal governo, manca nelle parole
di Epifani, la reazione che sarebbe necessaria”. (VP)
Scalfaro,
Costituzione può migliorare ma Parlamento cardine
(05/05) 17:52 - Per l’ex presidente della Repubblica,
Oscar Luigi Scalfaro, la Costituzione si può migliorare,
ma il tutto può avvenire solo “se resta fermo
al centro il tema della dignità della persona”,
e senza mutare di una virgola le norme che dispongono che
“il Parlamento è il cardine della democrazia
di un paese: un governo nasce quando ha la fiducia del Parlamento
e cade quando non ha più questa fiducia”. D’altro
canto, aggiunge Scalfaro, bisogna vedere nel merito delle
idee di riforma: il federalismo, per esempio, “non
deve produrre squilibri che mettano in crisi l’unità
del paese”, e anche quando si tratta di “toccare”
la Giustizia, “non bisogna mai mettere in discussione
l’indipendenza e dell’autonomia dei giudici”,
baluardo – torna ancora questa parola - fondamentale
della democrazia del paese”. (SI)
Scalfaro,
prima vera assemblea politica del paese
(05/05) 17:51 - “In un momento di crisi dei partiti
come quello che stiamo vivendo, questa assemblea è
la prima vera assemblea politica del paese”. Conclude
così Oscar Luigi Scalfaro il suo applauditissimo
intervento al XVI congresso della Cgil. Un discorso ricco,
che ha più volte suscitato la calorosa partecipazione
dei delegati e che ha intrecciato la memoria, il ricordo
della propria esperienza di costituente, con l’attualità
di un esecutivo che punta a mettere mano alla Carta fondamentale
del paese vista come ultimo ostacolo al potere di un uomo
solo. “Ognuno di noi – dice Scafaro –
per le grandi e piccole responsabilità che ha, ha
il dovere di difendere questo baluardo della libertà
e della democrazia nel paese. E’ un impegno che va
sentito nella profondità della propria coscienza”.
Rivolto poi alla platea, scandisce: “Il sindacato
opera per difendere i diritti dei lavoratori. Oggi, ripensando
all’articolo 33 della Costituzione, quello che dice
che l’organizzazione sindacale è libera, non
posso non provare un’emozione fortissima”. La
stessa, aggiunge, “che sento quando rileggo l’articolo
40, quella che stabilisce che il diritto di sciopero è
un diritto naturale e libero, parole fortissime per chi
come me ha vissuto le prove del fascismo”. (SI)
Precari
Cgil incontrano responsabili confederazione
(05/05) 17:39 - Si è tenuta nel primo pomeriggio
una riunione tra alcuni giovani, che sin dal mattino intendevano
denunciare pubblicamente la loro situazione di dipendenti
della Cgil con pendenze nei confronti dell'organizzazione,
la Cgil nazionale nella persona di Enrico Panini, segretario
confederale responsabile dell'organizzazione, e alcuni dei
dirigenti delle strutture Cgil interessate. La riunione
ha confermato la specificità di ciascun caso e la
difficoltà di trattare insieme questioni molto diverse.
Un caso vede come "controparti" una ex dipendente
della Cgil e la Cgil di Ragusa, in un'intricata vicenda
che contempla anche una denuncia della donna per una supposta
violenza subita nel 2000. La Cgil ha chiesto alla procura
della Repubblica di effettuare un'indagine e ha intenzione
di costituirsi parte civile. Sempre la Sicilia è
teatro di un secondo caso che si configura maggiormente
come una classica vertenza di lavoro - anche se finora non
c’è alcun passo formale in questo senso - tra
una ex dipendente con contratto a progetto e la Cgil regionale.
L'interessata denuncia anche un "demansionamento"
tra la fine del progetto di lavoro e il momento in cui le
è stato comunicato da parte della Cgil la non volontà
di proseguire il rapporto di lavoro. Un terzo caso vede
contrapposta una società fiscale che lavorava per
la Cgil a Lecce e la Confederazione. Alla denuncia di insolvenza
della Cgil avanzata dagli interessati Panini ha opposto
le risultanze di due ispezioni già effettuate, la
prima ad opera di professionisti locali (la cui indipendenza
di giudizio è stata però contestata dai giovani
leccesi) e la seconda ad opera di ispettori della Cgil nazionale
coordinati dal vicepresidente del Consorzio nazionale Caf.
Da tali risultanze l'operato della Cgil risulterebbe corretto.
Panini si è impegnato tuttavia a organizzare una
riunione specifica a Lecce o a Bari con i 6 giovani coinvolti
nella vicenda. Infine un quarto caso, che ha connotazioni
più politiche, chiama in causa il sindacato e il
comprensorio di Castrovillari, in provincia di Cosenza.
Un giovane ex delegato Fiom di un'azienda metalmeccanica,
che ha parlato anche a nome di altri colleghi coinvolti
nella vicenda, denuncia la "mancata tutela" da
parte non solo dell'azienda ma anche della Cgil, che sarebbe
"interessata solo alle deleghe e non alla difesa dei
diritti dei lavoratori". (CG)
Cremaschi
(Fiom), confermiamo dissenso, c'è voglia di conflitto
(05/05) 17:10 - La relazione di Epifani "ha confermato
con chiarezza tutte le ragioni del nostro dissenso. Anzi,
le ha accentuate". Lo dice Giorgio Cremaschi, segretario
nazionale della Fiom e leader della Rete 28 aprile. "Ha
sostanzialmente aperto sia nei confronti del governo che
della Confindustria - spiega -, ma anche nei confronti di
Cisl e Uil. Nei confronti del governo le critiche sulla
politica economica non portano a una vera piattaforma sociale
alternativa, maa a richieste minimaliste sull'occupazione
e, ancora una volta, all'ennesimo e non chiarito appello
alle necessità dello sviluppo". E aggiunge:
"I boati di dissenso che hanno accolto Angeletti, Bonanni,
Sacconi e Marcegaglia dicono che nella Cgil c'è una
domanda di conflitto che è ben più vasta di
quella che viene espressa dagli equilibri congressuali".
Proiettato
video con discorso Calamandrei ai giovani
(05/05) 16:57 - Prima di dare la parola a Oscar Luigi Scalfaro
per la lectio magistralis sulla Costituzione al XVI Congresso
Cgil, è stato proiettato un video, curato da Stefano
Cormino e Salvatore Zeba, con il discorso che Piero Calamandrei
tenne il 26 gennaio 1955 agli alunni di una scuola media,
sulla Carta costituzionale. La voce di Calamandrei echeggiava
sulle immagini di alcuni luoghi significativi della nostra
storia, da Marzabotto a piazzale Loreto, dalla Fiat di Mirafiori
a via Tasso a Roma. (AV)
Filippos
(sindacato greco), la situazione peggiorerà
(05/05) 16:50 - È finita in tragedia la manifestazione
svoltasi stamattina ad Atene contro il piano anti crisi
del governo Papandreu: tre morti nell’incendio di
una banca provocati dal lancio, sembra, di alcune molotov.
“Una manifestazione grande e pacifica – spiega
Thomas Filippos, dirigente del Gsee, il sindacato greco
del settore privato, in una conferenza stampa tenuta nel
primo pomeriggio durante il congresso –, macchiata
da un gruppo di individui incappucciati che hanno causato
l’incendio di un istituto di credito. Altro per ora
non sappiamo, oggi da noi scioperava anche la stampa”.
La manifestazione era stata organizzata per protestare contro
il piano di risanamento varato dall’esecutivo. Ed
è di questo, appunto, che poi Filippos ha parlato.
“La situazione peggiorerà – ha osservato
seccamente –, non può essere altrimenti”.
E la ragione, secondo il sindacalista greco, è che
"se da un lato le condizioni di vita e di lavoro si
faranno assai più dure, e i redditi dei lavoratori
verranno falcidiati dalla severità delle misure previste,
l’economia greca finirà comunque in un circuito
di depressione che è l’esatto contrario di
ciò di cui il paese avrebbe bisogno". Per Filippos
si tratta in sostanza della "classica cura che finisce
per togliere all’ammalato ogni speranza". Secondo
il dirigente sindacale ellenico le risorse vanno trovate
altrove: “La Grecia non è un paese povero –
osserva ancora Filippos –, le grandi imprese hanno
realizzato buoni risultati anche nel 2008 e 2009, cioè
durante la crisi: bisogna colpire allora le grandi ricchezze.
La nostra lotta, in ogni caso – conclude –,
non finisce con le manifestazioni e gli scioperi di questi
giorni”. (GR)
Delegato
Fillea, leggi italiane legalizzano schiavismo
(05/05) 16:41 - Mohamed El Bekali, delegato Fillea, a nome
degli altri iscritti stranieri, rivolge un appello al Parlamento
perché con una nuova legge cancelli la Bossi-Fini
e altre norme sulla sicurezza “che di fatto legalizzano
lo schiavismo”. Norme, aggiunge, “che determinano
maggiore insicurezza assieme a un buon ritorno elettorale”.
I lavoratori stranieri, sotto il ricatto dell'espulsione,
accettano le condizioni di sfruttamento connesse all'economia
sommersa: “Ma una società che permette diritti
di serie A e di serie B finisce per garantire meno diritti
per tutti”. È necessario, invece, “rendere
più agevole l'accesso al lavoro, investire per l'integrazione
sociale e garantire il diritto al voto per i lavoratori
stranieri. Un dato, per tutti, illustra gli effetti devastanti
delle attuali norme: solo nella provincia di Milano sono
30 mila gli immigrati che rischiano di divenire irregolari
perché hanno perso il posto di lavoro.
Aperto
il dibattito, il primo intervento è del segretario
più giovane
(05/05) 16:30 - Il primo intervento al congresso è
di Daniele Gazzoli, segretario generale della Camera del
Lavoro della Valcamonica, uno dei più giovani quadri
sindacali della Lombardia che ha cominciato la sua militanza
otto anni fa come delegato di una fabbrica tessile. Gazzoli
analizza le conseguenze che la crisi avrà sui soggetti
più deboli della nostra società, dove le disuguaglianze
stanno aumentando. "I soggetti deboli -afferma il giovane
sindacalista - sono le donne che nel tessile in migliaia
perdono il lavoro e hanno più difficoltà a
trovarne un altro; sono i giovani, condannati alla precarietà
che restano senza futuro nonostante i titoli di studio;
sono gli immigrati che, se perdono il lavoro, diventano
irregolari e quindi clandestini". Gazzoli cita anche
i fenomeni di razzismo nelle regioni dominate dalla Lega,
ricordando in particolare il caso della mensa negata ai
bambini i cui genitori non pagavano la retta: "La gente
ha colpevolizzato la povertà - sostiene Gazzoli -
è necessario un salto culturale perché succede
che anche i nostri iscritti solidarizzano con gli amministratori
contro chi non ha i soldi.
Parola
a Scalfaro
(05/05) 16:27 - Ha cominciato a parlare il presidente emerito
della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro.
Cazzola
(Pdl), Cgil affetta da sindrome greca
(05/05) 16:09 - "Il congresso della Cgil ha espresso
la propria solidarietà ai lavoratori greci che, con
i loro scioperi, stanno mandando in malora il paese".
Lo dice Giuliano Cazzola (Pdl), vice presidente della Commissione
Lavoro alla Camera, che aggiunge: "Le ragioni di questa
solidarietà si spiegano ascoltando la relazione di
Guglielmo Epifani il quale ha proposto, per contrastare
la disoccupazione, un pacchetto di nuove assunzioni nella
pubblica amministrazione. Ecco allora i sintomi della sindrome
greca di cui è affetta la Cgil: più scioperi
politici e più burocrazia".
Pdci,
governo ascolti temi posti da Cgil
(05/05) 16:08 - "Da Epifani una relazione forte in
un momento difficile per l'Italia e l'Europa. Epifani ha
tracciato un'agenda concreta attorno alla quale l'opposizione
deve costruire la credibilità di uno schieramento
alternativo, all'insegna della centralità del lavoro,
della solidarietà e dell'uguaglianza". Lo affermano
Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione
della sinistra, e Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro
del partito, presenti a Rimini dove si sta svolgendo il
congresso nazionale della Cgil. "Il Governo- aggiungono-
farebbe bene a prendere sul serio tanti dei temi posti dalla
Cgil, piuttosto che liquidarli, come fa Sacconi, con sufficienza".
Bertinotti,
lavoro piegato, rimetterlo al centro
(05/05) 16:06 - "Adesso che la crisi è così
manifesta e che depriva di futuro un'intera generazione,
rimettere lavoro al centro della politica e della democrazia
è un'operazione indispensabile". Lo afferma
l'ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a margine
della relazione di Epifani. Spiega quindi che "è
avvenuta vera e propria controriforma storica, che ha piegato
il lavoro e l'ha resa una variabile indipendente pressochè
di tutto, una condizione che forse non ha mai visto il lavoro
in Italia così piegato".
Damiano
(Pd), bene Epifani, serve piano straordinario
(05/05) 16:01 - "È condivisibile la proposta
di Epifani di un piano straordinario per lo sviluppo e per
l'occupazione". E' il commento del responsabile Lavoro
del Pd, Cesare Damiano. "La relazione - a suo avviso
- ha anche offerto un terreno di confronto unitario per
la ricostruzione di un modello contrattuale condiviso e
per la definizione di regole di rappresentatività
e di democrazia che si basino sull'accordo unitario di Cgil,
Cisl, Uil del 2008. Importante è l'esigenza di trovare
una nuova capacità di rappresentare i lavoratori
precari ai quali, ha riconosciuto Epifani, non sono state
date fin qui risposte sufficienti".
Nencini
(Psi), precarietà diventi tema fondamentale
(05/05) 16:01 - "Epifani, nella sua relazione che condividiamo
largamente, ha giustamente sottolineato il problema della
crescita della disoccupazione e la necessità di ridisegnare
il sistema degli ammortizzatori sociali, ma non basta".
E' il commento del segretario del Psi, Riccardo Nencini
alla relazione del segretario generale della Cgil all'apertura
dei lavori del XVI Congresso. "Quello dei giovani e
del lavoro precario - afferma Nencini - deve diventare il
tema più importante da affrontare con grande urgenza,
fantasia e flessibilità. Non possiamo fare la guerra
alla globalizzazione, ma possiamo ridurre i danni che provoca
l'insensata concorrenza sul costo del lavoro anche chiedendo
l'aiuto dell'Unione europea e dei partiti laburisti e socialdemocratici
per una soluzione comune".
Vendola,
Cgil grande casa democrazia
(05/05) 15:43 - "La relazione di Epifani ha proposto
ciò che oggi appare sempre più indispensabile:
un piano straordinario per il lavoro a fronte della inesistente
politica industriale di questo governo", lo afferma
il governatore della Puglia, Nichi Vendola, commentando
la relazione di apertura del XVI Congresso della Cgil del
segretario generale, Guglielmo Epifani. "Una relazione
che - osserva Vendola - trasmette l'orgoglio di una grande
storia e il coraggio di guardare alla necessaria innovazione,
e soprattutto la capacità di decifrare la soggettività
di un mondo spesso sconosciuto, quello del precariato".
Rispetto alla questione dei rapporti con le altre confederazioni,
Vendola tiene a sottolineare come “il tema dell’autonomia
del sindacato, della ragione sociale e culturale della sua
esistenza, è il terreno su cui Epifani ha offerto
uno spunto anche drammatico di riflessione: non ha fatto
una critica dura per poi proporre una specie di ricomposizione
ispirata al galateo delle relazioni sindacali. Ha posto
un problema - prosegue l'esponente di Sel - che è
quello della coesione sociale, della tenuta della democrazia
e della nostra civiltà, un problema che va affrontato
su un terreno di lavoro comune da parte dei sindacati e
della rivalorizzazione del mondo del lavoro”. “Sento
la Cgil come una delle grandi case della democrazia e della
civiltà di questo Paese - ha concluso Vendola - E’
quindi per me è una più casa grande che contiene
tante cose. Nel mio piccolo, mi sento di casa, qui in Cgil".
(VP)
Bonanni
e Angeletti, nessuna dichiarazione
(05/05) 15:41 - I segretari generali di Cisl e Uil, Bonanni
e Angeletti, non hanno rilasciato dichiarazioni a commento
della relazione di Guglielmo Epifani ed hanno subito lasciato
il Palacongressi. Il leader della Uil, ai giornalisti che
gli chiedevano una valutazione, ha risposto: "Parlerò
domani".
Bersani,
superare difficoltà sindacali
(05/05) 15:05 - Bersani prosegue: Sull’unità
sindacale “c’è stata una sottolineatura
delle attuali difficoltà – ha commentato Bersani
-ma anche un impegno su un percorso per superarle, sentiremo
domani le risposte di Cisl e Uil”. Uguaglianza non
è un valore da mettere da parte, ma da declinare
in modo moderno, ha detto Epifani, e il segretario del Pd
riprende l’argomento: “Senza questo valore non
esiste sinistra né centro sinistra, per noi con gradualismo,
un passo alla volta, la direzione è quella. E il
ruolo del sindacato è fondamentale nella capacità
di tenere assieme come abbiamo sentito da Epifani il concetto
di libertà con la rivendicazione di livelli universalistici
nello stato sociale e nei diritti: non si può pensare
la libertà senza un principio di uguaglianza”.
(MG)
Bersani,
giusta iniziativa sul lavoro
(05/05) 15:01 - “Una relazione seria, che ha messo
al centro il tema dei temi, il tema del lavoro, e che ha
dato indicazioni precise su come procedere. Per parte mia
io raccolgo senz’altro l’esigenza di dar luogo
ad una iniziativa straordinaria sui problemi dell’occupazione
col contributo di tutti.” Così il leader del
Pd, Pier Luigi Bersani, sulla relazione di Epifani. “Anche
noi abbiamo le nostre idee e proposte sulle questioni economiche
e sociali, è giusto che le forze sociali si esprimano
con le loro ma innanzitutto occorre che il governo si decida
a dire che il problema c’è e che bisogna intervenire.
Mi pare questo il messaggio centrale della relazione che
io condivido. Bisogna assolutamente far qualcosa per dare
un po’ di stimolo all’economia e tradurre questa
briciola di ripresa in maggiore occupazione, soprattutto
per i giovani. Purtroppo dall’altra parte vedo molta
distrazione e inconcludenza e nessun passo avanti”.
(MG)
Natale
(Fnsi), pronti a ricorrere a Corte Ue su ddl intercettazioni
(05/05) 14:43 - "Sono tante le cose che ci legano alla
Cgil. A cominciare da quel 3 ottobre a Roma, con una piazza
del Popolo stracolma di gente che manifestava per la libertà
d'espressione". Così Roberto Natale, presidente
della Fnsi, a margine della prima giornata di lavoro del
XVI congresso della Cgil. "Epifani - continua - ha
giustamente parlato nella sua relazione di una 'violenza
del silenzio'. Per farsi ascoltare i lavoratori sono costretti
a salire sui tetti, a recludersi in un'isola, all'Asinara,
ribaltando i meccanismi del reality e riuscendo a catturare
la giusta attenzione". Ma questo, naturalmente, non
è sufficiente: "Occorre tornare a una corretta
rappresentazione della realtà - prosegue - , in cui
il lavoro, i lavoratori occupano un posto molto importante.
Un aspetto che chiama direttamente in causa la Rai: chiedere
che il servizio pubblico si occupi di lavoro non significa
fare una rivendicazione di sinistra, significa solo volere
una rappresentazione realistica della realtà".
Natale ha ribadito che la Fnsi è pronta a tutte le
mobilitazioni necessarie per fermare il ddl Alfano che limita
fortemente le intercettazioni telefoniche: "Se il ddl
fosse stato già legge, della vicenda che ha coinvolto
Scajola non sapremmo nulla. I giornalisti si opporranno
con tutte le loro forze a questa norma, fino allo sciopero
e al ricorso alla Corte europea di giustizia". Infine,
il leader della Fnsi, apprezza particolarmente l'insistenza
di Epifani sul tema del precariato: "Un tema che ci
riguarda anche come lavoratori. Ci sono giornalisti pagati
3 euro a pezzo: il che è intollerabile e, inoltre,
non garantisce una tutela delle propria autonomia professionale".
(PSL)
Vendola,
relazione consapevole della crisi
(05/05) 14:40 - "Relazione molto consapevole di quale
sia il punto di crisi e di degrado della situazione italiana,
il pericolo che vive l’Europa e l’economia mondiale".
E' il commento del governatore della Puglia, Nichi Vendola,
all'intervento di Epifani. Ed insieme sottolinea "l’orgoglio
di declinare una grande storia, soprattutto la capacità
di decifrare la soggettività di un mondo spesso sconosciuto,
quello del precariato”. (VP)
Sacconi,
con piano lavoro Cgil facciamo fine Grecia
(05/05) 14:36 - “Chiedere 400.000 nuovi posti di lavoro
nel settore pubblico nei prossimi tre anni è pazzesco,
perchè comporta uno sforzo economico che la nostra
pubblica amministrazione non è in grado di sostenere;
significa che nel 2013 rischiamo seriamente di fare la fine
della Grecia”. Così Maurizio Sacconi giudica
il piano del lavoro proposto da Guglielmo Epifani, nel corso
della sua relazione al XVI congresso generale Cgil. “Un
piano che è solo e interamente spesa pubblica, che
avrebbe come unica risultante un ulteriore pesante aggravio
del deficit pubblico” - ha aggiunto il ministro del
Lavoro, che, uscendo dalla sala del Palafiera di Rimini,
ha anche criticato la posizione del segretario generale
della Cgil in merito allo Statuto dei lavoratori: “una
visione del tutto superata e anacronistica, che conferma
come la confederazione di Epifani non sia affatto sulla
via del riformismo, ma tutta arroccata su se stessa e, di
fatto, sempre più isolata”. Lo testimoniano,
del resto, “le bordate di fischi indirizzate ai segretari
generali di Cisl e Uil e, di contro, gli applausi da stadio
riservati a un vecchio democristiano come Scalfaro. Per
fortuna - ha concluso l’esponente del governo - la
Cgil non è solo questa: ne esiste un’altra
sul territorio, a livello locale, più aperta al dialogo
e disponibile al confronto”. (RG)
Bindi,
il Pd accoglie l'appello di Epifani
(05/05) 14:33 - “Il Pd è pronto ad accogliere
l’appello di Epifani”. Lo dichiara la presidente
Rosi Bindi, in riferimento alla richiesta fatta dal segretario
generale della Cgil nella parte conclusiva della relazione,
quando ha spronato le forze politiche - a partire da quelle
che storicamente per valori e ideali intendono conservare
radici nel mondo del lavoro - a fare riferimento, in maniera
non occasionale o formale, al patrimonio di valori, interessi
e moralità. “Lo faremo nel rispetto dei rispettivi
ruoli, nell’autonomia della politica e del sindacato
– aggiunge – ma consapevoli di interpretare
le istanze del paese. Apprezza in particolare “la
vicinanza alle parti più deboli e sofferenti del
Paese e la disponibilità a ricostruire l’unità
del mondo del lavoro”. Quindi, sulla crisi: “Nel
Sud le disuguaglianze aumentano, occorre quindi fare lì
un investimento più forte”. Inevitabile il
riferimento critico al “sogno del federalismo leghista
basato su un’idea separatista mentre la questione
meridionale – ha concluso – sarà risolta
quando diventerà nazionale”. (DP)
Bonelli,
relazione attenta ai problemi veri
(05/05) 14:24 - "Una relazione attenta ai problemi
veri del Paese". E' il commento di Angelo Bonelli,
presidente dei Verdi alla relazione di Guglielmo Epifani.
"La Cgil - continua - si rivela come l'unico sindacato
che guarda ai temi dell'innovazione e della green economy,
visti come motore per uscire dalla crisi economica del paese".
(MA)
Sacconi,
su arbitrato posizione Cgil pregiudiziale
(05/05) 14:22 - Prima della relazione di Guglielmo il ministro
Sacconi illustra le possibili novità che possono
venire dall’assise di Rimini. “Credo che la
prima grande novità, la novità che comunque
io mi auguro, possa essere solo l’avvio di relazioni
più positive tra le confederazioni sindacali, il
ritorno a una posizione comune”. Secondo il ministro
se Cgil, Cisl e Uil troveranno sui grandi temi una visione
unitaria "il rapporto con il governo ne trarrà
un sicuro giovamento”. Ci sono tuttavia progetti dell’esecutivo,
si pensi all’arbitrato, che restano per la Cgil, anche
con le ultime modifiche, completamente inaccettabili. “Sull’arbitrato
la Cgil ha avuto una posizione pregiudiziale. Dimenticando
fra l’altro che il tema è affidato alla responsabilità
delle forze sociali - afferma Sacconi - Il governo ha messo
in campo una piattaforma riformista – prosegue –;
una piattaforma che noi riteniamo adeguata ad affrontare
la fase di transizione che oggi stiamo vivendo. È
importante che si avvii un dialogo tripartito, è
importante che a questo dialogo partecipi anche la Cgil”.
Accanto al collegato sul lavoro e al nodo dell’arbitrato
ci sono intanto le situazioni di crisi aperte e il timore
che le dimissioni di Scajola possano allentare l’attenzione
su alcune emergenze. Sacconi allontana ogni dubbio. “Un
esempio? – conclude –. Stiamo seguendo da vicino,
e vogliamo risolvere al più presto, la questione
della Glaxo di Verona”. (GR)
Di
Pietro, sui contratti ultima parola a lavoratori
(05/05) 14:09 - Nell’intervento di Epifani c’è
una “volontà chiara di non ‘trescare’
con Cisl e Uil”. Così il leader dell’Italia
dei valori, Antonio Di Pietro, subito dopo la relazione
di Epifani. “L’Idv - ha aggiunto – è
già pronta a depositare in Parlamento una proposta
di legge per dare ai lavoratori l’ultima parola sui
contratti di lavoro”. (AP)
Marcegaglia,
pronti solo a piccole modifiche su modello contrattuale
(05/05) 14:05 - La relazione di Epifani “è
stata insufficiente” sul tema della crisi europea,
a partire dalla Grecia, per finire con gli ultimi sviluppi
in Spagna dove si è verificato il crollo delle borse.
Così Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria,
al congresso della Cgil. Per quanto riguarda i punti politici,
la leader degli industriali si dice “nettamente contraria”
alla proposta di sbloccare il turn over nel pubblico impiego:
“Non ce lo possiamo permettere” a causa del
debito pubblico. “Belle e interessanti”, a suo
giudizio, le proposte della Cgil su ricerca, investimenti
e innovazione. “Siamo pronti a ridiscutere del modello
contrattuale - ha concluso -, ma possiamo accettare solo
piccole modifiche, anche perché con la Cgil abbiamo
già firmato molti contratti dopo quell’accordo”.
(PA)
Eletta
presidenza del Congresso, 44 su 68 sono donne
(05/05) 13:52 - La presidenza del congresso è composta
da tutta la segreteria confederale e da delegati che provengono
in maggior parte dai luoghi di lavoro. E' una presidenza
al femminile, le donne sono infatti 44 su 68. Significativa
anche la presenza di delegati stranieri, alcuni dei quali
componenti di segreterie territoriali. (AV)
Elette
le Commissioni congressuali
(05/05) 13:49 - Dopo la relazione di Epifani sono state
elette le Commissioni congressuali: quella elettorale e
per lo statuto che proporrà al congresso il nuovo
direttivo nazionale e le modifiche statutarie; quelle politica
e per il programma che dovrà scrivere un documento
di sintesi di tutta la discussione congressuale che conterrà
i punti fondamentali del programma della Cgil per i prossimi
anni. Lo sforzo di questa commissione sarà quello
di arrivare a una conclusione unitaria del congresso. E
stata anche eletta la Commissione verifica poteri a cui
è demandato il compito di controllare la correttezza
di tutte le operazioni congressuali. La commissione elettorale
e statuto è composta da 50 delegati; la commissione
politica e del programma ha 69 componenti; la commissione
verifica poteri di 16 componenti. In tutte le commissioni
la presenza delle donne è intorno al 40%. (AV)
Chiusa
la relazione di Epifani
(05/05) 13:45 - Si è appena conclusa la lunga relazione
di Epifani, durata un'ora e quaranta minuti. Il leader della
Cgil ha toccato tutti i punti dell'azione del sindacato
proponendo tra l'altro un piano triennale per il lavoro.
La platea sè è alzata in piedi salutando con
un lungo applauso Epifani, giunto all'ultimo congresso da
segretario generale.
Epifani,
per noi federalismo è contrario di secessione
(05/05) 13:40 - Non sappiamo se il confronto aperto nel
governo all’interno della maggioranza porterà
nuovi problemi al governo stesso e dove porterà il
paese. In ogni caso “noi continueremo a stare in campo
contrastando le scelte sbagliate, incalzando per dare una
risposta ai problemi che salgono dal profondo della condizione
del lavoro, dei pensionati, dei nostri giovani”. Così
si è espresso oggi il segretario della Cgil per descrivere
la nuova fase politica che si sta aprendo in questi giorni.
Epifani ha ribadito le critiche alle scelte del governo
e ha ribadito le posizioni della Cgil sul federalismo fiscale
e l’unità del Paese. Ma nello stesso tempo
ha voluto rivolgere un appello alle forze dell’opposizione
affinché facciano riferimento ai valori e agli ideali
che hanno segnato la storia del movimento dei lavoratori.
“Per noi – ha detto Epifani – la parola
federalismo è il contrario della parola secessione;
autogoverno vuol dire più democrazia; non lasciare
indietro nessuno vuol dire ripartire dagli ultimi, da chi,
da solo, anziano, donna, migrante, precario, malato, non
autosufficiente, emarginato, non ce la può fare.
E paese civile è un paese che non assiste assente
alla tragedia che si consuma ogni giorno dentro le nostre
carceri”. Epifani, che ha voluto ricordare come da
sempre i lavoratori hanno dato prova di quella che un tempo
si sarebbe chiamata la responsabilità nazionale delle
classi lavoratrici, ha ribadito che la Cgil sosterrà
con tutte le sue forze la grande manifestazione di Milano
del 2 giugno prossimo perché “la festa della
Repubblica sia insieme anche la festa della nostra Costituzione”.
(PA)
Epifani,
è stato un congresso vero
(05/05) 13:35 - È stato un congresso vero, svolto
in condizioni difficili di crisi in molti luoghi di lavoro.
Non è stato né un rito né una passeggiata
facile per nessuno, nonostante la mozione uno abbia largamente
prevalso. Lo dice nella parte conclusiva della relazione
Guglielmo Epifani, il quale osserva: “Saper gestire
l'esito di un percorso democratico è una prova di
responsabilità che riguarda tutta la Cgil, come pure
va data attenzione ai temi contenuti della mozione che ha
avuto la minoranza dei consensi". Al nuovo gruppo dirigente
spetta valorizzare l'unità, i pluralismi, le competenze
e il rinnovamento necessario, aggiunge. Circa le osservazioni
e i richiami sulle modalità e le procedure della
consultazione di base, Epifani dice che, finito il congresso,
"rifletteremo su tutto quanto, analizzando dati e problemi
in modo da rispondere ai principi di trasparenza e completezza
della verifica democratica”. (PSL)
Epifani,
sosteniamo battaglia contro acqua privata
(05/05) 13:31 -
Epifani,
sull’unità tocca alla Cgil fare di più
(05/05) 13:25 - Epifani non nasconde, nella relazione, le
difficoltà nei rapporti unitari con Cisl e Uil e
cita l'ultimo caso, quello della firma dell'avviso comune
sull'attuazione del ddl sull'arbitrato e il diritto del
lavoro. Ma le circostanze (la crisi, gli errori del governo)
sono tali che occorre che il sindacato sappia lottare e
restare unito. "Avverto il bisogno - rileva ancora
Epifani - di fermarci tutti a riflettere su queste divisioni
e, pur avendo le mie certezze sulle responsabilità
di questa deriva, penso che tocchi, ancora una volta, alla
Cgil fare di più". E chiede alla sua organizzazione
"di discutere e condividere un percorso che freni la
completa lacerazione dei rapporti e dica su quali terreni
ricostruire un percorso di lavoro comune". Su questi
temi: le regole della democrazia; ricondividere il modello
contrattuale; i contratti pubblici; la rinuncia ad avvisi
comuni senza tentare prima una mediazione e un chiarimento
tra le tre confederazioni. Epifani chiede poi che si riprenda
a discutere di merito: di sicurezza sul lavoro, salute,
ambiente, sui migranti, sui pensionati e sugli anziani,
sul fisco. (PSL)
Epifani,
la Cgil si batte per lo jus soli
(05/05) 13:19 - Il segretario della Cgil ha parlato molto
delle battaglie del sindacato contro il razzismo, ricordando
le tante manifestazioni e la grande campagna nazionale “stesso
sangue, stessi diritti”. “Siamo stati nelle
piazze – ha detto Epifani – nelle manifestazioni,
abbiamo ricordato i vent’anni dell’assassinio
di Jerry Masso e scelto Rosarno come sede del Primo Maggio,
come luogo simbolo del rapporto inaccettabile tra criminalità
organizzata e domanda di lavoro di tanti immigrati trattati
come schiavi moderni. “Con la determinazione che deriva
da questo impegno – ha spiegato Epifani – da
queste convinzioni profonde, di fronte al dibattito parlamentare
che si accinge ad affrontare il tema dello jus soli, non
crediamo che sia più un sogno, una fuga in avanti,
battersi perché questa sfida di civiltà la
si possa vincere davvero; e sperare che l’amore che
si deve portare a una vita che nasce, sia fatto anche del
riconoscimento della comune cittadinanza, oltre che dei
doveri di umanità verso i bambini di un asilo o di
una scuola, e verso i figli di chi si ritrova ad essere
soltanto un clandestino. La lettera di quell’imprenditore
di Adro che ha pagato la retta della mensa comincia con
una frase che dice tutto: sono figlio di un mezzadro, ho
imparato da mio padre il rispetto che si deve alle persone”.
(PA)
Epifani,
semplificare numero e dimensione dei contratti
(05/05) 13:06 - Se la scommessa della ricomposizione della
rappresentanza resta un obiettivo rilevante, la Cgil non
può restare nè subalterna nè nell'angolo
sul fronte della contrattazione. "Restiamo decisivi
- dice - per rafforzare e qualificare la contrattazione
e per lavorare seriamente allo scopo di ricomporre e semplificare
il numero e la dimensione dei contratti nazionali".
Le resistenze vengono dalle imprese. La priorità
della Cgil - osserva Epifani - è unificare il mondo
del lavoro. E indica sei strade: 1) Unificare vuol dire
ricomporre e non solo ridurre il numero dei contratti, lavorando
sulle frantumazioni esistenti nei comparti e nei settori,
anche nel pubblico impiego; 2) Unificare vuol dire assumere
la scelta della clausola sociale come obiettivo di pratica
comune; 3) Unificare vuol dire riguadagnare una capacità
di controllo e di informazione preventiva su appalti, cessioni
di ramo e terziarizzazioni; 4) Unificare vuol dire praticare
la contrattazione di sito e di filiera; 5) Unificare vuol
dire aprire un confronto sul lavoro pubblico o meglio sulla
responsabilità pubblica nella gestione dei servizi;
6) Unificare vuol dire combattere nuove diseguaglianze tra
nativi e migranti. (PSL)
Epifani,
governo sblocchi elezioni Rsu per pubblico e scuola
(05/05) 13:02 - "Chiediamo al governo di confermare
entro l'anno la rielezione di tutte le Rsu nei settori pubblici
e nella scuola". Così Epifani in un passaggio
molto applaudito della relazione
Epifani,
firmati 40 contratti oltre l’accordo separato
(05/05) 13:02 - L’accordo separato del 22 gennaio
non ha impedito alla Cgil di fare il suo mestiere di sindacato.
La Cgil ha lottato contro quell’accordo di inaudita
gravità e ha cercato di battersi in ogni categoria
per spostare più in avanti l’asticella. “Dopo
l’accordo separato, che resta un atto di eccezionale
gravità con precisa responsabilità del governo
e di Confindustria e di Cisl e Uil – ha detto Epifani
– non ci siamo fermati, ci siamo rivolti ai lavoratori,
fatto assemblee, raccolto milioni e milioni di firme, scioperato.
La grande manifestazione al Circo Massimo il 4 aprile –
la più grande manifestazione in Italia dopo quella
del 2002 – ha rappresentato il punto più alto
della nostra risposta”. Epifani ha detto che la Cgil
non è rimasta sulla difensiva “e contratto
dopo contratto dove è stato possibile, abbiamo provato
a dimostrare che un’altra strada si doveva e poteva
imboccare. Dopo 15 mesi, oggi sono più di 40 i contratti
rinnovati unitariamente per più di tre milioni e
mezzo di lavoratori, ai quali vanno aggiunti i lavoratori
del commercio dove, di fronte a un primo accordo separato,
le tre federazioni di categoria sono state in grado di far
prevalere una positiva capacità di composizione unitaria”.
Ovviamente non tutti i contratti sono uguali e non si possono
mettere tutti sullo stesso piano. Ma è evidente –
ed è facile averne un riscontro – che tutti
“i risultati retributivi sono mediamente al di sopra
dell’indicatore; in molti casi di sono realizzate
innovazioni sulle professionalità, gli orari, l’estensione
della contrattazione territoriale o di secondo livello.
In altri contratti vi sono aspetti e soluzioni che suscitano
problemi. Molti lavoratori si sono espressi con il voto,
in altri casi non è stato possibile raggiungere un’intesa
per votare unitariamente”. Per quanto riguarda i metalmeccanici,
Epifani è tornato a criticare duramente le scelte
compiute che hanno determinato una nuova intesa separata
senza la Fiom e un contratto che non è stato sottoposto
al voto dei diretti interessati. “L’accordo
separato – ha precisato poi Epifani – ha in
ogni caso un suo limite temporale, un termine, così
come avevamo proposto perché le incertezze delle
prospettive economiche e la crisi sconsigliavano comunque
un accordo di medio e lungo periodo”. Per l’insieme
di questi giudizi politici, il segretario della Cgil ha
voluto riconfermare “davanti al Congresso e davanti
alle nostre controparti che noi intendiamo lavorare per
riconquistare un modello condiviso e un modello che riunifichi
sul serio i settori pubblici e quelli privati come era previsto
nell’accordo del 23 luglio”. Ci si può
avvicinare a questo nuovo accordo ritrovando prima di tutto
un’intesa sulle regole della democrazia. (PA)
Epifani,
no a modello corporativo di sindacato
(05/05) 12:57 - Epifani, nella relazione, respinge un modello
corporativo del sindacato, che non porta ad includere e
allargare i diritti e che porta invece a una confusione
di ruoli e funzioni dove tutto si perde (il ruolo dello
Stato, quello dell'impresa, quello del sindacato) in cui
non si capisce bene chi sia controparte di chi. La Cgil
sa bene che i rapporti di forza nel paese "non sono
più quelli di una volta" e che conquista e difendere
i diritti è un processo non più lineare. In
questo ambito la divisione sindacale, anche sui questi temi,
"indebolisce e favorisce il disegno del governo di
imporre un modello ideologico basato su principi che sono
il contrario di quelli che hanno visto impegnato il movimento
sindacale italiano". Il modello neocorporativo conduce
invece "ad uno svuotamento progressivo della contrattazione
collettiva sia di quella nazionale sia di quella di secondo
livello". Con una rappresentanza "divisa, incerta,
debole, nei luoghi di lavoro e nei territori, l'assenza
di regole esigibili per misurare correttamente e in maniera
omogenea la rappresentatività di ognuno". "E
per stabilire - continua - quando si possa firmare un contratto
sulla base di una soglia legata al principio di maggioranza
e come fare esprimere democraticamente i lavoratori, sulle
intese e sugli accordi che li riguardano". Epifani
è consapevole che non si possa restare "nel
limbo di questa situazione", e propone: "Se la
Cisl e la Uil vogliono lealmente e realmente prendere in
mano il problema della democrazia sindacale, noi siamo pronti
a ricercare le ragioni e i contenuti di un accordo tra i
sindacati" sapendo che "la legge, il sostegno
della legge è l'unico modo per rendere certo ed esigibile
un quadro di regole democratiche". (PSL)
Epifani,
tutti devono dare un contributo alla riforma degli ammortizzatori
(05/05) 12:54 - Il segretario generale della Cgil ha ribadito
la posizione del sindacato sulla riforma più generale
del welfare. “Avanzeremo innanzitutto una proposta
di riforma organica degli ammortizzatori sociali –
ha spiegato Epifani nella sua relazione d’apertura
al Congresso – una riforma che parta dai contenuti
dell’accordo del 2007 e della riflessione sui problemi
che la crisi ci consegna”. In particolare Epifani
ha detto che la Cgil vuole “un sistema pubblico e
universale incentrato su due istituti, riferiti l’uno
a chi ha perso il lavoro, unificando le indennità
di mobilità e disoccupazione, e l’altro a chi,
pur mantenendo il rapporto con l’impresa, ne vive
la fase di difficoltà e crisi”. Sempre secondo
Epifani, i costi di questa operazione possono essere affrontati
anche prevedendo una fase di transizione e di gradualità,
“mentre non è rinviabile in Italia uno strumento
di salvaguardia del reddito di ultima istanza per chi, avendo
perso il lavoro, giunge al termine della copertura degli
ammortizzatori”. Ovviamente non si possono scaricare
i costi di queste scelte e di questi interventi necessari
sui lavoratori. “Solo uno strumento finanziato dalla
fiscalità generale e corredato da misure di rientro
nel mondo del lavoro, nella disponibilità dei Comuni
quanto a gestione dell’erogazione, può evitare
di scaricare sugli ammortizzatori bisogni di contrasto alla
povertà che più correttamente devono essere
affrontati nell’ambito delle politiche sociali”.
(PA)
Applausi
per Giorgio Napolitano
(05/05) 12:48 - Un applauso accoglie il nome del capo dello
Stato Giorgio Napolitano, citato da Epifani durante il suo
passaggio sul ddl lavoro
Epifani,
sulla crisi la Confindustria ci dà ragione
(05/05) 12:45 - “Nel suo convegno di Parma, la Confindustria
ha chiesto al governo di fare di più partendo da
un quadro di evoluzione delle dinamiche economiche degli
ultimi decenni che portano a una conclusione molto vicina
a quella a cui da tempo siamo pervenuti, intorno al tema
del declino relativo del nostro sistema industriale”.
Secondo Epifani, la stessa esigenza, quella di trovare una
politica economica all’altezza della crisi, “viene
ripetutamente avanzata dal mondo del commercio, della distribuzione,
del turismo, dall’agricoltura, della piccola e media
impresa, degli artigiani, delle costruzioni, da parte degli
enti locali e dei Comuni, delle università, delle
scuole, degli istituti di ricerca. Per il segretario della
Cgil, il “governo deve riflettere su tutto questo
e lo dico soprattutto al ministro dell’Economia impegnato
in un ruolo non facile in una fase di turbolenze dei mercati
finanziari che tornano a muoversi quasi come prima della
crisi”. Epifani ha ricordato che la Cgil ha criticato
da subito le politiche del governo nei confronti della grande
crisi e si è anche mobilitata per questo. In realtà,
l’Italia è l’unico paese in Europa e
forse nel mondo che non ha deciso un reale sostegno agli
investimenti, ai settori industriali più colpiti
dalla crisi. Inizialmente era bollata come disfattista e
sempre negativa. Ora ci sono importanti forze, a partire
appunto dalla Confindustria, che cominciano a condividere
le analisi sulla crisi e le critiche al governo Berlusconi.
Ovviamente il segretario Cgil non ha risparmiato critiche
alla Confindustria, che quest’anno ha deciso di partecipare
al congresso con le sue più alte cariche. In particolare
il punto di attacco di Epifani è stato sulla responsabilità
di Confindustria dopo l’accordo separato, atto di
eccezionale gravità. (PA)
Epifani,
c’è disegno per controriforma diritti
(05/05) 12:45 - “Un vero e proprio disegno di controriforma
dei diritti”, così Guglielmo Epifani definisce
le iniziative del governo sulle politiche del lavoro, dei
diritti, della cittadinanza. Il segretario della Cgil ricorda
l'accordo sul welfare sottoscritto con il governo, accordo
"smantellato" dal governo ma sul quale la Cgil
è stata "coerente" e "leale",
"con quello che si è firmato e con il voto dei
lavoratori". Il governo e la maggioranza hanno invece
proseguito sulla strada dell'arbitrato, del testo unico
sulla sicurezza, con il ddl sulla regolamentazione del diritto
di sciopero, il libro bianco e la bilateralità "forzosa".
E oggi - sottolinea Epifani - arriva l'annuncio del confronto
sugli ammortizzatori sociali e lo statuto dei lavori. La
Cgil condivide e apprezza la decisione di Giorgio Napolitano
(molto applaudito) di rimandare il ddl sul processo del
lavoro alle Camere. E nelle correzioni apportate dalla maggioranza
e dal governo "non ritroviamo la risposta corretta
alle osservazioni molto forti e fonmdate del Quirinale".
Modifiche, quindi, "che non rendono la norma meno anticostituzionale".
Un passaggio molto applaudito. (PSL)
Epifani,
per uscire dalla crisi ci vuole la terza via
(05/05) 12:38 - Non si può uscire dalla crisi ricorrendo
di nuovo al taglio delle spese correnti e all’imposizione
di pesanti sacrifici per i lavoratori, la via che è
stata imboccata per la Grecia anche a causa di gravi incertezze
e ritardi dell’Europa. Lo ha detto il segretario della
Cgil parlando della crisi e del caso greco. Secondo Epifani
sono assolutamente sbagliate le soluzioni che stanno avanzando.
Da una parte ci sono infatti molti economisti che considerano
inevitabile la ripresa dell’inflazione una volta stabilizzata
la situazione. Dall’altra ci sono le banche centrali
che – come sempre – chiedono il contenimento
delle spese correnti, a partire da quella per la sanità
e le pensioni, anche se poi le stesse banche centrali non
si chiedono come mai negli ultimi 15 anni, nessun grande
paese sia effettivamente riuscito a ridurre la spesa, mentre
gli avanzi primari sono stati ottenuti grazie a operazioni
straordinarie. “Resta quindi la terza via, la migliore
– ha spiegato Epifani – la più corretta,
ma anche la più difficile: aumentare stabilmente
il tasso medio di crescita del Pil, che è stato mediamente
del 5% negli anni 1955-85 e negli ultimi 15 anni del 2%,
con l’Italia sempre al di sotto di questo valore.
Un progetto paese richiede l’assunzione esplicita
di questo obiettivo, un programma di spesa, la capacità
di attrarre investimenti dall’estero, l’aumento
del valore e della qualità del nostro sistema industriale,
la difesa della coesione sociale contro le scelte e le logiche
corporative”. Secondo Epifani, la crisi di oggi è
molto insidiosa anche perché i costi che hanno peggiorato
i deficit pubblici avranno effetti nei prossimi decenni
e riapriranno di sicuro un conflitto distributivo attorno
alle poche risorse disponibili. Per questo si imporranno
scelte inedite proprio perché “la crescita
improvvisa dei deficit pubblici non ha precedenti nella
storia dell’Occidente”. (PA)
Epifani,
i settori colpiti dalla crisi
(05/05) 12:31 - Il governo non fa abbastanza per le situazioni
di particolare difficoltà delle imprese. Se i paesi
europei più grandi mettono in campo risorse e sostegni,
"noi non lo facciamo". Lo dice Guglielmo Epifani
nella relazione al Congresso. Eppure - rileva - non passa
giorno che non porti parole pesanti. E cita i nuovi tagli
alla Telecom, il ca Eutelia, i ventimila lavoratori dei
call center, le fabbriche che chiudono a Terni, Faenza,
Imola, Nocera, Fabriano, la chimica sarda, Porto Marghera.
Riparte la cassa integrazione nel settore dell'auto in attesa
dell'attuazione del piano Fiat che andrebbe sostenuto da
una politica industriale che sviluppi in Italia ricerca
e innovazione. (PSL)
Epifani,
rinviare il Ponte sullo stretto e ricostruire L’Aquila
(05/05) 12:29 - L’Italia ha bisogno di una vera politica
economica e di una vera politica industriale che sono necessarie
per rilanciare l’economia bloccata dalla crisi. Lo
ha ribadito oggi il segretario generale della Cgil, Guglielmo
Epifani. Una vera politica industriale richiede di affiancare
a una base manifatturiera di qualità alle nicchie
di produzione di eccellenza, a medie e grandi imprese in
grado di allargare filiere e catene di valore, una forte
componente interna della domanda degli investimenti e dell’occupazione
per evitare di essere solo dipendenti dalle altre economie
e dalla ciclicità della crisi. Ma tutte queste cose
non sono neppure pensabili se non si individuano le risorse
necessarie e se non si attuano scelte conseguenti. “Questo
disegno – spiega il segretario della Cgil –
richiede scelte, ordine di priorità, capacità
di governare sistemi complessi. Richiederebbe, ad esempio,
di investire subito nella banda larga e favorire un’offerta
di servizi da parte delle nostre imprese”. Per non
restare ultimi in Europa nell’accesso alla trasmissione
veloce di dati e informazioni. Queste scelte richiederebbero
di “posporre la costruzione del ponte tra Messina
e Reggio Calabria per risolvere prima i collegamenti ferroviari
e viari e la messa in sicurezza di quei territori, che come
si è visto a Messina, franano a ogni pioggia. Secondo
Epifani sarebbe al contrario necessario rimettere al centro
delle scelte la ricostruzione de L’Aquila. Questa
politica “richiederebbe con i tempi giusti che si
facesse della ricostruzione dell’Aquila e del suo
centro storico un grande progetto nazionale e internazionale
– finanziato anche con una tassa di scopo –
a cui fare concorrere il meglio dell’architettura
e delle scuole di restauro contemporanee.” Per quanto
riguarda le scelte energetiche, Epifani ha detto che ha
senso continuare la ricerca sul nucleare, ma è necessario
soprattutto per i prossimi 15 anni “imboccare la strada
del risparmio energetico, delle tecnologie delle fonti rinnovabili,
della bioedilizia, facendo dell’ambiente il campo
di un forte pacchetto di investimenti e occupazione”.
(PA)
Epifani,
la proposta sul fisco
(05/05) 12:21 - Restituzione immediata di una quota di drenaggio
fiscale degli ultimi anni. Questa la principale proposta
della Cgil sul fisco ribadita da Guglielmo Epifani dal palco
del congresso. Non c'è nella proposta della Cgil
soltanto equità distributiva e giustizia sociale.
Occorre riformare - ha detto Epifani - il meccanismo dell'attuale
cuneo fiscale sui salari, sulle retribuzioni, sulle pensioni,
e anche sul tfr, "tassato oltre ogni ragionevole misura".
La Cgil chiede un fisco meno pesante con le imprese con
bassi profitti e molta manodopera. Basta poi con condoni,
scudi, sanatorie di ogni tipo, elusioni ed evasioni non
giustificabili. (PSL)
Epifani,
il nostro Piano straordinario del lavoro
(05/05) 12:14 - “Ci vuole in sostanza un piano straordinario
per il lavoro e l’occupazione fatto da tre componenti:
uno stimolo importante e mirato di carattere fiscale agli
investimenti in ricerca, innovazione e formazione nella
filiera manifatturiera, unica possibilità per conservare
in valore quello che si perde in quantità prodotta
e venduta nei mercati internazionali; un allentamento del
patto di stabilità degli enti locali soprattutto
in rapporto ai lavori di messa in sicurezza di campagne,
quartieri e città, di riconversione ecosostenibile,
di risparmio energetico di abitazioni, uffici, impianti
industriali: una riapertura del turn over nella scuola,
nell’università, nelle pubbliche amministrazioni
almeno per tre anni, allo scopo di favorire nelle forme
corrette l’ingresso dei giovani laureati e diplomati
chiudendo anche tutte le sacche di precariato ancora esistenti.
Di fronte a una disponibilità del governo a muoversi
in questa direzione, siamo pronti ad armonizzare i rinnovi
contrattuali che vanno definiti nei settori pubblici e nella
scuola come una parte di questa scelta”. Sono questi
i tre punti del Piano del lavoro straordinario proposto
oggi dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani
nella sua relazione introduttiva. Secondo Epifani è
necessario sostenere la proposta con un piano di investimenti
pubblici e privati direttamente orientati alla ricerca e
allo sviluppo. Solo con le ricadute immediate di un piano
di questo genere sarebbe possibile creare 150 mila nuovi
posti di lavoro, mentre la riconversione verso la green
economy produrrebbe in tre anni almeno 70 mila posti di
lavoro. Un piano di micro opere infrastrutturali creerebbe
altri 150 mila posti, mentre la sospensione per tre anni
del blocco del turn over produrrebbe altri 400 mila posti.
In generale, ha detto Epifani, una manovra di questo genere
puntata sulla creazione e la difesa dei posti di lavoro
“abbasserebbe la percentuale dei tassi reali di disoccupazione
dal 10% del quarto trimestre del 2010 al 7,5% del quarto
trimestre del 2013. (PA)
Epifani,
l'affetto per chi perde il lavoro
(05/05) 12:08 - L'affetto della Cgil per chi perde il lavoro,
un congresso dedicato ai più deboli. Così
Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, comincia
la sua relazione congresso nazionale della Cgil a Rimini.
"Alle persone che hanno perso il lavoro senza colpa
e responsabilità - dice il leader della confederazione
tra gli applausi - a chi si ritrova su un'isola o in un
presidio a lottare per il proprio avvenire, ai tanti precari
che hanno perso per primi il lavoro, ai tanti giovani disoccupati
del Mezzogiorno, e ai tanti anziani soli in condizioni di
povertà, va il pensiero, l'affetto, la vicinanza
di tutta la Cgil. Insieme alla riconferma di un impegno
che è la stessa ragione fondativa per la quale abbiamo
senso di esistere”. (PSL)
Inizia
la relazione di Epifani
(05/05) 12:08 -
Urbinati
(Cgil Rimini), nostra storia ricomincia ogni giorno
(05/05) 12:01 - ”Ma io con il cuore cosciente di chi
soltanto nella storia ha vita, potrò mai più
con pura passione operare, se so che la nostra storia è
finita?”. Inizia con questa citazione di Pier Paolo
Pasolini il breve intervento del segretario generale della
Camera del Lavoro di Rimini, Graziano Urbinati. “Non
solo la nostra storia non è finita” ha affermato
poi il segretario, “ma ricomincia ogni giorno, con
la stessa passione civile di sempre, passione rafforzata
dalla difficoltà attraversate nell’ultimo periodo”.
Per Urbinati questo congresso è una grande prova
di organizzazione e partecipazione, un grande sforzo organizzativo
politico del più grande sindacato del paese. “La
crisi ci costringe a rivedere i nostri obiettivi”,
prosegue, “perché una crisi economica, culturale
ed istituzionale. Ma noi ci battiamo per il merito, la legalità,
la sicurezza sul lavoro, la lotta all’evasione fiscale,
la solidarietà, i diritti dei lavoratori, l’ambiente
sano; e faremo di tutto perché queste non rimangano
solo parole”. (RM)
Presenti
1.041 delegati
(05/05) 11:54 - Sono 1.041 i delegati di cui 430 donne,
e oltre gli 3.000 invitati, al congresso della Cgil. È
quanto comunicato dal palco. Si è anche votata la
composizione della presidenza, circa 70 componenti: come
presidente è stato eletto Raffaele Minelli. (AA)
Proiettato
un video sugli quattro anni della Cgil
(05/05) 11:50 - Dopo il saluto agli ospiti è stato
proiettato un video di Stefano Cormino “La nostra
gente” che ha ripercorso gli ultimi quattro anni di
lotte e iniziative della Cgil. Una carrellata di manifestazioni,
volti e testimonianze della crisi e delle sue conseguenze
sulla vita delle persone. Subito dopo Lucilla Galeazzi,
cantante folk, ha eseguito tre pezzi ( “Tarantella
dei baraccati”, “Voglio una casa”, “Il
12 dicembre mattina”) tratti dal suo nuovo album “Ancora
bella ciao”. (AV)
Salutati
sindaci e presidenti Regioni
(05/05) 11:43 - Dal palco del congresso il saluto agli ospiti
presidenti delle regioni Vasco Errani (Emilia Romagna),
Nichi Vendola, (Puglia), Catiuscia Marini (Umbria), Enrico
Rossi (Toscana) e Renata Polverini (Lazio). Presente anche
il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli.
Il
messaggio del presidente della Repubblica
(05/05) 11:35 - La ringrazio, caro segretario generale,
per le espressioni che ha voluto rivolgermi anche a nome
della confederazione chiamata, in occasione del suo sedicesimo
congresso, a definire il percorso e le scelte che attendono
la Cgil nel prossimo futuro. La difficile situazione economica
e la conseguente crisi occupazionale di questo periodo impongono
a tutte le parti sociali un confronto aperto e coraggioso
per rilanciare un concreto percorso di dialogo e di concertazione.
Occorre che le istituzioni e le rappresentanze del mondo
produttivo e del mondo del lavoro convergano verso comuni
obbiettivi di ampio respiro, in grado di coniugare il rigoroso
rispetto degli obblighi comunitari, il doveroso contenimento
della spesa pubblica e una più razionale gestione
delle risorse anche sulla base di nuove priorità.
Questo impegno, complesso quanto ineludibile, non può
non accompagnarsi con il prioritario dovere di sollecitare
il più ampio accesso dei giovani al mercato del lavoro
e di tutelare i diritti dei lavoratori, a cominciare dal
diritto alla sicurezza. A tale disegno non potrà
mancare il responsabile apporto della Cgil che, nel solco
della sua storia e come componente essenziale del movimento
sindacale e del mondo del lavoro, saprà offrire il
suo prezioso contributo di proposte e di iniziative per
affrontare le dure sfide che impegneranno il nostro paese
nella ricerca di una solida ripresa economica e di un equilibrato
rapporto tra sviluppo economico, solidarietà e giustizia
sociale. Con questo spirito e nel formulare il mio augurio
di buon lavoro, rivolgo a lei, segretario generale, e a
tutti i delegati un caloroso saluto.
Applauditi
Vendola e Bersani
(05/05) 11:32 - Tra gli ospiti politici, molti applausi
hanno accolto Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani. Applauditi
anche Rosy Bindi, don Luigi Ciotti e Moni Ovadia.
Fischi
per Sacconi
(05/05) 11:24 - Qualche fischio al sottosegretario Gianni
Letta e una bordata di fischi per il ministro del Lavoro
Maurizio Sacconi. Così la platea del congresso ai
nomi pronunciati dal palco dei due ospiti del governo. Qualche
fischio anche per Emma Marcegaglia e Renata Polverini. Proteste
anche nei confronti dei leader di Cisl e Uil Bonanni e Angeletti.
Angeletti,
per unità sindacale serve buona politica
(05/05) 11:23 - “L'importante è la buona politica,
solo una buona politica può far ritrovare il dialogo
fra i sindacati”. Così il leader della Uil,
Luigi Angeletti, a margine del congresso, risponde ai cronisti
che gli chiedono se questa occasione servirà a far
ritrovare l'unità sindacale. RB
Il
congresso saluta con un lungo applauso e alzandosi in piedi
il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro
(05/05) 11:20 -
Enrico
Panini incontra i giovani dipendenti Cgil
(05/05) 11:05 - Prima dell’inizio del congresso Enrico
Panini, segretario confederale della Cgil, ha incontrato
un gruppo di giovani provenienti da varie località
del sud Italia che lamentano problemi di lavoro con la Cgil.
Dopo avere ascoltato le loro richieste – una diversa
dall’altra: dalla “ingiustificata interruzione
del lavoro” di una ragazza di Cosenza alla “mancata
assunzione” di una ragazza di Palermo, dai “rapporti
difficili” con la Cgil lamentati da una giovane di
Ragusa ai problemi denunciati da un gruppo di giovani dipendenti
di una società fiscale della Cgil – Panini
ha assunto l’impegno di fare incontrare i giovani
con i singoli responsabili delle strutture di riferimento.
La riunione avrà luogo all’una, dopo la relazione
del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. CG
Il
congresso si apre con l’inno dei lavoratori, seguito
da quello di Mameli
(05/05) 11:04 -
Sacconi,
non escludo novità su ddl lavoro
(05/05) 11:03 - “Perché no, correzioni al testo
non sono escluse, ma l'importante è che prima Cgil,
Cisl e Uil ritrovino l'unità sindacale”. Così
il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, arrivando al congresso
della Cgil risponde ai cronisti che gli chiedono se ci saranno
novità nel nuovo passaggio parlamentare al Senato
del ddl lavoro che introduce l'arbitrato.
Sul
palco si sono salutati Guglielmo Epifani ed Emma Marcegaglia
(05/05) 10:55 -
Schifani,
la Cgil difende i diritti fondamentali della Costituzione
(05/05) 10:31 - "Desidero evidenziare l'importanza
dell'attività svolta quotidianamente da tutti voi
per difendere uno dei diritti fondamentali della nostra
Costituzione". Così il Presidente del Senato,
Renato Schifani, nel messaggio inviato al Congresso. "La
crisi che sta attraversando il nostro Paese – ha aggiunto
il presidente del Senato - deve essere combattuta mirando
sempre alla rioccupazione, attraverso percorsi di formazione,
e riqualificazione, che possano nuovamente inserire nel
mondo del lavoro coloro che ne sono momentaneamente fuori".
"Occupazione significa solidarietà sociale,
equità, benessere, e la loro realizzazione richiede
un'assunzione di responsabilità da parte di tutta
la società, oltre che dello Stato e delle Istituzioni.
Nell'auspicio che da queste giornate possano derivare utili
spunti per garantire a tutti i cittadini la piena realizzazione
del diritto ad un'occupazione certa e adeguatamente retribuita,
auguro - conclude il presidente del Senato - pieno successo
all'iniziativa e invio a lei e a tutti gli intervenuti i
miei più cordiali saluti".
Il
programma di mercoledì 5 maggio
(05/05) 10:20 - Ore 9.00 – Registrazione dei delegati
e delle delegate Ore 10.00 – Apertura del Congresso
- Elezione della Presidenza e del Presidente del Congresso
- Proiezione video “La nostra gente - Quattro anni
della nostra storia” - Saluto di Graziano Urbinati,
segretario generale della Camera del Lavoro di Rimini -
Saluto di Alberto Ravaioli, Sindaco di Rimini Ore 11.00
– Relazione di Guglielmo Epifani, segretario generale
della Cgil Ore 12.30 – Adempimenti congressuali -
Elezione delle Commissioni: · Elettorale e Statuto
· Politica e Programma Fondamentale · Verifica
Poteri Ore 13.00 – Sospensione dei lavori Ore 14.30
– Ripresa dei lavori e dibattito Ore 16.00 –
Intervento di Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della
Repubblica e presidente dell’Associazione ‘Salviamo
la Costituzione’ Ore 17 – Interventi - Guy Reader,
segretario generale della Confederazione Internazionale
dei Sindacati - Luca Palamara, presidente dell’Associazione
Nazionale Magistrati Ore 19.00 – Interruzione di lavori
Assisteranno ai lavori la presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, i segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti, il sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio, Gianni Letta, il ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi
Bersani, il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio
Di Pietro, il portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Libertà,
Nichi Vendola, e il segretario di Rifondazione Comunista,
Paolo Ferrero.
Bonanni,
mi aspetto ospitalità
(05/05) 10:15 - “Quando si va in casa altrui ci si
aspetta ospitalità. Auspico un ritorno a uno spirito
unitario, risolvendo i problemi tra di noi che riguardano
questioni sindacali e non personali”. Così
nei giorni scorsi giovedì il leader della Cisl, Raffaele
Bonanni, parlando della sua presenza a Rimini.
Sacconi,
partecipo con rispetto e attenzione
(05/05) 10:06 - “Sarò al congresso della Cgil
con rispetto e attenzione”. Così nei giorni
scorsi il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha confermato
la sua presenza alle assise di Rimini aggiungendo che “è
auspicabile una ricomposizione tra le grandi organizzazioni
sindacali” a partire dai contratti”.
Inizia
il congresso della Cgil
(05/05) 09:43 - "Per difendere il lavoro e liberare
i diritti", questo il titolo del 16° congresso
della Cgil che si apre stamani a Rimini. Ad avviare i lavori
sarà il segretario generale Guglielmo Epifani con
la relazione in programma per le 11.
Il
programma di mercoledì 5 maggio
(03/05) 12:46 - Ore 9.00 – Registrazione dei delegati
e delle delegate Ore 10.00 – Apertura del Congresso
- Elezione della Presidenza e del Presidente del Congresso
- Proiezione video “La nostra gente - Quattro anni
della nostra storia” - Saluto di Graziano Urbinati,
segretario generale della Camera del Lavoro di Rimini -
Saluto di Alberto Ravaioli, Sindaco di Rimini Ore 11.00
– Relazione di Guglielmo Epifani, segretario generale
della Cgil Ore 12.30 – Adempimenti congressuali -
Elezione delle Commissioni: · Elettorale e Statuto
· Politica e Programma Fondamentale · Verifica
Poteri Ore 13.00 – Sospensione dei lavori Ore 14.30
– Ripresa dei lavori e dibattito Ore 16.00 –
Intervento di Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della
Repubblica e presidente dell’Associazione ‘Salviamo
la Costituzione’ Ore 17 – Interventi - Guy Reader,
segretario generale della Confederazione Internazionale
dei Sindacati - Luca Palamara, presidente dell’Associazione
Nazionale Magistrati Ore 19.00 – Interruzione di lavori
Assisteranno ai lavori la presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, i segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti, il sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio, Gianni Letta, il ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi
Bersani, il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio
Di Pietro, il portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Libertà,
Nichi Vendola, e il segretario di Rifondazione Comunista,
Paolo Ferrero.
Diretta
non stop audio-video-web
(03/05) 12:40 - I quattro giorni del congresso verranno
seguiti in diretta audio e video dal portale della Cgil
(www.cgil.it). Aggiornamenti costanti, foto e approfondimenti
saranno pubblicati sul sito della confederazione grazie
a un gruppo di lavoro costituito dal portale stesso, dall’ufficio
stampa nazionale, da Rassegna Sindacale e Rassegna.it, e
da Radioarticolo1.it che andrà in diretta non stop.
Non mancheranno gli aggiornamenti in diretta sui profili
twitter e facebook della Cgil. L’intera area sarà
coperta da una connessione wi-fi, libera e gratuita, e sistemi
operativi e software in open source. Mega schermi in plenaria
e monitor nelle altre sale seguiranno i lavori e proietteranno
i video prodotti per il congresso.
Parte
il congresso della Cgil
(03/05) 12:38 - Lavoro e occupazione, ecco le parole d’ordine
del 16° congresso della Cgil che si terrà a Rimini
dal 5 all’8 maggio con oltre mille delegati e tremila
ospiti. Ad aprire i lavori mercoledì 5 maggio sarà
Guglielmo Epifani con la relazione in programma per le 11.
Nel pomeriggio partirà il dibattito e sono in programma
gli interventi di Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito
della Repubblica, Guy Reader (segretario generale Ces) e
Luca Palamara (presidente Anm). Giovedì 6 maggio
attesa per gli interventi dei leader di Cisl e Uil, Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti. Venerdì 7 maggio sarà
invece una giornata interamente dedicata al dibattito intervallata
nel pomeriggio dall’intervento di Umberto Romagnoli,
Professore emerito di Diritto del Lavoro all’Università
di Bologna. Infine, sabato 8 maggio alle ore 11 le conclusioni
di Epifani con i consueti adempimenti conclusivi e l’immediata
convocazione del direttivo per procedere all’elezione
del segretario generale. |
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Giorgio
Cremaschi |
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Fausto
Durante |
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Segretario
Nazionale della FIOM |
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Segretario
Nazionale ed esponente della cosiddetta ala riformista
della FIOM |
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Il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non firma
il ddl lavoro: il testo torna al Parlamento <vedi
link>.
La CGIL ha criticato il testo di legge duramente - anche
attraverso lo sciopero generale <vedi
link> del 12 marzo - per l'aggiramento
dell'articolo 18 <vedi
link> dello Statuto dei diritti dei lavoratori.
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I
diritti e il lavoro oltre la crisi
Primo firmatario Guglielmo Epifani
Segui
tutte le iniziative su: www.perlacgil.it
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Spett.le
Redazione,
per
vostra opportuna conoscenza chiediamo pubblicazione dei
documenti approvati dal Comitato Centrale della FIOM e
della lettera di diffida, licenziata dalla Consulta giuridica,
che la FIOM invierà alle aziende associate a Federmeccanica
e Assital (per il momento sono escluse le aziende artigiane
o associate a Confapi).
Come Lavoratori Techno Sky è necessario che sappiate
dell'imminente invio delle lettere.
RSU
FIOM-CGIL Techno Sky - Milano Linate
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| Bologna
assemblea generale dei delegati FIOM del 30 ottobre 2009 |
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| Intervento
del Segretario Generale FIOM-CGIL G. Rinaldini |
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SOTTOPORRE
L'ACCORDO SEPARATO AL REFERENDUM DI TUTTE LE LAVORATRICI
E I LAVORATORI METALMECCANICI
E'
stato siglato l'accordo separato sul contratto nazionale
dei metalmeccanici che noi consideriamo illegittimo sulla
parte normativa.
Per
quanto riguarda l'aumento retributivo manteniamo ferma la
nostra piattaforma e la nostra richiesta per quanto riguarda
il biennio.
Quello
che è stato concordato lo consideriamo semplicemente
un anticipo.
Il
punto è questo: noi chiediamo a Fim e Uilm di sottoporre
l'accordo separato al referendum di tutte le lavoratrici
e di tutti i lavoratori metalmeccanici.
Noi
non applicheremo le regole di un accordo separato che non
viene sottoposto al voto dei lavoratori.
Se
ci sono modifiche peggiorative sulla parte normativa si
aprirà inevitabilmente anche un contenzioso legale
ovunque le si intendesse applicare.
Per
quanto riguarda le nostre iniziative: noi apriremo una campagna
nazionale sul problema della democrazia, perché questo
non è più solo un problema sindacale, ma un
problema politico enorme e nella contrattazione noi non
applicheremo le eventuali regole che sono state definite.
Per noi l'unico vincolo è il voto delle lavoratrici
e dei lavoratori.
Se
non si vuole questa deriva, che è l'esatto opposto
della coesione sociale che viene invocata, c'è uno
strumento: quello della democrazia.
Noi,
lo ripeto, ci atteniamo al voto dei lavoratori. Che abbiano
il coraggio di presentare e sottoporre l'accordo separato
al referendum di tutti i diretti interessati, con l'impegno
da parte di tutti di attenersi alla volontà che esprimeranno.
Altrimenti
è un puro e semplice sopruso e, come tale, non potrà
non essere contrastato in tutti i modi da parte nostra.
Roma,
15 ottobre 2009
Gianni
Rinaldini
Segretario
Generale FIOM-CGIL |
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| Rinnovo
C.C.N.L.
La
FIOM-CGIL invita le Lavoratrici e i
Lavoratori a presenziare alle assemblee
informative, per poi esprimere il proprio
parere tramite il REFERENDUM
SULL'IPOTESI DI RINNOVO DEL C.C.N.L.,
approvata, all'unanimità, dall'Assemblea
Nazionale della FIOM-CGIL in data 30
giugno 2009.
La
consultazione referendaria nazionale
terminerà in data 29
luglio 2009
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Sintesi
dell' ipotesi di piattaforma per il biennio economico 2010-2011 |
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